La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Senza categoria

Specchio

Sono d’argento e rigoroso. Non ho preconcetti.
Quello che vedo lo ingoio all’istante
così com’è, non velato da amore o da avversione.
Non sono crudele, sono solo veritiero
l’occhio di un piccolo dio, quadrangolare.
Passo molte ore a meditare sulla parete di fronte.
È rosa e macchiettata. La guardo da tanto tempo
che credo faccia parte del mio cuore. Ma c’è e non c’è.
Facce e buio ci separano ripetutamente.
Ora sono un lago. Una donna si china su di me,
cercando nella mia distesa ciò che essa è veramente.
Poi si volge alle candele o alla luna, quelle bugiarde.
Vedo la sua schiena e la rifletto fedelmente.
Lei mi ricompensa con lacrime e un agitare di mani.
Sono importante per lei. Va e viene.
Ogni mattina è sua la faccia che prende il posto del buio.
In me ha annegato una ragazza e in me una vecchia
sale verso di lei giorno dopo giorno come un pesce tremendo.
Sylvia Plath

 

Annunci

Parere personale

Poi non ditemi che Greta non è un fenomeno mediatico!

Con un tempismo quanto mai opportuno, subito dopo la grande manifestazione degli studenti a favore del clima (*) il 15 marzo scorso, esce, tradotto anche in italiano, il secondo libro sulla famiglia della ragazzina, “La nostra casa è in fiamme”, scritto dalla madre della ragazzina, la cantante Malena Emmann.

La madre aveva dato alle stampe il primo libro nell’agosto scorso e, guarda caso, in quei giorni Greta iniziava il suo “sciopero scolastico”.

Resta il fatto che Greta, secondo quanto raccontato dal giornalista svedese Andreas Henriksson, non muove un passo senza essere seguita da una troupe televisiva e da uno staff di persone che le suggeriscono cosa dire e in quale modo.

Quello che mi stupisce è l’enorme macchina che si muove dietro a questa giovanissima svedese che viene accolta con tutti gli onori dagli esponenti più in vista della terra, gli stessi che magari se ne fregano di tantissimi bimbi che muoiono di fame e preferiscono destinare le proprie risorse all’acquisto di armi, però i mass media ci tengono ad informarci che questi potenti vengono zittiti da una ragazzina.

La notizia fa colpo: pare di rivivere la storia di Davide e Golia: Greta, senza armi, solo con le parole, combatte per noi, Greta vuole salvare l’umanità, Greta silenzia le massime autorità… Ma vi pare possibile? Secondo voi i potenti invitano una sedicenne solo per farsi zittire? I potenti della terra di certo non si fanno intimorire, ed accettano Greta perché a loro una simile mossa mediatica fa solo pubblicità o incrementa i loro affari, anche perché Greta che fa? Attacca Trump (fa sempre figo attaccare il Presidente USA, che è il personaggio brutto sporco e cattivo per antonomasia perché non aderisce più al protocollo di Kyoto), però dimentica di citare Cina ed India, che sono i maggiori inquinatori al mondo.

 

Ma mi faccia il piacere”, direbbe la buonanima di Totò.

 

(*) Gli stessi studenti pecoroni che interrogati da un cronista televisivo addebitano la colpa dei cambiamenti climatici allo spread e dicono che si manifestano col fatto che “non ci sono più le mezze stagioni”


L’eccidio

C’è da rimanere sconvolti.

40 persone uccise mentre circa altre 30 sono ferite più o meno gravemente.

Spesso il luogo degli attentati è stato un lungomare, un ristorante, un teatro, un mercatino natalizio, sovente delle chiese, specialmente in Africa, oppure delle Sinagoghe.

Anche alcune moschee erano state attaccate nell’ambito della lotta tra sciiti, sunniti, wahabiti e tutte le varie formazioni in cui si scinde l’Islam, però mai si erano verificati attacchi alle moschee da parte di non musulmani.

Sconvolti, certamente, perché le vittime stavano semplicemente pregando; ancora peggio leggere che l’assassino, un certo Brenton Tarrant, aveva filmato tutto il massacro con una telecamera fissata sul casco che indossava e che ha registrato tutti i 17 minuti di orrore e terrore.

Un contatto di Facebook mi ha inviato il filmato prima che Youtube lo cancellasse… non l’ho aperto e l’ho eliminato subito.

Non c’è alcuna differenza tra queste vittime, uccise da un “suprematista bianco” (qualunque cosa voglia significare questo termine) e quelle assassinate nelle chiese o nelle sinagoghe.

Leggo di persone che pur condannando l’eccidio in parte lo giustificano perché anche gli islamici hanno ammazzato gente inerme. Non si può agire allo stesso modo di un assassino perché lui ha ucciso per primo: è un mettersi allo stesso suo livello, barbaro e incivile.

Ancor più sconvolgente invece leggere commenti che addirittura approvano quanto è successo, mentre per altri la colpa, naturalmente, è di Salvini per il solo fatto di aver detto che il terrorismo islamico va attenzionato…non mi capacito di tanta cattiveria e di tanta stupidità.


Sotto la pioggia

Sotto la pioggia camminava la primavera
con i suoi piedi esili e lunghi sull’asfalto di Mosca
chiusa tra gli pneumatici i motori le stoffe le pelli
il mio cardiogramma era pessimo quel giorno
quel che si attende verrà in un’ora inattesa
verrà tutto da solo
senza condurre con sé
coloro che già partirono
suonavano il primo concerto di Ciajkowskij sotto la pioggia
salirai le scale senza di me
un garofano sta all’ultimo piano della casa al balcone
sotto la pioggia camminava la primavera
con i suoi piedi esili e lunghi sull’asfalto di Mosca
ti sei seduta di fronte a me non mi vedi
sorridi a una tristezza che fuma lontano
la primavera ti porta via da me ti conduce altrove
e un giorno non tornerai più ti perderai nella pioggia.

Nazim Hikmet, Mosca 1962

 


Variazioni climatiche

Come cambiano le cose a distanza di “relativamente” pochi anni.

Erano gli anni’70 e sui giornali scrivevano di un ritorno all’era glaciale, e lo stesso argomentavano fior di esperti in televisione. Molti ipotizzavano l’inaridirsi dei pozzi petroliferi intorno al 2000, e questa fu, oltre al fattore economico, la causa di tante domeniche a piedi. Pochi anni dopo iniziò il tormentone del surriscaldamento, in parte per via del Niňo, poi della Niňa, degli alisei, dei controalisei, della Corrente del Golfo e chi ne ha, più ne metta. Più tardi si fece strada l’ipotesi del riscaldamento globale di origine antropica (AGW), e pure qui si scontrarono i soliti esperti, chi a favore di questa teoria e chi no.

Basterebbe studiare i carotaggi antartici per vedere che nel corso delle varie ere che si sono succedute i periodi caldi e freddi si sono alternati regolarmente, e che molto dipende anche dal ciclo undecennale delle macchie solari. Ricordiamo pure che la Groenlandia, ora praticamente ricoperta di ghiaccio, si chiama così (il significato letterale è Terra Verde) perché anticamente era ricoperta di prati e boschi.

Ora una ragazzetta sedicenne, che per come veste e per le treccine che incorniciano il suo bel visetto tondo dimostra molto meno della sua età, è assurta al rango di esperta in climatologia, e gira il mondo tenendo conferenze sull’emergenza climatica a causa della quale dovremmo arrostire tutti. Scomparso il pericolo della paventata glaciazione, che non si è mai verificata, appare ora quello del surriscaldamento, altrettanto improbabile. Al Gore, vicepresidente USA con Bill Clinton, aveva addirittura ipotizzato l’estinzione del genere umano entro il 2010 sempre a causa delle variazioni climatiche.

Certamente bisogna porre rimedio all’inquinamento ed alla massa di rifiuti che produciamo, però non attribuiamo colpe inesistenti al genere umano: i profeti di sventura dei decenni passati hanno toppato in pieno, non facciamo altrettanto pure noi.

E sempre a proposito di Greta, sembra che la vogliano candidare al Nobel per la pace: premesso che non vedo la corrispondenza tra la pace e l’emergenza climatica, non sarebbe meglio candidare Nasrin Sotoudeh, condannata a 38 anni di carcere e a 138 frustate solo per aver difeso il diritto delle iraniane a non girare velate?


L’abbraccio

Quando ci siamo intravisti, l’aria fra noi
ha gettato d’un tratto,
la sua immagine degli alberi, indifferenti e vuoti,
da cui si lasciava attraversare.

Oh, ci siamo lanciati, chiamandoci per nome,
l’uno verso l’altro, e così velocemente,
che il tempo si è schiacciato fra i nostri petti,
e l’ora, colpita, si è frantumata in minuti. 

Avrei voluto conservarti tra le mie braccia
così come tengo il corpo dell’infanzia, nel passato,
con le sue morti irripetibili.
E avrei voluto abbracciarti con le costole. 

Nichita Stanescu 

 


Allo specchio

Ho osservato il mio specchio

e vi ho visto

una donna

pienamente soddisfatta

con gli occhi brillanti

d’una squisita malizia.

 

L’ho invidiata

Lei mi apre

le sue ampie porte.

Mi chiama

e mi spinge a lanciarmi

nel suo spazio

e come un uccello

davanti alla porta aperta della gabbia

non oso.

Maram al Masri

 


La donna che guarda dalla finestra

La donna che guarda dalla finestra
vorrebbe avere delle lunghe braccia
per prendere il mondo
il suo Nord e il suo Sud
il suo Est e il suo Ovest
nel suo grembo
come una tenera madre
vorrebbe avere grandi mani
per carezzare i suoi capelli
scrivere delle poesie
per alleviare la sua pena.

Maram al Masri

La femme qui regarde par la fenêtre
a envie d’avoir de long bras
pour prendre le monde
son Nord et son Sud
son Est et son Ouest
dans son giron
comme une tendre mère

envie d’avoir de grandes mains
pour caresser ses cheveux

écrire des poèmes
pour alléger son chagrin

 


Le donne lo sanno

Le donne lo sanno
Che niente è perduto
Che il cielo è leggero
Però non è vuoto
Le donne lo sanno

Le donne l’han sempre saputo

Luciano Ligabue

Immagine di Elena Yushina


Paneveggio

Ieri abbiamo saltato un giretto in auto che avevamo programmato, in quanto era martedì grasso, così lo abbiamo spostato ad oggi.

Dove si va? Era da tanto che non ci recavamo a Paneveggio, passo Rolle, le pale di San Martino e zone limitrofe… Del resto, non ho mai nascosto di essere un “animale” di montagna, specie se si tratta delle Dolomiti.

Il parco di Paneveggio è chiamato anche “la foresta dei violini”: è ricca di abeti rossi, che costituiscono il 90% degli alberi presenti, mentre il restante 10% si divide tra abeti bianchi, larici e pini cembri, a seconda dell’altezza.

Per la qualità del legname, dicono che lo stesso Stradivari, quattrocento anni fa, vi si recasse a scegliere gli alberi migliori per la fabbricazione dei suoi violini, in quanto l’abete rosso, grazie alla sua elasticità, è particolarmente adatto a questo scopo, trasmettendo meglio il suono ed è quindi adattissimo per la costruzione della cassa armonica di tali strumenti.

 

Però abbiamo avuto una brutta sorpresa: ricordiamo le fortissime raffiche di vento che hanno imperversato tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre dello scorso anno? Ecco come era ridotta allora la foresta.(foto da internet)

Ovviamente molti alberi sono stati rimossi, ed al loro posto si vedono moltissime cataste ordinate di tronchi, ma molte zone presentano ancora alberi sradicati con tutte le loro zolle, mentre nel folto del bosco, non raggiungibile dai mezzi, altri abeti abbattuti si appoggiano su quelli sani: uno strazio vedere quella che era una bellissima zona verde ridotta in questo modo.

Questa sotto invece è una foto che ho scattato ad Imèr, nella valle del Primiero, verso il lago Schenèr, sempre in Trentino: anche qui, sulla sponda opposta, si notano ancora i tronchi divelti. Viene da piangere pensando che per ricostituire questo magnifico patrimonio boschivo ci vorrà oltre un secolo.