Il sogno è l'infinita ombra del vero (G.Pascoli)

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Capolinea? Magari!

Meglio tardi che mai.
Pure Mr Tod’s che aveva sponsorizzato Renzi si è accorto che questo governicchio è ormai arrivato al capolinea. L’industriale si è perfino accorto che questo esecutivo non è  stato eletto con il consenso popolare ma che, come i due precedenti, la nomina è caduta dall’alto. L’unica cosa che non condivido con Della Valle è che lui spera che il governo cada per sostituirlo con un altro che faccia poche cose essenziali, fino ad arrivare al 2018. Io spero solo che cada al più presto, prima di tutto perché la composizione del parlamento, con continue trasmigrazioni da un partito all’altro, è profondamente cambiata, ma soprattutto perché così ci permetteranno (forse) di andare a votare chi meglio ci piace, anche se la legge elettorale è un vero schifo.

All’inizio pure io mi ero sentita attratta da uno che sbandierava di voler rottamare il vecchio sistema, ero fiduciosa che un po’ di gioventù avrebbe portato aria nuova, però il vecchio detto “chi lascia la via vecchia per la nuova sa quel che lascia ma non sa quel che trova” ha una sua verità. 
La squadra approntato da Matteo, composta da suoi fedelissimi  e da un poltronaro disposto a tutto pur di restare seduto sullo scranno, ha deluso: inesperti al massimo, non hanno saputo far fronte alle emergenze che si sono trovati a dover affrontare ed hanno partorito leggi e manovre semplicemente assurde, per non dire di peggio, quali appunto la legge elettorale, il job act, la concessione di 80 euro ai redditi bassi, la legge sulla scuola cui seguirà, forse, l’assunzione di 100mila precari (sentendo il parere di LULA…ossignur, proprio lui, l’ex presidente del Brasile), il 730 precompilato(che in molti casi si è rivelato essere una vera beffa).

Renzi era partito con un programma da attuarsi in pochi mesi, ma al momento odierno, con le manovre che davvero dovrebbero rilanciare l’economia, è ancora in alto mare.

Ma Renzi è  solo un abile affabulatore.

Un giorno sì e l’altro pure spara a braccio dati a raffica pieni di positività ed ottimismo smentiti volta per volta da ISTAT,  Cgia di Mestre,  quotidiani economici.
È perfino riuscito a convincere la Merkel di avere fatto delle riforme (Frau Angela informati bene). 
Bravetto,  simpatico, dalla battuta pronta come la maggior parte dei toscani,  però  assolutamente inconcludente. Sorride a tutti, sempre disposto a fare un selfie con chi glielo chiede, bacia i bambini alle manifestazioni come e forse più del Papa. Bravo anche a cavalcare l’onda del malcontento: per non ammettere di aver fallito con Mare Nostrum (iniziata da Letta), Frontex e Triton, adesso se ne esce con la frase che “i rimpatri non sono un tabù”,ma intanto sono solo parole, e tutto continua come prima.

E per far vedere quanto è bravo, invece di avviare le procedure di identificazione dei clandestini (ridenominati poi migranti, e dopo ancora profughi) intraprende l’operazione di recupero dei cadaveri dei clandestini (migranti? profughi?) annegati il 18 aprile scorso, con un esborso non indifferente di euro.

E per la Grecia? Prima pappa e ciccia con Tsipras, cui aveva regalato una cravatta, ora prono alla Merkel, che gli dà i buffetti come fosse un cagnolino…già, perché lui il referendum non l’avrebbe indetto: e cosa mai ci si poteva aspettare dicesse uno che sta governando senza il consenso popolare?


Stelle cadenti

Quando leggo le dichiarazioni di Manlio di Stefano relativamente all’Islam (leggere su Facebook quello che ha scritto il 27 giugno scorso – qui un estratto  http://m.ilgiornale.it/news/2015/06/29/isis-il-grillino-di-stefano-il-terrorismo-islamico-non-esiste/1146133/);

– quando Di Battista ha affermato di capire  l’Isis e di stare dalla loro parte;

– quando Grillo dice  che in Iran, da dove proviene la sua seconda moglie, le donne sono rispettate; 

– quando vedo che tra tanti No TAV ci sono tanti pentastellati; 

 

– quando so che gli stessi grillini sono infarciti di teorie sballate  (no inceneritori, no alle vaccinazioni, elenchi taroccati di cibi cancerogeni – http://m.bolognatoday.it/cronaca/lista-cibi-cancerogeni-metalli-grillo.html – rifiuto della medicina tradizionale, scie chimiche  e cose simili, in poche parole  “retrogradi”); 

– quando vedo che di economia non capiscono un emerito  cavolo, vedi reddito di cittadinanza; 

– quando prima votano contro il reato di clandestinità e poi, cavalcando l’onda del malcontento popolare, cambiano radicalmente idea; 

– quando impediscono ai propri eletti non solo di parlare ma perfino di esprimere le proprie idee (sono lecite solo quelle di Grillo e Casaleggio: o ti adegui o te ne vai  o ti espelliamo noi),

 

ecco, in questi momenti mi chiedo perché uno debba votare 5 stelle.

Bamberg – seconda parte

Siamo quindi saliti verso il Duomo. Saliti è la parola adatta, perché la strada è piuttosto ripida. È dedicato ai santi Pietro e Giorgio ed è uno dei monumenti più rappresentativi del Medioevo tedesco, unitamente a quelli di Mainz e Worms. Attualmente una delle quattro torri che lo circondano è in restauro, come si vede dalla fotografia. Davanti staziona un caratteristico, vecchio autobus adibito al giro turistico della città.

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La costruzione della chiesa ebbe inizio nel 1004 (un’altra fonte riporta il 1007) sotto il governo di Enrico II; consacrata nel 1012 fu però distrutta nel 1081 da un incendio. Riedificata, venne ancora incendiata nel 1185. Poco resta quindi della chiesa originaria. La terza ricostruzione ebbe luogo tra il 1215 ed il 1250,ed è una sorta di compromesso tra l’originario stile romanico ed il nascente protogotico. Successivamente, nel XVIII secolo alle quattro torri fu aggiunta una cupola a punta.

Una ampia scalinata conduce alla porta di Adamo, in quanto da essa nel giorno del Mercoledì delle ceneri venivano fatti uscire i penitenti, come Adamo fu cacciato dal Paradiso. Un tempo sui basamenti che fiancheggiano il portale poggiavano sei statue: Enrico II, sua moglie Cunegonda, santo Stefano, San Pietro ed infine Adamo ed Eva, senza vesti, cosa inusuale per quei tempi.

La porta di Adamo fa “pendant” con la Porta di Maria, (detta anche “Porta della Misericordia”) di stile lombardo, come è caratterizzato dai pomelli metallici che la adornano. Nel timpano che la sovrasta si trova la statua della Madonna fiancheggiata dalla coppia degli Imperatori Enrico II e Cunegonda, fondatori del duomo, nonché del vescovo Eckbert e di suo nipote, prete Poppo, mentre ai piedi di Maria c’è, inginocchiato, un crociato, donatore del portale. Il nome di Porta della Misericordia è dovuto al fatto che i peccatori espulsi dalla porta di Adamo nel Mercoledì delle ceneri venivano fatti rientrare da quest’altra porta nel giorno di Giovedì santo, dopo aver ricevuto l’assoluzione. Anticamente il timpano era colorato, ma adesso dell’iniziale decorazione restano solo pochi frammenti pigmentati.

Davanti al portale il “rospo” del Duomo. Inizialmente erano dei leoni a guardia dell’ingresso, ma il tempo e le intemperie hanno consumato moltissimo i manufatti. Anche su questi “rospi” esistono delle leggende che vedono protagonista il demonio, che osteggiava la costruzione  della chiesa.

All’interno del Duomo ci accoglie subito la statua equestre del Cavaliere di Bamberg. Ne è ignoto l’autore come pure il personaggio raffigurato, forse lo stesso imperatore Enrico II, ma molto più probabilmente si tratta del santo re Stefano d’Ungheria, come sembrerebbe dalla fattura della sella, sposo di Gisella, sorella di Enrico II. La statua, pur a grandezza naturale, è situata piuttosto in alto, su una mensola poggiante su uno dei pilastri. Il baldacchino che lo sovrasta, indice di regalità, rappresenta la città di Gerusalemme ed il cavallo è uno dei primi raffigurato ferrato. Il gruppo marmoreo è allegorico, rappresentando tutto l’universo: un demone in basso (qui non visibile) rappresenta gli Inferi, la mensola coperta di frasche il regno vegetale, il cavallo ovviamente il regno animale, il cavaliere il genere umano e Gerusalemme il Regno Celeste.

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(Immagine da internet)

Così perfetto l’aspetto del Cavaliere, da essere assurto ad immagine del tipico ariano durante il Terzo Reich.

L’imperatore morì cinquantunenne a Gottingen nel 1024. Nel 1033 lo seguì la consorte Cuegonda, che si era ritirata in un convento presso Kassel. I due sposi, canonizzati dopo la morte, furono tumulati vicini nel duomo in una tomba costruita tra il 1499 ed il 1513 scolpita da Tilman Riemenschneider. La pietra tombale li raffigura appunto fianco a fianco, ma presenta una particolarità: solitamente alla destra si metteva sempre l’effigie del personaggio più importante, quindi in questo caso avrebbe dovuto essere Enrico II, ma qui avviene l’opposto. Cunegonda infatti veniva venerata dal popolo con un rito quasi mariano, perciò le venne riservato il posto d’onore.

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(Immagine da internet)

smart20150630_181551Ai piedi dei due sovrani, ci sono i blasoni sorretti da due leoni, mentre le fiancate sono adornate da bassorilievi rappresentanti episodi della vita dei due santi coniugi. Tra queste, la prova dei vomeri: Cunegonda, sospettata di infedeltà, cammina scalza su alcuni vomeri ardenti, uscendo indenne dalla prova, e questo era indizio di un favorevole giudizio divino. C’è poi il miracolo della moneta: Cunegonda, al momento di pagare gli operai che lavoravano alla costruzione del convento di santo Stefano, scopre tra di essi un ladro, in quanto la moneta gli perfora la mano.smart20150630_181603

 

Su uno dei lati brevi del sarcofago è riprodotta la morte dell’Imperatore. Come ho scritto in precedenza, Enrico morì nel 1024 nel suo palazzo nei pressi di  Gottingen. Cunegonda, piangente, e la Corte erano presso di lui e l’immagine mostra l’Imperatore mentre impartisce le ultime disposizioni dal letto di morte.

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Proseguendo nella visita del duomo, si arriva all’Altare natalizio, ultima opera dello scultore Veit Stoß, risalente all’anno 1520. L’altare era destinato alla chiesa dei Carmelitani di Norimberga, della quale Andreas, figlio dello scultore, era priore. Veit Stoß vi lavorò per tre anni, terminandolo nel 1523. L’altare non fu però completato, a cauìsa della Riforma di Norimberga del 1524; Andreas Stoß si trasferì poi a Bamberg nel 1526, nell’attuale Obere Pfarre (la Parrocchia Superiore), e nel 1543 il trittico incompiuto fu acquistato da questa chiesa e qui installato. Nel 1937 l’Altare natalizio fu trasferito nel Duomo come prestito permanente, e la Parrocchia Superiore ottenne in cambio una Pala d’altare del Tintoretto.

Al centro dell’Altare di Veit Stoß è illustrata la Storia del Natale: si può osservare la madonna con Gesù Bambino, a sinistra sopraggiunge Giuseppe. Vicino a Maria si vedono alcuni angeli musicanti e sullo sfondo si scorgono delle persone arrampicate sugli steccati per osservare meglio l’evento. Gli altri bassorilievi ai lati illustrano a destra la Nascita di Maria, in basso a destra l’ingresso di Gesù nel Tempio, quindi in alto a sinistra la Fuga in Egitto ed infine in basso a sinistra l’Adorazione dei Re Magi. In origine erano stati preparati per le ante dell’Altare altri bassorilievi, che, però, sono andati smarriti in seguito a danneggiamenti e furti.

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Tragedia greca

Letta sul web…mi è sembrata esplicativa, oltre che carina (e mi scuso anticipatamente per i termini un po’ forti)

– Yannis vive al disopra delle proprie possibilità giocando d’azzardo, andando al night ed a troje tutte le sere;

– Yannis va in rosso in banca;

– Yannis chiede un prestito al Babbo;

– Babbo presta i soldi a Yannis, ma a condizione che Yannis si dia una regolata e per un bel po’ mangi pane e cipolle;

– Yannis accetta;

– Yannis continua a giocare d’azzardo, andare al night ed a troje, però rinuncia al lunedì sera;

– Yannis va ancora di più in rosso;

– Yannis chiede un altro prestito a Babbo e promette di giocare d’azzardo, andare al night ed a troje solo il venerdì ed il sabato sera;

– Babbo accetta;

– Yannis ritorna a giocare d’azzardo, andare al night ed a troje, però solo due sere a settimana, e chiede un nuovo prestito a Babbo;

– Babbo si adira e non presta più soldi a Yannis;

– Yannis si arrabbia ed afferma: “Babbo, a queste condizioni non ce la faccio!”

Repubblica scrive un pezzo in cui dà la colpa alle politiche di austerità del babbo. La “ggente” si scaglia contro l’avido genitore, esaltando la reazione orgogliosa del bistrattato erede. L’editoriale sul Manifesto dà la colpa al neoliberismo. Borghi e Bagnai ce l’hanno col babbo perché non dà a Yannis i soldi del monopoli con su scritto “pagherò”.

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Questa l’ironia.

Vediamo invece il vero effetto della questione.

Tanti criticano Tsipras per la decisione del referendum: la decisione popolare è quanto di più democratico possa esserci, ma non è detto che sia la migliore e/o la più giusta. Quando si presentò alle elezioni, vincendole, il suo slogan fu “basta austerità”, ma questo appunto era solo uno slogan. Di fatto il nuovo governo greco non ha fatto nulla per stimolare il mercato del lavoro, liberalizzandolo, anzi, ha riassunto 4000 lavoratori statali che erano stati licenziati (e qui vedo forti analogie con l’assunzione dei 100mila precari nella scuola italiana e con la farsa della legge dello job act).

Se ripristini le precedenti condizioni, l’esito sarà sempre e comunque un aumento dell’indebitamento, ed è quello che è accaduto.

Molti sostengono che uscire dall’Euro e svalutando la moneta farebbe ripartire l’economia: nulla di più falso. Esiste quella cosa che si chiama “cambio”, e bisogna innanzitutto distinguere tra il cambio nominale (rapporto tra due monete) e quello effettivo o reale, che è dato dalla combinazione tra il cambio nominale e la reale produttività di un paese e la dinamica dei prezzi (mercato). Nel caso della Grecia, che ha un export praticamente nullo, si verrebbe a creare una fortissima svalutazione che non potrebbe essere in alcun modo compensata da un aumento di produttività, aggravata per giunta da costi molto elevati della pubblica amministrazione, da un regime di salari minimi obbligatori, da un sistema pensionistico insostenibile, da un corporativismo esasperato (e pure qui ci sono troppe analogie con la situazione italiana).

Non è affatto vero quindi che tornando alla moneta sovrana cesserebbe l’austerità. Anzi, la Grecia era già sull’orlo del fallimento ancora prima di entrare nell’area Euro.

L’esito del referendum è un’incognita: dovessero vincere i NO non si sa se gli stati creditori possano rinegoziare condizioni con Atene, la Grecia fallirebbe subito e sarebbe costretta ad uscire dall’Euro. Se invece vincessero i SÌ molti ministri hanno già preannunciato le dimissioni, e Tsipras e Varoufakis o chi per loro,visto che sarebbero sfiduciati in ogni caso, dovrebbero recarsi a Canossa a negoziare ulteriori condizioni.

La sostanza comunque non cambierebbe: la Grecia rimarrebbe comunque uno stato in default.

Le ripercussioni sugli altri paesi europei? La nostra situazione sarebbe molto difficile,nonostante le rassicurazioni di Padoan, perché siamo esposti per almeno 40 miliardi di euro. Non ci resta che sperare, in compagnia di Spagna e Portogallo.

Grexit

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Se, umanamente, sto dalla parte dei greci (per quanto  Tsipras e pure Varoufakis mi stiano sulle scatole, dato l’orientamento politico), non posso che concordare con la decisione dell’Unione Europea.
Inutile continuare a concedere prestiti a chi sperpera i denari concessi per via di una politica economica  dissennata. 

Tsipras in campagna elettorale ha fatto delle promesse che solo degli ingenui avrebbero potuto capire che non potevano essere mantenute. La popolazione greca  vorrebbe  fortemente restare nell’area Euro, conscia che la dracma varrebbe quanto carta straccia in campo internazionale. Non peraltro stanno prelevando più che possono dai bancomat, (tutto quello che le banche concedono di prelevare) perché almeno avrebbero una piccola riserva di moneta forte.

 

Piuttosto era da intervenire molto  prima.

 

Se sovraccarichi di sanzioni ed interessi il debitore, questo è  strozzinaggio puro e semplice.
Se tosi troppo la pecora, alla fine lei non avrà più lana, ma nemmeno il pastore…

 

Ora vedremo se e come avverrà il Grexit, come e quando la Grecia potrà ripagare i suoi debiti nei confronti della comunità Europea.


E preghiamo che questo non succeda anche a noi.

Cookie… ossia rottura di scatole (non di biscotti)

 

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Gentilmente, Dora mi scrive  che devo evidenziare  in modo visibile l’avvertimento per cui questo blog potrebbe contenere dei cookie, cosa che ho già postato a suo tempo nella pagina “avvertenze” in calce al blog.
Premesso che, personalmente,  non uso cookie e non saprei nemmeno come farlo; premesso pure che, come da link allegato,  nemmeno WordPress li usa, mi sapete spiegare per quale motivo dovrei mettere l’avviso su questo blog, mentre gli stessi post appaiono  integralmente su Paperblog (che non evidenzia alcun avviso)  e che talvolta li riporto anche sul mio diario di Facebook  (anche se con la privacy riservata agli amici)? Notare poi che questi due ultimi siti sono infarciti di banner pubblicitari che utilizzano i cookie , cosa che su WordPress non succede. Lo stesso dicasi per le pochissime cose postate pure su Google +.
Comunque ho rinominato la pagina delle avvertenze specificando che contiene anche gli avvisi per i cookie, ma continuerò a ritenere questa legge la solita cazzata all’italiana. 

http://opidos.blogspot.it/2015/05/blogger-amatoriale-occhio-alla-megamulta-per-cookie-law.html?m=1

Over the Rainbow

Mi sembrava appropriata, vista la recente decisione della suprema Corte Americana…

Da qualche parte sopra l’arcobaleno
proprio lassù, ci sono i sogni che hai fatto
una volta durante la ninna nanna
da qualche parte sopra l’arcobaleno
volano uccelli blu e i sogni che hai fatto,
i sogni diventano davvero realtà.


Un giorno esprimerò un desiderio
su una stella cadente
mi sveglierò quando le nuvole
saranno lontane dietro di me
dove i problemi si fondono come gocce di limone
lassù in alto, sulle cime dei camini
è proprio lì che mi troverai
da qualche parte sopra l’arcobaleno
volano uccelli blu e i sogni che hai osato fare,
oh perché, perché non posso io?


Beh vedo gli alberi del prato e
anche le rose rosse
le guarderò mentre fioriscono
per me e per te
e penso tra me e me
“che mondo meraviglioso!”


Beh vedo cieli blu e nuvole bianche
e la luminosità del giorno
mi piace il buio e penso tra me e me
“che mondo meraviglioso!”


I colori dell’arcobaleno così belli nel cielo
sono anche sui visi delle persone che passano
vedo degli amici che salutano

dicono “come stai?”
in realtà stanno dicendo “ti voglio bene”
ascolto i pianti dei bambini
e li vedo crescere
impareranno molto di più
di quello che sapremo
e penso tra me e me
“che mondo meraviglioso!”


Un giorno esprimerò un desiderio
su una stella cadente
mi sveglierò quando le nuvole
saranno lontane dietro di me
dove i problemi si fondono come gocce di limone
lassù in alto, sulle cime dei camini
è proprio lì che mi troverai
da qualche parte sopra l’arcobaleno
ci sono i sogni che hai osato fare,
oh perché, perché non posso io?

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Ah Pure WordPress si è adeguata ed ha messo un band arcobaleno

falsi bersagli

Tre attentati in un solo giorno.

Tunisia…attaccato un resort pieno di turisti…28 morti.

Kuwait… attacco ad una moschea sciita…almeno 25 morti

Parigi…attacco ad uno stabilimento di gas industriale, un uomo decapitato e vari feriti.

 

Poi però ce la prendiamo con Putin…

Cronache dalla mia città

Dopo una prima votazione che ha avuto esito negativo per un solo voto in quanto una consigliera SVP , non seguendo le direttive del suo partito, ha dato parere contrario alla costituzione della nuova giunta comunale, ieri sera, poco prima della mezzanotte, (termine ultimo dopo di che si sarebbe dovuto procedere al commissariamento del comune ed indire nuove elezioni), il sindaco ormai al suo terzo mandato è riuscito a racimolare altri due voti per raggiungere la maggioranza, rinnegando in parte il programma per il quale era stato eletto.

L’esultanza per la mancata formazione della giunta è quindi durata nemmeno ventiquattro ore.  La nuova giunta è  stata varata grazie al sostegno dei verdi ed il ricatto è  già iniziato. Il progetto Benko sul quale i due nuovi entrati erano contrari, è stato accantonato in quanto il sindaco “ci ha ripensato”.
Ma se la sua dichiarazione non mi stupisce,  (cosa non si fa per assicurarsi altri 5 anni di governo ), sono perplessa sull’appoggio riconfermato dalla SVP che inizialmente aveva dichiarato “mai più con gli eco-sociali e con i verdi” che bloccano ogni rinnovamento della città.
Cari “amici” tedeschi: avete avuto un forte calo di voti, e non vi rendete conto che è dovuto proprio a questo abbraccio mortale con le estreme sinistre. Pensateci bene… riflettete.

Conclusione

La nuova giunta di Bolzano mi ricorda la raccolta differenziata: molti bidoni di ogni colore e dimensione.

Ai verdi,  ovviamente, uno dei più  piccoli: quello dell’umido.

Sera

Oggi una giornata frenetica con mille cose da fare, correndo qua e là per la città.
Inoltre  c’era un vento fortissimo che, oltre a mettere a soqquadro il terrazzo spogliando il gelsomino dei pochi fiori  rimasti, mi ha causato una forte emicrania.
Poi è arrivata la sera, calma, placida, riposante, tranquilla.
Spalanco la finestra sulla notte, mi appoggio al davanzale e ascolto il mondo che respira piano


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