La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Leggerezza

FB_IMG_1618124128997Prendete la vita con leggerezza, 
ché leggerezza non è superficialità, 
ma planare sulle cose dall’alto, 
non avere macigni sul cuore. 
 
Italo Calvino, Lezioni americane

Visione della notte

Con diamanti sulla testa
con una rete di diamanti che brilla come l’acqua,
rapidamente passi per l’etere trasparente
con bagliori e con fiamme
il vento e l’armonia ti hanno cinta di nuvole,
la tua bellezza è eterna e si ripete tra le stelle.
Ma i miei occhi non vedono, soltanto ascolto
vaste ali che muovono lo spazio.
Vivere, morire, tutto è un fumo grigio
quaggiù, e il mio nome giace in fondo a un lago;
debbo piangere davanti a un fiore, sapere che mai,
mai più ti vedrò. Oh baciarti, oh le mie forze
che strappano i rami per piangerci sopra!
Guarda l’autunno già, è da molto che aspetto,
forse le foglie nuove vorranno vedermi ai tuoi piedi,
sui prati del cielo, molto lontano.
Traversa la notte, l’autunno, illuminami
come l’acqua che versa il suo chiarore sulle pietre;
ho tanto sofferto, tanto, tutti sono stati
così crudeli con me. Oh l’aurora, l’aurora
che già prende il volo sul mare!

 

Juan Rodolfo Wilkock


Per essere albero

Albero-di-gelso-van-gogh-analisiPer essere albero
devi imparare, almeno una volta,
a essere ombra.
Per essere albero
devi avere la vita che ti scorre dentro,
confonderti tra i colori di mondi che vivono altrove,
Per essere albero
devi saper essere foglia e radice
sfidare il vento, nasconderti dentro la terra.
Saper crescere attorno ai cerchi concentrici della memoria,
come il segno di tempi che si rincorrono lungo la vita.
Per essere albero,
per essere davvero albero,
devi saperti protendere al cielo,
saper parlare da solo alla luna,
saperti guardare nel riflesso di un fiordo,
seguire lo scorrere della vita a fianco del fiume.
Come una sequenza ininterrotta di storie da raccontare
(altro…)


Cose brutte ma vere

Di te, mia città, gli uomini diranno
cose brutte ma vere.
Diranno che ai bimbi hai tolto il sole,
la fresca rugiada,
la luce che scherzava sull’erba
sotto l’aperto cielo
e li hai chiusi tra fredde mura,
li hai costretti a inghiottire la polvere.
Cose brutte ma vere
diranno gli uomini di te
mia città.

Carl Sandburg


Una giornata triste

Giuseppe 168146305_3665136683612872_8069673779324978489_nOggi sono triste.
Stamattina da Milano è arrivata la telefonata di Letizia che ci avvisava della morte del caro amico Giuseppe.
Di lui ho scritto qualche volta nei miei post, quando mi riferivo al banco libri di Piazza Oberdan, poi trasferito in via Vittorio Veneto.
Quanti pomeriggi trascorsi assieme… Si rideva, si scherzava, ma spesso si ragionava anche di cose serie.
E poi l’ultima volta che ci siamo visti a casa sua, lo scorso anno a febbraio, in cui viveva ormai recluso da tempo a causa di vari e gravi problemi di salute, dove finalmente abbiamo conosciuto la moglie. Nonostante le varie patologie e l’età avanzata (tra pochi giorni avrebbe compiuto 87 anni) , faceva sempre progetti per l’avvenire, ed aspettava di essere vaccinato per poter uscire nuovamente con un po’ di tranquillità.
Voglio ricordarlo così, seduto sul suo sgabello, davanti ai suoi amati libri.
Un abbraccio… Ci mancherai.


Sotto il ponte Mirabeau

Ponte Mirabeau 18780bd2f179a6ab11d1ed600d06ae50Sotto il ponte Mirabeau scorre la Senna
E i nostri amori
Me lo devo ricordare
La gioia veniva sempre dopo il dolore
Venga la notte suoni l’ora
I giorni se ne vanno io rimango
Le mani nelle mani faccia a faccia restiamo
Mentre sotto
Il ponte delle nostre braccia passa
L’onda stanca degli eterni sguardi
Venga la notte suoni l’ora
I giorni se ne vanno io rimango
L’amore se ne va come
L’amore se ne va
Com’è lenta la vita
E come la Speranza è violenta
quest’acqua corrente
Venga la notte suoni l’ora
I giorni se ne vanno io rimango
Passano i giorni e passano le settimane
Né il tempo passato
Né gli amori ritornano
Sotto il ponte Mirabeau scorre la Senna
Venga la notte suoni l’ora
I giorni se ne vanno io rimango.

 

 

Guillaume Apollinaire


Sopravita

notte 117e8f486026b86a142a6311a628de41Dammi notte
le accordate speranze,
non già la tua pace,
dammi prodigio,
dammi alfine un pezzetto,
spicchio di paradiso,
il tuo chiuso giardino,
le tue ali senza canto.
Dammi, appena chiudo
gli occhi del mio volto,
le tue mani di sogno
che guidano e che gelano,
ciò che dovrò trovare,
dammi, come una spada,
quel cammino che passa
sul filo del timore,
una luna senz’ombra,
una musica appena udita
e già imparata,
dammi, notte, verità
per me sola,
e tempo per me sola,
sopravita.

Ida Vitale


Non ragioniam di lor

Arno Widmann, giornalista di un quotidiano che tira pochissime copie, manco fosse un bollettino parrocchiale, si permette di criticare Dante, scrivendo che il suo linguaggio ormai gli italiani non lo comprendono più, che ha plagiato l’idea della Divina Commedia da un poema arabo e che ha copiato i poeti provenzali.

Beh, ancora oggi la Divina Commedia è oggetto di studio nelle scuole superiori, ed è comprensibilissima, tranne forse qualche termine ormai desueto, ma che è comunque reperibile su qualunque buon dizionario. Dante è stato il padre della lingua italiana. Fino a quel momento ogni dotto scritto era redatto in latino: c’è voluto il grande toscano per sdoganare il volgare facendolo assurgere alle massime altezze.

La grandezza di Dante sta nel fatto di aver costruito tutta la Commedia in terzine incatenate in endecasillabi, toccando temi disparati, dal sentimentale al religioso, dal politico al morale. Un’opera ormai ritenuta fondamentale non solo in Italia, ma in tutto il mondo come una delle più importanti testimonianze della civiltà medievale.

L’idea che Dante si sia ispirato ad un poema arabo in cui Maometto sale al Paradiso era già stata ventilata nel 1919 da un certo Palacios, un arabista spagnolo, ma è stata smentita in quanto in quel tempo non erano reperibili copie di quel poema; del resto di viaggi nell’aldilà avevano già scritto parecchi, primo tra tutti Publio Virgilio Marone nell’Eneide (preso, guarda caso, a guida di Dante nel suo viaggio nell’Inferno e in Purgatorio), oltre che Omero quando nell’Odissea fa visitare l’Ade ad Ulisse, dove l’eroe greco si incontra con la madre defunta e con Achille. Che poi Dante abbia tratto ispirazione dai provenzali, lo ammette egli stesso: i trovatori, con la loro “poesia cortese” hanno influenzato un po’ tutti in quel periodo, dando vita tra l’altro, nelle loro ramificazioni, alla poesia siciliana. Piuttosto è da rimarcare che la lingua usata dai trovatori era la lingua d’oc, questa sì abbandonata nel tempo a favore della lingua d’oil, madre del francese moderno.

C’è da pensare che l’esternazione di Widmann sia dettata piuttosto dall’invidia: quali scrittori tedeschi coevi di Dante possiamo ricordare, se non Walther von der Vogelweide, un menestrello (Minnesang) che non tutti conoscono?

Come direbbe il Sommo Poeta “Non ragioniam di lor,ma guarda e passa”


Dantedì


Snack bar

Ma io mi sciolgo davanti a uno snack-bar
se solo so che dentro ci sei tu,
e ho fatto verniciare d’oro il telefono
perché una volta mi hai chiamato tu.
Perciò ho deciso di regalarti gli Oceani,
fuori s’intende dalle acque territoriali,
l’Atlantico, il Pacifico, l’Indiano,
e insieme a queste ingenti masse d’acqua
salata l’Artico e i Mari del Sud
con tutte le isole nuove disabitate,
che da lontano sembrano così verdi
per quanto, immagino, saranno piene di vipere.

Juan Rodolfo Wilcock


Sii gentile

Ci viene sempre chiesto
di comprendere l’altrui
punto di vista,
non importa quanto sia
antiquato
stupido o
disgustoso.

Uno dovrebbe
guardare
agli errori degli altri
e alle loro vite sprecate
con
gentilezza,
specialmente se si tratta di
anziani.

Ma l’età è la somma
delle nostre azioni.
Sono invecchiati
malamente
perché hanno
vissuto
senza mettere mai a fuoco,
hanno rifiutato di
vedere.

Non è colpa loro?
Di chi è la colpa?
Mia?

A me si chiede di mascherare
il mio punto di vista
agli altri
per paura della loro
paura.

L’età non è un crimine
ma l’infamia
di un’esistenza
deliberatamente
sprecata
in mezzo a tante
esistenze
deliberatamente
sprecate lo è.

 

Charles Bukowski


Primavera

Primavera che a me non piaci, io voglio
dire a te che di una strada l’angolo
svoltando, il tuo presagio mi feriva
come una lama. L’ombra ancor sottile
di nudi rami sulla terra ancora
nuda mi turba, quasi anch’io potessi,
dovessi
rinascere. La tomba
sembra insicura al tuo appressarsi, antica
primavera, che più d’ogni stagione
crudelmente risusciti ed uccidi.

Umberto Saba


I gattici

Guarda i fiori dei gattici. Sono fiocchi
di lanugine chiara. e basta solo
che un vento leggerissimo li tocchi
perché disciolti sperdansi pel suolo.
Ma la bambagia. ovunque
sparpagliata.
dagli uccelletti è tosto raccattata.
Vedi: c’è un nido sotto quella
trama:
un nidietto di cincia, vellutato,
soffice, bianco. Ne han fatto la trama
prima per bene e poi l’hanno felpato
quei piccolini… O mano benedetta,
che un nido appresti ad ogni
passeretta…
Vagava, dunque, il vecchio lentamente
lungo i ruscelli, con la monachina,
e di Dio ragionava lungamente.
«Quale armonia nell’opera divina!»
diceva con profonda ammirazione.
«Qual previdenza e quale ammirazione»
«Guarda quei moscerini erranti a schiera
per l’aria calma. Poco fa san nati
entro un raggio di sole, e questa sera
forse saranno al nulla ritornati.
Pure, per sì fuggevole esistenza,
dona loro ogni ben la Provvidenza!
Nelle galle essi trovan l’alimento
che più lor piace; vivono nel sole;
hanno le alucce per seguire il venia,
e sui monti e sul pian portan la prole;
negli occhiolini lor tutto il creato
specchiarsi come un mare sconfinato».

Frédéric Mistral


Scenari orwelliani

Se non fermiamo quanto prima questa deriva, ci si prospettano scenari simili a quelli immaginati da Orwell in 1984 oppure da Bradbury in Fahrenheit 451.
La storia e la cultura vengono  cancellate e riscritte secondo i canoni del politicamente corretto.
Già c’è stato chi ha proposto di proibire Dante per aver messo Maometto nel girone più basso dell’inferno,
Poi è stata la volta della Disney vietando ai minori di 7 anni film come Dumbo, Peter Pan e gli ARISTOGATTI (!).
Tra poco magari i network tipo Netflix toglieranno i vecchi Western con i pellerossa dai loro cataloghi, infarcendoli però di personaggi LGBT. Pur rispettando le loro scelte, riconosciamo però che loro, oggettivamente, sono
solo una piccola minoranza nel mondo rispetto agli eterosessuali.

L’ultima follia l’ha studiata l’Unione Europea, cassando pericolosissimi termini come “di colore, madre, padre, normodotato, omosessuale, sordo, transessuale, migrante illegale – ovverosia clandestino – e nano”. Il sesso biologico diventerà “sesso” assegnato alla nascita! Vedo già l’impiegato dell’anagrafe che assegnerà un sesso al nascitur*

Credete davvero che abolendo le parole “padre e madre” qualcosa cambi? Al mio paese, per riprodursi sono necessari due sessi: omosessuali e lesbiche, senza “aiutini” dall’esterno non possono certo farlo.

Già tempo addietro la parola “normale” era stata sostituita con “normodotato”, ora che questo termine viene vietato si dovrà dire “persona senza disabilità”. Tra poco vieteranno anche la parola morto sostituendolo con “diversamente vivo”?

Qui in Italia abbiamo avuto le nostre aberrazioni linguistiche dovute alla parlamentare Laura Boldrini che declinava al femminile un sacco di termini, come sindaca, presidenta e via dicendo, dimenticandosi però di volgerne altri al maschile (dentisto, autisto, psichiatro).

Tutto è iniziato molto tempo prima, abolendo parole come cieco, sordo, zoppo. Il mondo si è popolato di non vedenti, non udenti, disabili o diversamente abili, come se cambiando il nome magicamente scomparisse la menomazione. Lo stesso dicasi per la collaboratrice familiare (chiamarla domestica o ancor peggio serva è disonorevole) come pure il bidello, improvvisamente assurto al rango di operatore ecologico anche se continua ad espletare le medesime mansioni.

Tutti questi burocrati ottusi che occupano gli scranni sia italiani che europei cercano di imporci la neolingua in puro stile orwelliano: chissà che non giungano pure a modificare i testi preesistenti, trasformando in realtà quello che il libro “Millenovecentottantaquattro” aveva solo ipotizzato. Magari nelle loro piccole menti pensano così di eliminare le differenze tra sessi, razze, culture…

Intanto in Francia aboliscono i numeri romani, così Luigi XIV diventa Luigi 14… e probabilmente non è ancora finita!


Giorno di pioggia

La giornata è fredda, e scura, e cupa
Piove, e il vento non è mai stanco
La vite si aggrappa ancora al muro in rovina,
Ma ad ogni raffica le foglie morte cadono,
E i giorni sono scuri e cupi.
La mia vita è fredda e scura e cupa;
Piove, e il vento non è mai stanco;
I miei pensieri si aggrappano ancora al passato in rovina,
Ma le speranze della gioventù cadono fitte nell’esplosione,
E i giorni sono scuri e cupi.
Fermati, cuore triste!  E smettila di lamentarti;
Dietro le nuvole il sole sta ancora splendendo
l tuo destino è il destino comune di tutti
Nella vita di ognuno di noi deve cadere un pò di pioggia.
Alcuni giorni devono essere scuri e cupi.

Henry Wasfworth Longfellow

La casa dei doganieri

Tu non ricordi la casa dei doganieri
sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:
desolata t’attende dalla sera
in cui v’entrò lo sciame dei tuoi pensieri
e vi sostò irrequieto.
Libeccio sferza da anni le vecchie mura
e il suono del tuo riso non è più lieto:
la bussola va impazzita all’avventura.
e il calcolo dei dadi più non torna.
Tu non ricordi; altro tempo frastorna
la tua memoria; un filo s’addipana.
Ne tengo ancora un capo; ma s’allontana
la casa e in cima al tetto la banderuola
affumicata gira senza pietà.
Ne tengo un capo; ma tu resti sola
né qui respiri nell’oscurità.
Oh l’orizzonte in fuga, dove s’accende
rara la luce della petroliera!
Il varco è qui? (Ripullula il frangente
ancora sulla balza che scoscende…)
Tu non ricordi la casa di questa
mia sera. Ed io non so chi va e chi resta.

Eugenio Montale


Specchio

Ed ecco sul tronco
si rompono le gemme:
un verde più nuovo dell’erba
che il cuore riposa:
il tronco pareva già morto,
piegato sul botro.
E tutto mi sa di miracolo;
e sono quell’acqua di nube
che oggi rispecchia nei fossi
più azzurro il suo pezzo di cielo,
quel verde che spacca la scorza
che pure stanotte non c’era.

Salvatore Quasimodo

 

 

 


Io può

Totò diceva : “C’è chi può e chi non può. Io può”
E possono pure loro, non so in base a cosa.


Mentre quasi tutti gli italiani sono impossibilitati a spostarsi se non per giustificati motivi, le sardine vanno in massa a Roma.

 

 

 

 

 

 

 

 

Io non posso recarmi a Padova o a Milano per visitare i parenti, ma a Bibbona Conte  si incontra con Grillo  (chissà che avranno scritto sull’autocertificazione, visto che nessuno dei due è una figura istituzionale).


 

 

 

 

 

 

 

 

Poi c’è il pluritatuato Fedez, quello arruolato dal precedente governo per spiegare ai giovani che è necessario disinfettarsi le mani, mettere la muser… opps, la mascherina e soprattutto mantenere la distanza, però viene fotografato nel momento in cui abbraccia non si sa chi mentre, a rigor di legge, io non potrei abbracciare i miei figli o mia nipote perché non conviventi.

 

 

 

 

 

 

 

Eh già, c’è sempre qualcuno che può, essendo “più uguale” degli altri.


Primo marzo 2021

Esattamente un anno fa mio marito ed io tornavamo a casa da Milano, giusto in tempo per non restare bloccati in quella città, ed iniziavamo la nostra lunga prigionia. Per gente come noi, abituata a recarsi almeno un paio di volte all’anno se non addirittura tre in quella città per periodi di circa un mese, e che faceva almeno un viaggio all’anno all’estero, è stata davvero dura.

Non parliamo poi del primo lockdown, tappati in casa come topi, uscendo solo per acquistare le cose necessarie, mentre i balconi erano tutti costellati di tricolori e bandiere arcobaleno con la scritta “andrà tutto bene” e molte persone cantavano allegramente guardando strade e piazze deserte non immaginando lo sfacelo che ci aspettava.

A distanza di un anno è cambiato poco o nulla. La primavera scorsa dovevamo chiudere per poter essere liberi in estate, tanto che qualcuno ha perfino usufruito del bonus vacanze. In autunno, causa le aperture estive, le restrizioni sono riprese, chiudendo per poter aprire a Natale e Capodanno, il che non è stato. Ora chiudono in questo periodo e salteremo pure la Pasqua.

C’è una marea di (scusate il termine) cagasotto che plaude alle chiusure, a fronte di persone che non possono lavorare e non percepiscono alcun reddito…ah già ora non ci sono più i ristori ma ci sono i sostegni…resterà il fatto che saranno sempre briciole in confronto a quanto percepivano prima.

Eravamo in mano ad una massa di incompetenti, inizialmente scusabili perché nessuno era a conoscenza di questa disgrazia che ci era piovuta sulla testa, ma che hanno continuato sulla stessa strada in materia di prevenzione, di protocolli medici errati, di vaccini e piani vaccinali da predisporre, per chi li vuole seguire. Forse adesso qualcosa si sta muovendo, anche se è notizia recente che ci sono interi stock di vaccini INUTILIZZATI. Ormai anche la speranza che qualcosa migliori sta andando a farsi friggere.

Un anno è passato e nulla è praticamente cambiato,


Illogicità

Ieri ho dovuto dare l’addio ad un paio di ciabattine, irrimediabilmente rotte.

“Beh, che c’è di strano?”, dirà qualcuno. Il fatto è che i negozi che le vendono sono chiusi, Secondo gli imbecilli che hanno studiato questi lockdown stabilendo quali negozi possano restare aperti e quali no, io dovrei girare per casa con le scarpe oppure con i piedi scalzi. Fortunatamente in valigia ne avevo un paio di riserva, quelle che uso quando all’estero pernottiamo in albergo, così ho risolto.

Secondo esempio: avevo bisogno di un mestolo in silicone. Mi reco sotto i Portici dove, tra tante serrande abbassate c’è pure Schoenhuber dove mi fornisco di solito (che tristezza ), vedo che  il negozio della D-Mail è però aperto, ma quel determinato prodotto non possono vendermelo.

Lo stesso da Tigotà: per chi non lo conoscesse, questa catena fornisce prodotti per la casa e cosmetici. Bene, si possono comperare creme idratanti e nutrienti, sieri etc, ma non fondotinta, cipria, blush per il trucco.

Sento la solita vocina controcorrente: “Tanto, sotto la mascherina il trucco non ti serve”. Premesso che mi trucco anche per me stessa, ma gli occhi fuoriescono dalla museruola, quindi SERVONO mascara, matite, eyeliner, ombretti…In compenso, gli scaffali sono pieni di mascherine FFP2, obbligatorie se si entra in negozio o si sale sui mezzi pubblici.

Questo per far capire l’illogicità di certi provvedimenti. Noi comuni mortali, a differenza di certi politici, capiamo quanto sia incoerente consentire il pranzo a mezzogiorno e proibire la cena alla sera, ma non qui a Bolzano, dove il ducetto locale ha chiuso tutti i ristoranti, tranne che per l’asporto. Il quale asporto invece è vietato a tutti i bar, che SOPRAVVIVEVANO, vendendo caffè, cappuccini e bibite purché venissero consumati all’esterno. Ora pure quello è negato loro! Però ci sono bar-gelaterie e bar-pasticcerie: bene, queste possono fornire torte, paste e gelati per l’asporto, fermo restando il divieto per caffè e simili.

Semplicemente DEMENZIALE: Non ho più parole per esprimere il mio disgusto.

 


L’ancora

Sono rimasta sola nella notte:
ho sul volto il sapore del tuo pianto,
intorno alla persona
il silenzio – che sul tonfo
della porta richiusa, a larghi cerchi
si riappiana.

Lenta nell’acqua oscura
del cuore –
lenta e sicura,
tra le alghe profonde
gli echi delle tempeste le lunghe correnti
le molli ghirlande di onde
intorno a inabissati
scogli –

lenta e sicura,
fino alle sabbie segrete giacenti
sul fondo dell’essere –
fida tenace, con i suoi tre bracci
lucenti
penetra l’àncora
delle tue parole:
– Tu aspetta me –.

Antonia Pozzi

16 dicembre 1934


Coerenza

Non ho mai condiviso le idee sul quale si fondava il M5S: lo sconfiggere la povertà a suon di decreti, (pura utopia), la concezione esageratamente restrittiva della legge,  nel senso di considerare colpevole a priori  chi fosse anche solo sotto inchiesta (a meno che non si fosse trattato di uno dei loro, vedi tra i tanti Raggi e Appendino); l’abolizione della prescrizione con la proroga all’infinito dei processi; il giustizialismo portato all’estremo; il voler privilegiare l’onestà (per quanto alcuni di loro in questo abbiano “peccato”) alla competenza (e di questo invece  peccavano parecchio quasi tutti i loro esponenti) ; le fantasiose soluzioni “green”, l’odio per la BCE e l’Europa dei banchieri; l’uno vale uno… e via dicendo.
Condividevo solo lo scetticismo sull’euro: scettica ero e scettica resto, anche se inizialmente la moneta unica mi era parsa una buona cosa, rivelatasi inattuabile perché tutti gli altri parametri (lavoro, previdenza, tassazione, burocrazia)  erano troppo dissimili tra nazione e nazione.
Però riconosco la coerenza di quei parlamentari (15 senatori  e 16 deputati) che, attenendosi agli iniziali princípi del movimento, hanno votato contro il governo Draghi e sono stati per questo espulsi. Non contiamo poi gli assenti e gli astenuti.
Ossignur, non che tra i dissidenti grillini ci siano delle cime, ad esempio tra loro si annovera Barbara Lezzi, quella per cui ad un aumento del caldo con conseguente uso dei climatizzatori corrispondeva un aumento del PIL, o che voleva convertire l’acciaieria di Taranto in allevamento di cozze. Comunque, onore alla coerenza.
Nel M5S o voti come Grullo comanda, o sei fuori, puro stile staliniano (e meno male che non hanno deportato in Siberia o fucilato i dissenzienti sulla pubblica piazza).
Per Grillo, che ha citato la sonda Perseverance atterrata ieri sul pianeta rosso, i grillini che hanno espresso la fiducia  a Draghi non sono più marziani (sigh!).
Infatti sono una razza in estinzione, chiameremo il WWF.

 


Il martello

Ho visto
I vecchi dei andarsene,
E i nuovi venire.
Giorno per giorno
Anno per anno
Gl’idoli crollano
E gl’idoli sorgono.
Oggi
lo adoro il martello.

 

Carl Sandburg

Dipinto di Giulio Romano, La stanza dei Giganti


Quesito

Me lo sto chiedendo da un po’.

Tutti quelli che piangono e rimpiangono Conte, la sua eleganza (?) , la sua sobrietà (??), la sua signorilità (???) , sono gli stessi che a suo tempo votarono Grillo e i suoi vaffanculisti tipo Taverna?