La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

poesia

Il canto della mia gioia

Un giorno scriverò una poesia che non rammenti l’aria né la notte;

una poesia che ometta i nomi dei fiori, dove non ci siano né gelsomini né magnolie.

Un giorno scriverò una poesia senza uccelli né fontane, una poesia che eviti il mare

e che non guardi le stelle.

Un giorno ti scriverò una poesia che si limiti a passare le dita sulla tua pelle

e che trasformi in parole il tuo sguardo.

Senza similitudini, senza metafore, un giorno scriverò una poesia che profumi di te,

una poesia con il ritmo dei tuoi battiti, con l’intensità struggente del tuo abbraccio.

Un giorno ti scriverò una poesia, il canto della mia gioia.

Darío Jaramillo Agudelo

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Sorridi


Sorridi donna
sorridi sempre alla vita
anche se lei non ti sorride.
Sorridi agli amori finiti
sorridi ai tuoi dolori
sorridi comunque.
Il tuo sorriso sarà
luce per il tuo cammino
faro per naviganti sperduti.
Il tuo sorriso sarà
un bacio di mamma,
un battito d’ali,
un raggio di sole per tutti.

Alda Merini


Non partire


Non partire, mio amore, senza avvertirmi.
Ho vegliato tutta la notte e ora i miei occhi
sono pesanti di sonno.
Ho paura di perderti mentre dormo.
Non partire, amore mio, senza avvertirmi.

Mi sveglio e stendo le mani per toccarti. Ti sento
e mi domando: «È un sogno?»
Oh, potessi stringere i tuoi piedi con il mio cuore
e tenerli stretti al petto!
Non andartene, mio amore, senza avvertirmi.

 


Via Stilicone

Via Stilicone è a Milano una
Fra le vie più tristi che io conosca
Una fila di case e quasi niente
A confortarle dalla parte opposta

Dove vaneggiano alle notti
Di uno scalo e di un cimitero
Le luci delle sue finestre
Occhi di fatiscente impero

Come la fronte di chi stando
A un nudo tavolo altra fronte
Cerca a cui stringersi posarsi
Ma nessuna gli risponde

E giù si piega e si abbatte
Si fa cuscino delle braccia
Vuole scappare da se stesso
Sparire alla propria faccia

Strada uguale a dove sbando
Più ogni giorno o amica mia
Al Senzafondo al nome Morte
Che ha per compagna Follìa

Via Stilicone è a Milano la via
Più vulnerabile che io conosca
Una fila di case con paura
Del buio dalla fronte opposta.

Giovanni Giudici

 


Il mio cuore fu tuo

Sì, un momento
passi ancora

per il mio vago pensiero
e ricordarti sarebbe tormento
se immaginare fosse disgrazia.

Sì, in quell’ora
in cui parlammo più guardando
che parlando,
derivò questa cronica esitazione
che ora ho nel ricordarti.

Apparisti
nella mia vita
come una cosa che era alla porta.
Sparisti.
Più tardi seppi del tuo eclissarti.

Tuttavia, tuttavia,
riuscisti
a prendermi un po’ il cuore.
È un cuore triste
e non si intende con tutto
né ha modi
per farsi amare
o per immaginarlo.
Salvo quando
il tuo sguardo
ostinatamente dolce
mi faceva saltare
il cuore in petto.

Ove andavo io?
Già lo scordavo.
Sì, il mio cuore fu tuo
in quel giorno o in un altro…
Neanche vi fosse altra terra o cielo
qualcosa sarebbe accaduto.

Fernando Pessoa


Il bacio

Col bacio mi sembrò di berti l’anima,
non di perder la mia;
chè quando mi staccai dalla tua bocca
vacillavo come ebbro cieco,
quasi a me ignoto,
senza più cuore né cervello,
vuoto.

Corrado Govoni


Senza titolo

Conducimi fino alla tua bellezza con un violino infuocato,

conducimi attraverso il panico finché non sarò al sicuro.

Sollevami come un ramoscello d’olivo

e sii la colomba che mi riconduce a casa.

Conducimi fin dove finisce l’amore.

Leonard Cohen


Funambola senza rete

È stata la mia vita un essere-sospesa-sulla-corda.

Pure era ben tesa tra due pali.

Ora però la corda forte è lacerata:

E il ponte mio si sporge sulla terra di nessuno.

Eppure ballo e non voglio saper nulla,

In parte perché avvezza, in parte per fiera rabbia.

La folla fissa rapita e ammaliata.

Però, che Dio mi assista, guardo avanti.

Masha Kaleko

N

 

 


Lettera dalla prigione a Munevvér 1948

Benvenuta, donna mia, benvenuta!
certo sei stanca
come potrò lavarti i piedi
non ho acqua di rose né catino d’argento
certo avrai sete
non ho una bevanda fresca da offrirti
certo avrai fame
e io non posso apparecchiare
una tavola con lino candido
la mia stanza è povera e prigioniera
come il nostro paese.
Benvenuta, donna mia, benvenuta!
hai posato il piede nella mia cella
e il cemento è diventato prato
hai riso
e rose hanno fiorito le sbarre
hai pianto
e perle son rotolate sulle mie palme
ricca come il mio cuore
cara come la libertà
è adesso questa prigione.
Benvenuta, donna mia, benvenuta!

Nazim Hikmet

 


…’me piöv!

…’me piöv! ‘me fresca la citâ nel piöv!
quèl verd del camion, l’umbrèla che camina,
la lüs sghemba di tram ch’j slisa al vent,
e mì che sogni el nient – va e vègn la mina
süj strâd chì, de Milan, tra ‘l curr di gent
e j urelogg ch’în ferma stamatina –
e la mia vûs la cerca el firmament…
‘me piöv süj mè penser, e sü quj ciar
che mett paüra dai macchin ‘me indurment…
…ah bèl guttà che stagna e desfa i sò mister,
nüm chì càntum amô sensa savèl
de quèl che al quiss del vìv slengua i penser.

Franco Loi

Dipinto Giuseppe Faraone

…come piove! com’è fresca la città nella pioggia!
quel verde del camion, l’ombrello che cammina,
la luce sghemba dei tram che scivolano nel vento,
e io che sogno il vento – vanno e vengono le ragazze
sulle strade, queste di Milano, tra il correre della gente
e gli orologi che sono fermi questa mattina –
e la mia voce cerca il firmamento…
come piove sui miei pensieri, e sui quei chiarori
che mettono paura dalle macchine addormentate…
…ah bel gocciolare che ristagna e scioglie i suoi misteri,
noi che cantiamo ancora senza saperlo
di quello che nell’essenza del vivere disfa i pensieri.