La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Personale

Finalmente…

 

Caldo.
Afa.
Sudore.
Aria immobile.


Poi, lontano, il borbottio di un tuono.
Si alza il vento, che ammassa rapidamente le nuvole.
Il cielo si offusca, gli uccelli zittiscono improvvisamente, mentre i tuoni si fanno sempre più vicini.
Ed ecco i primi goccioloni, che formano piccoli crateri nel terreno polveroso o schioccano sui cubetti di porfido o sull’asfalto ancora rovente nonostante sia ancora mattina, evaporando subito dopo.

 

Una breve interruzione, che mi fa pensare “Tanto rumore per nulla”, ed inviare silenziose maledizioni ai servizi meteorologici che da giorni prevedono pioggia.

 

Ci sediamo all’interno del solito ristorantino dove pranziamo alla domenica e, finalmente, inizia a piovere a dirotto.

Finiamo di mangiare e piove ancora… Tornando a casa, nonostante l’acqua continui a cadere, anche se non più così scrosciante, non mi riparo neppure sotto l’ombrello. Mi rinfresco e mi rigenero…

 

Bellissima, questa pioggia, così anelata…ed ancora adesso, dopo 5 ore, continua.

Finalmente un po’ di fresco: speriamo che resista.

 


Network

Ieri mi sono imposta una pausa sul mio diario facebook. Ho letto, commentato, messo like su altri siti, ma niente altro. Ero semplicemente stufa, ogni mattina, di leggere la solita frase “Loredana, hai condiviso per tot giorni di seguito”. I tuoi amici hanno commentato tot volte, hanno apposto tot like, etc etc …

E allora? Arrivata a mille giornate di condivisione avrei vinto qualcosa?
Sono stufa dell’ingerenza di alcuni network: ecco gli amici che potresti conoscere, fai questo, fai quello, fai sapere ai tuoi amici cosa stai facendo.

Grazie, posso farlo da sola, senza i vostri

suggerimenti.

Google non è da meno: mi avvisa della temperatura o del traffico nella zona in cui mi trovo, mi segnala bar, ristoranti e fermate dei mezzi pubblici: indicazioni senza dubbio utili, ma preferirei che mi venissero date solamente dietro mia richiesta…

 

PER FAVORE, FINITELA DI ROMPERE!


Caldo.


Da domenica siamo a Milano, praticamente da quando è arrivata la grande ondata di caldo dall’Africa: si esce quindi alla mattina di buon’ora per rientrare poco dopo aver mangiato. Ci eravamo ripromessi di uscire nuovamente dopo le 18, ma quando a quest’ora il termometro segna ancora 34 gradi, capiamo che non è certo il caso di mettere il naso fuori di casa.
Qui dentro almeno, pur essendo caldo, non c’è quell’afa oppressiva che c’è all’esterno, il sole non batte già dalle 10 di mattina e
il ventilatore gira a manetta.
Anche di mattina però non si scherza, e chi mi fa maggior pena sono proprio i bimbi.
Li vedi dormire sfiniti nei loro passeggini, le teste riparate dalle capottine, con le boccucce semiaperte, le braccine abbandonate lungo i fianchi, le palpebre chiuse lievemente ombreggiate di azzurro. Altri invece, incapaci di dormire, piagnucolano nervosamente, con i capelli incollati dal sudore sulla fronte o sulla nuca e le gambette arrossate per le irritazioni.
Caldo, ed allora anche l’appetito diminuisce: è il momento di insalate gigantesche, rigorosamente senza sale o aceto, solo un filo d’olio. Per accompagnarle, una Guinnes scura, la meno alcolica di tutte, freschissima ma non gelata…e acqua a volontà.
Caldo, aggravato dal fatto che c’è lo sciopero dei mezzi pubblici, ma la metro funziona regolarmente e pure una buona parte dei tram; bisogna solo avere pazienza ed aspettare un pochino, ma tranne in un caso, siamo stati fortunati
Tanto caldo da non aver nemmeno voglia di accendere il PC. Quello che mi interessa posso leggerlo e/o scriverlo anche dallo smartphone, per il resto ho i quotidiani, il Kobo con una buona scorta di titoli e vari schemi di sudoku da completare.
Caldo, con un occhio alle previsioni: dovrebbe arrivare una perturbazione.
Dicono, chissà…


Inviato dal Veloce promemoria


Wanted

Quando mi scadono due documenti, ho giusto 5 euro di moneta da inserire nella macchinetta e questa mi sputa fuori delle immagini che sembrano foto segnaletiche… e me le devo tenere per 10 anni!


Ricercata, viva o morta

 


Profumi


Il bello di questa stagione sono le mattine e le sere impregnate dal profumo di tigli e gelsomini diffuso dal vento.


Ritorno a casa.


Mi sembra di essere Pasquale Ametrano, il personaggio interpretato da Carlo Verdone: al confine italo-sloveno avrei voluto scendere dall’auto e baciare il sacro suolo: non il nostro, ma il loro.
Davvero credo che noi italiani dovremmo abbassare un po’ la cresta e prendere ad esempio chi è meglio di noi. Ci riempiamo la bocca delle glorie passate – immense, non c’è che dire – e minimizziamo le magagne attuali, immense pure loro, e non facciamo nulla per eliminarle.
Lubiana ha fatto del turismo un business mentre noi non valorizziamo abbastanza le nostre bellezze naturali ed artistiche, e solo da poco puniamo chi le deturpa.
A Lubiana mi è sembrato di tornare indietro di una quindicina d’anni: una città pulita, ordinata, dove, girando, si avverte il senso della sicurezza. Come avevo già scritto, in giro non si vede nessun mendicante, nessun extracomunitario che rompe le scatole mentre si passeggia, piagnucolando di avere fame (?).
E paradossalmente il senso di sicurezza lo si avverte proprio per la mancanza di forze dell’ordine. Da noi è pieno sia di pattuglie che di elementi indesiderati: ovvio che senza questi ultimi non siano necessari nemmeno i primi.
Quello che mi ha colpito poi è il gran numero di bambini e di mamme che passeggiavano con loro, spettacolo sempre meno usuale da noi.
Una città salottiera, molti locali all’aperto, tantissimo verde, una vastissima zona pedonale, si avverte dappertutto un senso di gioia di vivere, sia tra i turisti che tra i residenti.
Grande educazione, grande civiltà.
E noi, che SECOLI addietro della civiltà siamo stati il faro, ora arranchiamo penosamente e fatichiamo a tenere il passo.


Lubiana, terzo giorno

Dubbio: castello o battello?
Vista la bella giornata optiamo per il battello. Un piccolo tour di 45 minuti, per la maggior parte fuori dal centro città.
Il fiume ad un certo momento non è più canalizzato e le sponde sono ricche di vegetazione. Anche qui ogni tanto, tra il verde, si scorgono localini deliziosi. Ci sono anche varie scuole di canottaggio ed alcuni ragazzini che ne frequentano una si divertono a seguirci.
I ponti, visti dal basso, hanno tutto un altro aspetto.

In centro città c’è una festa, non so per quale motivo. Lungo le vie principali sono stati allestiti vari banchetti che vendono le mercanzie più disparate, per lo più gastronomia e bigiotteria. Inoltre ci sono vari artisti di strada, come i suonatori di xilofono ed un gruppo di donne, tutte di una certa età, che si esibiscono con tamburi, bacchette e bandierine, muovendosi ritmicamente: spettacolo molto apprezzato da una compagnia di giapponesi che ridevano ed applaudivano con molta energia, divertendosi come bambini.

Questa città mi affascina sempre di più.



Inviato dal Veloce promemoria


Lubiana, secondo giorno.

Lo scorso anno, sempre di maggio, eravamo a Zagabria, ed ho scritto che mi era piaciuta tantissimo. Lubiana però ha un fascino particolare. Sarà perché lungo il fiume si susseguono moltissimi locali – ristoranti, brasseries, bar, pasticcerie, birrerie, lounge bar – uno dietro l’altro, frequentatissimi ad ogni ora;
sarà perché anche qui non si vede l’ombra di un mendicante o un venditore di merce taroccata; sarà per l’estrema pulizia che regna ovunque; sarà per la cortesia della gente che, pur con la difficoltà della lingua, cerca di aiutare il turista in ogni modo.
La riprova di grande civiltà sta nel fatto che in giro non si vede nessun poliziotto, contrariamente a quel che succede qui da noi, dove gli extracomunitari girano impunemente pur con grande presenza di pattuglie delle forze dell’ordine.
Poi, statue e fontane in abbondanza…incluso il drago, in quanto san Giorgio è anche il patrono della città. E il castello, con la sua torre bianca, domina tutta la città.
Naturalmente, ecco altre foto.


Inviato dal Veloce promemoria


Lubiana , primo giorno

All’hotel la camera era disponibile dalle ore15, perciò ce la siamo presa comoda: siamo partiti verso le10 viaggiando a velocità moderata, tutta autostrada da Bolzano a Lubiana, senza percorrere il tragitto alternativo che, passando dall’Austria, è ben più corto, ma è anche meno veloce perché si snoda su strade statali che spesso non consentono sorpassi.
L’hotel è in periferia, ma in pochi minuti con il taxi, davvero a buon mercato, si raggiunge il centro. Dopo esserci sistemati in camera,  abbiamo avuto un paio d’ore per visitare la città: la prima impressione è stata ottima.
In centro, lungo il fiume, ci sono moltissimi locali dove cenare o anche soltanto bere una birra, c’è una grande quantità di persone, forse anche perché è domenica. Si ha perciò l’impressione di una città piena di vita, oltre che bella anche dal punto di vista architettonico. Abbiamo trovato un bel localino dove cenare, poi abbiamo richiamato il “nostro” tassista e siamo rientrati.

A Lubiana… un pensierino per Libera, chenon vedo più da tempo 😢😢.

Ecco qualche foto


Dilemma

 

Domenica si parte per qualche giorno a Lubiana. L’incognita è il tempo: sarà soleggiato? Ci sarà pioggia? Le temperature come saranno?

Così, per pochi giorni, mi toccherà portare una valigia sia con abiti leggeri che qualcosa di pesante.

Certo è che un maggio simile proprio non me lo aspettavo.

Il bello è che proprio in questo periodo i confini saranno maggiormente sorvegliati per la temporanea sospensione del trattato di Schengen.

Frontiere aperte per quanto riguarda l’accoglienza dei “profughi” senza documenti, chiuse invece per la salvaguardia dei politici partecipanti al G7 a Taormina e del summit che si terrà successivamente a Bari, già normalmente superprotetti da scorte armate,.

La gente comune invece, in quanto a protezione, si arrangi.