Il sogno è l'infinita ombra del vero (G.Pascoli)

Ultima

La luce della sera

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Distesa e gialla la luce della sera,

carezzevole la freschezza d’aprile.

Sei in ritardo di molti anni,

eppure sono contenta che tu sia qui.

Siediti vicino e guardami…

Perdona, perdonami per il dolore che ho abbracciato,

per aver ignorato la luce del sole.

E specialmente perdona

quei troppi scambiati per te.

(Anna Achmatova)

mongolfiera

 

 

Ho sempre sognato di fare un giro in mongolfiera, e domenica, vedendone una che volava in cielo, mi sono ritrovata a pensare quanto sarebbe bello poter vedere il mondo dall’alto. Chissà che un giorno non possa farlo.

Lasciano tracce impercettibili
le traiettorie delle mongolfiere
e l’uomo che sorveglia il cielo
non scioglie la matassa del volo
e non distingue più l’inizio
di quando sono partite
sopra gli ormeggi e la zavorra sono partite
tolti gli ormeggi e la zavorra
sono partite
a guardarle sono quasi immobili
lune piene contro il cielo chiaro
e l’uomo che le sorveglia
adesso non é più sicuro
se veramente sono mai partite
oppure sono sempre state lì
senza legami, colorate e immobili
così


anche noi, anche noi
con gli occhi controvento al cielo
abbiamo cercato e perso
le tracce del loro volo
dentro le nuvole del pomeriggio
nei pomeriggi delle città
ma chissà dove è incominciato tutto
chissà


anche noi, anche noi
con le mani puntate al cielo
abbiamo inseguito e perso
le tracce del loro volo
anche noi, anche noi
nelle nuvole del pomeriggio
nei pomeriggi delle città
ma chissà dove è incominciato tutto
chissà.

 

Il libro dell’amore

poesie_scritte

Forse le parole delle poesie

che adesso scrivo per te

potranno fluttuarti davanti alla coscienza

(quando saremo da tempo fantasmi)

come qualcosa che quasi prende

forma dal lungo annebbiarsi

di un lungo giorno nebbioso

che è già finito ma permane

tra le costellazioni immobili dell’eternità:

il fatto che tu ed io ci siamo amati

nella pausa tra i tempi del lento moto

non ci pareva eccezionale, ma era

il permanente, stabile, quotidiano

alfabeto del nostro essere insieme.

(John F. Deane )

Primavera

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“E’ che dietro le cose ci sei tu, Primavera, che incominci a scrivere nell’umidità, con dita di bambina giocherellona, il delirante alfabeto del tempo che ritorna”.
(Pablo Neruda)

cellulari

nokia7260

Mio marito, sarcasticamente, lo chiama il “cimitero”. È il cassettino della cucina dove conservo tutti i miei vecchi cellulari, perché faccio fatica a liberarmene.

Premetto che sono stata l’ultima in famiglia a possederne uno: perfino i due ragazzi lo hanno comperato assai prima di me, mio marito addirittura lo aveva dai tempi del sistema Etac, un vecchissimo Nokia, mi sembra che la sigla fosse 101, comunque molto simile all’immagine qui riprodotta: praticamente inesistente lo schermo e tastiera ridotta al minimo.Nokia 101_etac

Non volevo assolutamente diventare schiava di quella nuova diavoleria, solo che in ufficio un bel giorno, per la reperibilità, mi consegnarono il dannato aggeggio. Se ben ricordo, allora fu pagato £ 259.000.

Un Nokia (allora andavano per la maggiore, assieme ai Motorola), il 7260, piccolo, maneggevole, elegantino nella sua veste rossa e nera,con una tastiera molto particolare, quasi spiraliforme. Oltre alle telefonate, potevo anche controllare la posta, quindi non avevo scuse: anche in ferie, pure se all’estero, ero sempre raggiungibile. C’era anche la possibilità di scattare fotografie, per quanto di qualità non eccelsa, aveva qualche giochino, una rubrica di circa 250 contatti, il minimo indispensabile -generalità e numero telefonico -, una memoria risibile, che consentiva la memorizzazione di non più di 20 SMS, senza la possibilità di espanderla. In più aveva la radio, la calcolatrice, la sveglia, una piccola agenda per gli impegni, la possibilità di scrivere con il famoso T9, una novità per l’epoca ed i trasferimento dati -foto, rubrica etc – a mezzo infrarossi.

Con queste dotazioni ridotte ai minimi termini, in standbay la carica durava giorni e giorni, nonostante la batteria fosse di soli 760 mAh…Comodissimo da portare in tasca, viste le dimensioni piccolissime ed il peso ridottissimo. Inoltre, robustissimo: mi sarà caduto un sacco di volte, ma non ha nemmeno una scalfittura.

E da quel momento è iniziata la mia dipendenza…

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spiegel_11083863_677214759090586_5090106760640226374_nLa riflessione oggi su “il Giornale” da parte di Alessandro Sallusti riprende quella sciagurata frase dello “Spiegel” tedesco che, in occasione del disastro della Concordia, scrisse che “Uno come Schettino non può che essere italiano”, e che la tragedia era prevedibile in quanto un comandante tedesco o britannico non avrebbe mai abbandonato la nave ed i suoi passeggeri.

Italiani “maschi bravi, capaci di parlare con le dita e con le mani, in principio gente incapace di fare del male, ma bisognerebbe tenerli lontani da macchinari pesanti e sensibili, come si vede”.

Ora, vedendo il sistema scelto da Lubitz per suicidarsi, bisognerebbe pensare altrettanto dei tedeschi?

Giustamente Sallusti commenta che a fronte di un incosciente come Schettino c’era un altro comandante italiano che gli intimava di tornare a bordo, così come a fronte di un lucido suicida cone Lubitz c’era un altro pilota tedesco che ha tentato di tutto per riprendere in mano la situazione, ed è l’unica cosa sulla quale concordo con il direttore de “il Giornale”.

Nei titoli e negli articoli giornalistici trapela purtroppo una certa soddisfazione: soddisfazione allora che il comandante della nave fosse italiano, soddisfazione oggi che il copilota fosse tedesco, ma è fuori di luogo e molto amaro parlare di soddisfazione quando di mezzo ci sono tante vittime innocenti.

Inoltre il paragone tra i due avvenimenti  è poco consono: l’unico appunto forse lo si può fare alle due compagnie (Costa e Germanwings) per aver messo ai comandi la prima un irresponsabile, la seconda un uomo quasi certamente malato psichico senza aver prima eseguito i necessari controlli attitudinali e medici. Mi sta bene però che Sallusti abbia risposto per le rime allo Spiegel che già a suo tempo ci aveva etichettati TUTTI, come mangiaspaghetti mafiosi e pure razza inferiore.

Nel dubbio, cari amici tedeschi, meglio evitare di dare lezioni ed etichette agli altri.

 

Disgrazia, incidente o che?

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Non riesco a concepire che un giovane di soli 28 anni, il co-pilota dell’Airbus della Germanwings Andreas Lubitz, decida di togliersi volontariamente la vita trascinando con sé nel disastro altre 150 persone, tra le quali numerosi ragazzi e bambini. È assurdo che ai checkpoint aeroportuali si facciano controlli minuziosi ai passeggeri e non si provveda invece a sottoporre i piloti a visite periodiche per verificarne la sanità non solo fisica ma anche psichica. Non è possibile che una persona che parlava normalmente con il collega mentre ambedue erano in cabina di pilotaggio impazzisca di colpo decidendo di suicidarsi e compiendo nel contempo una strage: qualche avvisaglia doveva esserci stata indubbiamente, uno stato di esaurimento, una depressione, qualsiasi cosa che non doveva sfuggire ad una visita accurata. Ed a forza di pensare a probabili attentati terroristici, ci sfuggono davanti agli occhi le situazioni più ovvie.

Angelina Jolie

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Su Facebook sto leggendo commenti malevoli sulla decisione di Angelina Jolie di farsi asportare le ovaie dopo essersi già sottoposta a un intervento di doppia mastectomia.

L’accusano di aver poco cervello, di essere troppo ansiosa, di mania di protagonismo se non addirittura di farsi pubblicità con una notizia che avrebbe potuto tenere per sé, senza sbandierarla ai quattro venti.

Io invece sto dalla sua parte.

Ho letto del gene difettoso, presente nel suo organismo, che le avrebbe causato la probabilità dell’87% di sviluppare un cancro al seno e del 50% di un tumore alle ovaie, quel gene (BRCA1, BReast CAncer)), che aveva già causato il decesso per cancro sia della madre che della zia. Con le operazione che ha dovuto affrontare le probabilità non si annullano, però si riducono sensibilmente. La mammografia infatti non è sufficiente a diagnosticare precocemente l’insorgenza di cancri di origine genetica ed anche un sano tenore di vita e di alimentazione non è sufficiente a prevenire l’insorgenza del male, che si presenta in maniera molto veloce ed aggressiva ed in età ancora giovanile. In quanto all’accusa di protagonismo, anche qui mi trovo in accordo con l’attrice statunitense: certamente non è un piacere sottoporsi a simili operazioni, invalidanti sia dal punto di vista fisico che psichico, ma lei ha preferito rendere noti questi fatti anche per rendere edotte le donne sui pericoli che corrono se non si sottopongono a determinati esami. D’accordo, il suo è un episodio fortunatamente non frequente nella casistica dei tumori, ma avere una maggior informazione a volte può davvero salvare una vita. Inutile dire che, al suo posto, avrei fatto altrettanto.

Mina

Mina compie oggi 75 anni. Mia madre mi rallegrava cantando “Le mille bolle blu”,

canzone che mi faceva sempre tanto ridere assieme a “Tintarella di luna”…poi Mina è maturata come interprete, diventando in assoluto la migliore nel panorama italiano. Qui una delle canzoni che più apprezzo (ma le sue sono TUTTE belle, grazie alla sua voce inconfondibile).

C’è che stasera non mi va

di fingere con te

stavolta parlo e non mi pento

è inevitabile tra noi

chiarire prima o poi

rischiando tutto in un momento

credimi, non so più vivere così

non so dove ho sbagliato

so di averti dato

tutto il bello che ho di me

 

la cena è pronta già da un po’

sai che t’aspetterò

leggendo sul divano bianco

è un abitudine oramai

tra poco arriverai

portando il tuo sorriso stanco

guardati, va tutto bene tra di noi

ma ti si legge in faccia

che per altre braccia

tu dimentichi chi sei

 

che male che mi fa

mi fai sentire stupida

per me amore è solo verità

sempre, sempre

 

no, bugiardo no

piuttosto ti combatterò

basta favole

ed io che ascolto con amore

ore…ore…e ore

 

non ci pensi mai

che forse mi rimpiangerai

tu rispettami

oppure perdimi se vuoi….vuoi…

 

c’è che stasera non m i va

di piangere per te

ti guardo e non ti riconosco

chissà che qualche volta anch’io

non faccia a modo tuo

e poi magari ti ferisco

odiami, almeno sento che ci sei

io te lo leggo in faccia

che tra le mie braccia

tu col cuore te ne vai

 

che rabbia che mi fa

sentirmi così stupida

per me è amore se c’è verità

sempre, sempre

 

no, bugiardo no

non dirmi ancora cambierò

basta favole

ed io che aspetto con amore

ore…ore…e ore

non ti accorgi mai

di tutto il male che mi fai

tu rispettami

oppure perdimi se vuoi…….vuoi…

vuoi?! ……se … vuoi


 

Dalle spine a volte nascono bellissimi fiori.

 

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