La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Lubiana – edifici, piazze e vie

Un’altra piccola carrellata di immagini di Lubiana, palazzi, viuzze e piazze varie. Questa volta sono riuscita anche ad inserire la musica

L’edificio con le gigantografie appese alla parete è la Sinagoga, le piazze principali sono la piazza dei Congressi, dove si affacciano vari importanti edifici – la Chiesa delle Orsoline, la Filarmonica e l’Università – e piazza Preseren, con il monumento all’omonimo personaggio, un famoso poeta sloveno, dietro al quale c’è la Chiesa di san Francesco, mentre sul davanti ci sono i famosi “Tre ponti” pedonali. L’originalissima casa rosa con decorazioni stile mosaico all’inizio delle foto è la Vurnik Hîsa, ora sede della Cooperative Businnes Bank.

 

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Lubiana – 2

Beh, la “vecchietta” ha colpito ancora 😀

Piuttosto di pubblicare un sacco di foto (che poi, siamo sinceri, uno prima o poi si annoia anche) ho preferito fare uno slide, postarlo su you tube (e mi ci sono dovuta pure iscrivere !) per poi metterlo qui su WordPress.

Beh, sono agli inizi, ed infatti ho dimenticato di metterci la musica…ma la prossima volta, prometto, rimedierò.

 

Parere personale

Tutte quelle mamme extracomunitarie che, a loro dire, non sono in grado di sostenere la spesa per la mensa dei loro figli, non potrebbero ripagare in parte con servizi alla comunità, tipo le pulizie nella scuola stessa? Non mi pare che siano lavoratrici, quindi tempo libero ne hanno…

Problemi tecnici

Due giorni di mal di stomaco… Ambedue i pc avevano problemi: su Chrome molte pagine non si aprivano (facebook, WordPress, Instagram) meltre altre funzionavano regolarmente. Inoltre il pc che gira su Windows10 aveva problemi anche all’accensione, in quanto dopo la pagina iniziale non si posizionava sul desktop, che spesso era irrimediabilmente nera.

Mi sono decisa a portarlo in assistenza (Andrea, dal quale andavo precedentemente, ha purtroppo chiuso il negozio), così mi sono rivolta ad un altro tecnico dal quale andava mio marito anni addietro, e là, sorpresa, il pc funzionava perfettamente…GRRRRRRR.

Torno a casa ed il problema si ripresenta.

In conclusione, era un’anomalia del WI-FI.

Resettato il modem uno dei pc (windows 7) andava perfettamente, l’altro (il 10) si accendeva ma la barra delle applicazioni, incluso il menu START, era bloccata e non c’era verso di sbloccarla e quindi per spegnere il pc dovevo farlo tramite il tasto dell’accensione, cosa non molto raccomandabile.

Beh, piano piano, sfruculiando con lo smartphone su internet , ho trovato un sito (non il solito sant’Aranzulla, ma un altro, “Generazione 2000”) che mi ha dato tutte le indicazioni per poter risolvere il problema, ed ora finalmente ce l’ho quasi fatta.

Quasi”, perché si apre finalmente il desktop, ma non appaiono le icone che magicamente ricompaiono premendo F4…

Calcolando che sono “vecchietta” e pure autodidatta, posso dire di essere soddisfatta 🙂  .

però, lasciatemelo dire… Maledizione alla tecnologia!

Lubiana

Ci sono posti cui nessuna fotografia, nessun filmato possono rendere l’atmosfera.

Lubiana è uno di questi: una città che bisogna “vivere” per apprezzarla al meglio, passeggiando sulle stradine del centro o per i viali lungo il fiume, tra il brusio delle persone sedute ai tavolini degli innumerevoli localini dai quali escono musiche varie – country, jazz, classica, popolare – e profumi diversi: pesce, carne, dolci, pizza, spezie, mandorle caramellate… Il massimo di questi profumi lo si avverte nella stradina che dal Ponte dei Draghi porta ai Tre ponti, dove ogni venerdì ci sono innumerevoli bancarelle che preparano cibi etnici, che la gente gusta accomodandosi su lunghe panche o sedendosi direttamente sui gradini del passaggio che porta alla Cattedrale di San Nicola.

Ed il fascino di questa città si avverte specialmente all’imbrunire, quando si accendono innumerevoli lucette, la rossa chiesa dei Francescani e i “Tre ponti” si specchiano nelle acque della Ljublianica, i battelli che la solcano accendono i loro fari e pure il Castello, che sovrasta tutta la città, si illumina.

 

 

 

 

 

 

ù

 

Funambola senza rete

È stata la mia vita un essere-sospesa-sulla-corda.

Pure era ben tesa tra due pali.

Ora però la corda forte è lacerata:

E il ponte mio si sporge sulla terra di nessuno.

Eppure ballo e non voglio saper nulla,

In parte perché avvezza, in parte per fiera rabbia.

La folla fissa rapita e ammaliata.

Però, che Dio mi assista, guardo avanti.

Masha Kaleko

N

 

 

Lettera dalla prigione a Munevvér 1948

Benvenuta, donna mia, benvenuta!
certo sei stanca
come potrò lavarti i piedi
non ho acqua di rose né catino d’argento
certo avrai sete
non ho una bevanda fresca da offrirti
certo avrai fame
e io non posso apparecchiare
una tavola con lino candido
la mia stanza è povera e prigioniera
come il nostro paese.
Benvenuta, donna mia, benvenuta!
hai posato il piede nella mia cella
e il cemento è diventato prato
hai riso
e rose hanno fiorito le sbarre
hai pianto
e perle son rotolate sulle mie palme
ricca come il mio cuore
cara come la libertà
è adesso questa prigione.
Benvenuta, donna mia, benvenuta!

Nazim Hikmet

 

We’ll Meet Again

La canzone sulle cui note si conclude il film “Il dottor Stranamore”  è uno dei più famosi brani del periodo della Seconda Guerra Mondiale.

Il testo parla del ricongiungimento tra i soldati e alle loro fidanzate/mogli alla fine del conflitto, ma dato che moltissimi militari non fecero ritorno dal fronte, molti ipotizzano che il posto dove dovrebbe avvenire il ricongiungimento possa essere il paradiso.

 

CI INCONTREREMO DI NUOVO
Ci incontreremo di nuovo, non so dove, non so quando
Ma so che ci incontreremo di nuovo, in un qualche giorno di sole.
Continua a sorridere, come fai sempre
Finché il cielo azzurro scaccerà lontano le nuvole nere.
Così di’ “ciao” per favore alla gente che conosco
Di’ loro che non sarà per molto tempo
Saranno felici di sapere che quando mi hai visto partire
Stavo cantando questa canzone.
Ci incontreremo di nuovo, non so dove, non so quando
Ma so che ci incontreremo di nuovo, in un qualche giorno di sole.

…’me piöv!

…’me piöv! ‘me fresca la citâ nel piöv!
quèl verd del camion, l’umbrèla che camina,
la lüs sghemba di tram ch’j slisa al vent,
e mì che sogni el nient – va e vègn la mina
süj strâd chì, de Milan, tra ‘l curr di gent
e j urelogg ch’în ferma stamatina –
e la mia vûs la cerca el firmament…
‘me piöv süj mè penser, e sü quj ciar
che mett paüra dai macchin ‘me indurment…
…ah bèl guttà che stagna e desfa i sò mister,
nüm chì càntum amô sensa savèl
de quèl che al quiss del vìv slengua i penser.

Franco Loi

Dipinto Giuseppe Faraone

…come piove! com’è fresca la città nella pioggia!
quel verde del camion, l’ombrello che cammina,
la luce sghemba dei tram che scivolano nel vento,
e io che sogno il vento – vanno e vengono le ragazze
sulle strade, queste di Milano, tra il correre della gente
e gli orologi che sono fermi questa mattina –
e la mia voce cerca il firmamento…
come piove sui miei pensieri, e sui quei chiarori
che mettono paura dalle macchine addormentate…
…ah bel gocciolare che ristagna e scioglie i suoi misteri,
noi che cantiamo ancora senza saperlo
di quello che nell’essenza del vivere disfa i pensieri. 

La luce caduta della notte

Spargi sfinge
il tuo pianto sul mio delirio
cresci cosparsa di fiori nella mia attesa
perché la salvezza celebra
l’abbondanza del nulla

spargi sfinge
la pace dei tuoi capelli di pietra
sul mio sangue rabbioso

io non capisco la musica
dell’ultimo abisso
io non so del sermone
del braccio di edera
ma voglio appartenere all’uccello innamorato
che trascina le ragazze
ebbre di mistero
amo l’uccello sapiente in amore
l’unico libero

Alejandra Pizarnik

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