La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Personale

Così piccola e fragile

Non vedo l’ora di rivederla. 

Parlo di una cara amica, conosciuta qualche tempo fa a Milano presso uno dei due bancolibri che frequentiamo entrambe e con la quale si è creato un forte feeling. È piccola, magra, una zazzeretta corta, brizzolata, la classica parlata meneghina con le “è” molto aperte e con le tipiche espressioni (mi saluta sempre dicendo “ciao gioia” ❤ , cosa che mi fa davvero piacere ). Vedendola appunto così minuta, la si potrebbe anche credere fragile come lo stelo di un fiore, mentre è più forte di una quercia, avendo sopportato moltissime traversie ed ancora ne sta passando, sia in termini personali che di salute, sorretta da una volontà di ferro, un sottile senso dell’umorismo e da un ottimismo strabiliante. Tra poco la rivedrò, e posso dire sinceramente che è una delle poche persone che davvero ho piacere di frequentare.

Una settimana ancora e finalmente potrò riabbracciarla.

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Discussione

Hai un bello spiegare il tuo punto di vista a certe persone. Anche davanti all’evidenza non cedono di un millimetro.
Una discussione con un tizio sul diario FB di un amico, che “lascia a me Salvini e Di Maio, mentre lui, sincero e vero democratico, si tiene Renzi e Gentiloni”…Opps, ha dimenticato Monti e Letta, ma sono dettagli.
Mi scrive che avrei asserito che il PD in tre anni è riuscito a distruggere il paese (anche se è vero non l’ho comunque scritto), quindi PRETENDE (!) che nello stesso lasso di tempo il nuovo governo ricostruisca tutto (sicuro che non ce la faranno, e mi cita Roma ad esempio).
Ribatto che per me il disastro dura da molti più anni, appunto dal governo Monti, quindi ben più di tre. Mi ribadisce che quei governi si sono trovati ad operare in condizioni difficili, in piena recessione economica e che hanno ereditato un grosso debito pubblico.

Al che gli snocciolo invece le seguenti cose: hanno bloccato i contratti pubblici e privati che comportavano aumenti salariali, hanno bloccato la perequazione delle pensioni, hanno ritardato l’andata in pensione dei lavoratori con la legge Fornero, hanno aumentato la tassazione a dismisura, hanno usufruito per anni del Quantitative Easing (cosa che, da ottobre credo, non potrà fare il nuovo governo), hanno avuto il petrolio al minimo e nonostante questo sono riusciti ad aumentare enormemente il debito pubblico.


Mi contesta la visione solo economica del problema, “quindi bisogna considerare anche le seguenti cose: l’immigrazione, le unioni civili, il rispetto delle leggi, l’evasione fiscale, la lotta alla mafia, obbligatorietà dei vaccini, la contrapposizione alla scienza. Non ultimo l’attacco all’Europa e il ritorno ai nazionalismi sono temi che evidentemente lei abbraccia e che noi democratici invece combatteremo con forza, al di là dei facili vantaggi elettorali. La via migliore non è sempre la più facile e a volte bisogna pedalare in salita, noi lo faremo forti delle nostre idee riformiste. LA RIVOLUZIONE SI FA PER UN IDEALE, NON PER UN CARRELLO PIENO IN UN CENTRO COMMERCIALE LA DOMENICA POMERIGGIO”. 


(Ossignur…sono davanti ad un rivoluzionario! Non sia mai detto!) 


Altro pistolotto del tizio: “Grazie alle manovre dolorose che lei ha citato siamo comunque riusciti a contenere il debito entro i parametri europei. Lei invece cosa propone? Il fallimento? Non mi sembra una grande soluzione. Si può anche essere critici su una manovra, io penso che la riforma delle pensioni vada quantomeno aggiustata, ma poi bisogna preoccuparsi di trovare i soldi da qualche altra parte. Sa dove troveranno i soldi per il reddito di cittadinanza? Come sempre nelle tasche della gente che lavora, che suda e che porta avanti la baracca”. 


Perché fino ad ora i soldi da chi li hanno presi? Sono caduti dal cielo? 


Stavolta riprendo io a contestare (e meno male che mi ha riconosciuto che le manovre erano dolorose!) Gli scrivo che l’unica via d’uscita da questa impasse è solo LAVORO, LAVORO,LAVORO. E l’unica maniera per attuare questa manovra è quella di abbassare drasticamente la tassazione e diminuire la burocrazia, lasciando spazio all’iniziativa privata per poter attrarre capitali esteri. Poi rincaro la dose. Per quello che concerne le conquiste sociali, certo, sono una gran bella cosa, ma su 100 immigrati che arrivano solo una piccola percentuale ha diritto all’asilo, e solo questi possono essere ricollocati in vari paesi: gli altri dobbiamo tenerceli noi, e costano! Poi una seconda considerazione: mi chiedo se ad una famiglia omosessuale interessi più avere un avvenire sicuro, con un lavoro certo oppure un pezzo di carta che attesti la convivenza. Sono pochissimi gli omosessuali che hanno regolarizzato la loro posizione.
Gli domando se mi può spiegare perché la Francia ha rispettato il parametro del 3% solo una volta in 8 anni, parametro del resto assolutamente assurdo e senza alcun fondamento? Gli scrivo che i precedenti governi hanno costretto molte aziende a chiudere o delocalizzare, oppure assumere gente con lavori precari e sottopagati. E che bisogna cessare con le assurde sanzioni a stati che alimentavano le nostre esportazioni. Le sue proposte invece? Magari una bella patrimoniale immagino, per far contenta la UE e defraudarci dei nostri risparmi? Gli ricordo che sono contraria pure io al reddito di cittadinanza, almeno come è concepito.
Gli chiedo infine se, ragionando pacatamente, può spiegarsi l’aumento delle destre in tutta l’Europa. Glielo dico io: l’Europa come è concepita è solo un’entità economica, quindi un fattore di divisione e non di coesione.

Come dice mio marito, una persona che ha sempre votato PD e che si è sempre trovata bene con i governi Monti, Letta, Renzi e Gentiloni, non è che si alza la mattina del 4 marzo e vota contro per il solo piacere di stare peggio.  😀 

 


Cambio di rotta

Come ho scritto l’altro giorno, dopo tanti anni ho smesso di acquistare “il Giornale”, dopo gli articoli livorosi contro Matteo Salvini ed ora contro il prevedibile, prossimo Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Ora sto provando con “la Verità”.

Sia ben chiaro: non cerco un quotidiano che decanti le lodi dei politici che ho votato, ma neppure voglio un giornale che utilizzi contro un avversario la stessa macchina del fango che Silvio Berlusconi denunciava nei confronti di molte testate (Repubblica, il Fatto Quotidiano etc), ma che non si fa scrupolo di utilizzare contro Salvini, – diventato scomodo in quanto ha minato la sua leadership – e contro altri avversari.

Cerco una voce critica, che esponga obiettivamente sia il bene che il male, che spieghi esaurientemente quanto succede osservando le situazioni da vari punti di vista, senza scadere nel personale e nelle “piccole” vendette individuali. Qualcuno che mi metta in grado di capire chiaramente le cose, permettendomi quindi di scegliere in piena autonomia, anche da punti di vista differenti dai miei.

Adesso, ad esempio, di questo nuovo governo non mi piacciono diverse cose, guardacaso provenienti tutte dall’area grillina. La chiusura dell’ILVA, ad esempio, o quella prospettata della Piaggio in Liguria., per non parlare della ventilata sospensione dei lavori della TAV.

Inoltre ho dato una scorsa al “contratto” tra le due forze politiche, ma non vedo nulla di stampo liberale, anzi, noto un accentuarsi dello statalismo,mentre altre buone iniziative sono solo accennate. Mi ripropongo di leggerle con calma e con maggior attenzione.

Una cosa è certa: che il livore di certe parti politiche sta aumentando. È ridicolo sentire affermare da Maria Elena Boschi che vigilerà sui risparmi degli italiani; è penoso sentire Martina che dice che darà ascolto al paese reale, quel paese reale che fino ad ora è rimasto inascoltato e che ha sonoramente bocciato il PD alle elezioni.

Per adesso mi accomodo ed aspetto.


Il “cavaliere delle rose”

E dopo Tonino, il personaggio che stazionava in Piazza delle Erbe con il suo motocarro “attrezzato” vendendo giocattolini e souvenir (del quale avevo scritto il 26 febbraio 2014), dopo una lunga malattia se n’è andato anche Filippo Rizzo, al quale avevano dato il romantico titolo di “cavaliere delle rose”.

Anche lui era un tipico personaggio della Bolzano di un tempo, e per circa 40 anni ha gestito il banchetto all’angolo di via Goethe con piazza Domenicani. Piccolino, rotondetto, sempre sorridente sotto i suoi baffoni, assai gentile (e per questo l’appellativo di “cavaliere” gli si confaceva benissimo), vendeva fiori, specialmente rose, che amava particolarmente, essendo anche i fiori preferiti dalla moglie deceduta anni fa, coltivandole anche nel suo giardino in Sicilia.

Personaggi della mia città, sconosciuti alle generazioni più giovani, ma che le persone di una certa età ricorderanno con simpatia e nostalgia.

 


Cinque maggio

No, la poesia del Manzoni e Napoleone non c’entrano nulla (anche se ieri sera una giornalista sul TG5 ha fatto morire l’imperatore all’isola d’Elba anziché a Sant’Elena).
Qui siamo in tempi più recenti (per modo di dire). 
Nel 1921, giusto cento anni dopo la dipartita di Napoleone,  nell’atelier di rue Chambon, la mitica Coco Chanel presentava il suo profumo più celebre, Chanel N. 5, con la frase “Lancerò la mia collezione il 5 maggio, il quinto mese dell’anno e lascerò dunque che questo numero gli porti fortuna”, e così è stato, perché il profumo conquistò subito tutto il mondo. Un’altra  versione invece attribuisce il nome del profumo al fatto che Coco scelse la quinta boccetta presentatale da celebre profumiere Ernest Beaux, che aveva preparato questa essenza miscelando essenze naturali a base di muschio e gelsomino ad altre sintetiche all’aroma di arancia, quando fino a quel momento i profumi erano basati su una sola fragranza.

Ogni tanto mi concedo la follia di comprarlo (bisogna ben coccolarsi ogni tanto), anche se non assomiglierò mai a Marilyn, la testimonial più celebre di questa fragranza, perché anche a noi comuni donne mortali a volte piace atteggiarci un po’ da diva 🙂


automi

Era successo a Milano, qualche giorno fa, quando per un paio di volte avevo dovuto scansare dei ragazzi che mi stavano venendo in addosso, tanto erano intenti a smanettare sullo smartphone senza curarsi degli altri passanti.
Ieri invece, mentre eravamo seduti al nostro solito ristorantino proprio accanto alla vetrata, abbiamo potuto assistere allo scontro di due “automi”, dove uno ha avuto la peggio in quanto il cellulare gli è caduto per terra.
Bisogna aggiungere un nuovo cartello stradale di pericolo…


Shopping

B

eh, shopping sì,ma come lo intendo io…libri e dvd.

I gialli di Dario Crapanzano che descrivono una Milano che non esiste più, e naturalmente vari dvd, acquistati presso un’edicola. Ci aggiungo la botta di “fortuna”, ossia una serie TV trovata da Feltrinelli a prezzo stracciato. 🙂


Grigio

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Da domenica siamo ancora a Milano e, tranne il giorno dell’arrivo in cui c’era un caldo quasi estivo, il tempo si è nuovamente messo al brutto.
A volte c’è un’umidità appiccicosa che rende viscido il pavé, a volte pioggia, con vaste pozze dove si riflettono le automobili, i palazzi, le gambe delle persone. Per di più fa anche freddo, il che mi fa rimpiangere i leggeri piumotti che ho lasciato a casa, caldi e soprattutto colorati – rosso magenta e verde oltremare -, non come la giacca semi impermeabile blu scuro che sto indossando in questi giorni .

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Grigio, grigio, grigio dappertutto.

Grigio il cielo, l’asfalto, la retinatura dei vetri del tram,  i vestiti delle persone, persino i loro visi, che fanno desiderare tanta voglia di colore.


Allora lo cerchi nei capelli rosa shocking di una cinesina avviluppata in una larga felpa, nella rossa lattina di coca cola gettata tra le rotaie del tram, nella tenda di un bar dall’interno illuminato…

Purtroppo le previsioni non sono per nulla buone: il maltempo dovrebbe imperversare ancora per vari giorni, e questo mi intristisce ancora di più.

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tipi da web

C’è il cretino che ti banna perché non la pensi come lui e non considera che, avendo lui il diario aperto, basta avere un altro account e lo si può leggere comunque, mentre lui non può leggere te.
C’è il tizio amico del cretino di cui sopra che, dopo mesi di commenti e, a volte, lodi sperticate, ti cancella per solidarietà con l’amico cretino. 
Ci sono i troll, ma quello sono il classico “danno collaterale” della rete.
Ci sono i volgari ed i provoloni, ma quelli basta ignorarli e al massimo cancellarli.
Ci sono i “cretini-cretini”, niente spirito e tutta presunzione che sanno tutto loro e non accettano contraddittorio. 
Ci sono gli inoltratori seriali di catene e gli spacciatori compulsivi di bufale non verificate e quelli che postano commenti a casaccio. 

 

Non so chi scassa maggiormente le scatole.

Difficile stilare una classifica. 

 


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