La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Ultima

Don Chisciotte

A tutti gli illusi, a quelli che parlano al vento.
Ai pazzi per amore, ai visionari,
a coloro che darebbero la vita per realizzare un sogno.
Ai reietti, ai respinti, agli esclusi. Ai folli veri o presunti.
Agli uomini di cuore,
a coloro che… si ostinano a credere nel sentimento puro.
A tutti quelli che ancora si commuovono.
Un omaggio ai grandi slanci, alle idee e ai sogni.
A chi non si arrende mai, a chi viene deriso e giudicato.
Ai poeti del quotidiano.
Ai “vincibili” dunque, e anche
agli sconfitti che sono pronti a risorgere e a combattere di nuovo.
Agli eroi dimenticati e ai vagabondi.
A chi dopo aver combattuto e perso per i propri ideali,
ancora si sente invincibile.
A chi non ha paura di dire quello che pensa.
A chi ha fatto il giro del mondo e a chi un giorno lo farà.
A chi non vuol distinguere tra realtà e finzione.
A tutti i cavalieri erranti.

Miguel de Cervantes

Don Chisciotte

 

la notte

Poi, ad un tratto, la sera è diventata notte.

A volte non hai il tempo di accorgertene, le cose capitano in pochi secondi.

Tutto cambia.

Sei vivo.

Sei morto.

E il mondo va avanti.

(Charles Bukowski)

La lettera


Mandami una lettera, anche se si perde.
Mandami delle candele accese, non so,
un monte, per esempio, che mi guardi dall’alto.
Mandami sonate, pergamene,
capitelli corinzi che puntellino
questa sdrucciolevole luce serale.
Qualcosa di Brahms, il mare e il suo epicentro.
Bandiere senza colori,
che si possano dipingere come si vuole.
E soprattutto aria, senza canali, aria libera.
Ma per ora, la lettera, anche se si perde.


Blanca Sarasua, Ballestas contra el miedo

25 marzo

Bene, la giornata cruciale nelle due nostre città più importanti è trascorsa senza danni. Non temevo tanto per eventuali attentati (pensiero mio personale: qui in Italia i terroristi islamici hanno trovato una cuccia comoda e calda, a Bolzano davamo loro anche l’alloggio popolare e consistenti sussidi! ), quanto le dimostrazioni a Roma con conseguenti devastazioni. Per fortuna tutto è filato abbastanza liscio, grazie anche alle manovre preventive volute da Minniti, che si sta dimostrando per molti versi assai differente da Alfano.
Ma a Roma cosa c’era da festeggiare? Certo, 60 anni fa venne gettato il primo seme di quello che sarebbe diventata l’Europa, che seguiva i trattati che nel 1951 istituirono la CECA, le basi del futuro Mercato Comune Europeo.
Ma le nazioni? I popoli?
Sono stati dimenticati.
Oltretutto 60 anni fa mezza Europa non era neppure Europa, se non geograficamente. La Germania divisa, il blocco delle nazioni dell’est sotto il giogo comunista, addirittura nemici tra di loro.

 

Difficile assemblare due parti così dissimili: una di derivazione fascista e nazionalista, l’altra invece ancora impregnata dall’ideologia comunista che aveva prodotto solo miseria.
L’Europa è costituita da ceppi disomogenei, per culture, lingue, tradizioni e pure religioni, anche se tutte si rifanno al cristianesimo. Bisognava creare coesione ma valorizzando queste diversità, invece si è proceduto ad una omogeneizzazione a dir poco scandalosa, ma in altri campi, non solamente quello finanziario.
Allora via con leggi e regolamenti: sulle dimensioni delle vongole, la lunghezza delle aringhe, il peso della pizza, la portata degli sciacquoni dei wc, il diametro dei piselli, la curvatura dei cetrioli, il calibro delle uova, la fabbricazione dei formaggi, salumi e cioccolate, la dolcificazione dei vini con lo zucchero.
Molte di queste norme hanno danneggiato particolarmente le nostre produzioni alimentari.
C’è stato poi l’avvento della moneta europea (anticipata dallo SME), con i conseguenti vincoli per ciascun paese. Con ciò, l’Europa ha cercato solo di costruire un baluardo contro il già affermato mercato americano ed il rampante mercato orientale che si fa strada con prodotti competitivi a basso costo; non si tiene conto però del valore aggiunto che ha la qualità dei nostri prodotti, ricercati in tutto il mondo per questa peculiarità.
Infine la questione dell’immigrazione incontrollata: inizialmente favorita per avere mano d’opera non qualificata a basso costo, si è rivelata un boomerang. Afflusso abnorme di gente che viene inizialmente accolta ma poi lasciata a se stessa, con aumento esponenziale della criminalità, senza contare gli attentati.
Se l’Europa è così sicura, come continuano a ripeterci, non si spiega il grande dispiegamento di forze dell’ordine per la protezione dei rappresentanti dei 27 paesi della Comunità europea. Noi stessi siamo meno sicuri, dovendo proteggerci con porte blindate, inferriate, muri, e con aeroporti, stazioni ed obiettivi sensibili protetti da soldati in pieno assetto di guerra…
Poi non capisco alcuni comportamenti : Tsipras, ad esempio. A parte la sua ambiguità politica ed il suo doppiogiochismo (molto grillesco), gli hanno affossato la Grecia, e lui cosa fa? Sorride!

Però tutti i 27 capi di Stato sono concordi su una cosa: l’Europa dovrebbe funzionare meglio. Se fino ad ora non si è stati capaci di creare qualcosa di concreto, ma solo di esasperare i nazionalismi grazie ad una politica dissennata, di aumentare la disoccupazione, di alimentare il dissenso tra i cittadini, cari statisti invece di riunirvi a parlare e festeggiare cercate di risolvere i problemi, altrimenti l’Europa è e resterà solo un’utopia, bella finché si vuole, ma irraggiungibile.

 

Fidatevi di me

Fuori chi non la pensa come il capo, proprio come è successo a Genova.
Il capo ovviamente è anti-europeista, anti-euro ed anti-Nato.
E la sua pupilla Virginia che fa? Un discorso elogiativo dell’Europa!
Mo’ vediamo il capo cosa fa😁


Inviato dal Veloce promemoria

Integrazione

Trasmissione di Sky, al pub dove mangiamo.

Giorno di sciopero dei giornalisti, quindi niente telegiornali (solo brevi interruzioni per spiegare le ragioni delle proteste), quindi  ci propinano vari servizi su extracomunitari ed islamici.

Breve sunto, con parole già sentite.

“La donna deve stare a casa, cucinare, pulire, badare ai figli”. 

“Anche per pregare deve stare a casa e non va in moschea per non distrarre l’uomo”. 

“Per la strada l’uomo deve precedere la donna perché lui è avanti in tutto”.

Non solo uomini di una certa età, ma anche giovani che si esprimono nello stesso modo.

E via, con frasi del genere, con moglie accondiscendente al fianco che addirittura commisera i poveri mariti italiani che non vengono lasciati mai in pace dalle rispettive mogli che pretendono che il marito le aiuti.

Cara presidentA della Camera, se sei coerente, visto che approvi questo comportamento, dimettiti e fila a casa a preparare il minestrone e a stirare i panni, ma ricordati che a suo tempo avevi criticato una pubblicità perché mostrava una donna che “serviva” in tavola.

Libertà libertà.


Libertà?
Passeggiamo per strade presidiate dalle forze dell’ordine (e meno male che ci sono!) e piazze protette dai new – jersey, decorati con belle scritte e simpatici fiorellini, ma sempre barriere sono.
Viviamo in case con porte blindate e inferriate alle finestre.
Ci dichiariamo liberi, ma anche le parole e le notizie vengono censurate.
Oggi poi in particolar modo: il papa a Milano, con tutti gli inconvenienti che procura (passati i tempi in cui i pontefici se ne stavano rinchiusi in Vaticano, niente ponti ma solide mura).
A Roma perfino peggio, per i 60 anni del trattato, quindi città letteralmente blindata, percorsi obbligati, tombini sigillati, ben 6 cortei di protesta (alcuni dei quali sappiamo già come finiranno, purtroppo).
Libertà è potersi muovere liberamente senza paura ed avere il diritto di esprimere le proprie opinioni.
No, questa non è libertà, ma una gabbia che ci hanno costruito attorno e dalla quale sarà difficile liberarsi.


Inviato dal Veloce promemoria

Avvisi


Giorno di avvisi sui mezzi milanesi.
Oggi uno sciopero ATM dalle 18 alle 22 (non ci riguarda, perché solitamente rientriamo tra le 17 e le 18, a meno che non ci siano cene con amici o parenti, ma oggi è escluso).
Domani invece grande mobilitazione per l’arrivo del papa, quindi linee soppresse, deviazione di percorsi, nel migliore dei casi “solo” rallentamenti.
E fin qui ci siamo.
Solo che gli avvisi in banchina della metropolitana te li fanno quando sta arrivando un treno e quindi a causa del rumore si perde buono un 80% delle parole.
Non parliamo dei tram: hanno degli altoparlantini tipo radioline a transistor giapponesi dei primi anni ’60 che distorcono in maniera incredibile e pure qui l’audio è pessimo.
Meglio informarsi direttamente sul sito ATM, ammesso che funzioni.


Inviato dal Veloce promemoria

Terroristi

Quello di Anversa era francese, quello di Londra era britannico.
Che il primo si chiamasse Mohammed R. ed il secondo Khalid Masood è relativo.
È quello che succederà pure qui in Italia dovesse essere approvato lo Ius soli.

Si chiamerà Alì e sarà italianissimo


Inviato dal Veloce promemoria

Restano tre cose

Di tutto restano tre cose:
la certezza
che stiamo sempre iniziando,
la certezza
che abbiamo bisogno di continuare,
la certezza
che saremo interrotti prima di finire.
Pertanto, dobbiamo fare:
dell’interruzione,
un nuovo cammino,
della caduta,
un passo di danza,
della paura,
una scala,
del sogno,
un ponte,
del bisogno,
un incontro.
 

Fernando Pessoa

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