Il sogno è l'infinita ombra del vero (G.Pascoli)

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Quelli che…11

Chissà dove sono tutti quelli che si indignavano per la defezione di Scilipoti e di De Gregorio, ma ora non profferiscono verbo per quanti escono dai propri partiti, partendo da Alfano fino ad arrivare a Verdini, perché in questo caso sostengono il PD. (Ed a proposito di Verdini, come fa a definire “liberale” il suo movimento quando sostiene Renzi? Intanto però il suo ALA prende fior di soldi, essendosi costituito come gruppo parlamentare).

Dove sono tutti quelli che esultavano per la condanna RETROATTIVA di Berlusconi, ed ora si congratulano con Azzollini per lo scampato arresto? (*).

Ah, vero, una delle motivazioni che hanno convinto il Senato a non votare l’arresto è che il senatore “legge libri e non è volgare”. Mah… Uno che dice pubblicamente che se le suore non fanno quello che lui dice piscia loro in bocca è notoriamente una persona fine ed educata.

E che dire allora del PD, “costretto” a salvare l’esponente NCD per puntellare il governo con il voto segreto, e che poi si rammarica di questa scelta, vista la figuraccia fatta?

Del resto, se Parigi valeva una messa, Roma vale almeno una messa in scena.

Dove sono quelli che festeggiavano la caduta di lady Moratti, che certamente non era un prodigio di simpatia, ma era comunque una brava amministratrice, per ritrovarsi con un Pisapia che, sorridendo, ha portato la città allo sfacelo?

Non parliamo poi di Ignazio Marino, bravo come dottore, ma assolutamente incapace come sindaco che dovrebbe dimettersi per un atto di dignità, prima di tutto verso se stesso, poi verso la città ed i suoi abitanti. Ma lui resta in sella e non si schioda, varando una nuova giunta dove nessuno è romano (almeno, così mi sembra), ma l’importante è che siano tutti renziani, il resto è relativo.

Ed il testamento di Mario D’Urso che ha lasciato ai coniugi Bertinotti la bella somma di 500mila euro e due quadri di Chagall? La signora Lella dice che la somma è solo “virtuale”…comunque, detratte le tasse etc, resta sempre un bell’importo.

Sarà l’età, sarà il caldo, ma non ci capisco più nulla.

(*)

sia ben chiaro però che la custodia cautelare non mi piace, in quanto la condanna non è ancora definitiva. Se avessero addotto questa motivazione, non avrei avuto nulla da ridire, ma avrei solo posto la domanda: perché ad alcuni sì ed ad altri no?

Tania

 

Sarà perché è donna, sarà perché è bolzanina, ma la medaglia vinta da Tania Cagnotto mi ha commosso in modo particolare.

Ero bambina quando i miei genitori mi iscrissero alla Bolzano Nuoto, non sapevo nemmeno restare a galla, ma piano piano, con l’aiuto degli istruttori, ho imparato abbastanza bene ed il nuoto è, assieme al pattinaggio su ghiaccio, uno dei miei sport preferiti che pratico ancora adesso.

Ricordo ancora quando noi del corso dei più piccoli restavamo seduti sul bordo della piscina “grande” (quella, per intenderci, di misura olimpionica e dotata di trampolini) del Lido di Bolzano per assistere agli allenamenti del mitico Klaus Dibiasi, del suo amico-avversario Giorgio Cagnotto (torinese) e di Carmen Casteiner, questi ultimi due genitori di Tania. Era uno spettacolo vedere le loro figure librarsi per aria lanciandosi dalla piattaforma dei 10 metri ed immergendosi nell’acqua quasi senza lasciare spruzzi, ma solo un piccolo gorgo, così leggeri ed eterei, tanto che il mitico Klaus, anche per via dei suoi riccioli biondi, era soprannominato “l’Angelo”.

Sembra strano che una piccola città montana come Bolzano abbia sfornato tre grandi talenti dei tuffi, Klaus, Carmen ed ora Tania, ma tutto è merito dell’ottima scuola tuffi voluta e creata dal padre di Klaus, Carlo Dibiasi.

Giorgio Cagnotto si è poi sposato con Carmen Casteiner e quindi ha preso la residenza a Bolzano. Con due genitori così, Tania non poteva che dedicarsi ai tuffi,anche se alla piattaforma ha sempre preferito il trampolino. Dal sincro dell’altro giorno mi aspettavo di più…pazienza, andrà meglio la prossima volta. Per adesso mi godo la “bionda tutta d’oro” che ha conquistato una medaglia dopo ben 40 anni dopo il leggendario Klaus.

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Madri e figli

Nessuna madre dirà di se stessa che ama il suo bambino.

Perché il suo è più che amore.

Lei è il suo bambino.”

Marina Cvetaeva

In montagna

È bello dormire in montagna di questa stagione, con una copertina… Però anche qui ci si sveglia: non come in città, dove ci si gira e rigira nel letto per il caldo, nonostante le finestre aperte, ma per i temporali.

Questa notte poi scoppi assordanti e lampi che si sono susseguiti per vari minuti: l’Alto Adige è una zona particolarmente colpita dai fulmini, specialmente in questa stagione, dove hanno causato perfino un paio di morti.

Il temporale ha quel rombo sordo, interrotto a tratti da forti detonazioni, ma dal cielo nemmeno una goccia d’acqua…solo dopo una decina di minuti di questo assordante concerto inizia finalmente a piovere, e dalle finestre aperte entrano l’odore della terra bagnata ed i profumi del bosco.

Alla mattina, colazione al solito bar, caffè e torta di grano saraceno per me, the al limone e brioche per mio marito, una passeggiata fino al centro del paese (noi abitiamo un poco defilati) per i giornali, e poi via nel bosco, tra gli alberi.

Per qualche giorno dimentichiamo il caldo (anche se pure in città è piovuto), passeggiate tra i pini, giri in barca sul lago. Si pranza e cena fuori, all’aperto…una vita tranquilla…e poco o niente internet(anche perché qui prende poco, e quelle volte che prende è pure lento…funziona discretamente solo verso l’ora di cena).

E alla sera, altra puntatina al bar, un buon libro… e poi a nanna aspettando il prossimo temporale.


Inviato dal Veloce promemoria

Incanto

“Spio la dolcezza di una coppia d’anziani in viaggio e ne colgo la raggiante intimità. Il segreto non è invecchiare insieme ma il contrario, ritrovare intatta negli occhi dell’altro la propria giovinezza di un tempo. Tu sei testimone e intimo complice che sono stato ragazzo. Tu sai la mia identità segreta che maschero nella vecchiaia.”


Marcello Veneziani – La Sposa Invisibile


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Barbie

Ogni qualvolta ci allontaniamo da casa per un periodo piuttosto lungo, c’è il problema delle piante da innaffiare: fiori e piante verdi sul terrazzino e piantine aromatiche sul balcone prospiciente la cucina.

Finché era viva mia madre, non c’era da preoccuparsi: le nostre abitazioni distavano solo una trentina di metri, quindi anche per lei l’incombenza non era una grossa seccatura, ma dopo la sua scomparsa, oltre dieci anni fa, è stato difficile trovare qualcuno di fiducia cui affidare l’incarico.

Dopo una breve parentesi con mio figlio e quella che allora era la sua ragazza del periodo (che mi hanno praticamente “annegato” varie piante), la scelta è caduta su Barbara.

Barbara è una gentile signora che, al momento attuale ha 81 anni. Sì, ottantuno…portati benissimo, con uno spirito invidiabile ed una energia inimmaginabile, specie per una signora della sua età.

Nel condominio, data la sua statura minuta ed i capelli biondi, la chiamano tutti Barbie, come la bambola. Lei si presta volentieri per questo incarico, dietro un piccolo compenso che paghiamo più che volentieri. Già, perché Barbie, vedova da tantissimi anni, percepisce solo una modestissima pensione di reversibilità, e quindi arrotonda con lavoretti vari: a qualcuna “fa” i capelli, ad altri lavoretti di cucito. Noi ad esempio abbiamo fatto cambiare la cerniera ad alcuni jeans o fatto accorciare l’orlo ad altri capi di vestiario.

A volte ci invita a casa sua per mangiare un paio di fette di torta preparata da lei con una tazza di the ed in sua compagnia trascorriamo piacevolmente un paio di ore, anche perché è una fonte inesauribile di barzellette…dove le vada a trovare non lo so…

Il suo appartamento assomiglia ad una bomboniera: pizzi e trine ovunque, foto del marito ovunque (da solo o con lei), foto di lei giovane durante alcune competizioni (era una brava ginnasta), e poi fiori. Come se non bastassero quelli veri, lei, con le sue mani, ne confeziona di finti, davvero belli.

Ah, dimenticavo: ha pure la passione dei peluches, ed è felice come una bambina se gliene regalano qualcuno (cosa che abbiamo fatto pure noi).

Inoltre è sempre impeccabile: molti dei suoi abiti se li confeziona da sola, altre volte invece li acquista al mercato e poi li “arrangia” (come dice lei) secondo i suoi gusti. Anche i capelli sono sempre in ordine, con un taglio corto e sbarazzino che la ringiovanisce molto.

Una perfetta donna di casa (io in questo senso lascio un po’ a desiderare :-) ).

Nonostante sia sola, perché il figlio vive lontano, e nonostante l’età ha sempre compagnia per il suo temperamento allegro e gioviale. Lunga vita, Barbie cara…tra qualche giorno, al ritorno dalla montagna ci rivedremo (ed abbiamo una piccola sorpresa per te).

 

Anima…

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Ho incontrato in strada
un giovane poverissimo
che era innamorato.
Aveva un vecchio cappello,
la giacca logora;
l’acqua gli passava attraverso la suola delle scarpe
e le stelle attraverso l’anima.

Victor Hugo

Nuovamente a casa

 

Francamente non so spiegarmi del ricovero: esami e prove funzionali potevano benissimo essere eseguiti in day hospital, anche perché ero stata sistemata in astanteria (camera a tre letti, ma solo due occupati), anziché in cardiologia.

La mattina appena entrata colloquio con il medico.

Sintomi? Beh, vertigini, vista annebbiata, capogiri, uno svenimento (occasionale), aritmie, senso di soffocamento.

Quando? Prevalentemente al mattino appena alzata, ma anche quando siamo ritornati dalla montagna ed il caldo ci ha letteralmente aggrediti con la sua cappa.

Assumo diuretici? No

Antidepressivi? Nemmeno.

Barbiturici? Per l’amor del cielo…assolutamente NO.

Parkinson e gravidanza sono escluse.

Tiroide? Certo…allora controlliamo,assieme ad un bell’esame del sangue per vedere la concentrazione di calcio, magnesio e potassio.

Dieta? Gli spiego che sono vegana, e che assumo molta frutta e verdura e che compenso le carenze di vitamina B12 con integratori. (molto bene! :-) )

Beve? Certo, e in questo periodo anche molto spesso.

Alcool? Un bicchiere scarso di rosso al pasto di mezzogiorno, qualche volta una birra, superalcolici molto raramente.

Caffè? Un paio al giorno (posso aumentare la dose! )

Allergie? Nessuna che io sappia, e nemmeno intolleranze alimentari.

Malattie pregresse? Epatite, ma non so ricordare di che tipo si tratti, anche perché quando l’ho contratta probabilmente non si diagnosticava ancora il gruppo.

Lui scrive, scrive, scrive….

Già al sabato prelievo di sangue ed holter, da tenere per 24 ore di seguito (un fastidio, specie alla notte).

Ulteriore capogiro, ma quando ad una con la diastolica al minimo prelevano sangue, ovvio che la pressione cali ulteriormente, specie quando è stato il momento di alzarsi.

Domenica riposo e lunedì prove funzionali (ECG normale e sotto sforzo).

In ospedale non dormo bene, ma è solo per il fatto che sono abituata al mio letto (infatti mi succede anche a Milano, i primi giorni). La vicina di stanza poi ronfa :-) .

Poi la solita routine: sveglia prestissimo (ma pure a casa lo faccio), per la misurazione della temperatura e, solo per me, per la misurazione della pressione e la pillola per la tiroide.

Poi la colazione, le pulizie, la visita del medico ecc ecc.

Le giornate sembrano eterne:mi reco al bar per un caffè (ottimo!) e per l’acquisto dei quotidiani. Poco distante c’è anche uno sportello bancario ed un piccolo internet point, ma ho preferito collegarmi ad internet direttamente dal cellulare,anche se ho cercato di risparmiare la batteria, pur possedendone una esterna per cinque ricariche. Poi, finalmente, l’orario di visita. Mio marito è venuto tutte le volte che gli era consentito, poi qualche amica ed un ex collega, almeno ho potuto scambiare qualche parola, dato che la vicina era praticamente muta, nonostante cercassi di instaurare un rapporto: ho desistito presto, pensando di infastidirla.

Alla sera ci sarebbe anche stata la saletta con la televisione, ma la maggior parte delle persone seguivano programmi che non mi interessavano, quindi non restava che leggere o riempire schemi di sudoku, visto che in stanza il cellulare non prendeva.

Finalmente la diagnosi: una leggera brachicardia, dovuta all’ipotiroidismo, un leggero aumento della dose di Eutirox, soliti consigli di bere molto, di aumentare leggermente la dose di sale nei cibi (in effetti da tempo non salo più quasi nulla),di concedermi un paio di caffè in più (questo molto volentieri!), non prendere per qualche tempo, ma a solo scopo precauzionale, le solite pastiglie di potassio.

Ciao, ospedale…a non rivederci!

E, per qualche giorno, in montagna al fresco.

Difendere il proprio territorio non può essere razzismo

Originally posted on paroleingiaccablu:

Treviso, Roma, ora siamo arrivati a quanto pare ad Acerra in provincia di Napoli, le rivolte contro i profughi  agitano la politica e ripropongono costantemente il problema immigrazione.
Manifestanti che vengono additati come fascisti e razzisti, un facile assioma se a certe manifestazioni intervengono persone militanti nelle fila di casapound, persone di cui, per evitare speculazioni, si dovrebbe fare a meno.
Si fanno un sacco di chiacchiere, ci arrovelliamo per trovare il nemico, quando possiamo individuarlo all’interno di un gruppo pseudo politico siamo quasi sollevati ma quando come a Treviso, ad esempio, è la gente comune che si mobilita e si ribella senza ingerenze, senza violenza, per chi ci governa è un grosso problema.
Perché quando non puoi speculare sulle posizioni ideologiche, quando è la gente comune che scende in strada con moti spontanei a difendere il proprio territorio non hai spazio per manipolare la pubblica opinione, non hai possibilità di…

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Venerdì 17

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