La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Personale

Manifestazioni

Premetto: sono contraria a marce, fiaccolate, gessetti, palloncini e canzoncine perché ritengo che non servano assolutamente a nulla. Detto questo, a Bolzano domani avrebbe dovuto svolgersi una marcia contro la violenza a sostegno della quindicenne stuprata qualche giorno fa da un extracomunitario.
Ho scritto “avrebbe dovuto”, in quanto la marcia è stata annullata. Il perché è semplice: il Movimento studentesco avrebbe voluto che la manifestazione si svolgesse di mattina mentre il resto delle persone, per lo più lavoratori, avrebbero gradito il pomeriggio.
Sono intervenuta nella discussione scrivendo che sfilare di mattina era un ottimo motivo per bigiare la scuola.
Apriti cielo! Uno dei capoccia (almeno credo) del Movimento Studentesco mi ha ricordato che molte lezioni si svolgono anche nel pomeriggio, al che ho ribattuto che nell’orario pomeridiano si svolgono le materie meno impegnative (confermato pure da vari docenti).
Allora, studentelli dei miei stivali, io, pur avendo lasciato le aule scolastiche da mezzo secolo, ricordo benissimo che ogni scusa era buona per saltare le lezioni. L’unica cosa che mi tratteneva dal farlo era il pensiero delle punizioni che mi avrebbero inflitto i mie e delle eventuali note sul registro che avrebbero pregiudicato il rendimento scolastico.

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Vegana

Sono vegetariana, con stretta tendenza al vegano, nel senso che se qualche volta spolvero gli spaghetti con un po’ di parmigiano o mi mangio un gelato non mi sento minimamente in colpa. Del resto, a causa della mia tiroide, gli alimenti a base di soia mi sono preclusi, e qualche sfizio me lo dovrò ben prendere  😀

Fatta questa premessa, non ho mai letto un simile cumulo di sciocchezze come quelle scritte in merito ai vegani dalla dottoressa Silvana De Mari sul suo sito, specialmente tra le risposte a commento dello stesso.

Se Gesù sia stato o meno carnivoro non me ne può importare di meno, anche perché sono agnostica.

Se Hitler era vegetariano, idem.

Io parlo per me e basta, e per questo non mi sento minimamente superiore a nessuno, ma nemmeno inferiore.

Non sono esaltata, come dà ad intendere la signora nei confronti dei vegani: come me ci sono migliaia di persone che seguono tranquillamente questo regime alimentare senza scassare le scatole a nessuno. Ci sono certamente alcune persone (una minoranza) che esagerano, come ci sono molti sostenitori del cibarsi di carne che rompono a loro volta i cosiddetti.

Che ciascuno mangi ciò che vuole e lasci vivere in pace gli altri; se poi si riesce a “convincere” (non “costringere”) qualcuno, senza troppo insistere, a non mangiare carne, tanto meglio, ma deve essere una scelta personale.

Scrivere che amare gli animali significhi odiare l’uomo è una colossale corbelleria.

Cibarsi, anche di carne, è un gesto sacro, in quanto si sacrifica una vita, come scrive la dottoressa? Sarà…del resto nell’ultima cena Cristo spezzò il pane, non certamente una costoletta di agnello.

La signora è una fautrice degli allevamenti non intensivi, e ritiene giusto battersi perché le mucche tornino a brucare l’erba e le galline a becchettare (mi sovviene tanto il ragazzo della via Gluck) cosa praticamente impossibile, dato l’alto numero di persone che si nutrono di carne, uova, formaggi.

Tra i commenti ne ho letti poi alcuni che mi hanno davvero fatto sorridere, ma di compatimento, perché la ritengo una colossale scempiaggine.

Uno in particolare, per cui i vegani muoiono prima. Porto la mia personale esperienza.

Sono più anziana della dottoressa, però in tanti mi dicono che dimostro assai meno della mia età anagrafica; le analisi che eseguo regolarmente sono sempre perfette…Che dovrei volere di più dalla vita? (ah, tra parentesi, amo la vita, la mia e pure quella degli animali, perciò sono cosciente che prima o poi avrà termine e con filosofia accetto anche questo: per questo motivo cerco di godermela più che posso).

Quindi se a Pasqua vorrete mangiare l’agnello, mi dispiace per voi e per l’agnello ancora di più: quasi sicuramente lo mangiate perché ve lo trovate già bello scuoiato e tagliato: non credo che avreste il coraggio di ammazzarlo, trovandovelo davanti.

 


L’ultima neve di primavera?

Beh, forse le manifestazioni dei giovani servono davvero a raffreddare il clima. 🙂

Stamattina, montagne intorno alla città spruzzate di neve, mentre alberi e cespugli lungo le strade erano fioriti.

Inizio di primavera o ultimi giorni d’inverno?


Paneveggio

Ieri abbiamo saltato un giretto in auto che avevamo programmato, in quanto era martedì grasso, così lo abbiamo spostato ad oggi.

Dove si va? Era da tanto che non ci recavamo a Paneveggio, passo Rolle, le pale di San Martino e zone limitrofe… Del resto, non ho mai nascosto di essere un “animale” di montagna, specie se si tratta delle Dolomiti.

Il parco di Paneveggio è chiamato anche “la foresta dei violini”: è ricca di abeti rossi, che costituiscono il 90% degli alberi presenti, mentre il restante 10% si divide tra abeti bianchi, larici e pini cembri, a seconda dell’altezza.

Per la qualità del legname, dicono che lo stesso Stradivari, quattrocento anni fa, vi si recasse a scegliere gli alberi migliori per la fabbricazione dei suoi violini, in quanto l’abete rosso, grazie alla sua elasticità, è particolarmente adatto a questo scopo, trasmettendo meglio il suono ed è quindi adattissimo per la costruzione della cassa armonica di tali strumenti.

 

Però abbiamo avuto una brutta sorpresa: ricordiamo le fortissime raffiche di vento che hanno imperversato tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre dello scorso anno? Ecco come era ridotta allora la foresta.(foto da internet)

Ovviamente molti alberi sono stati rimossi, ed al loro posto si vedono moltissime cataste ordinate di tronchi, ma molte zone presentano ancora alberi sradicati con tutte le loro zolle, mentre nel folto del bosco, non raggiungibile dai mezzi, altri abeti abbattuti si appoggiano su quelli sani: uno strazio vedere quella che era una bellissima zona verde ridotta in questo modo.

Questa sotto invece è una foto che ho scattato ad Imèr, nella valle del Primiero, verso il lago Schenèr, sempre in Trentino: anche qui, sulla sponda opposta, si notano ancora i tronchi divelti. Viene da piangere pensando che per ricostituire questo magnifico patrimonio boschivo ci vorrà oltre un secolo.


L’amica

Abitavamo nello stesso cortile, e per anni abbiamo giocato assieme e siamo andate assieme anche a scuola. La classe no, non era la stessa, perché lei era più giovane di me di un anno, ma la strada era sempre quella. Poi il diploma, il lavoro…e passavamo insieme anche i sabati pomeriggio e le domeniche: il cinema, il dancing, i ragazzi.

Avevamo un’altra cosa in comune: la stessa visione politica, forse lei era un pochino più “barricadera” di me, avendo sposato un “compagno”.

I rispettivi matrimoni ci avevano divise: io ero rimasta nello stesso quartiere (dal mio balcone vedevo e vedo tuttora le finestre della casa dove ho abitato da ragazza), mentre lei si era trasferita in un’altra zona, pur tornando talvolta a trovare la mamma.

Io dopo tanto tempo avevo cambiato opinione: la sinistra non mi convinceva più, vedevo troppe storture, troppe incongruenze, che aumentavano di anno in anno; non che il periodo berlusconiano mi sia piaciuto, però l’avevo comunque preferito ai precedenti governi Prodi e D’Alema. Non parliamo poi di quelli che si erano succeduti.

Ieri ci siamo incontrate al market, si avvicina e, sottovoce, mi dice “Meno male che c’è la Lega”. Conoscendola, sono rimasta stupita non poco…

Poi ho capito: quando certe situazioni ti toccano personalmente, si resta scottati e si vedono le cose sotto un’altra angolazione.


A mio padre

Se mi tornassi questa sera accanto
lungo la via dove scende l’ombra
azzurra già che sembra primavera,
per dirti quanto è buio il mondo e come
ai nostri sogni in libertà s’accenda
di speranze di poveri di cielo,
io troverei un pianto da bambino
e gli occhi aperti di sorriso, neri
neri come le rondini del mare.
Mi basterebbe che tu fossi vivo,
un uomo vivo col tuo cuore è un sogno.
Ora alla terra è un’ombra la memoria
della tua voce che diceva ai figli:
“Com’è bella la notte e com’è buona
ad amarci così con l’aria in piena
fin dentro al sonno”. Tu vedevi il mondo
nel novilunio sporgere a quel cielo,
gli uomini incamminati verso l’alba.

Alfonso Gatto

(al mio babbo, che dopo tanti anni mi manca ancora)


La città che cambia

Manco da Milano da nemmeno 2 mesi, e già ci sono molti cambiamenti in viale Monza.
L’ultima trattoria milanese ha ceduto il posto all’ennesimo ristorante cinese. Sempre cinese un altro grande emporio (Supermercato? Grande magazzino? Devo ancora verificare). Poco distante, forse un 20 metri, c’è invece un PAM, e quello potrebbe tornarmi utile per la spesa. Di fronte ha aperto un ristorante coreano, mentre la Gelateria Etnica è stata sostituita da un ristorante, credo filippino.
Come rimpiango il vecchio viale Monza con le sue bottegucce dove ci si fermava a chiacchierare con il proprietario.
Per ora tengono duro le farmacie, una cartoleria, un negozio di giocattoli, anche se l’insegna è ormai a pezzi e pochi altri esercizi, ma l’ondata extracomunitaria avanza sempre di più: bar, ristoranti, ortofrutta, sartorie, parrucchieri, fast food, accessori per computer e cellulari… Tutto in mano a loro.
Anche una grande concessionaria di auto sta chiudendo ed ha già tolto l’insegna: vedremo chi verrà al suo posto.
Leggo che la zona in cui risiedo ha il pomposo nome di No.Lo. e che sarebbe anche ben valutata.
No.Lo. è l’acronimo di “Nord di Loreto” , e precisamente quella zona compresa tra Turro e Rovereto, (due fermate della M1, “la rossa”).
Beh, io sto a Rovereto, ma non mi sembra proprio che ci siano stati grandi miglioramenti: qualcosa è stato fatto in piazza Morbegno e da qualche altra parte, ma nulla di più.
E la zona sembra peggiorare di giorno in giorno.


Domani si parte.

dav

Valigia pronta…

Naturalmente si ritorna a Milano.

L’unica cosa è scegliere quali libri portare dietro: ho voglia di rileggere qualche vecchio libro, uno tra i miei preferiti che non sfoglio da tempo…ne porterò tre, ma quale scegliere tra questi? L’unico certo per ora è “La recita di Bolzano”.

Quali però lasciare a casa?


Epifania…tutte le feste porta via.

E così anche queste feste sono terminate.

Basta con le abbuffate di pandoro e panettone, basta sgranocchiare torrone, basta caffè corretto con l’anice – una tradizione tramandatami da mio padre – basta con i film di Natale.

Nell’ordine, abbiamo visto, per l’ennesima volta, Miracolo nella 34^ strada (l’originale del 1947), La vita è meravigliosa, Bianco Natale, National Lampoon’s Christmas Vacation, Bufera in Paradiso, Natale in affitto, Polar Express, L’appartamento (questo è dedicato alla fine dell’anno per via della scena finale) SOS fantasmi, Canto di Natale di Topolino, La più bella storia di Dickens, Fuga dal Natale, Babbo bastardo e, questa sera, c’è in programma La banda dei babbi Natale.

Poi ritorneremo a guardare i “soliti” film (abbiamo una sfilza di horror per smaltire il miele 🙂 )


Fine anno

Niente retorica, nessun buon proponimento per l’anno prossimo, tanto so già che nella maggior parte dei casi queste promesse non vengono rispettate.
Solo moltissimi auguri a chi passa di qui.
Loredana