La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Impressione strana.

Sono qui a Milano dal giorno 5 e ci resterò fino al 26, giorno in cui ritornerò a casa per le elezioni.
È sempre un rischio partire nel periodo in cui nelle giornate le temperature possono variare, e di molto. Pensavo di essermi attrezzata bene per vestirmi, come si suol dire, “a cipolla”, pronta ad ogni evenienza : magliette leggere, ma con la manica lunga, eventualmente da rimboccare; un gilet lungo in maglia di cotone; una giacca di lana pesante; una giacchina impermeabile leggera e sfoderata e gli immancabili jeans.
Non è bastato: il freddo intenso dei giorni scorsi mi ha costretto a comperare in tutta fretta un giaccone impermeabile imbottito con cappuccio per evitare di prendere qualche malanno.
Impermeabile grazioso, di un giallo luminoso,

perfetto per le giornate grigie, non c’è che dire, solo che guardandomi allo specchio continuavo a ripetermi che c’era qualcosa di strano, una sorta di deja-vu…🤔
Infine ho capito.
Mi sembrava di essere la nonna della piccola Greta. 😂

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La città che cambia

Manco da Milano da nemmeno 2 mesi, e già ci sono molti cambiamenti in viale Monza.
L’ultima trattoria milanese ha ceduto il posto all’ennesimo ristorante cinese. Sempre cinese un altro grande emporio (Supermercato? Grande magazzino? Devo ancora verificare). Poco distante, forse un 20 metri, c’è invece un PAM, e quello potrebbe tornarmi utile per la spesa. Di fronte ha aperto un ristorante coreano, mentre la Gelateria Etnica è stata sostituita da un ristorante, credo filippino.
Come rimpiango il vecchio viale Monza con le sue bottegucce dove ci si fermava a chiacchierare con il proprietario.
Per ora tengono duro le farmacie, una cartoleria, un negozio di giocattoli, anche se l’insegna è ormai a pezzi e pochi altri esercizi, ma l’ondata extracomunitaria avanza sempre di più: bar, ristoranti, ortofrutta, sartorie, parrucchieri, fast food, accessori per computer e cellulari… Tutto in mano a loro.
Anche una grande concessionaria di auto sta chiudendo ed ha già tolto l’insegna: vedremo chi verrà al suo posto.
Leggo che la zona in cui risiedo ha il pomposo nome di No.Lo. e che sarebbe anche ben valutata.
No.Lo. è l’acronimo di “Nord di Loreto” , e precisamente quella zona compresa tra Turro e Rovereto, (due fermate della M1, “la rossa”).
Beh, io sto a Rovereto, ma non mi sembra proprio che ci siano stati grandi miglioramenti: qualcosa è stato fatto in piazza Morbegno e da qualche altra parte, ma nulla di più.
E la zona sembra peggiorare di giorno in giorno.


Domani si parte.

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Valigia pronta…

Naturalmente si ritorna a Milano.

L’unica cosa è scegliere quali libri portare dietro: ho voglia di rileggere qualche vecchio libro, uno tra i miei preferiti che non sfoglio da tempo…ne porterò tre, ma quale scegliere tra questi? L’unico certo per ora è “La recita di Bolzano”.

Quali però lasciare a casa?


Milano. Pioggia.

Una settimana a Lubiana (devo ancora postare qualcosa di questo viaggio, ma ho poco tempo ed una pessima connessione), poi una settimana a casa e domenica scorsa subito dopo aver votato, nuovamente in partenza, questa volta tanto per cambiare per Milano.
Fino a ieri ci sono state giornate stupende: cielo terso, temperature ideali, un giorno perfino quasi estive (29 gradi), ma da ieri piove.
Milano mi piace con il bel tempo, ma con la pioggia ha un suo fascino particolare.
L’asfalto ed il pavé, lucidi come specchi, riflettono gli edifici ed i monumenti, ed in tutto quel grigiore spiccano i colori dei tram, le luci dei semafori sembrano gemme ed agli ingressi della metropolitana spuntano i venditori di ombrelli variopinti. I giorni di pioggia sono quelli in cui i musei e le mostre vengono presi letteralmente d’assalto, e per questo noi li evitiamo accuratamente. Meglio farsi un lungo giro in tram, prendendolo possibilmente al capolinea in modo da restare comodamente seduti, e poi fermarsi in un locale a sorseggiare una bevanda calda e fumante, osservando la gente che, nonostante tutto, si muove frettolosamente come negli altri giorni.
Ed ora mi preparo: scarpe in Goretex, giacca impermeabile con il cappuccio, zainetto… e fuori, a sfidare il maltempo.


…’me piöv!

…’me piöv! ‘me fresca la citâ nel piöv!
quèl verd del camion, l’umbrèla che camina,
la lüs sghemba di tram ch’j slisa al vent,
e mì che sogni el nient – va e vègn la mina
süj strâd chì, de Milan, tra ‘l curr di gent
e j urelogg ch’în ferma stamatina –
e la mia vûs la cerca el firmament…
‘me piöv süj mè penser, e sü quj ciar
che mett paüra dai macchin ‘me indurment…
…ah bèl guttà che stagna e desfa i sò mister,
nüm chì càntum amô sensa savèl
de quèl che al quiss del vìv slengua i penser.

Franco Loi

Dipinto Giuseppe Faraone

…come piove! com’è fresca la città nella pioggia!
quel verde del camion, l’ombrello che cammina,
la luce sghemba dei tram che scivolano nel vento,
e io che sogno il vento – vanno e vengono le ragazze
sulle strade, queste di Milano, tra il correre della gente
e gli orologi che sono fermi questa mattina –
e la mia voce cerca il firmamento…
come piove sui miei pensieri, e sui quei chiarori
che mettono paura dalle macchine addormentate…
…ah bel gocciolare che ristagna e scioglie i suoi misteri,
noi che cantiamo ancora senza saperlo
di quello che nell’essenza del vivere disfa i pensieri. 


Luci.

Giornata al lago dalla nostra amica, bella come sempre, con il giardino fiorito ed i soliti gatti che o sonnecchiano al sole o, i nuovi che non ci conoscono, schizzano via come saette.
Ripartiamo verso le 19.20, il sole si sta abbassando, e riflette il suo splendore sull’acqua del lago, tanto intensamente da accecarci .
Traffico stranamente poco intenso, fino alla barriera di Lainate.
Ore 20.30 circa, inizia ad imbrunire .
La bellezza di Milano quando il cielo scurisce… Presso Rho ci accoglie l’Albero della Vita, tutto illuminato di rosso. Non so se sia sempre così o solo in questo periodo per il Salone del Mobile, comunque fa davvero un bell’effetto. Poco dopo i lampioni di Viale Certosa iniziano ad accendersi, anche se il crepuscolo è appena iniziato e così tutte le insegne al neon. È tutto uno sfolgorare di colori vivaci e, naturalmente, mi ricorda la canzone di Giorgio Gaber “Com’è bella la città” 😊.
La parte migliore arriva però nella zona di Porta Nuova, con tutti i grattacieli illuminati uno spettacolo entusiasmante, specie la guglia Unicredit.
Infine corso Buones Aires e Viale Monza, un lungo serpentone di fari rossi a destra, chiari a sinistra.
Luci, luci, luci.


Grigio

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Da domenica siamo ancora a Milano e, tranne il giorno dell’arrivo in cui c’era un caldo quasi estivo, il tempo si è nuovamente messo al brutto.
A volte c’è un’umidità appiccicosa che rende viscido il pavé, a volte pioggia, con vaste pozze dove si riflettono le automobili, i palazzi, le gambe delle persone. Per di più fa anche freddo, il che mi fa rimpiangere i leggeri piumotti che ho lasciato a casa, caldi e soprattutto colorati – rosso magenta e verde oltremare -, non come la giacca semi impermeabile blu scuro che sto indossando in questi giorni .

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Grigio, grigio, grigio dappertutto.

Grigio il cielo, l’asfalto, la retinatura dei vetri del tram,  i vestiti delle persone, persino i loro visi, che fanno desiderare tanta voglia di colore.


Allora lo cerchi nei capelli rosa shocking di una cinesina avviluppata in una larga felpa, nella rossa lattina di coca cola gettata tra le rotaie del tram, nella tenda di un bar dall’interno illuminato…

Purtroppo le previsioni non sono per nulla buone: il maltempo dovrebbe imperversare ancora per vari giorni, e questo mi intristisce ancora di più.

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Capodanno

 

No, non parlo del nostro, che è già trascorso, ma di quello cinese che si sta avvicinando.

Ed allora anche a Milano, nel quartiere orientale, in via Paolo Sarpi, ci si sta già preparando per l’anno del Cane, che inizierà nella notte tra il 15 ed il 16 febbraio.

Quindi, tolte le luminarie natalizie, ecco comparire le tradizionali lanterne rosse che rallegrano tutta la via.


Uno strano rito

“Schiscià i ball” al toro in Galleria.
La tradizione nacque quando Torino divenne capitale, con grande disappunto dei milanesi, e vorrebbe che i giri sui “gioielli” del bovino perché portino fortuna siano tre ed effettuati esclusivamente l’ultimo giorno dell’anno rigorosamente col tallone del piede destro, altrimenti si ottiene l’effetto contrario. Evidentemente molti non conoscono queste condizioni , perché quotidianamente c’è la coda per adempiere a questo strano e scaramantico rito, tanto da provocare un buco profondo al posto degli “attributi”, il che costringe l’amministrazione meneghina a rifare frequentemente il mosaico.


Capodanno

Mio marito ed io abbiamo ripreso una vecchia abitudine: partire per Milano la mattina del primo gennaio. Ci siamo alzati presto, abbiamo caricato i bagagli in macchina e via… Le strade pressoché vuote, solo qualche auto. Il cielo ancora scuro faceva risaltare le luminarie natalizie,

un freddo “pulito” per via di un leggero nevischio che mano a mano andava aumentando, fino a trasformarsi, subito dopo il casello di Ora, in una vera e propria nevicata che ci ha accompagnati fino a Rovereto. Un incanto. Un viaggio tranquillo, traffico quasi inesistente anche quando siamo finalmente arrivati. Quasi certamente stavano tutti smaltendo il cenone e riposando dopo i festeggiamenti di San Silvestro. E così, mentre gli altri ronfavano ancora, noi ci siamo goduti un viaggio bellissimo.