La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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…’me piöv

Giuseppe Faraone Pittore Macchiaiolo Impressionista

…’me piöv! ‘me fresca la citâ nel piöv!
quèl verd del camion, l’umbrèla che camina,
la lüs sghemba di tram ch’j slisa al vent,
e mì che sogni el nient – va e vègn la mina
süj strâd chì, de Milan, tra ‘l curr di gent
e j urelogg ch’în ferma stamatina –
e la mia vûs la cerca el firmament…
‘me piöv süj mè penser, e sü quj ciar
che mett paüra dai macchin ‘me indurment…
…ah bèl guttà che stagna e desfa i sò mister,
nüm chì càntum amô sensa savèl
de quèl che al quiss del vìv slengua i penser.

Franco Loi


OGGI…

Se permettete, oggi mi riposo 🙂

Sei scudetti CONSECUTIVI è cosa che non era mai capitata.


Notte di maggio

Era una notte del mese
di maggio, azzurra e serena.
Sull’azzurro cipresso
il plenilunio brillava,
illuminando la fonte
dove l’acqua zampillava
or si’ or no singhiozzando.
Solo la fonte udiva.
Poi d’occulto usignolo
si senti’ il motivo.
Ruppe raffica di vento
la curva dello zampillo.
E una dolce melodia
vagò’ per tutto il giardino:
un musicante tra i mirti
il suo violino suonava.


Milano marcia

Foto LaPresse – Claudio Furlan
20/05/2017 Milano ( IT )
Cronaca
Marcia per i diritti dei migranti Nessuna persona è illegale

Benvenuti alla marcia di Milano, quella per “accoglienza a tutti indiscriminatamente”, quella in cui marciano le persone che devono vivere nelle case con porte blindate e finestre protette da inferriate. La marcia di quelli “no muri, ma ponti”.

Le abitazioni non sono protetta forse da muri? I cancelli non delimitano forse un territorio? Apriamo quindi porte e cancelli e lasciamo entrare tutti. E i ponti, almeno qui in Italia, prima o poi crollano.

Quanti di quelli che hanno partecipato alla marcia sono “cittadini normali”, ossia quelli che vivono senza scorta, senza auto blu, e non in case iperprotette da sistemi di sicurezza?

Molti di quelli che oggi hanno marciato fanno parte di quella élite che non ha voluto i “migranti” a Capalbio (ed infatti quella località è libera da clandestini!).

Ci sono i soliti noti: davanti a tutti Sala, che probabilmente non sa nemmeno come sia fatta una periferia milanese ed a seguire tutti gli altri: in primis le cooperative rosse che difendono con unghie e denti i loro profitti, la CGIL che mette il becco ormai dappertutto (partito mimetizzato da sindacato) e di lavoro non si occupa quasi più, politicanti vari, radical-chic dimoranti in attico con vista Duomo, personaggi dello spettacolo che vivono grazie ai fondi statali, preti operai, ed infine loro, i migranti con annesso gommone, e non è dato di sapere quanti di loro sotto sotto simpatizzino per ISIS e compagnia bella. Migranti che sfuggono dalle guerre, bei ragazzoni aitanti che probabilmente hanno lasciato a combattere al fronte mogli e mamme!

È recente la notizia che tra chi finanzia certe ONG, oltre all’immancabile Soros che ha le mani in pasta in ogni operazione che profuma di denaro, c’è pure la Svizzera! Chi promuove queste manifestazioni ha in mente solamente la dissoluzione del sentimento identitario europeo e si serve degli extracomunitari come cavallo di Troia al solo scopo di raggiungere lo scopo prefisso.

Continuano a ripeterci che gli extracomunitari sono una risorsa e che ci pagheranno le pensioni: con cosa, visto che non lavorano? E quanto ci costano invece? Se il PIL rientra nei parametri stabiliti dall’Europa, è solo perché questo risultato viene raggiunto con i tagli alla sanità, all’istruzione, alle varie infrastrutture, quindi su di me, cittadino normale, gravano questi maggiori costi oltre a quelli del mantenimento di queste persone.

Il mio timore è che si giunga ad una guerra civile: gli italiani si sentono traditi vedendo che ai loro legittimi interessi vengono anteposti quelli dei migranti che non producono nulla, solo costi. Lo Stato si comporta come quei genitori che destinano le proprie risorse non ai propri figli, ma a dei perfetti estranei, solo che in questo caso i genitori finirebbero in carcere.

E mi cascano le braccia quando sento il presidente del Senato Grasso dire che l’integrazione e l’accoglienza rendono più sicura la città…

(NB: non ho voluto appositamente commentare l’aggressione in Stazione Centrale da parte di un italiano (?) avvenuta l’altro giorno, sempre che si possa definire italiano uno nato sì in Puglia e di madre italiana, ma di padre tunisino tanto che il nome è Ismail Tommaso Ben Yousef Hosni, che scrive in arabo inneggiando all’ISIS e che è ritornato in Italia da soli due anni dopo aver vissuto sempre in Tunisia).


Romanticismo :-)

Ernesto Ragazzoni
I dolori del giovane Werther
 

Il giovane Werther amava Carlotta 
e già della cosa fu grande sussurro.
 
Sapete in che modo si prese la cotta?
 
La vide una volta spartir pane e burro.

Ma aveva marito Carlotta, ed in fondo
un uomo era Werther dabbene e corretto;
e mai non avrebbe (per quanto c’è al mondo),
voluto a Carlotta mancar di rispetto.

Così, maledisse la porca sua stella;
strillò che bersaglio di guai era, e centro;
e un giorno si fece saltar le cervella,
con tutte le storie che c’erano dentro.

Lo vide Carlotta che caldo era ancora,
si terse una stilla dal bell’occhio azzurro;
e poi, vòlta a casa (da brava signora),
riprese a spalmare sul pane il suo burro.


Ritorno a casa.


Mi sembra di essere Pasquale Ametrano, il personaggio interpretato da Carlo Verdone: al confine italo-sloveno avrei voluto scendere dall’auto e baciare il sacro suolo: non il nostro, ma il loro.
Davvero credo che noi italiani dovremmo abbassare un po’ la cresta e prendere ad esempio chi è meglio di noi. Ci riempiamo la bocca delle glorie passate – immense, non c’è che dire – e minimizziamo le magagne attuali, immense pure loro, e non facciamo nulla per eliminarle.
Lubiana ha fatto del turismo un business mentre noi non valorizziamo abbastanza le nostre bellezze naturali ed artistiche, e solo da poco puniamo chi le deturpa.
A Lubiana mi è sembrato di tornare indietro di una quindicina d’anni: una città pulita, ordinata, dove, girando, si avverte il senso della sicurezza. Come avevo già scritto, in giro non si vede nessun mendicante, nessun extracomunitario che rompe le scatole mentre si passeggia, piagnucolando di avere fame (?).
E paradossalmente il senso di sicurezza lo si avverte proprio per la mancanza di forze dell’ordine. Da noi è pieno sia di pattuglie che di elementi indesiderati: ovvio che senza questi ultimi non siano necessari nemmeno i primi.
Quello che mi ha colpito poi è il gran numero di bambini e di mamme che passeggiavano con loro, spettacolo sempre meno usuale da noi.
Una città salottiera, molti locali all’aperto, tantissimo verde, una vastissima zona pedonale, si avverte dappertutto un senso di gioia di vivere, sia tra i turisti che tra i residenti.
Grande educazione, grande civiltà.
E noi, che SECOLI addietro della civiltà siamo stati il faro, ora arranchiamo penosamente e fatichiamo a tenere il passo.


Due donne

Lui ha due donne:
una che dorme nel suo letto
e una che dorme nel letto dei suoi sogni.

Lui ha due donne che lo amano:
una che invecchia al suo fianco
e una che gli offrì la giovinezza
per poi occultarsi.

Lui ha due donne:
una nel cuore della sua casa
e una nella casa del suo cuore.

Maram al-Masri

 


Lubiana, ultimo giorno

Avremmo dovuto salire al castello, ma c’era troppa coda da fare… una marea di giapponesi sembra essersi trasferita tutta in questa città. 😂
La festa di ieri si è trasferita dai Tre ponti alla piazza Congressi, dove affluiscono tantissime scolaresche. Ci sono pure gli stand di Polizia ed Esercito con alcuni loro mezzi, che i piccoli visitano con piacere e, per ricordo, ricevono in dono dei palloncini colorati.

Non ci rimaneva altro che passeggiare per la città.
Anche sul Ponte dei Macellai, con parte del fondo in vetro, è arrivata l’orrenda moda dei lucchetti, e qualcuno ci attacca pure i ciucci dei bambini. Sia sulle spalliere che sul ponte stesso o nelle sue vicinanze si trovano sculture un po’ inquietanti.

Poi un’altra piccola carrellata di edifici tra i quali l’ingresso del teatro dell’opera, e dei dettagli che mi sono piaciuti.

 

Infine le persone: ho fotografato i giapponesi che fotografavano 😅, poi il classico personaggio delle bolle di sapone che fa tanto felici i bambini, un suonatore sui Tre ponti col costume e lo strumento caratteristici ed infine (preso al volo perché mi è sbucato davanti all’improvviso) un tale che sembrava Leonardo da Vinci in bicicletta… il mio tipo 😂.


Ciao Lubiana, tornerò a visitati ancora. Mi è piaciuto il tuo aspetto “salottiero”, la cortesia della tua gente, mi ha colpito l’alto numero di bambini, il verde (non per altro è stata la capitale Green nel 2016), il tuo centro pedonale molto vasto, dove ho visto circolare tantissimi adulti con i monopattini, oltre alle biciclette e minuscoli bus elettrici da 6 posti… (quest’ultima foto è  presa dal web)


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Politica


Fare politica cosa significa?

Dovrebbe voler dire “governare”,  “provvedere ai bisogni della gente”, ossia risolvere i problemi, agire in nome e per conto del popolo e per il suo bene.

Premesso che l’ingerenza dello stato nella vita privata delle persone è arrivato ormai a livelli parossistici ma non ne risolve comunque i problemi, sembra che “fare politica” sia diventato invece solo un poltronificio, a volte perfino ereditario, per farsi una posizione, incassare bei soldi pubblici, inclusa una sostanziosa “liquidazione” per il reinserimento nella vita civile qualora non si venisse rieletti ed avere anche un buon vitalizio sempre a spese del popolo italiano.

Ecco allora il rigetto da parte di molti elettori per la politica tradizionale: delusi ed incazzati non si recano affatto alle urne oppure si gettano sui movimenti che proclamano a gran voce “Onestà onestà”, quindi votano come si suol dire “con la pancia”, ossia più per istinto che per ragionamento.

Però essere solo onesti (ammesso che lo siano tutti quelli che lo gridano, ma ne dubito) non è sufficiente: ci vuole anche capacità tecnica ed organizzativa.

Come possiamo pretendere che gente senza arte né parte, appena affacciatasi al mondo della politica sappia come muoversi, anche considerando la marea di norme, leggi, regolamenti?

E quando finalmente avranno acquisito un minimo di esperienza, ecco che arriva il “Limite di due mandati e poi a casa”, cosicché il cerchio non si chiuderà mai, perché subentrerà un altro gruppo di persone altamente incompetenti che causeranno più danni che altro.

 

 

 


Lubiana, terzo giorno

Dubbio: castello o battello?
Vista la bella giornata optiamo per il battello. Un piccolo tour di 45 minuti, per la maggior parte fuori dal centro città.
Il fiume ad un certo momento non è più canalizzato e le sponde sono ricche di vegetazione. Anche qui ogni tanto, tra il verde, si scorgono localini deliziosi. Ci sono anche varie scuole di canottaggio ed alcuni ragazzini che ne frequentano una si divertono a seguirci.
I ponti, visti dal basso, hanno tutto un altro aspetto.

In centro città c’è una festa, non so per quale motivo. Lungo le vie principali sono stati allestiti vari banchetti che vendono le mercanzie più disparate, per lo più gastronomia e bigiotteria. Inoltre ci sono vari artisti di strada, come i suonatori di xilofono ed un gruppo di donne, tutte di una certa età, che si esibiscono con tamburi, bacchette e bandierine, muovendosi ritmicamente: spettacolo molto apprezzato da una compagnia di giapponesi che ridevano ed applaudivano con molta energia, divertendosi come bambini.

Questa città mi affascina sempre di più.



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