La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

antologia

Leggerezza

FB_IMG_1618124128997Prendete la vita con leggerezza, 
ché leggerezza non è superficialità, 
ma planare sulle cose dall’alto, 
non avere macigni sul cuore. 
 
Italo Calvino, Lezioni americane

Io aspetto

fiori di melo c482fd799baef6a682c72ce09c8ab579Io aspetto
come il melo
aspetta i fiori –
suoi –
e non li sa
puntuali
ma li fa,
simili
non identici
all’anno passato.
Li fa precisi
e baciati nel legno
da luce e acqua
da desiderio
senza chi.
Sorrido sotto il noce
ai suoi occhi tanti
che mi studino bene
la tessitura dei capelli
e ne facciano versi
di merlo e di vespa
di acuti
aghi di pino
e betulla appena sveglia.
Non so chi sono
ho perso senso
e bussola privata
ma obbedisco
a una legge
di fioritura
a un comando precipitoso
verso luce
spalancata.

Chandra Livia Candiani,


Gli artisti

Gli artisti dimenticano che l’aria

scorre fra le dita,

le ore ad ascoltare la radio

brillano ottuse e stravaganti,

la loro vicenda oscilla al limite di ogni ora;

in nessun luogo gli oggetti si posano,

eppure esistono in ogni fessura:

la loro superba crudeltà si compone

di minuti solenni.

Gregorio Scalise


Inno alla bellezza

stregaVieni tu dal cielo profondo o sorgi dall’abisso,

o Bellezza? Il tuo sguardo, infernale e divino,

diffonde confusamente beneficio e crimine,

e per questo ti si può paragonare al vino.

Contieni nel tuo occhio il tramonto e l’aurora;

diffondi profumi come una sera di tempesta;

i tuoi baci sono un filtro, la tua bocca un’anfora,

che rendono vile l’eroe e coraggioso il fanciullo.

Sorgi dal nero abisso o discendi dagli astri?

il Destino incantato segue le tue sottane come un cane;

tu semini a caso la gioia e i disastri,

governi su tutto e non rispondi di nulla.

[…] Che tu venga dal cielo o dall’inferno che importa,

o Bellezza! Mostro enorme, pauroso, ingenuo! –

se il tuo occhio, il tuo sorriso, il tuo piede mi aprono la porta

di un Infinito che amo e non ho mai conosciuto?

Da Satana o da Dio, che importa? Angelo o Sirena,

che importa se tu – fata dagli occhi di velluto,

ritmo, profumo, luce, o mia unica regina! –

rendi l’universo meno orribile e gli istanti meno grevi?

Charles Baudelaire


Il pozzo

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Cigola la carrucola del pozzo
l’acqua sale alla luce e vi si fonde.
Trema un ricordo nel ricolmo secchio,
nel puro cerchio un’immagine ride.
Accosto il volto a evanescenti labbri:
si deforma il passato, si fa vecchio,
appartiene ad un altro.

Ah che già stride
la ruota, ti ridona all’atro fondo,
visione, una distanza ci divide.

Eugenio Montale



 

 


Quotidianità

Gli uccisi di domani
guardano oggi al teleschermo
gli uccisi di ieri.
E ognuno a se stesso ripete:
No, non può capitare a me
tale assurdità !
Blaga Dimitrova
11 ottobre 1995


Visione della notte

Con diamanti sulla testa
con una rete di diamanti che brilla come l’acqua,
rapidamente passi per l’etere trasparente
con bagliori e con fiamme
il vento e l’armonia ti hanno cinta di nuvole,
la tua bellezza è eterna e si ripete tra le stelle.
Ma i miei occhi non vedono, soltanto ascolto
vaste ali che muovono lo spazio.
Vivere, morire, tutto è un fumo grigio
quaggiù, e il mio nome giace in fondo a un lago;
debbo piangere davanti a un fiore, sapere che mai,
mai più ti vedrò. Oh baciarti, oh le mie forze
che strappano i rami per piangerci sopra!
Guarda l’autunno già, è da molto che aspetto,
forse le foglie nuove vorranno vedermi ai tuoi piedi,
sui prati del cielo, molto lontano.
Traversa la notte, l’autunno, illuminami
come l’acqua che versa il suo chiarore sulle pietre;
ho tanto sofferto, tanto, tutti sono stati
così crudeli con me. Oh l’aurora, l’aurora
che già prende il volo sul mare!

 

Juan Rodolfo Wilkock


Lettere

Strano mettere la data
alle lettere come fossero
valide solo per oggi come
rassicurandosi di non poterle
rileggere domani. strano sapere
che tutto varia indefinitamente
strano mettere il luogo da
cui vengono scritte e non
quello da cui partono
non: dal cuore per un attimo
dall’anima prevedibilmente
per sempre, dal corpo
per una notte che lo riduca
in cenere.

Chandra Livia Candiani


Per essere albero

Albero-di-gelso-van-gogh-analisiPer essere albero
devi imparare, almeno una volta,
a essere ombra.
Per essere albero
devi avere la vita che ti scorre dentro,
confonderti tra i colori di mondi che vivono altrove,
Per essere albero
devi saper essere foglia e radice
sfidare il vento, nasconderti dentro la terra.
Saper crescere attorno ai cerchi concentrici della memoria,
come il segno di tempi che si rincorrono lungo la vita.
Per essere albero,
per essere davvero albero,
devi saperti protendere al cielo,
saper parlare da solo alla luna,
saperti guardare nel riflesso di un fiordo,
seguire lo scorrere della vita a fianco del fiume.
Come una sequenza ininterrotta di storie da raccontare
(altro…)


Cose brutte ma vere

Di te, mia città, gli uomini diranno
cose brutte ma vere.
Diranno che ai bimbi hai tolto il sole,
la fresca rugiada,
la luce che scherzava sull’erba
sotto l’aperto cielo
e li hai chiusi tra fredde mura,
li hai costretti a inghiottire la polvere.
Cose brutte ma vere
diranno gli uomini di te
mia città.

Carl Sandburg


Sii prudente

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Andrew Wyeth
Wind from the Sea, 1947
tempera on hardboard
overall: 47 x 70 cm (18 1/2 x 27 9/16 in.)
framed: 66.4 x 89.5 x 7 cm (26 1/8 x 35 1/4 x 2 3/4 in.)
National Gallery of Art, Washington, Gift of Charles H. Morgan
© Andrew Wyeth

Sii prudente.
La tua vita apri
solo a venti che portano carezza
di lontananza.
Sii prudente, ma non vigliacco:
non far finta di vivere.
Apri la tua vita,
apri le finestre al presagio di primavera.
Lascia entrare i venti
che ti parlano di lontananza,
di ignoto, di svolte e bivi e sentieri;
che ti spingono verso nuovi orizzonti.
È tempo di andare,
tempo di mettersi in cammino.
Tempo di ricominciare a respirare.


Nathan Zach


Sotto il ponte Mirabeau

Ponte Mirabeau 18780bd2f179a6ab11d1ed600d06ae50Sotto il ponte Mirabeau scorre la Senna
E i nostri amori
Me lo devo ricordare
La gioia veniva sempre dopo il dolore
Venga la notte suoni l’ora
I giorni se ne vanno io rimango
Le mani nelle mani faccia a faccia restiamo
Mentre sotto
Il ponte delle nostre braccia passa
L’onda stanca degli eterni sguardi
Venga la notte suoni l’ora
I giorni se ne vanno io rimango
L’amore se ne va come
L’amore se ne va
Com’è lenta la vita
E come la Speranza è violenta
quest’acqua corrente
Venga la notte suoni l’ora
I giorni se ne vanno io rimango
Passano i giorni e passano le settimane
Né il tempo passato
Né gli amori ritornano
Sotto il ponte Mirabeau scorre la Senna
Venga la notte suoni l’ora
I giorni se ne vanno io rimango.

 

 

Guillaume Apollinaire


Sopravita

notte 117e8f486026b86a142a6311a628de41Dammi notte
le accordate speranze,
non già la tua pace,
dammi prodigio,
dammi alfine un pezzetto,
spicchio di paradiso,
il tuo chiuso giardino,
le tue ali senza canto.
Dammi, appena chiudo
gli occhi del mio volto,
le tue mani di sogno
che guidano e che gelano,
ciò che dovrò trovare,
dammi, come una spada,
quel cammino che passa
sul filo del timore,
una luna senz’ombra,
una musica appena udita
e già imparata,
dammi, notte, verità
per me sola,
e tempo per me sola,
sopravita.

Ida Vitale


Se allungo una mano

Se allungo una mano incontro una porta

se apro la porta c’è una donna

allora affermo che la realtà esiste

nel profondo della donna abitano fantasmi monotoni

che occupano il posto delle contraddizioni

oltre la porta c’è la strada

e nella strada polvere, escrementi e cielo

e anche questa è la realtà

e anche in questa realtà esiste l’amore

cercare l’amore è cercare se stessi

cercare se stessi è il mestiere più triste

monotonia delle contraddizioni

lì dove non arrivano le leggi

nel cuore stesso della contraddizione

impercettibilmente

allungo la mano

e vivo.

Aldo Pellegrini

dipinto di Ramòn Casas


Mia vita, a te non chiedo

Mia vita, a te non chiedo lineamenti

fissi, volti plausibili o possessi.

Nel tuo giro inquieto ormai lo stesso

sapore han miele e assenzio.

Il cuore che ogni moto tiene a vile

raro è squassato da trasalimenti.

Così suona talvolta nel silenzio

della campagna un colpo di fucile.

Eugenio Montale


Snack bar

Ma io mi sciolgo davanti a uno snack-bar
se solo so che dentro ci sei tu,
e ho fatto verniciare d’oro il telefono
perché una volta mi hai chiamato tu.
Perciò ho deciso di regalarti gli Oceani,
fuori s’intende dalle acque territoriali,
l’Atlantico, il Pacifico, l’Indiano,
e insieme a queste ingenti masse d’acqua
salata l’Artico e i Mari del Sud
con tutte le isole nuove disabitate,
che da lontano sembrano così verdi
per quanto, immagino, saranno piene di vipere.

Juan Rodolfo Wilcock


L’amore aiuta a vivere

L’amore aiuta a vivere, a durare,

l’amore annulla e dà principio. E quando

chi soffre o langue spera, se anche spera,

che un soccorso s’annunci di lontano,

è in lui, un soffio basta a suscitarlo.

Questo ho imparato e dimenticato mille volte,

ora da te mi torna fatto chiaro,

ora prende vivezza e verità.

La mia pena è durare oltre quest’attimo.

Mario Luzi

dipinto di Edvard Munch


Primavera

Primavera che a me non piaci, io voglio
dire a te che di una strada l’angolo
svoltando, il tuo presagio mi feriva
come una lama. L’ombra ancor sottile
di nudi rami sulla terra ancora
nuda mi turba, quasi anch’io potessi,
dovessi
rinascere. La tomba
sembra insicura al tuo appressarsi, antica
primavera, che più d’ogni stagione
crudelmente risusciti ed uccidi.

Umberto Saba


I gattici

Guarda i fiori dei gattici. Sono fiocchi
di lanugine chiara. e basta solo
che un vento leggerissimo li tocchi
perché disciolti sperdansi pel suolo.
Ma la bambagia. ovunque
sparpagliata.
dagli uccelletti è tosto raccattata.
Vedi: c’è un nido sotto quella
trama:
un nidietto di cincia, vellutato,
soffice, bianco. Ne han fatto la trama
prima per bene e poi l’hanno felpato
quei piccolini… O mano benedetta,
che un nido appresti ad ogni
passeretta…
Vagava, dunque, il vecchio lentamente
lungo i ruscelli, con la monachina,
e di Dio ragionava lungamente.
«Quale armonia nell’opera divina!»
diceva con profonda ammirazione.
«Qual previdenza e quale ammirazione»
«Guarda quei moscerini erranti a schiera
per l’aria calma. Poco fa san nati
entro un raggio di sole, e questa sera
forse saranno al nulla ritornati.
Pure, per sì fuggevole esistenza,
dona loro ogni ben la Provvidenza!
Nelle galle essi trovan l’alimento
che più lor piace; vivono nel sole;
hanno le alucce per seguire il venia,
e sui monti e sul pian portan la prole;
negli occhiolini lor tutto il creato
specchiarsi come un mare sconfinato».

Frédéric Mistral


Centaura XLI

Siamo figli di catene infinite di morti
e ne portiamo i segni, il richiamo e la sorte.

Marcello Veneziani

 

Foto di San Bernardino alle Ossa, Milano


Barcarola

Infinita di fiaccole l’acqua
con le movenze di un’iride ombrosa
s’apre e s’aggrotta, s’incupisce e ride.

Ti abbandoni, le ali del viso
come una grande farfalla richiudi.

Piú tardi, se ti sporgi
ai gentili alleluia della riva,
o disegni un oracolo col remo,
falò di luna labili fioriscono
sulla tua fronte, l’ora
è fulminata di felicità.

Gesualdo Bufalino


Giorno di pioggia

La giornata è fredda, e scura, e cupa
Piove, e il vento non è mai stanco
La vite si aggrappa ancora al muro in rovina,
Ma ad ogni raffica le foglie morte cadono,
E i giorni sono scuri e cupi.
La mia vita è fredda e scura e cupa;
Piove, e il vento non è mai stanco;
I miei pensieri si aggrappano ancora al passato in rovina,
Ma le speranze della gioventù cadono fitte nell’esplosione,
E i giorni sono scuri e cupi.
Fermati, cuore triste!  E smettila di lamentarti;
Dietro le nuvole il sole sta ancora splendendo
l tuo destino è il destino comune di tutti
Nella vita di ognuno di noi deve cadere un pò di pioggia.
Alcuni giorni devono essere scuri e cupi.

Henry Wasfworth Longfellow

La casa dei doganieri

Tu non ricordi la casa dei doganieri
sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:
desolata t’attende dalla sera
in cui v’entrò lo sciame dei tuoi pensieri
e vi sostò irrequieto.
Libeccio sferza da anni le vecchie mura
e il suono del tuo riso non è più lieto:
la bussola va impazzita all’avventura.
e il calcolo dei dadi più non torna.
Tu non ricordi; altro tempo frastorna
la tua memoria; un filo s’addipana.
Ne tengo ancora un capo; ma s’allontana
la casa e in cima al tetto la banderuola
affumicata gira senza pietà.
Ne tengo un capo; ma tu resti sola
né qui respiri nell’oscurità.
Oh l’orizzonte in fuga, dove s’accende
rara la luce della petroliera!
Il varco è qui? (Ripullula il frangente
ancora sulla balza che scoscende…)
Tu non ricordi la casa di questa
mia sera. Ed io non so chi va e chi resta.

Eugenio Montale


In quale paese andrò a cercarti

In quale paese andrò a cercarti
adesso che riposi accanto a me
in forma di desiderio
uomo
la cui bellezza conoscevo
appena. Ogni giorno mi cinge
il suo cilicio di assenza.
Mi hai ferita di vita attraverso la tua morte
e non c’è sonno che basti per il tuo vuoto.

Ada Salas