La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Inciuci vari

Il gioco di Renzi era abbastanza chiaro: astenersi e non votare contro in modo da far cadere Conte ma non il governo, perché se lui e i parlamentari di Italia Viva avessero votato contro il governo sarebbe caduto di sicuro, costringendo Mattarella ad indire nuove elezioni. Così invece, anche se Conte si presenterà stasera al Quirinale, si assisterà al solito giochetto: nuovo governo con i soliti partiti che, sulla carta, hanno ancora la maggioranza o, al massimo, un bel rimpasto, immettendo uno o più ministri di Italia Viva. Siamo quindi in ostaggio del fiorentino che dal conterraneo Machiavelli ha ereditato le cose migliori (o peggiori, fate voi).

Del resto anche l’avvocato ha una faccia di bronzo (eufemismo) non da poco: al Senato esce poco onorevolmente con 156 voti, contando però su 3 senatori a vita (cosa aspettano a trasformare questa carica in una puramente onorifica?), 2 voltagabbana di Forza Italia, 5 ex pentastellati scappati di casa affluiti nel misto che pensano solo ad incassare altri 2 anni e mezzo di stipendio e la signora Lonardo, alias lady Mastella.

Alle votazioni si è poi visto un episodio “calcistico”, ossia il VAR 🙂 applicato a Ciampolillo,(quello che negava l’esistenza della xilella e che viole curare il Covid con la cannabis), riammesso sul campo, pur astenuto, alle votazioni…

Povera Italia.

Inno all’amore

Io penso già a quel tempo

quando la gioventù sarà un ricordo

e le fiamme e le scintille della passione

saranno sotto la cenere

e i miei occhi, il mio cuore, la mia mente

i miei sensi ormai appannati

reagiranno a tutto teneramente.

Tu ci pensi, amore?

 

 

Amiri Baraka

Mare

Qualsiasi vento è vento di mare, e qualsiasi città, anche la più continentale, nelle ore di vento – è marittima. C’è odor di mare, no, ma: c’è aria di mare, l’odore lo aggiungiamo noi. Anche il vento del deserto è di mare, anche quello della steppa è di mare. Giacché al di là di ogni steppa e di ogni deserto – c’è il mare, l’oltredeserto, l’oltresteppa… Ogni viuzza in cui tira vento è la viuzza di un porto.

 

Marina Cvetaeva

 

Dipinto di Andrea Patrisi

Negazionisti

I veri “negazionisti” (lo so, è un termine improprio, ma se lo usano gli altri, questa volta lo voglio usare io) non sono quelli contrari al vaccino, sono coloro che non vogliono vedere questa Italia che sta collassando giorno per giorno, con botteghe, ristoranti, aziende che chiudono, con gente ormai allo stremo che chiede solo di poter lavorare dopo aver messo in sicurezza i propri locali ed i propri dipendenti.

I negazionisti sono quelli che si rifiutano di riconoscere la realtà dei fatti, che prendono per buona e non contestano la marea di numeri, diagrammi, percentuali che ci vengono ammanniti quotidianamente da giornalisti e presunti virologi (veterinari? “zanzarologi”?) che passano più tempo, profumatamente pagati, sulle televisioni che nelle sale ospedaliere.

I negazionisti sono quelli che solitamente se ne stanno con il “culo al caldo”, sicuri che ogni 27 del mese verrà accreditato loro lo stipendio o la pensione, ed io dovrei essere pure una di questi ultimi, però mi rendo conto che senza di loro anche le nostre entrate non saranno più così certe e potrebbero essere drasticamente ridimensionate.
I negazionisti sono quelli che sono terrorizzati e sperano in un vaccino che non so quante migliorie potrà apportare, quelli che se abbassi la mascherina stando a 50 metri di distanza cambiano marciapiede, quelli che non uscirebbero mai di casa, quelli che temono le elezioni perché ci sarebbero file di persone in attesa davanti alle urne, però si accodano tranquillamente davanti alle porte dei supermercati o degli uffici postali.

I negazionisti sono quelli che rinunciano a vivere, limitandosi a sopravvivere per pura paura.

Allegria di naufragi

E subito riprende
il viaggio
come
dopo il naufragio
un superstite
lupo di mare.

Giuseppe Ungaretti

Illustrazione di Antonio Maria Marini

Fuochi di sant’Antonio

Fiamme nella sera del mio nome
sento ardere in riva
a un mare oscuro –
e lungo i porti divampare roghi
di vecchie cose,
d’alghe e di barche
naufragate.

E in me nulla che possa
esser arso,
ma ogni ora di mia vita
ancora – con il suo peso indistruttibile
presente –
nel cuore spento della notte
mi segue. 

17 gennaio 1935

 

Antonia Pozzi

Camminare insieme

Tenendosi per mano, attraversano la via,
il ragazzo negro e il bianco,
Il dorato splendore del giorno,
L’orgoglio oscuro della notte.
Dalle finestre socchiuse la gente negra guarda

E qui la gente bianca mormora,
Indignata per questi due che osano
Camminare insieme.
Ignari di sguardi e di parole,
Essi camminano e non sanno…

Countee Cullen

Tu sei un’altra cosa

Tu sei un’altra cosa.
Sono andata avanti per anni senza vederti,
quasi senza conoscerti,
e tu eri mio esattamente come adesso.
Io, che sono abituata ad aspettarmi il peggio,
non ho paura di perderti.
Puoi dimenticarmi,
abbandonarmi,
lasciarmi,
sarai sempre mio e solo mio.
Ti ho inventato io, amore mio.
Sei molto più che il mio amante.
Sei una mia creatura.
È per questo che mi appartieni,
quasi tuo malgrado.

 

Irène Némirovsky

 

Opera di Johnson Tsang

 

Essere luce

Essere luce,
non riceverla
né contemplarla
e nemmeno diventarla,
essere
luce
perdere nomi
sfilare fatti
tremare nei contorni
sfuocarsi.
Ci provo a non assomigliare
a me, a sventolare.

Chandra Livia Candiani

Tristezze della luna

Nei suoi sogni la luna è più pigra, stasera:
come una bella donna su guanciali profondi,
che carezzi con mano disattenta e leggera
prima d’addormentarsi i suoi seni rotondi,
lei su un serico dorso di molli aeree nevi
moribonda s’estenua in perduti languori,
con gli occhi seguitando la apparizioni lievi
che sbocciano nel cielo come candidi fiori.
Quando a volte dai torpidi suoi ozi una segreta
lacrima sfugge e cade sulla terra, un poeta
nottambulo raccatta con mistico fervore
nel cavo della mano quella pallida lacrima
iridescente come scheggia d’opale.
e, per sottrarla al sole, se la nasconde in cuore.

 

Charles Baudelaire

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