La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

così la penso io

Qualche conticino

Quelle cose che mi fanno incavolare di brutto.

L’assurdo attacco del PD contro Borghi, accusato di aver fatto “crollare” il titolo di MPS.

CROLLARE, capito?

Ed ecco allora qui sotto, la cronistoria delle azioni MPS.

Nel 2014, in febbraio, all’inizio del governo di Matteo Renzi, con Pier Carlo Padoan ministro, un’azione valeva € 270.

Sempre nello stesso anno, la banca deve essere ricapitalizzata per 3 miliardi di euro, in quanto non supera lo stress-test.

Nel giugno 2015, lo stato diventa azionista di MPS, ed in settembre, con l’approvazione del bail-in, il titolo vale € 180.

1° Gennaio 2016: entra in vigore il bail-in e un’azione MPS scende a € 120.

22 gennaio 2016, Matteo Renzi annuncia trionfante che MPS è “risanata” ed è un affare! Però il titolo scende a € 70 (bell’affare!).

12 Dicembre 2016, inizia il governo Gentiloni, Padoan viene riconfermato quale ministro dell’Economia e Finanze. Quanto vale un’azione MPS? Ben € 20! Ma il 23 dello stesso mese il titolo viene sospeso in borsa.

Luglio 2017, l’Unione Europea approva aiuti di stato per 5,4 miliardi di euro, cosicché nel settembre il titolo viene nuovamente quotato in borsa.

Il 17 maggio Borghi dice che bisogna ripensare MPS. Il titolo “crolla” (?) da € 3,1 a € 2,92.

Padoan si sente in dovere di riprendere Borghi per aver messo a repentaglio un investimento effettuato con risorse pubbliche. Chi ha fatto deprezzare le azioni MPS da 270 a 3 euro circa (-98,88%), se non il PD, del quale il MPS era la banca di riferimento, senza contare quanto ci è costato di ricapitalizzazioni pagate con le nostre tasse, con contributi abbondantemente “evaporati” non si sa come?

Oppure Borghi, che ha fatto “crollare” il titolo di ben 18 centesimi?

Beh? Chi è responsabile del crollo?
Adesso potrei anche capire un rimprovero da qualsiasi altro partito politico, ma non certamente dal PD, responsabile della ROVINA del più vecchio istotuto bancario del mondo.,

Piuttosto, mi chiedo perché nessuno critichi gli aiuti di stato ad Alitalia che vengono continuamente prorogati a spese nostre: siamo stufi di pagare per quel carrozzone disastroso che doveva essere fatto fallire ancora anni ed anni fa. Senza contare che alcuni piloti percepivano una sostanziosa Cassa Integrazione che andava dai 6 ad oltre 10mila euro mensili pur lavorando presso altre compagnie private estere, questo perché i controlli sono pressoché nulli.

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Cambio di rotta

Come ho scritto l’altro giorno, dopo tanti anni ho smesso di acquistare “il Giornale”, dopo gli articoli livorosi contro Matteo Salvini ed ora contro il prevedibile, prossimo Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Ora sto provando con “la Verità”.

Sia ben chiaro: non cerco un quotidiano che decanti le lodi dei politici che ho votato, ma neppure voglio un giornale che utilizzi contro un avversario la stessa macchina del fango che Silvio Berlusconi denunciava nei confronti di molte testate (Repubblica, il Fatto Quotidiano etc), ma che non si fa scrupolo di utilizzare contro Salvini, – diventato scomodo in quanto ha minato la sua leadership – e contro altri avversari.

Cerco una voce critica, che esponga obiettivamente sia il bene che il male, che spieghi esaurientemente quanto succede osservando le situazioni da vari punti di vista, senza scadere nel personale e nelle “piccole” vendette individuali. Qualcuno che mi metta in grado di capire chiaramente le cose, permettendomi quindi di scegliere in piena autonomia, anche da punti di vista differenti dai miei.

Adesso, ad esempio, di questo nuovo governo non mi piacciono diverse cose, guardacaso provenienti tutte dall’area grillina. La chiusura dell’ILVA, ad esempio, o quella prospettata della Piaggio in Liguria., per non parlare della ventilata sospensione dei lavori della TAV.

Inoltre ho dato una scorsa al “contratto” tra le due forze politiche, ma non vedo nulla di stampo liberale, anzi, noto un accentuarsi dello statalismo,mentre altre buone iniziative sono solo accennate. Mi ripropongo di leggerle con calma e con maggior attenzione.

Una cosa è certa: che il livore di certe parti politiche sta aumentando. È ridicolo sentire affermare da Maria Elena Boschi che vigilerà sui risparmi degli italiani; è penoso sentire Martina che dice che darà ascolto al paese reale, quel paese reale che fino ad ora è rimasto inascoltato e che ha sonoramente bocciato il PD alle elezioni.

Per adesso mi accomodo ed aspetto.


La voce del padrone

Una settimana in Germania, girando tra Offenbach e Francoforte.

Pensavo, al ritorno, di trovare un governo bell’e fatto, invece mi toccherà aspettare, se va bene, fino a lunedì prossimo. Logico che mi tenessi comunque informata, tramite internet, delle vicende italiane e di tutto il resto, però non mi aspettavo tanti tira e molla.

L’unica cosa che mi ha fatto imbufalire è stato “il Giornale”.

Ovvio che tenga bordone a Berlusconi, ma una caduta di stile così grossolana non me la sarei proprio aspettata, con delle bassezze inimmaginabili per screditare Salvini a vantaggio del “padrone”.

Innanzitutto il titolo di ieri.

Primo flop del governo, l’imprenditore sfrattato”. Forse l’estensore dell’articolo non si è reso conto che al governo c’è ancora Gentiloni e che Salvini e Di Maio non è che potessero fare molto, in ogni caso. Naturalmente nell’articolo si spiega un pochino meglio come è andata la faccenda, ma il titolo resta comunque fuorviante.

Poi la prima pagina di oggi .

Premier nessuno. Al via il governo da Scherzi a parte”.

E giù con la macchina del fango, quella che lo stesso Berlusconi denunciava nei confronti di Repubblica, Il Fato quotidiano ed altre testate, ma che non si fa scrupolo di utilizzare contro chi non sostiene la sua leadership.

E con questo ho deciso di non comperare più tale quotidiano. Montanelli si rivolterebbe nella tomba.

Personalmente non sono contenta dell’accoppiata Salvini-Di Maio, con idee diametralmente opposte, e ritengo il M5S troppo statalista ed assistenzialista e reputo responsabile di questa situazione il presidente Mattarella: se avesse affidato l’incarico a Salvini quale rappresentante del partito di maggioranza nell’ambito della coalizione che ha vinto le elezioni, il problema della paura per i “populismi” non si sarebbe presentato, in quanto alcune derive leghiste sarebbero state mitigate da Forza Italia e Fratelli d’Italia. Però, guarda caso, tutto il fango che il Giornale sta gettando su Salvini è iniziato dal momento in cui Berlusconi è stato riabilitato, ridiventando candidabile proponendosi addiritura quale premier. La riabilitazione è giunta in un momento assai strano, fatto apposta per dividere il CDX nel momento in cui anche il PD sta passando una crisi non da poco. E sembra anche assai strano che i poteri forti europei che tanto hanno fatto per affossare a suo tempo il leader di FI, ora lo cerchino e lo appoggino, in quanto filoeuropeista ed amico di Frau Merkel, pur di non avere al governo italiano elementi come Salvini.

Però Berlusconi ormai politicamente conta poco: il suo partito è in caduta libera, e Renzi, sul quale contava neppure troppo velatamente, è in fase discendente pure lui. In Germania la Merkel non è più tanto ben vista, ed ha faticato per formare un governo (molto più di quello che stiamo faticando noi). Berlusconi e Renzi sono i rappresentanti di un potere morente e in disgregazione e sferrano gli ultimi colpi di coda di una corrente che ha concluso il suo ciclo politico che sta per essere cancellata dal panorama parlamentare.

Quasi mi aspetto che Mattarella rifiuti il nominativo proposto congiuntamente dalla Lega e dal M5S, magari affidando l’incarico al solo Di Maio, ritenuto, non so a quale titolo, più affidabile di Salvini, che quest’ultimo rifiuti e che si vada a nuove elezioni.


Cinquant’anni son passati…

Una ricorrenza importante, quella del ’68 che, nel bene e nel male, ha segnato tutti gli anni seguenti.

Fantasia al potere….Vietato vietare… Gli slogan assurdi di allora, senza costrutto. Il punto di riferimento erano le teorie di Herbert Marcuse, contro l’autoritarismo e con il rifiuto della tecnologia e della repressione, ma più che altro dai giovani di allora fu recepita la sua teoria di “liberazione dell’eros”.

Qualcosa di buono il ’68 ha lasciato: una rivoluzione “pacifica”, dove abbondavano i colori, la musica, lo stravolgimento di un certo modo di comportarsi, molto “ingessato”, e soprattutto maggior libertà.

Ma quest’ultima, se da un lato è positiva, dall’altro ha stravolto tutto. Maggior libertà per cosa? Se la libertà non è accompagnata dalla responsabilità – personale e verso gli altri – è solamente il primo passo verso l’anarchia.

Ed infatti in anarchia si è trasformata: senza la guida degli adulti, che fino allora li avevano accompagnati e guidati nei loro percorsi, i giovani si sono sbandati: spinelli, LSD, droghe mano a mano sempre più pesanti, una esagerata promiscuità sessuale, la contestazione di tutto ciò che era visto come convenzionale e “borghese”. Il rifiuto di qualsiasi autorità, con il risultato di snobbare lo studio pretendendo comunque di essere promossi.

In poche parole, il caos.

Il “maggio francese” stravolse il motto “Liberté, fraternité, egalité”.

Libertà divenne appunto anarchia, fraternità in un senso di solidarietà più illusorio che altro, l’uguaglianza tese verso il basso, anziché cercare di elevare chi in basso già c’era.

Solo che anche i giovani di allora invecchiano, e con l’età la maggior parte di loro si è trasformata nei borghesi tanto aborriti, occupando posti nelle banche, negli enti pubblici, in politica, ma in loro è rimasta l’arroganza del “so tutto io” che imperava allora.

Ed anche i meno fortunati che non hanno avuto accesso a carriere importanti, cosa hanno lasciato in dote ai loro figli? Madri e padri spesso gareggiano in giovanilismo con i propri figli, sia nel comportamento che a livello estetico. I genitori non sono più tali, ma “amici”, mancano di autorità e non sono più di esempio. I figli ovviamente ne approfittano, non osservando più orari e rifiutando eventuali consigli e/o rimproveri. E forse ciò è anche la conseguenza di tanti atti di violenza che si osservano al giorno d’oggi nelle scuole, dove i docenti non vengono più rispettati.

E siamo solo all’inizio…

 


il “golpe”

Certuni criticano Matteo Salvini asserendo che il vero “padrone” sarebbe Silvio Berlusconi, il che non corrisponde al vero.
Pensino piuttosto a Di Maio, sempre in contatto con Beppe Grillo e Davide Casaleggio (a che titolo, poi?), per seguirne i “consigli” o, meglio, i diktat.
Casaleggio infatti è PROPRIETARIO, tramite la sua agenzia di comunicazione ereditata dal padre Gianroberto,  del M5S  con cui i parlamentari eletti hanno dovuto firmare un contratto (non si sa di quale valenza giuridica).
Sempre tramite la suddetta agenzia, proprietaria anche della piattaforma Rousseau, Casaleggio controlla anche l’eventuale “contratto di governo” con la Lega, che verrà sottoposto all’approvazione o meno degli iscritti al M5S. Piattaforma soggetta a varie falle di sicurezza e ad hakeraggi, senza alcun controllo sulla regolarità delle votazioni e sulla veridicità dei risultati.
Tutto questo in dispregio dell’unica istituzione delegata a concedere la fiducia al governo, ossia il Parlamento. 
Non è immaginabile che un governo possa essere soggetto ad approvazione tramite un sondaggio sul web, tanto più che non tutti possono accedere alla suddetta piattaforma: la democrazia non si attua tramite dei click, ma nelle forme appositamente stabilite dalla costituzione. Hanno un bel coraggio a chiamarla “democrazia diretta”, quando invece si tratta della sottrazione di finalità pubbliche da parte di un’agenzia  privata.
E se i pentastellati vogliono escludere dall’eleggibilità i possessori di mass media (con chiaro riferimento a Berlusconi), a maggior ragione la stessa misura dovrebbe essere applicata a chi possiede agenzie di comunicazione, in quanto capaci di manipolare sensibilmente l’opinione pubblica.

Dio ce ne scampi se ad attuare una cosa simile fosse stato il Centrodestra: Rai 3, la 7, Sky, i vari giornalisti capitanati da Travaglio e Gomez, vari magistrati, i partiti di sinistra sarebbero insorti congiuntamente contro il “golpe fascista”, definendolo degno della dittatura di Pinochet,

Però lo fanno loro, i pentastellati, quindi tranquilli: tutto va bene.


Benevolenza…

Sicuri che sia così? 
Altro che benevolenza. 
Per mio conto il marpione resta nell’ombra sperando che Salvini si bruci e che FI risalga nei sondaggi, riprendendosi in tal modo la leadership del centrodestra. 
Poi bisogna vedere chi farà il PdC.
Inoltre non è detto che Mattarella approvi i nominativi proposti per i vari ministeri. 

Infine c’è lo scoglio della fiducia del Parlamento (ma per quello è quasi assodato che venga accordata…troppo bello per molti novizi percepire le prime indennità  😀 ).


Similitudine

Sento parlare i grillini e mi vengono in mente i Borg, quelle entità semiumane e con un’unica mente che indirizza i loro pensieri ed azioni, protagoniste della serie Star Trek, The next Generation.
Parlano tutti allo stesso modo, esprimono tutti i medesimi concetti, nessuno che si discosti dal “pensiero unico” dettato dal duo Casaleggio-Grillo: tale e quale l’intero esercito Borg che è dotato di un impianto corticale che lo mette in comunicazione con la Regina, l’unica testa” pensante” del complesso.

E simili ai Borg, i grillini distruggono tutto quello che trovano sul loro cammino. Spero solo che non si avveri il loro motto.

“Non fate resistenza , verrete assimilati”


Un mondo diverso

C’è un mondo che non riconosco più.
Il mondo di chi, sotto forma del gioco della “pentolaccia” , spinge i bambini a spaccare la testa a Mussolini, di chi ritiene futile la vita di un bimbo disabile, di chi augura la morte a Napolitano, di chi raffigura Salvini appeso a testa in giù, di chi apostrofa gli avversari politici (anzi, i “nemici”) con appellativi che ne evidenziano i difetti fisici, di chi a scuola bullizza compagni e professori.
In quest’ultimo caso poi mi viene in mente il libro “Cuore” di De Amicis. I più giovani senza dubbio non lo conosceranno, pieno di retorica e buonismo imperante, anche se in ogni pagina si avverte il distacco tra le varie classi sociali, perché il popolino è sempre inferiore alla borghesia, e questa inferiore alla nobiltà.

La mia generazione però è cresciuta con questo libro, tappa obbligata delle “buone letture” permesse a noi bambini, specialmente i racconti mensili che parlavano di atti eroici o quantomeno valorosi compiuti da ragazzini.
Tra i vari personaggi del libro però c’era Franti, l’infame, che disturbava le lezioni, molestava gli altri alunni, irrideva i reduci di guerra durante le sfilate. Pessimo soggetto, anche se decenni dopo Umberto Eco ne scrisse l’elogio, considerando l’ambiente dal quale proveniva il disgraziato ragazzo.
Però a fine ‘800 non andavano molto per il sottile: se le intemperanze superavano un certo limite, lo scolaro veniva espulso “da tutte le scuole del Regno”.
Oggi invece per troppa condiscendenza si tende a perdonare, col risultato di non abituare i ragazzi al senso di responsabilità.
Questo non fa altro che alimentare la violenza, in quanto i giovani delinquenti sanno che la faranno comunque franca, per punizione li metteranno a svuotare i cestini a fine lezione o, se proprio l’hanno combinata grossa – tipo lo stupro di gruppo di una ragazzina loro coetanea – li costringeranno a seguire un corso di pizzaiolo.


Un piatto di lenticchie.

Ho qualche grillino tra i miei contatti, persone che, in buona fede, credevano nell’onestà e, soprattutto, nel cambiamento.
Altri invece hanno votato il M5S per protesta.

Ora molti si sono resi conto di essere stati ingannati da quanti cambiano continuamente le carte in tavola, però una buona parte dello zoccolo duro segue pedissequamente le giravolte dei capoccia del movimento, e sono quelli che agli argomenti rispondono solamente con insulti senza accettare il confronto (e sono quelli che ho eliminato senza remore dai miei contatti).


Ora i pentastellati si ritroverebbero aggregati al PD che hanno tanto esecrato, ed i loro rappresentanti voterebbero a fianco di Renzi e della Boschi…
E i programmi, come ha tenuto a precisare in maniera soft Martina, dovrebbero essere naturalmente quelli del PD, altrimenti addio poltrone. E tutto questo dopo aver spalato escrementi a iosa sul PD.


Programmi PD da sempre aborriti da Grillo e compagnia cantante, quando Grillo “vaffanculeggiava” l’Europa dei banchieri, la Nato, i privilegi della casta, l’euro, le lobby politiche-finanziarie, lo Job act, la legge Fornero … Tutti temi ripresi inizialmente da Di Maio, il quale un poco alla volta si è avvicinato sempre più all’Europa per ottenere appoggio e consenso presso gli interlocutori stranieri, rassicurandoli che con lui PdC nulla sarebbe cambiato, rinnegando quanto promesso in campagna elettorale.
Ormai tutti hanno capito che l’unico scopo dei grillini è governare, non importa con chi e con quale programma, anche a costo di abbandonare i propositi con i quali si erano presentati. Tutti hanno compreso che rifiutare Berlusconi, che persistendo l’ostracismo dovuto alla legge Severino non è candidabile e non può nemmeno ricoprire incarichi di governo, è solo una scusante per staccare Salvini dal resto della coalizione per poter dettare legge forte del suo 32% contro il 17% della Lega, anziché il 37% dell’intera coalizione.


Ed ora che Salvini ha ribadito la sua lealtà a FI e FdI soprattutto per non tradire il mandato degli elettori, Di Maio rigetta su di lui la responsabilità, anzi la colpa, di non voler formare il governo e si rivolge all’avversario di sempre.
Gente che presenta un “contratto” per governare pieno di ovvietà e che sarebbe stato stilato da una delle teste pensanti del partito!
M5S, un contenitore vuoto da riempire in qualunque modo e che si vende per un piatto di lenticchie.


Dio stramaledica gli inglesi 2

Dio stramaledica gli inglesi
Parte seconda.
Se non è tortura questa: al piccolo Alfie non viene somministrata la nutrizione.

Spero che sia ai giudici che ai medici accada una situazione simile.

Alla faccia d sentimento della giustizia e del giuramento di Ippocrate.

Inglesi nazisti.