La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Il modo tuo d’amare

Il modo tuo d’amare
è lasciare che io t’ami.
Il sì con cui ti abbandoni
è il silenzio. I tuoi baci
sono offrirmi le labbra
perché io le baci.
Mai parole e abbracci
mi diranno che esistevi
e mi hai amato: mai.
Me lo dicono fogli bianchi,
mappe, telefoni, presagi;
tu, no.
E sto abbracciato a te
senza chiederti nulla, per timore
che non sia vero
che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire
con domande, con carezze
quella solitudine immensa
d’amarti solo io.

(Pedro Salinas, da La voce a te dovuta)

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Cambiamenti

Le persone cambiano.

Le città pure.

Così negli anni ho perso molti punti di riferimento.

Penso a Milano…quante cose sparite, anche se nell’arco di soli 25 anni, cioè da quanto ho iniziato a frequentarla regolarmente.

In piazza Duomo non c’è più Galtrucco con le sue stoffe da sogno e le sue vetrine eleganti, sostituita da Benetton; in via Meravigli ha chiuso anche il negozio di dolciumi dove comperavamo dei favolosi Cuneesi; lo storico ferramenta Collini, per il quale avevo anche partecipato alla raccolta firme per evitarne la chiusura, si è trasferito: è sempre in Corso Buones Aires, ma non più nella sede storica che occupava da più di un secolo. Le cose che più ci mancano sono però i negozi che frequentavamo abitualmente.

Le Messaggerie Musicali, in corso Vittorio Emanuele, ad esempio, poi cedute alla Mondadori ed infine da questa vendute alla catena di vestiario Mango. Oppure la FNAC di via Torino – che già aveva sostituito una storica Standa – acquisita poi da Trony e che ora ha le serrande mestamente abbassate, in quanto a breve arriverà l’ennesimo negozio di H&M. Per non parlare poi delle UPIM, molte delle quali sostituite dalla catena Oviesse.

Anche sotto casa i negozi hanno avuto una vera e propria rivoluzione.

Dove prima c’era la Vodafone, ora c’è un servizio di decorazione unghie gestite da cinesi. Le vecchie botteghe quali la merceria, la pasticceria artigianale, il calzolaio, la panetteria, la pizzeria al taglio…scomparse: al loro posto una gelateria “etnica”, un negozio di accessori per telefonia e pc (sempre gestito da cinesi), un barbiere, un ristorante, naturalmente cinese….

E come cambiano le botteghe, cambiano pure gli avventori, anche se la natura del negozio è sempre la stessa: il bar dove spesso facevamo colazione, assieme a parecchie anziane sciure milanesi, ora è gestito da cinesi e le vecchie sciure non ci vanno più, perché il loro posto è stato preso da vari extracomunitari. Il fruttivendolo già da tempo ritiratosi in pensione, ha ceduto il negozio ad un pachistano. Resiste ancora l’alimentarista all’angolo, che vende di tutto: carne, formaggi, salumi, pane, acqua minerale, biscotti vari, ed è sempre un piacere ritrovarlo ogni volta che torniamo…ma fino a quando?

Personaggi squallidi


Non seguo la TV, e mi rendo conto sempre più di far bene visto che personaggi beceri e viscidi come Floris e Gnocchi si permettono delle battute infami e volgari su Claretta Petacci. Personaggi dal cranio palesemente vuoto, che si credono spiritosi nel dire battute di merda e nel riderci su, mentre sono solo dei poveri cretini. Fossi in Cairo invece di pagarli li caccerei a pedate nel sedere oggi stesso.
Naturalmente le nostre care femministe insorgeranno compatte…o taceranno come sono solite fare?

Vita

La tua vita è la tua vita.
Non lasciare che le batoste la sbattano
nella cantina dell’arrendevolezza.
Stai in guardia.
Ci sono delle uscite.
Da qualche parte c’è luce.
Forse non sarà una gran luce ma
la vince sulle tenebre.
Stai in guardia.
Gli Dei ti offriranno delle occasioni.
Riconoscile, afferrale.
Non puoi sconfiggere la morte ma
puoi sconfiggere la morte
in vita,
qualche volta.
E più impari a farlo
di frequente,
più luce ci
sarà.
La tua vita è la tua vita.
Sappilo finché
ce l’hai.
Tu sei meraviglioso
gli Dei aspettano di compiacersi in te.

Charles Bukovski

Punti di vista

Attilio Fontana parla di difendere la razza bianca a rischio di estinzione a causa dell’immigrazione e viene ovviamente considerato razzista in quanto appartiene alla Lega.

Però se Stefania Prestipino parla di sostegno economico alle mamme per difendere la nostra razza, va tutto bene.

Già, ma LEI, è del PD.

il 5 marzo…

Probabilmente molti l’avranno già letta, ma era troppo carina per non condividerla

VOLETE SAPERE COME SARA’ LA NOSTRA VITA DOPO LE VOTAZIONI? Se tutto andrà come deve andare, sarà una pacchia. E io per prepararmi, ho già programmato la mia giornata tipo.

Dopo il 4 marzo, e una volta che le promesse di tutti i candidati premier saranno com’è prevedibile mantenute, io mi alzerò tardi. Che è già un ottimo inizio. Non avendo impegni incombenti, per la verità non avendone proprio, passerò la mattina guardando la Tv (senza pagare il canone, me l’ha promesso Renzi).

Al pomeriggio prenderò la mia auto (senza pagare il bollo, me l’ha giurato Silvio) e mi dirigerò con calma all’Università per seguire qualche lezione (senza pagare le tasse, me l’ha detto Piero Grasso). Sono ancora indeciso tra Paleontologia e Ingegneria spaziale. Magari entrambe, tanto lo farò unicamente per passione personale.

Perché al lavoro, quasi sicuramente, non ci andrò. Avrò un reddito minimo garantito da 780 euro al mese, mi ha assicurato Luigi Di Maio. Se poi avrò una moglie e un marmocchio in casa, addirittura 1.250, mi ha confermato Berlusconi. Non avrò fretta.

Se poi per noia o per curiosità mi farò assumere da qualcuno (perché il lavoro non mancherà, mi hanno detto tutti), sappiate che malissimo che vada sarò pagato 10 euro l’ora (parola di Renzi). Non verrò certo licenziato (che tanto il Jobs act, promessa, verrà abolito) e i soldi che guadagnerò, tutti ma proprio tutti, saranno tassati al 15% (me l’ha giurato Salvini). Se non l’avrò fatto prima, lascerò il lavoro a circa 60 anni, mica più a 67 (come mi ha assicurato Berlusconi). E lo farò con una pensione minima di mille euro (sempre il Berlusca, in gran forma).

Tanto mi basterà per viaggiare il mondo intero e organizzare una grigliata a settimana con gli amici. Alla fine di una vita tranquilla e bellissima, non so ancora se il mio funerale sarà pagato dal mio marmocchio (che spero a sua volta percepisca già il reddito minimo e si alzi tardi al mattino) o mi verrà gentilmente offerto dallo Stato. E anzi, approfitterei di questo contesto per invitare i candidati a formulare una proposta su tale problematica rimasta irrisolta. Gli economisti dicono che il mio stile di vita, e quello di tutti gli italiani, costerà 200 miliardi l’anno in più allo Stato. Cioè circa 50 mila euro l’anno per ogni singolo contribuente italiano. Cioè più dei soldi che guadagnerò col reddito minimo e quelli che risparmierò non pagando praticamente niente. A parte la casa. E la birra. E il cibo per le grigliate.

Ma quelli sono i tecnici, pignoli, saputelli e pure un po’ invidiosi. In realtà andrà tutto come deve andare e vedrete che sarà una pacchia. Me l’hanno promesso tutti.

(dal web)

Memoria a breve termine

A Bologna chi c’è in lista?
Non ditemelo!
CASINI 😀 😀 😀 

senza titolo

Questo rotolare verso l’abisso dell’al di là e mai, sentire il decollo del passato,
atterrare in un corpo d’adulto, sostenere il peso di tanti gesti, ma nel bunker cardiaco conservare il bambino,  come un’ostia vivente, come un diamante degno, come una lucidità senza pareti, porte e finestre aperte da cui attraversa il vento, solo il vento,  niente più che il vento.”

Alejandro Jodorowsky

 

Domandina

La nuova legge elettorale non prevede, al pari delle precedenti, il vincolo di mandato.
Il M5S cerca di ovviare a questa stortura facendo firmare agli eletti un contratto per cui al cambio di casacca dovrebbero pagare 100 mila euro di penale (il condizionale è d’obbligo in quanto non si sa quanto valida possa essere una simile clausola).


Però perché non prevedono anche di pagare una simile somma a quelli che vengono espulsi dal movimento?

I dimenticati

Sono quelli che nessuno vede.

Milano ne è piena.

Non parlo dei soliti extracomunitari che ti assillano con la vendita di libretti, braccialetti, accendini, bastoni per selfie, fazzoletti di carta.

Parlo di quelli che nessuno vede.

Gli invisibili.

Quelli che comunemente chiamiamo barboni.

Quelli che stazionano sotto i porticati, con giacigli poggiati su cartoni, coperte logore dalle quali spuntano scarpe consumate e ciuffi di capelli scarmigliati, mentre il viso è nascosto per proteggerlo sia dal freddo che dalla curiosità della gente.

Uno di questi sosta in piazza Ventiquattro Maggio, e mi ha colpito per vari motivi.

Primo, perché non dorme di giorno, come invece fanno quasi tutti gli altri. Poi perché ci tiene ad un certo decoro: il giaciglio è sempre ben rifatto anche perché è uno dei “fortunati” che possiede un sacco a pelo, e si è creato anche un piccolo ambiente: delle scatole nelle quali ripone qualche frutto, una bottiglietta d’acqua, perfino un portacenere, e poi dei libri, tanti, di ogni genere, e uno è sempre appoggiato, con il suo bel segnalibro, sul letto. Inoltre non espone nessun cartello con scritte varie (Ho fame – Un piccolo aiuto – e così via), nemmeno un copricapo o un barattolo nel quale riporre eventuali elemosine e non possiede nemmeno un piccolo cagnolino per impietosire i passanti. L’ho intravisto solo una volta dal tram che passa lì accanto: mezz’ètà, ma forse le vicissitudini lo fanno sembrare più vecchio di quanto sia realmente, la barba scura, anche i vestiti sembrano piuttosto in ordine. Forse è uno dei tanti che, dopo aver condotto un’esistenza normale, si è ritrovato da un giorno all’altro a vivere per strada per aver perso il lavoro o altra disgrazia.

Mi sono trovata a pensare di come vivano alla giornata queste persone: sostano per le strade, spesso davanti ai negozi sfavillanti di luci o alle banche, mondi lontanissimi dalla loro esistenza, e quante di loro passino all’addiaccio la notte, di come sopravvivano, cosa pensino del mondo che le circonda, un mondo spesso chiuso nell’indifferenza e nell’egoismo. L’unica cosa che posso fare è donare loro qualcosa, unitamente ad un lieve sorriso…

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