La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Ultima

Piccola analisi.

Passi per regioni e province da sempre “rosse”, ma l’Alto Adige?
È un paradosso, ma la nostra autonomia (non credevo alle parole di Renzi che gli statuti di autonomia non sarebbero stati toccati) sono stati salvati dalle regioni a statuto ordinario! Mi consola il fatto che Bolzano città invece ha votato per il NO anche se solo per 99 voti, tra i quali il mio e quello di mio marito : una sfacchinata ma ne è valsa la pena. Il degrado cui sta andando incontro la mia città è sotto gli occhi di tutti e questo ha inciso, anche se non in maniera decisiva.
Non mi spiego il SÌ a Milano. Vuol dire che si sono meritati Pisapia prima e Sala adesso…

Però per adesso mi godo questa piccola vittoria, io, parte di un’accozzaglia, quando la vera accozzaglia è quella messa su da un burattinaio che muove i fili (ma vattene in pensione! ), insediata da manovre di palazzo per mantenere i propri privilegi, pronta a cambiare bandiera a seconda degli interessi.
La gente ha dimostrato di saper scegliere da chi vuole essere rappresentata e se chi ha scelto sbaglia, via, a casa.
L’unica mia paura? Renzi si dimette. Mattarella gli rinnova l’incarico, lui accetterà per il bene dell’Italia, il parlamento gli darà la fiducia per paura di oerdere lo scranno sotto il deretano e noi ce lo cucchiamo fino al 2018.



Inviato dal Veloce promemoria

In attesa

Al di là del risultato del referendum, ci sono alcune cose che non sono riuscita a digerire.

Non perdonerò mai a Mirko Tremaglia di aver proposto il voto agli italiani all’estero, ed al governo Berlusconi di averla fatta approvare. Questo perché è inconcepibile che persone che qui non risiedono, che qui non lavorano (per necessità o per libera scelta) che qui non pagano tasse e che a volte a malapena si ricordino la lingua italiana, debbano decidere della vita e delle sorti di chi in questo disgraziato paese ancora ci abita. Sei all’estero? Restaci, ma non interferire con la vita di chi ci abita. Posso approvare una conclusione diversa da quella che ho scelto io e rispetterei senza dubbio una decisione non conforme alle mie aspettative purché espressa da una maggioranza RESIDENTE IN ITALIA.

Non approvo chi non è andato a votare : è, giustamente, una loro scelta, però questa volta la posta era troppo alta e meritava più attenzione.

Mi ha disgustato l’ossessiva presenza di Matteo Renzi su tutte le cretini televisive, pubbliche e private, alla faccia della par condicio. Apriti cielo se l’avesse fatto qualcun altro!

Ora aspetto i risultati definitivi.



Inviato dal Veloce promemoria

Ha detto

Se vince il No si torna indietro di 30 anni
Cioè a quando i genitori ed i nonni avevano più risorse economiche dei giovani di adesso.

NO NO NO NO NO NO NO

Io ci spero…


Inviato dal Veloce promemoria

Referendum

Mi metto l’anima in pace e mi preparo a vedere questa povera Italia consegnata a Renzi per gli anni a venire (e non venite a parlarmi del ventennio berlusconiano che non è durato tanto quanto dicono… questo che arriverà sarà molto più lungo).
Non tanto per quelli che, credendo davvero a quanto dice il piccolo despota nostrano, si recheranno a votare SÌ, ma per quelli che NON si recheranno alle urne. Molte persone che pure stimo hanno fatto questa scelta PER PROTESTA, credendo magari in buona fede che serva a smuovere qualcosa e non si rendono invece conto che così fanno il gioco ed il desiderio di Renzi. L’astensione può essere giustificata in caso di referendum CON quorum, ma questo non lo è, o per le elezioni sia politiche che amministrative, anche se proprio grazie all’astensione massiccia alle europee Renzi ha potuto vantare un risultato che tale non era.
Ed in questo modo, astenendosi, non si rendono conto di consegnare l’Italia alla “dittatura democratica” di Renzi ma soprattutto ai diktat della Comunità Europea.
Poveri i nostri figli e nipoti.
Io intanto sto tornando a Bolzano solo per votare.


Inviato dal Veloce promemoria

Gatti

 

fb_img_1454170007739-1La sera è un gatto che se ne sta vicino alla finestra a guardare i segreti del buio e delle gocce di pioggia sui vetri . (dal web)

Signori, in carrozza!

Come ho scritto spesso, a Milano non usiamo mai l’automobile, che resta in garage dal giorno in cui arriviamo a quello in cui si parte, eccezion fatta per quando ci rechiamo al lago a trovare la nostra amica.

Da qualche tempo, oltre ai tram ed alla metro, usiamo pure i treni delle Ferrovie Nord per recarci nell’hinterland. Spesso ne ho sentito parlare assai male: carrozze sporche, ritardi, climatizzazione che non funziona, con caldo eccessivo in estate e gelo d’inverno. Non so le altre tratte, ma sulla S2, l linea che da Rogoredo arriva a Mariano Comense , mi sono sempre trovata bene. Forse per via dell’orario (solitamente prendiamo il treno delle 18.04), le carrozze le ho sempre trovate in ordine, con un buon servizio audio-video delle fermate non sono mai dovuta restare in piedi, la partenza avviene sempre in orario ed inoltre c’è la comodità della fermata in Porta Venezia, raggiungibile da casa nostra in pochi minuti con la Metro 1.

Solo la prima volta abbiamo fatto l’errore di prendere il treno a piazzale Cadorna, la S4 per la precisione, ed abbiamo trovato il treno, che pure si formava là, già pieno, tanto da dovermi sedere sugli scalini che portano al piano superiore, e partito pure con oltre 10 minuti di ritardo da un binario differente da quello segnato.

Tutto sommato spostarsi con i mezzi è sempre la cosa migliore: meno stress e molta tranquillità in più.

Stazione di partenza

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Stazione di arrivo

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MILANISTAN

Facebook a volte fa strani scherzi.
Stai leggendo un diario ed i relativi commenti ed improvvisamente la pagina si aggiorna e scompare tutto, così non si può nemmeno replicare.

Ero su un sito, non ricordo quale, dove stavano elogiando Sala e la sua gestione dell’immigrazione e mi sono chiesta se queste persone girano Milano a piedi o con i mezzi pubblici ed in quali zone, oppure si spostano a bordo delle loro belle auto di rappresentanza esclusivamente nelle zone centrali.
Spesso dal cellulare, tramite la geolocalizzazione di Google, vedo la presenza di molti miei contatti quasi esclusivamente nelle zone più prestigiose della città e mi chiedo se siano tra quelli che tanto lodano l’attuale amministrazione (appena un pochino meglio della precedente).

Beh, io Milano la giro appunto a piedi, in metropolitana, in tram, più raramente in autobus e quello che vedo a livello di immigrazione, non mi piace affatto.
Iniziando da viale Monza, dove è tutto uno stazionare di nullafacenti appoggiati ai muri delle case per sfruttare il wi-fi della farmacia sottocasa o dell’adiacente negozio di parrucchiere.
Non parliamo dei sotterranei della metropolitana, perché anche là trovi banchetti che vendono di tutto, di questa stagione specialmente sciarpe e berretti, ma anche cover per i cellulari.
Uno dice: vabbè, è zona periferica, ci può stare, vista anche la vicinanza con viale Padova.
Via Vittorio Veneto però non è periferia, siamo già in semicentro. Causa il freddo, non ci sono più gli “insediamenti” di profughi (?) che quest’estate nella striscia di verde facevano di tutto, cucina, barberia ed altro, incluso i bisogni corporali. Però alle fermate del 9 salgono spesso gruppi di neri tutti sprovvisti di biglietto.
Brera? Eh, qui siamo già in pieno centro, ma per terra c’è un bazar, con una sfilza di lenzuoli bianchi dove si vende di tutto!
Lo stesso in corso Como: borsette, cinture, batterie per la ricarica dei cellulari, un vero mercato all’aperto.
Pochi metri più avanti c’è la piazzetta sopraelevata intitolata a Gae Aulenti, e si viene letteralmente assediati da venditori di libri su negritudine e razzismo. Idem in via Dante: cavolo, ormai siamo a pochi passi dal Duomo, però l’assedio continua.
Perlomeno sono spariti, in Galleria Vittorio Emanuele, i venditori cinesi di simil-pashmina e giocattoli elettronici.

Questo è quello che si vede.
Poi c’è quanto si legge sui giornali: aggressioni, scippi, stupri, spaccio di droga, prostituzione, bande che si affrontano.
Non oso pensare a quello che non si vede e del quale non si viene a conoscenza…
E questa sarebbe la buona gestione dell’immigrazione?


Inviato dal Veloce promemoria

Statistica della felicità

Qualche giorno fa l’ISTAT ha scritto che l’indice di soddisfazione degli italiani è risalito dallo scorso anno, e che quindi siamo tutti più felici.

Certo è che le statistiche bisogna saperle interpretare: se il 41% delle persone oltre i 14 anni è più soddisfatto delle proprie condizioni di vita, significa per contro che un 59% non lo è per nulla.

Di questa totalità di persone, solo il 34,4% degli ultrasettantacinquenni è molto soddisfatto delle proprie condizioni come il 54,1 dei giocavi tra i 14 ed i 19 anni. Del restante 65,6% degli anziani e del 45,9 dei giovani rimanenti  che ne facciamo? L’indice di soddisfazione quindi è parecchio “annacquato” da un buon numero di insoddisfatti!Aumenta pure la soddisfazione economica sempre tra la pololazione dai 14 anni in poi,  dal 47,5 dello scorso anno al 50,5, Certo, poco è meglio di niente, però non mi sembrano cifre strabilianti da poter vantare pubblicamente: una metà circa della popolazione non è per nulla soddisfatta.

L’unico dato positivo sembrerebbe essere quello relativo alla sfera personale: il 90,1 è soddisfatto delle relazioni familiari, l’82,8 delle relazioni amicali e l’81,2 del proprio stato di salute, ma sembrano piuttosto dati espressi tanto per dire. E la fiducia negli altri? Solo il 19% delle persone dichiara di averne, e di questi tempi è ben comprensibile.

Gli altri indicatori? Mah, non so quale valenza abbiano: se il 31,6 persone dichiarano di avere un problema per la sporcizia nelle strade, credo che il restante 68,4 se ne sbatta altamente e non lo consideri un fatto rilevante, e così per altri indici statistici.

In breve: se si sbandiera ai quattro venti che la felicità della nazione è aumentata, e se si fa parte di quel fortunato 50% circa che asserisce di essere contento più per esasperazione che altro,  tutto va bene e qualcuno magari ci crede pure…

 

Per  chi volesse consultare l’archivio, ecco qui i link

http://www.istat.it/it/archivio/192991

http://www.istat.it/it/files/2016/11/Report-soddisfazione-cittadini.pdf?title=Soddisfazione+dei+cittadini+-+22%2Fnov%2F2016+-+Testo+integrale+e+nota+metodologica.pdf

 

 

 

sera

Milano in macchina una sera che piove… come cantava Loredana Berté.

Viale Monza…sulla via di casa

La discesa


qualita

 

Bolzano scende dal secondo all’ottavo posto nella classifica della qualità della vita per l’anno corrente.

È sempre una posizione “onorevole” su 111 province considerate, ma non eravamo mai scesi tanto in basso, da anni occupavamo sempre il podio tra la prima e la terza posizione.

Non ho sottomano la classifica per i vari indici (affari e lavoro, ambiente, disagio sociale e personale, affari finanziari e scolastici, sanità, tempo libero, criminalità, popolazione articolate in ben 84 sezioni), però su una testata locale ho letto che manteniamo comunque la prima posizione per il lavoro, con una media di disoccupati poco sopra il 3%, notevolmente inferiore alla media nazionale, mentre sanità, scuola ed ambiente dovrebbero comunque essere in buona posizione.

Non è che il crollo sia dovuto all’aumento della criminalità e microcriminalità, una volta praticamente inesistenti in provincia, che ora registrano episodi quasi quotidiani?

E non è che la proliferazione degli episodi criminali sia causata dall’incremento della presenza degli immigrati, visto che gli episodi sono aumentati a seguito della crescita delle loro presenze?

A pensare male si fa peccato, diceva la buonanima di Andreotti, ma spesso ci si azzecca…

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