La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Senza categoria

Luna

E tu, luna! Vidi anche te. Sempre amica mi fosti, o luna. Certe volte ti vidi fra brandelli di nubi in movimento. Certe volte ti scopersi all’improvviso, falce sottilissima nei fuochi del tramonto; quasi trasparente. Da ragazzo ti guardavo a lungo, appoggiato al davanzale, e tu mi parlavi, mi parlavi in un linguaggio che io non intendevo. Ma adesso non mi parli più. È successo qualcosa fra noi. O assai di rado mi dici qualche parola nel tuo linguaggio che io nemmeno ora intendo. Ma subito mi stanco di guardarti.
Luna casalinga. Certe volte sei proprio domestica e semplice. Il mondo sembra una casa e tu stai al posto tuo.
Certe volte cammini in un cielo che sembra coperto di lucidi aghi di pini.
Fraternizzi coi ruderi, conosci il segreto dei castelli incantati.
Quando non c’è nessuno scendi silenziosa nei cortili imbiancati delle moschee deserte.
Luna caliginosa. Anche te dovevo vedere, in un cielo color lavagna.
Per il fatto di essere nato.
Ho potuto così sapere che c’è la stella Sirio.
Se no, pensate, non ne avrei saputo niente.
Certe volte, luna, te la fai con un cielo ingombro dei rottami di nuvole bianche, sul mare tutto bianco di spume e in disordine.
Eri la luna.
Io avevo sempre creduto che tu fossi la luna.
Un bel giorno sento dire: non è la luna è un atomo; è un elemento d’un atomo, di cui il sole è l’elettrone. Nell’universo, è zero; è un punto infinitamente piccolo.
Possibile?
Oh, luna, ti avevo messo nel mio cielo, in un posto d’onore.
Non ti vidi più. Il pensiero ti aveva nascosta, eri scomparsa. Distrutta.
Ma ora capisco: la luna è la luna.
Che vuole il pensiero fra me e te?
(Achille Campanile)

Annunci

Sereno

 
Dopo tanta

nebbia

a una

a una

si svelano

le stelle

Respiro

il fresco

che mi lascia

il colore del cielo

Mi riconosco

immagine passeggera

Presa in un giro

Immortale.

(Giuseppe Ungaretti)  


Svolta a destra


C’era da aspettarselo.
Appena uscita la notizia della vittoria delle destre in Austria, non è parso vero ai mass media nostrani di evocare le solite parole: xenofobia, razzismo, populismo e chi più ne ha, più ne metta.
Nessuno che ragioni con un briciolo di buon senso, considerando gli altri movimenti europei che virano in senso opposto alla dissennata politica pro immigrazione.
Il Gruppo di Visegrad (Repubblica ceca, Slovacchia, Polonia e l’Ungheria di Orban), in Germania il forte balzo di AfD, il Front Nationale di Marine Le Pen in Francia, il PVV di Wilders in Olanda, la coalizione di destra in Norvegia, non rappresentano altro che il sentimento della gente comune che è stanca di immigrazione selvaggia, multiculturalismo, asservimento ai diktat islamici, attentati terroristici. 

E paradossalmente la maggioranza di chi invece continua a sostenerla, con costi e disagi notevoli, è proprio l’Italia.
Tant’è, ci accontentiamo di un buffetto sulla testa ed i complimenti fasulli degli euroburocrati che ci dicono che noi abbiamo salvato l’onore dell’Europa.


L’ombra dell’albero

E’ arrivato l’autunno, coprimi il cuore con qualcosa,
con l’ombra di un albero oppure meglio con l’ombra tua. 
Ho paura a volte di non rivederti mai più,
che mi cresceranno ali sottili fino alle nuvole,
che ti nasconderai dentro un occhio straniero,
e lui si chiuderà con la foglia di assenzio.
E allora mi avvicino alle pietre e taccio,
prendo le parole e le annego nel mare
fischio alla luna, la faccio spuntare e la trasformo
in un grande amore”. 

Nichita Stanescu 


Egoismo

L’egoista non ama troppo se stesso, ma troppo poco; in realtà odia se stesso.
Questa mancanza di amore per sé, che è solo un’espressione di mancanza di produttività, lo lascia vuoto e frustrato.
È solo un essere infelice e ansioso di trarre dalla vita le soddisfazioni che impedisce a se stesso di raggiungere.
Sembra interessarsi troppo di sé, ma in realtà non fa che un inutile tentativo di compensare la mancanza di amore per sé.

Erich Fromm


Partire

Desidero partire: 


non verso le Indie impossibili

 
o verso le grandi isole a Sud di tutto,

 
ma verso un luogo qualsiasi,

 
villaggio o eremo,

 
che possegga la virtù di non essere questo luogo

.
Non voglio più vedere questi volti,

 
queste abitudini e questi giorni.

Fernando Pessoa


Gatto alla finestra

Un gatto, in casa, solitario, sale
sulla finestra perché dalla strada
lo vedano.

Il sole batte nel vetro
e riscalda il gatto che, immobile
sembra un oggetto.

Sta lì perché
lo invidino indifferente
a chi lo chiama.

Per non so quale privilegio,
i gatti conoscono l’eternità.

                                Nuno Júdice


Considerazione personale

Posso accettare tutto, tranne la violenza.

Adesso l’ONU chiede alla Spagna di svolgere un’indagine su quanto è accaduto in Catalogna durante le “votazioni” di ieri, in quanto l’azione di risposta della polizia è stata sproporzionata e non necessaria.

Come ho detto, si può essere a favore o contrari (inoltre sono affari interni della Spagna), ma la reazione offensiva è stata eccessiva. I mass media aumentavano ora per ora il numero dei feriti, giunti alla fine ad 844; qualcuno mi ha contestato il dato, dicendo che al pronto soccorso erano arrivate 99 persone, inclusi alcuni poliziotti, ed evidentemente per colui TUTTI i mass media, giornali, televisioni, notizie web sbagliano. La Spagna ha fatto una ben magra figura con questa azione di forza: avesse fatto svolgere regolarmente il referendum, pur se non legale, il numero di secessionisti sarebbe risultato insufficiente rispetto alla totalità della popolazione residente nella comunità autonoma. In estrema ratio si sarebbe potuto dichiarare nulla la consultazione, salvando la faccia ed evitando l’azione di forza.

Non venitemi a dire che una nazione è come una casa dove la costituzione rappresenta il regolamento condominiale votato da tutti. Io piuttosto penso ad una famiglia, dove se i coniugi litigano continuamente è meglio che si separino prima che succeda qualcosa di irreparabile.

Poi mi chiedo, anche se solo in via teorica: è sensato pensare, al di là della liceità o meno della consultazione catalana, che le nazioni restino per così dire “cristallizzate”, senza poter prevedere nelle loro Costituzioni (che non sono intoccabili, e possono quindi essere soggette a cambiamenti) che i confini possano essere modificati e che frazioni dei loro territori possano staccarsi dallo “stato-madre” senza che ci siano azioni violente, solo per volontà delle popolazioni che le abitano? Siamo sicuri che tra 500 o 1000 anni le configurazioni “politiche” degli stati saranno ancora uguali a quelle odierne? Personalmente lo ritengo irrealistico.


Ottobre

Immagine correlata

Un tempo, era d’estate,

era a quel fuoco, a quegli ardori,

che si destava la mia fantasia.

Inclino adesso all’autunno

dal colore che inebria,

amo la stanca stagione

che ha già vendemmiato.

Niente più mi somiglia,

nulla più mi consola,

di quest’aria che odora

di mosto e di vino,

di questo vecchio sole ottobrino

che splende sulla vigne saccheggiate.

Sole d’autunno inatteso,

che splendi come in un di là,

con tenera perdizione

e vagabonda felicità,

tu ci trovi fiaccati,

vòlti al peggio e la morte nell’anima.

Ecco perché ci piaci,

vago sole superstite

che non sai dirci addio,

tornando ogni mattina

come un nuovo miracolo,

tanto più bello quanto più t’inoltri

e sei lì per spirare.

E di queste incredibili giornate

vai componendo la tua stagione

ch’è tutta una dolcissima agonia.
(Vincenzo Cardarelli)


Sogni

Quando si varca l’arco di ingresso al tempio dei sogni, lì, proprio lì, c’è il mare …

Luis Sepulveda