Nei sogni entriamo in un mondo che è interamente nostro.

così la penso io

Accoglienza

Lo scorso febbraio a Barcellona fecero una grandissima manifestazione a favore dell’accoglienza ai rifugiati.

http://www.lastampa.it/2017/02/18/esteri/barcellona-scende-in-piazza-vogliamo-i-rifugiati-7QPB7Xy9kwUZ12Bh8J0UCI/pagina.html

 

Pochi minuti fa, ecco la risposta…

 

http://www.ilpost.it/2017/08/17/attacco-furgone-rambla-barcellona/


Critiche ed offese

Un conto è criticare, altro è offendere.
Arrogante, saccente, indisponente, irritante, iniziando dalla voce che è più fastidiosa dello stridío del gesso sulla lavagna. Io mi limito a dire questo: non sono insulti ma critiche derivanti da semplici dati di fatto.
Certo, molte offese che sono state rivolte alla Boldrini sono davvero pesanti e qualificano maggiormente chi li fa, piuttosto della parlamentare cui sono rivolti.

Però la presidente della Camera non deve meravigliarsi se viene trattata così.
Aborrita da tanti, sia per aver bistrattato il nostro povero idioma, (e molto ci sarebbe anche da scrivere sui media che si sono servilmente adeguati al suo diktat) sia per la difesa ad oltranza del genere femminile che rasenta la paranoia (difesa osteggiata anche da molte donne), infine per il continuo ripetere che abbiamo bisogno degli immigrati e che dobbiamo accogliere tutti indiscriminatamente.

Quel suo tono supponente col quale tratta quanti non la pensano come lei, ritenendoli minus habentes da rieducare secondo i suoi dettami.
Comodo girare tutto il giorno protetta dalla scorta, cosa che i comuni cittadini non hanno. Mi domando se legga i giornali, le cronache cittadine intendo, non le “veline politiche” che la osannano, e si renda conto di cosa sono diventate le nostre città grazie alle “risorse” che lei stima tanto.

Comodo anche criticare l’architettura mussoliniana che “offende” i suoi amici partigiani, recandosi però con disinvoltura a trascorrere le ferie – naturalmente con la scorta – in Versilia nella tenuta presidenziale proprio nel casotto dove il Duce riceveva le sue amanti 😀 .

Inoltre è percepita come un’usurpatrice del posto che occupa solo in virtù di alleanze politiche in quanto il partito cui apparteneva (uso il passato perché SEL non esiste più) pur avendo una percentuale bassissima era comunque necessario per assicurare una maggioranza al governo.

È il simbolo personificato dell’arroganza della casta, e l’astio che gli italiani le riservano non è altro che la risposta del livore che lei riversa su quelle persone ed istituzioni non conformi al suo pensiero.

Come si suole dire…chi semina vento, raccoglie tempesta.

Quindi niente offese, perciò le dedico una canzone 😀 

 

 


KJ2, un’uccisione annunciata

 

Premetto che amo gli animali e che riconosco che pure loro hanno dei diritti, però se l’uomo fosse stato ucciso staremmo qui tutti a ragionare in un altro modo.

Secondo l’ENPA l’uomo sarebbe un cacciatore…anche fosse vero, gli è stato trovato accanto o addosso un qualche fucile? Non risulta. Poi, fosse stato veramente un cacciatore i casi sono due: o avrebbe sparato, se in possesso di un’arma, oppure se la sarebbe squagliata, perché un vero cacciatore, se si sente in pericolo ed è disarmato, di certo non provoca la preda.

Suppongo, ma è un mio pensiero, che l’orsa sia stata infastidita dal cane, si sia sentita minacciata e che, per proteggere il suo animale, l’uomo abbia cercato di difenderlo usando un bastone. Ma per certe persone, magari avrebbe fatto meglio a soccombere.
Aggiungo che l’ENPA non è il depositario delle verità…ci vogliono quelle che si chiamano PROVE.
In Trentino non ci sono parchi strutturati come in Canada o negli USA…ci sono boschi, ed in un bosco libero il pericolo rappresentato dall’orso è forse il minor male che possa capitare, dato l’esiguo numero di essi: ci sono burroni nei quali si può scivolare, ci sono zecche che possono causare meningite, è facile imbattersi in vipere…queste ultime allora si possono impunemente ammazzare a bastonate? Siamo noi che dobbiamo prestare attenzione, siamo noi che dobbiamo rispettare il bosco.

Però il vero male viene dal progetto Ursus.

Per fruire dei fondi europei (sempre questione di soldi) tra il 1999 ed il 2002 sono stati reintrodotti una decina di orsi di orsi dalla Slovenia, tre maschi e sette femmine. A fine 2015, la popolazione era aumentata a 48 soggetti, 23 adulti, 14 giovani ed 11 cuccioli.

Nel corso degli anni, alcuni sono morti, come Irma, una delle prime importate, finita sotto una slavina, M13, “emigrato in svizzera e travolto da un’auto, JJ1 (Bruno), transitato dal Trentino all’Austria e quindi in Baviera dove è stato abbattuto per aver sbranato troppe pecore, Daniza morta per overdose di anestetico mentre cercavano di catturarla, ed infine quest’ultima, KJ2 .

L’assurdità però sta nell’aver reintrodotto l’orso sulle nostre montagne senza considerare che in ALCUNI casi avrebbe potuto diventare pericoloso, ossia ripopolano i boschi di orsi per poi lamentarsi che ci siano…

Ci son o poche semplici regole che bisognerebbe seguire quando ci si addentra in un bosco: la prima, ovviamente, è seguire i sentieri, senza addentrarsi troppo; camminare con passo cadenzato, perché il rumore intimorisce l’orso che tende a nascondersi; se lo si avvista, non avvicinarsi MAI, specie se c’è una cucciolata, ma indietreggiare sui propri passi; non urlare, perché l’orso lo interpreterebbe come un segnale aggressivo; ultimo, se si ha un cane, tenerlo al guinzaglio, ed è questo che lo sfortunato pensionato non ha fatto.

Quello che però mi sconcerta di più, è il boicottaggio promosso da certi animalisti nei confronti del Trentino per aver ucciso un animale.

Boicottare certe zone dove giornalmente vengono assassinate persone invece?

In poche parole si privilegia la vita di un animale, che volendo poteva anche essere salvata, a quella degli umani, e questo lo giudico semplicemente irragionevole.


Parere personale

Bugie

Evviva…la disoccupazione è diminuita ben dello 0,2% ed anche la disoccupazione giovanile è in calo.

Però bisogna analizzare bene i dati.

Innanzitutto c’è un aumento degli impieghi TEMPORANEi, perché ogni anno in estate si verificano assunzioni a periodo determinato di lavoratori che, finita la stagione turistica, vengono rimandati a casa: camerieri, addetti alle cucine, operatori dei parchi divertimento e simili. Inutile che i media strombazzino tanto che è una vittoria del governo e della politica del Job Act (e molto ci sarebbe da dire sull’asservimento di giornali e TV al potere politico). La disoccupazione resta comunque alta, il Job -Act si concretizza in pratica nella precarietà del posto di lavoro che costringe il dipendente ad accettare condizioni a volte vessatorie pur di assicurarsi una sia pur esigua entrata economica di breve durata.

Non si considerano poi i lavoratori autonomi che invece cessano l’attività, massacrati da tasse, e coloro che rinunciano a cercare lavoro, stanchi di vedersi chiudere le porte in faccia. Per i disoccupati giovani infine, molti non sono più in lista in quanto emigrati all’estero. Questo non è un successo del governo, semmai l’esatto opposto.

Immigrazione

Improvvisamente molti alti papaveri hanno cambiato rotta sul tema immigrazione.

Il governo e finanche il papa non si pronunciano più, anzi vengono sventolati come vittorie i cali degli sbarchi, mentre non ricordo quale vescovo ha detto che accoglienza certo, ma per prima cosa bisogna rispettare la legge.

Perfino il M5S che tempo addietro aveva votato sia per l’abolizione del reato di clandestinità che per il rifinanziamento delle ONG adesso ha cambiato rotta.

Ma questo tipo di politica contro l’accoglienza indiscriminata, non era prerogativa di quel razzista di Salvini?

E così da un giorno all’altro, le stesse televisioni che per almeno quattro anni ci hanno propinato le prediche boldriniane sull’accoglienza e si soffermavano lacrimevolmente sulle (rare) donne che sbarcavano, hanno cambiato registro.

I poveri “disperati che fuggono da terre martoriate dalle guerre” o dalla miseria e dalla fame (ed a vederli, proprio non si direbbe), i futuri “pagatori delle nostre pensioni” dei quali abbiamo tanto bisogno, sono diventati tutto ad un tratto dei clandestini che non possiamo accogliere.

Tutto questo perché?

Semplice, le votazioni si avvicinano e si cerca di far dimenticare una situazione potenzialmente dannosa per l’esito elettorale.

Quindi mi chiedo perché per ben quattro anni ci hanno fatto subire questa invasione senza muovere un dito; perché continuavano a raccontarci la favoletta che nulla si poteva fare per arginare la marea umana che ci stava sommergendo, mentre adesso in quattro e quattr’otto ci stanno riuscendo (come del resto avevano fatto a maggio in occasione del G7 a Taormina); chi sta orchestrando tutta questa manovra e per quale motivo; che credibilità può avere una sinistra che, pur di mantenere il potere, cambia repentinamente indirizzo politico.

Ci prendono e trattano da imbecilli, cui si può raccontare che quello che ieri era nero oggi invece è di un bianco immacolato, nella logica tanto irrisa da Guareschi del “Contrordine, compagni”.

Sono sicura solo di una cosa: che questa gente conta solo sulla memoria corta degli italiani: bastano pochi mesi andando controcorrente e, a elezioni vinte (anche grazie alle assunzioni ed ai rinnovi contrattuali fermi che stanno facendo da anni ed ora prossimi allo sblocco), riprendere tutto come prima.


Spudorati

8 agosto 1956

Tragedia di Marcinelle.

L’incendio scoppiato nella miniera di carbone in Belgio causò 262 vittime, 136 delle quali erano italiane.

I nostri connazionali si recavano lì a lavorare grazie ad un trattato per il quale il Belgio richiedeva 50 mila minatori, 2000 a settimana, garantendo in cambio 200 chili di carbone al giorno per ogni lavoratore. Venivano garantiti inoltre alloggi adeguati, che però si rivelarono essere solamente delle baracche, e quasi mai veniva concesso il ricongiungimento delle famiglie. Naturalmente i lavoratori dovevano essere provvisti di documenti di identità e certificato di buona salute, e di età non superiore ai 35 anni.

Adesso i nostri burocrati hanno il coraggio di paragonare i nostri emigranti a quanti sbarcano illegalmente sulle nostre coste, favoriti anche da certe ONG dall’operato non propriamente limpido.

Mattarella, Alfano e la Boldrini hanno la spudoratezza di comparare la situazione degli Italiani morti LAVORANDO in miniera per assicurare un futuro migliore alle loro famiglie a quello di tanti ragazzotti che ciondolano indisturbati per le nostre città, forniti di cibo e vestiario e che spesso si rendono protagonisti di reati contro le persone ed il patrimonio, e che pretendono sempre di più, persino che vengano rifatte be pulite le camere dove alloggiano.

Politici miei, posso solo dirvi che una simile figura potevate risparmiarvela!


Qualcosa si muove…

da “Il Giornale” -Fausto Biloslavo: ” Il libro nero delle Ong ribelli”

Lunedì pomeriggio l’Ong tedesca Jugend Rettet non ha firmato il Codice di condotta voluto dal Viminale in accordo con l’Unione europea, perché contraria alla presenza della polizia giudiziaria a bordo della Iuventa. Un rifiuto che ora pesa come un macigno di fronte all’inchiesta della procura di Trapani e della polizia che travolge l’Ong con la pesante accusa di «favoreggiamento dell’immigrazione clandestina». La nave Iuventa, battente bandiera olandese, ieri è stata sequestrata nel porto di Lampedusa su ordine del gip Emanuele Cersosimo. Al momento il fascicolo è ancora a carico di ignoti e riguarda almeno tre episodi, avvenuti il 18 e il 26 giugno scorsi e il 10 settembre 2016. Ma non sono esclusi nuovi sviluppi di indagine, anzi. «Sulla nave si sono alternati diversi equipaggi – precisa il procuratore di Trapani Ambrogio Cartosio – e al momento non pare abbiano percepito compensi». Per il resto, il quadro è davvero desolante. Con il team della Iuventa che interviene praticamente a ridosso delle coste libiche, arrivando persino ad una distanza minima di 1,3 miglia, per caricare i migranti trasportati dai trafficanti. Questi sono stati fotografati mentre scambiano i saluti con l’equipaggio dell’Ong e se ne tornano tranquillamente in Libia riprendendosi il motore del gommone. E in alcuni casi il viaggio di ritorno degli scafisti viene persino agevolato dall’Ong. Le indagini della squadra mobile di Trapani e dello Sco (il servizio centrale operativo della polizia) hanno scoperchiato un sistema di collusione tra i trafficanti di esseri umani e l’equipaggio della Iuventa. Ma non basta. Emerge anche uno spaccato inquietante, in termini più generali, con le Organizzazioni non governative interessate più che altro a raccogliere fondi e donazioni. Per non parlare di singolari «volontari» che in realtà arrivano a guadagnare fino a 10 mila euro al mese. L’intesa tra l’equipaggio della Iuventa e i trafficanti è stata certificata da intercettazioni, fotografie – grazie anche a un agente di polizia sotto copertura a bordo di una nave di un’altra Ong vicina – e testimonianze di due operatori della Vos Hestia, imbarcazione della Ong Save the Children. Ecco dunque emergere situazioni in cui i migranti spesso non vengono salvati, ma consegnati dagli scafisti agli attivisti della Iuventa. In particolare sono tre gli episodi specifici agli atti dell’inchiesta. Ma ve ne sono altri che secondo il procuratore Cartosio e il pm Andrea Tarondo configurano come «abituale» il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Le indagini sono state avviate nell’ottobre del 2016, e hanno avuto ulteriori accelerazioni a giugno. Utili si sono rivelate le testimonianze dei due attivisti vicini a Save the Children. Ritenute peraltro genuine perché anche i due sono stati intercettati e le loro parole in privato rispecchiavano i loro racconti ufficiali forniti alla polizia e ai magistrati. «In un soccorso datato 10 settembre 2016 – ha spiegato uno dei due operatori ai pm – abbiamo notato che durante un trasbordo dalla Iuventa alla nostra nave di 140 migranti soccorsi da quella imbarcazione, si allontanava un gommone dirigendosi verso le coste libiche con a bordo solo due uomini di colore. Questa circostanza ci faceva ritenere che l’equipaggio della Iuventa avesse trasbordato i 140 migranti dal gommone che rientrava sulla costa con a bordo gli scafisti». Della circostanza venne informato l’Aise. Stessa cosa sarebbe accaduta il 14 febbraio 2017. Il secondo operatore della Ong ha raccontato ai pm che durante le operazioni di soccorso «un legno di sei metri, con due persone di colore a bordo, si sarebbe allontanato dalla Iuventa verso le coste libiche a forte velocità».

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Bloccare o meno l’immigrazione illegale sarebbe competenza del Governo e del Parlamento italiano, cioè delle cariche rappresentanti il Popolo sovrano.

Ancora una volta, la Magistratura si è surrogata ad un potere politico latitante e tutto timoroso di prendersi responsabilità.

Ma, come diceva Deng Xiaoping, non importa il colore del gatto, purché acchiappi i topi…

Sempre a proposito di immigrazione illegale, sarà un caso che ben 5 organizzazioni su 7 delle ONG che non  hanno firmato il protocollo d’intesa proposto dal governo italiano siano tedesche? 

 

 

 

 

 


I “naufraghi”

Medici senza Frontiere, contrariamente al MOAS e Save the Children, non ha firmato il codice di condotta che consente alle navi delle ONG di attraccare nei porti italiani. La spagnola Proactiva Open Arms per ora non ha ancora firmato, però ha lasciato intendere di volerlo fare… vedremo se lo farà.

I punti controversi sono praticamente TUTTI quelli che il nostro governo ha prospettato: la presenza a bordo di ufficiali armati lederebbe l’immagine di imparzialità di MSF, che opera in zone a rischio in cui l’assenza di armi costituisce una garanzia di sicurezza; il divieto di trasbordo che metterebbe in difficoltà i natanti più piccoli che non potrebbero operare a lungo raggio; l’obbligo di raggiungere il porto più vicino, che sarebbe la Libia, ma che MSF non considera sicuro e che quindi va in contrasto con il loro scopo che è il “salvataggio”.

Molte ONG  sono anche restie a svelare le proprie fonti di finanziamento, quindi qualcosa di poco chiaro c’è senza dubbio.

Solo che le navi ONG non effettuano “salvataggi”.

Il salvataggio si configura quando una nave che naviga tranquillamente verso la propria destinazione intercetta un SOS e, deviando dalla propria rotta, si reca sul posto per recuperare i naufraghi; in questo caso le ONG piazzano le proprie navi proprio lungo le rotte dei clandestini, al limite (a volte anche all’interno) delle acque territoriali libiche, imbarcando i migranti e trasportandoli in Italia. “Salvataggio” a 20 miglia dalla costa libica, per trasportarli a una distanza di ben 400 miglia.

Sembra più un favoreggiamento dell’immigrazione clandestina che un soccorso di naufraghi.

Se consideriamo quanto detto poco tempo fa dal procuratore Carmelo Zuccaro, che ha ipotizzato una connivenza tra navi ONG e scafisti, e le varie interferenze di Soros in questi affari, è facile ipotizzare il perché alcune organizzazioni non intendano firmare il protocollo.

Per ora a nostro favore c’è solo un parere positivo della Commissione Europea, caso abbastanza strano in quanto ormai tutti ci dettano legge (incluso Haftar che ci minaccia dalla Libia), e questo dà la misura del discredito del quale “godiamo” in campo internazionale.

 


Mensa scolastica

Alcuni sanno che considero certi politici grillini, incapaci come pochi, alla stregua del fumo negli occhi. Alcuni sanno pure che sono vegana ma che non consiglio questa disciplina alimentare a bambini ed adolescenti che abbisognano di proteine nobili.
Tutto il baillamme che stanno facendo sui giornali e sui network per UN pasto vegano AL MESE proposto nelle scuole torinesi dalla giunta Appendino  mi sembra francamente esagerato.
A tutti  i disinformati che credono che i vegani si nutrano solo di erbette ed insalatine,  faccio notare che moltissimi piatti italiani sono vegani: pasta e fagioli, spaghetti al pomodoro, “risi e bisi”, minestrone, bruschette, peperonata, caponata di melanzane e via dicendo…una piccola deroga può essere concessa per la spolverata di parmigiano o pecorino.
Non vedo quindi dove ci sia lo scandalo per un (ripeto: UN) pasto vegano al mese.

Lo scandalo semmai è nell’aver pubblicizzato questa iniziativa e nell’obbligo di parteciparvi: si fossero limitati a scrivere sul menù : “oggi pasta e fagioli, lenticchie, carote in insalata, pane e frutta”, nessuno ci avrebbe fatto caso.


Charlie

Mi chiedo se i figli appartengano ai genitori (o a chi li cresce) oppure allo stato che decide chi deve vivere, morire, essere curato.

Nei panni dei genitori del piccolo Charlie non so come avrei reagito. Senza dubbio, sapendo che delle possibilità di miglioramento erano probabili, avrei tentato il tutto e per tutto. Adesso non so se odiare più certi medici o certi giudici. Certo, odiare, perché se una possibilità poteva esserci, doveva essere tentata quando ancora c’era tempo. Però i medici avevano DECISO ancora a novembre che il bimbo dovesse morire, e tra corsi e ricorsi si è arrivati al luglio di quest’anno, quando ormai tempo non ce n’era più. I medici certamente non potevano fare marcia indietro sulla diagnosi fatta all’inizio, dato che erano stati i genitori a trovare, tramite internet, il luminare esperto di malattie mitocondriali. Anzi è palese che i medici non abbiano nemmeno cercato delle cure per curare il piccolo, ritenendo inutile cercare di salvare la sua vita: a questo punto siamo arrivati all’eugenetica ed al malthusianesimo, ritenendo degni di vivere solo quanti sono potenzialmente sani e capaci di apportare beneficio alla collettività senza essere di peso.

I giudici dal canto loro avrebbero almeno potuto consentire ai genitori di portare il figlioletto a morire nella loro casa, ma con varie scuse e pretesti questo non è stato consentito e, dato che neppure in ospedale poteva essere attuata questa “eutanasia di stato” (il ventilatore infatti viene disattivavo solamente in caso di morte accertata o su richiesta esplicita del malato, in questo caso dei suoi tutori legali ossia i genitori), è stato disposto di farlo UCCIDERE in una struttura per malati terminali. Scuse più assurde di quelle accampate per non trasportare il bimbo nella sua casa non ne ho mai sentite: il ventilatore non sarebbe passato dalla porta d’ingresso, (affermazione rivelatasi poi falsa), il problema delle scale, quando l’appartamento era al pianterreno, il trasporto in ambulanza su strade sconnesse (?) strade simili a quelle che sarebbero state percorse per arrivare all’hospice… Una serie di divieti e dinieghi che avrebbero fiaccato la resistenza di chiunque.


Fumo negli occhi

Al momento, non so come voterà la Camera per la proposta della riduzione dei vitalizi ai parlamentari, dato che ne stanno ancora discutendo.

Però ritengo che sia solamente il solito espediente “furbetto” del PD che, tutto ad un tratto, presenta questa legge, già ideata dal M5S, per acquisire consenso popolare e naturalmente ci sarà una marea di creduloni che cascherà nel tranello senza valutare le conseguenze di questo gesto. Innanzitutto, c’è già pronta una marea di ricorsi da presentare alla Corte Costituzionale che, ovviamente, decreterà l’incostituzionalità del provvedimento in quanto la retroattività non può essere prevista. Nel malaugurato caso che questo provvedimento venga approvato e che passi il vaglio della Corte Costituzionale, si verificherebbe un precedente pericoloso per moltissimi italiani già andati in pensione che potrebbero vedersi decurtato l’assegno pensionistico che verrebbe ricalcolato esclusivamente con il sistema contributivo anche in sede retroattiva. Infatti se passa il principio che ogni diritto acquisito può essere revocato, potranno toglierci un sacco di cose.

Un conto sarebbe dimezzare un vitalizio di 5mila euro, altro invece dimezzare una pensione di 1000 euro, senza contare che le tasse già versate su quella pensione non verrebbero di certo restituite.

Ovvio che i vitalizi pregressi siano semplicemente vergognosi, specialmente se corrisposti a gente che in parlamento ha messo piede magari per un solo giorno (è successo anche questo) ed è giusto che la norma che li ridetermina venga attuata da questa legislatura in avanti ma, parlando obiettivamente, essi rappresentano solo una goccia nel mare degli sperperi italiani. La norma è solo un meschino imbroglio in previsione non tanto delle prossime elezioni quanto della prossima legge di stabilità che inizierà ad essere approntata dopo il periodo estivo e che ci costerà “lacrime e sangue”. Nel frattempo PD e M5S furbescamente si litigano la paternità del provvedimento di questa gretta messa in scena ad uso del “gregge” che li ascolta.