La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Ultima

Bluebird

“Nel mio cuore c’è un uccello azzurro che
vuole uscire,
ma con lui sono inflessibile,
gli dico: rimani dentro, non voglio che
nessuno ti veda.
Nel mio cuore c’è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma gli verso addosso whisky e aspiro
il fumo delle sigarette
e le puttane e i baristi
e i commessi del droghiere
non sanno che lì dentro c’è lui.
Nel mio cuore c’è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io con lui sono inflessibile,
gli dico: rimani giù, mi vuoi fare
andar fuori di testa?
vuoi mandare all’aria tutto il mio lavoro?
vuoi far saltare le vendite dei miei libri in Europa?
Nel mio cuore c’è un uccello azzurro che
vuole uscire
solo di notte qualche volta
quando dormono tutti.
Gli dico: lo so che ci sei,
non essere triste
poi lo rimetto a posto,
ma lui lì dentro un pochino canta,
mica l’ho fatto davvero morire,
dormiamo insieme così
col nostro patto segreto
ed è così grazioso da far piangere
un uomo, ma io non piango,
e voi?”

Charles Bukowski

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Estate

C’è un giardino chiaro, fra mura basse,
di erba secca e di luce, che cuoce adagio
la sua terra. È una luce che sa di mare.
Tu respiri quell’erba. Tocchi i capelli
e ne scuoti il ricordo.
Ho veduto cadere
molti frutti, dolci, su un’erba che so,
con un tonfo. Così trasalisci tu pure
al sussulto del sangue. Tu muovi il capo
come intorno accadesse un prodigio d’aria
e il prodigio sei tu. C’è un sapore uguale
nei tuoi occhi e nel caldo ricordo.
Ascolti.
Le parole che ascolti ti toccano appena.
Hai nel viso calmo un pensiero chiaro
che ti finge alle spalle la luce del mare.
Hai nel viso un silenzio che preme il cuore
con un tonfo, e ne stilla una pena antica
come il succo dei frutti caduti allora.
Cesare Pavese

 

In uno di quei vecchi film francesi

In uno di quei vecchi film francesi
con le musichine francesi
nelle brume francesi
Yves Montand diceva ad Annie Girardot
o Maurice Ronet a Jeanne Moreau
che il segreto dei lunghi amori
è continuare a vedersi
come la prima volta che ci si vide.

Michele Mari “Cento poesie d’amore per Ladyhawke”

C’erano una volta…

parole come “educazione” e “rispetto”: per le donne, per gli anziani, per chi insegnava, per i soggetti più deboli e/o meritevoli, ma forse erano solo favole, perché ora queste parole non hanno quasi più significato. 
Sempre più spesso si legge di episodi incresciosi che accadono nell’ambito scolastico: oltre agli infami episodi di bullismo, anche di aggressioni ai docenti non solo da parte dei genitori ma anche di studenti delle superiori ed ora perfino da parte di un ragazzino delle medie inferiori, appena undicenne.
Ora non pretenderei che si tornasse ai miei tempi, quando ci si alzava all’ingresso dell’insegnante in classe per salutarlo (che sarebbe comunque un’ottima cosa), ma già nelle famiglie sarebbe indispensabile insegnare ai ragazzi che i docenti vanno rispettati.
Purtroppo i primi a disattendere questo atteggiamento sono proprio i genitori che difendono i figli sempre e comunque, qualunque fesseria abbiano combinato. Figli che si sentono appoggiati e protetti, quindi autorizzati ad agire in maniere che spesso sconfinano nel reato penale.
La buona scuola renziana ha dato soldi ai diciottenni , che in parte li hanno utilizzati per presenziare ad “alti eventi culturali” tipo il concerto di Laura Pausini (!), [grazie “ALLE” 500 Euro”, come ha scritto un diplomando … Sarebbe stato meglio avesse investito quei soldi in vocabolari e testi di grammatica], soldi che erano solo un incoraggiamento ai neo maggiorenni a votare per il suo partito.

 

Però non ha investito un centesimo per corsi di educazione civica, dove si insegni non solo la nostra Costituzione (la più bella del mondo…), ma anche riguardo verso le altre persone e le cose comuni.
Però poi leggo di ragazzi che compiono con naturalezza atti davvero eroici, come quel diciottenne che non ha esitato a scendere tra le rotaie della metropolitana per salvare un bimbetto sfuggito alla mamma…e la speranza che tutto possa essere recuperato rinasce.

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120 anni fa…la nascita di un mito

Faccia a faccia

In febbraio la vita era immobile.
Gli uccelli non volevano volare e l’anima
grattava il paesaggio come una barca
gratta il pontile cui è ormeggiata.

Gli alberi mi voltavano le spalle.
La profondità della neve si misurava dai morti fili d’erba.
Le tracce in superficie invecchiavano.
Sotto un telo la lingua moriva.

Un giorno giunse qualcosa alla finestra.
Il lavoro si arrestò ed io alzai lo sguardo.
I colori ardevano. Tutto si voltò.
La terra ed io balzammo l’una contro l’altro.

Tomas Tranströmer

Non ho camminato nei tuoi sogni

Non ho camminato nei tuoi sogni,
né mi sono mostrato in mezzo alla folla,
non sono apparso nel cortile
dove pioveva o meglio cominciava
a piovere (questo verso
lo cancello e non lo sostituirò),
era allettante credere, come uno stupido,
che ti avrei incontrato presto,
eri tu che mi apparivi in sogno
(e mi prendeva una dolce tenerezza),
mi sistemavi i capelli sulle tempie.
Quell’autunno perfino le poesie
in parte mi riuscivano bene
(però mancava sempre un verso o una rima
per essere felice)

Boris Ryzhy Borisovich 

Un piccolo confronto

A Piacenza c’erano solo 10 carabinieri per fronteggiare 400 bastardi antifascisti
inferociti.
Leggo che a Milano – a detta del SIULP – in 20 anni i poliziotti sono calati considerevolmente, tanto che le volanti in servizio sono solo 13 con 2 agenti contro le 25 con 3 operatori di anni addietro.

Però le scorte a politici e loro amici sono invariate.

Laura Boldrini può contare su tre auto e 27 agenti.
Napolitano, mi dicono, ha 45 poliziotti a disposizione, più di quando era PdR ed aveva una scorta di “solo” 30 persone.
Saviano (?) dal 13 ottobre 2006 può contare su 7 agenti di scorta. Ora, per fortuna più nostra che sua, risiede a New York.
Renzi, la cui scorta era la gente, recandosi a Modena in qualità di PdC, si presentò con 24 auto e due moto…evidentemente la gente non bastava a garantire la sua sicurezza.
I potenti sono sempre protetti, per questo non hanno sentore delle difficoltà vissute dalla gente comune.

Mercoledì delle Ceneri

E da oggi, smesse le maschere di carnevale, riprendiamo con le maschere quotidiane

La rosa bianca

Coglierò per te
l’ultima rosa del giardino,
la rosa bianca che fiorisce
nelle prime nebbie.
Le avide api l’hanno visitata
sino a ieri,
ma è ancora così dolce
che fa tremare.
È un ritratto di te a trent’anni.
Un po’ smemorata, come tu sarai allora.

A.Bertolucci

 

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