La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Ultima

Ogni notte

fumo Nino Garajo 3d892ba5fe07b13344d23c4dd668b63fOgni notte, tornando dalla vita,

dinanzi a questo tavolo

prendo una sigaretta

e fumo solitario la mia anima.

La sento spasimare tra le dita

e consumarsi ardendo.

Mi sale innanzi agli occhi con fatica

in un fumo spettrale

e mi ravvolge tutto,

a poco a poco, d’una febbre stanca.

I rumori e i colori della vita

non la toccano piú:

sola in se stessa è tutta macerata

di triste sazietà

per colori e rumori.

Nella stanza è una luce violenta

ma piena di penombre.

Fuori, il silenzio eterno della notte.

Eppure nella fredda solitudine

la mia anima stanca

ha tanta forza ancora

che si raccoglie in sé

e brucia d’un’acredine convulsa.

Mi si contrae fra mano,

poi, distrutta, si fonde e si dissolve

in una nebbia pallida

che non è piú se stessa

ma si contorce tanto.

Cosí ogni notte, e non mi vale scampo,

in un silenzio altissimo,

io brucio solitario la mia anima.

Cesare Pavese

dipinto di Nino Garajo

Prima colazione

colazione 73eb14b9ed30fe4e685bd0410045e559Lui ha messo

Il caffè nella tazza

Lui ha messo

Il latte nel caffè

Lui ha messo

Lo zucchero nel caffelatte

Ha girato

Il cucchiaino

Ha bevuto il caffelatte

Ha posato la tazza

Senza parlarmi

S’è acceso

Una sigaretta

Ha fatto

Dei cerchi di fumo

Ha messo la cenere

Nel portacenere

Senza parlarmi

Senza guardarmi

S’è alzato

S’è messo

L’impermeabile

Perché pioveva

E se n’è andato

Sotto la pioggia

Senza parlare

Senza guardarmi,

E io mi son presa

La testa fra le mani

E ho pianto.

Jacques Prèvert

Senza titolo

91a1014530a93a87b296e8bf2ef69739E hai ottenuto quello che volevi da questa vita,
nonostante tutto?
Sì. E cos’è che volevi?
Potermi dire amato,
sentirmi amato sulla terra.

Raymond Carver

da “Nicholas Nickleby”

BILANCIA 051595114da8b4f60bcdfaaa90a710ddCi sono parecchie storie fantastiche sulla legge, ma nessuna è così risibile e grossolanamente spiritosa come quella dove si suppone che tutti gli uomini godano degli stessi benefici e siano tutti uguali dinanzi al suo occhio imparziale, senza il minimo rapporto con il contenuto delle loro tasche.

Charles Dickens

A mezzanotte

coppia fff444f827f68202dbddadfa04f59551Parlammo a lungo nella notte, in cucina;
alla morbida luce della lampada a petrolio
gli oggetti, incoraggiati dalla sua delicatezza,
spuntavano dal buio, svelando i propri
nomi: sedia, tavolo, saliera.

A mezzanotte dicesti: andiamo
fuori. D’un tratto vedemmo il cielo
ed esplosero le stelle, stelle d’agosto.
Il pallido fuoco della notte tremava
sopra di noi, indomito, eterno.
Il mondo ardeva, senza voce, avvolto
dal bianco incendio in cui dormivano i villaggi,
le chiese e le biche di fieno profumate di menta
e di trifoglio. Ardevano gli alberi e le torri,
l’acqua e l’aria, il vento le fiamme.
Cos’è il silenzio di questa notte se i vulcani
hanno gli occhi spalancati e il passato
è presente, minaccioso, e spunta dalla tana
come la luna o l’arbusto di ginepro?
Sono fresche le tue labbra e sarà fresca l’aurora,
telo gettato su una fronte che scotta.

 

Adam Zagajewskj

Dipinto di Daniel Gerhartz

 

Rivelazioni

85b41d21b42fcf319451236aa5910686Mi sono risolto.

Mi sono voltato indietro.

Ho scorto

uno per uno negli occhi:

i miei assassini.

Hanno

– tutti quanti – il mio volto.

Giorgio Caproni

dipinto di René Magritte

A buon intenditor…

uffici finanziariSul Sul frontone del palazzo degli Uffici Finanziari di Bolzano è stata posta una scritta trilingue che recita “Nessuno ha il diritto di obbedire”, per depotenziare il bassorilievo di Hans Piffrader che rappresenta Mussolini, col sottostante motto “Credere Obbedire Combattere”.
La frase non è propriamente della Arendt, in quanto in una intervista lei la citò come segue “Secondo Kant nessuno ha il diritto di obbedire”.
Per molto tempo mi sono arrovellata cercando di capirne il senso: mi sembrava più logico il pensiero “Nessuno ha il dovere (o l’obbligo) di obbedire”, naturalmente riferito ad ordini palesemente ingiusti, ai quali è imperativo disobbedire.

Il riferimento della Arendt è rivolto al gerarca nazista Adolf Eichmann, che giustificò lo sterminio degli ebrei citando appunto il filosofo tedesco, dicendo “Non ho colpa se a causa del mio operato sono morti tanti ebrei, io ho solo obbedito agli ordini, e l’obbedienza, come dice Kant, è una virtù morale”.

Ma Hannah Arendt fa un ragionamento più articolato, dicendo che ”secondo Kant nessuno ha il diritto di obbedire”, ossia se ti viene dato un ordine palesemente ingiusto non puoi prendere a scusante il fatto che qualcuno ti ha ordinato di obbedire, nessuno ti ha dato il diritto di eseguire quell’ordine, quindi sei pienamente responsabile delle tue azioni.

Alla luce dei fatti di Trieste e del comportamento della polizia, chi vuole intendere intenda...detto da chi è sempre stata dalla parte delle forze dell’ordine.

La guerra che verrà

Poveri-in-riva-al-mare-Picasso-analisiNon è la prima. Prima
ci sono state altre guerre.
Alla fine dell’ultima
c’erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente
faceva la fame. Fra i vincitori
faceva la fame la povera gente egualmente.

Bertolt Brecht

dipinto di Pablo Picasso

Ballerina

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L’elegantissima vanessa

Che s’allontana e s’avvicina.

A questo fresco fiore di peonia,

è come una stupenda ballerina

che turbina magicamente

su un tappeto di fuoco e di profumo

sulla punta delle dita,

e, tra cuscini morbidi di rosa,

cade sfinita.

Eccola, s’avanza.

Tutta vestita di baci

sulla peonia rossa di garanza;

agita i veli fantasiosi, e danza.

Corrado Govoni

Incantesimo

strega Immagine 2021-10-16 174038Ti ho versato nel bicchiere
una manciata di capelli bruciati,
perché tu non mangi, non canti,
non beva, non dorma.
Perché la giovinezza non ti sia gioia,
perché lo zucchero non ti sia dolce.
Perché tu non te la intenda nel buio della notte
con la giovane moglie.
Come i capelli tuoi d’oro
sono divenuti cenere grigia,
così gli anni miei giovani
diventeranno bianco inverno.
Perché tu diventi cieco-sordo,
perché ti dissecchi come il muschio,
perché ti dilegui come un sospiro.

Marina Ivanovna Cvetaeva

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