La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

così la penso io

Milano marcia

Foto LaPresse – Claudio Furlan
20/05/2017 Milano ( IT )
Cronaca
Marcia per i diritti dei migranti Nessuna persona è illegale

Benvenuti alla marcia di Milano, quella per “accoglienza a tutti indiscriminatamente”, quella in cui marciano le persone che devono vivere nelle case con porte blindate e finestre protette da inferriate. La marcia di quelli “no muri, ma ponti”.

Le abitazioni non sono protetta forse da muri? I cancelli non delimitano forse un territorio? Apriamo quindi porte e cancelli e lasciamo entrare tutti. E i ponti, almeno qui in Italia, prima o poi crollano.

Quanti di quelli che hanno partecipato alla marcia sono “cittadini normali”, ossia quelli che vivono senza scorta, senza auto blu, e non in case iperprotette da sistemi di sicurezza?

Molti di quelli che oggi hanno marciato fanno parte di quella élite che non ha voluto i “migranti” a Capalbio (ed infatti quella località è libera da clandestini!).

Ci sono i soliti noti: davanti a tutti Sala, che probabilmente non sa nemmeno come sia fatta una periferia milanese ed a seguire tutti gli altri: in primis le cooperative rosse che difendono con unghie e denti i loro profitti, la CGIL che mette il becco ormai dappertutto (partito mimetizzato da sindacato) e di lavoro non si occupa quasi più, politicanti vari, radical-chic dimoranti in attico con vista Duomo, personaggi dello spettacolo che vivono grazie ai fondi statali, preti operai, ed infine loro, i migranti con annesso gommone, e non è dato di sapere quanti di loro sotto sotto simpatizzino per ISIS e compagnia bella. Migranti che sfuggono dalle guerre, bei ragazzoni aitanti che probabilmente hanno lasciato a combattere al fronte mogli e mamme!

È recente la notizia che tra chi finanzia certe ONG, oltre all’immancabile Soros che ha le mani in pasta in ogni operazione che profuma di denaro, c’è pure la Svizzera! Chi promuove queste manifestazioni ha in mente solamente la dissoluzione del sentimento identitario europeo e si serve degli extracomunitari come cavallo di Troia al solo scopo di raggiungere lo scopo prefisso.

Continuano a ripeterci che gli extracomunitari sono una risorsa e che ci pagheranno le pensioni: con cosa, visto che non lavorano? E quanto ci costano invece? Se il PIL rientra nei parametri stabiliti dall’Europa, è solo perché questo risultato viene raggiunto con i tagli alla sanità, all’istruzione, alle varie infrastrutture, quindi su di me, cittadino normale, gravano questi maggiori costi oltre a quelli del mantenimento di queste persone.

Il mio timore è che si giunga ad una guerra civile: gli italiani si sentono traditi vedendo che ai loro legittimi interessi vengono anteposti quelli dei migranti che non producono nulla, solo costi. Lo Stato si comporta come quei genitori che destinano le proprie risorse non ai propri figli, ma a dei perfetti estranei, solo che in questo caso i genitori finirebbero in carcere.

E mi cascano le braccia quando sento il presidente del Senato Grasso dire che l’integrazione e l’accoglienza rendono più sicura la città…

(NB: non ho voluto appositamente commentare l’aggressione in Stazione Centrale da parte di un italiano (?) avvenuta l’altro giorno, sempre che si possa definire italiano uno nato sì in Puglia e di madre italiana, ma di padre tunisino tanto che il nome è Ismail Tommaso Ben Yousef Hosni, che scrive in arabo inneggiando all’ISIS e che è ritornato in Italia da soli due anni dopo aver vissuto sempre in Tunisia).


Politica


Fare politica cosa significa?

Dovrebbe voler dire “governare”,  “provvedere ai bisogni della gente”, ossia risolvere i problemi, agire in nome e per conto del popolo e per il suo bene.

Premesso che l’ingerenza dello stato nella vita privata delle persone è arrivato ormai a livelli parossistici ma non ne risolve comunque i problemi, sembra che “fare politica” sia diventato invece solo un poltronificio, a volte perfino ereditario, per farsi una posizione, incassare bei soldi pubblici, inclusa una sostanziosa “liquidazione” per il reinserimento nella vita civile qualora non si venisse rieletti ed avere anche un buon vitalizio sempre a spese del popolo italiano.

Ecco allora il rigetto da parte di molti elettori per la politica tradizionale: delusi ed incazzati non si recano affatto alle urne oppure si gettano sui movimenti che proclamano a gran voce “Onestà onestà”, quindi votano come si suol dire “con la pancia”, ossia più per istinto che per ragionamento.

Però essere solo onesti (ammesso che lo siano tutti quelli che lo gridano, ma ne dubito) non è sufficiente: ci vuole anche capacità tecnica ed organizzativa.

Come possiamo pretendere che gente senza arte né parte, appena affacciatasi al mondo della politica sappia come muoversi, anche considerando la marea di norme, leggi, regolamenti?

E quando finalmente avranno acquisito un minimo di esperienza, ecco che arriva il “Limite di due mandati e poi a casa”, cosicché il cerchio non si chiuderà mai, perché subentrerà un altro gruppo di persone altamente incompetenti che causeranno più danni che altro.

 

 

 


Critiche


Gran confusione per la frase della Serracchiani, e la maggior parte delle critiche provengono da parte dei compagnucci della sua parrocchietta.
La governatrice non ha fatto una distinzione di razza come hanno voluto far credere (“profugo” è una razza?), ha solo parlato in termini morali e non giuridici di aggravanti del reato di stupro quando si tradisce la fiducia di chi ti accoglie.
Come se io, madre, mandassi a catechismo mio figlio dal prete oppure ad allenarsi a calcio da un coach, persone in cui ripongo fiducia, e questi dovessero rivelarsi pedofili.
Ovvio che il reato sia il medesimo, ma l’aggravante è appunto il venir meno al rapporto di fiducia, il che rende maggiormente odioso in termini morali il reato stesso.


Parere personale

Renzi e la sua cricca proprio non li sopporto, Maria Elena in primis, però faccio una piccola considerazione.
Se Ferruccio De Bortoli, come dice, ha valide testimonianze che suffragano quanto ha scritto sul suo libro, perché non ha avvisato la magistratura quando è iniziata l’inchiesta su Banca Etruria?
Oppure è tutta una manovra pubblicitaria per promuovere la vendita del volume?


Responsabili

Sono responsabili.

Parlo dei nostri politici, governanti e parlamentari.

Sono responsabili non solo dei naufragi che avvengono prima che i presunti profughi vengano raccolti dalle navi delle ONG, ma anche di quello che succede qui in Italia.

Sono responsabili degli accoltellamenti che avvengono tra disperati nei centri di prima accoglienza, come del suicidio dell’immigrato del Mali che si è impiccato alla stazione di Milano, come se non bastassero i suicidi dei nostri imprenditori, disoccupati, pensionati..

Immigrati che sperano di trovare qui condizioni migliori, ma che dopo una prima sistemazione vengono lasciati a loro stessi, e quindi c’è un aumento esponenziale anche della microcriminalità che colpisce i nostri connazionali più deboli.

Non sarebbe quindi meglio creare delle fonti di informazione per far conoscere cosa aspetta questi disperati? E non sarebbe meglio allestire, con l’aiuto dell’Europa, dei campi di smistamento direttamente in Libia, previo accordo con quella nazione?

Tralasciamo il fatto che probabilmente per trattare con la Libia stiamo dalla parte sbagliata, quella di Al Serraj, gradito all’ONU ed alla UE, contrariamente alla fazione governata dal generale Haftar, più organizzata militarmente e che controlla anche i giacimenti petroliferi, sostenuto da Russia ed Egitto.

Tornando ai campi, c’è solo da dire che l’Europa chiude le frontiere e, per scaricarsi la coscienza, ci passa un bel pacco di soldi, però mai tanti quanti ne servono per mantenere tutta la gente che arriva. E quei soldi fanno gola non tanto alle ONG, quanto alle varie organizzazioni mafiose che gestiscono il businnes degli immigrati: alloggio, vitto, argent-de-poche in primis, ma anche assistenza legale per ottenere lo status di rifugiato, assistenza medica, mediazione culturale, non ultimo il caporalato dove quei poveracci vengono letteralmente schiavizzati, con il risultato di abbassare quei salari bestiali che percepivano i nostri braccianti che, negli immigrati, trovano pericolosi concorrenti.

Ricordiamo che Buzzi, nel processo per Mafia capitale, diceva che l’immigrazione rendeva più della droga.

Allora il governo cosa studia? Undici centri per i rimpatri da dislocare in varie regioni con 100 posti ciascuno: 1.100 in totale, quando in un giorno a volte ne avvivano tre volte tanto e quando le pratiche per l’identificazione solo lunghe e farraginose.

Solo durante il ponte di Pasqua ne sono sbarcati 3000, in questi ultimi due giorni altri 6000. Ad oggi ne sono sbarcati 45mila , oltre il 30% in più dello scorso anno.

Di questo passo non so dove e come andremo a finire.


Cambiamenti


Come cambiano le cose

Da “Allonf enfants” a “En marche enfants”


Problemi

Fossi stata in Francia, nonostante abbia poca simpatia per Marine Le Pen, l’avrei comunque votata ritenendola il male minore. 

Qui in Italia critichiamo (e per onestà tra tutti mi ci metto pure io) i francesi che hanno eletto Macron, ma non consideriamo la gravità dei i problemi che ci affliggono:

  • L’immigrazione ormai a livelli insostenibili;
  • La disoccupazione;
  • Il declino economico;
  • Il debito pubblico che ha raggiunto vette stratosferiche;
  • L’eccessiva pressione fiscale;
  • La burocrazia assillante;
  • La corruzione;
  • La lentezza della giustizia;
  • I problemi di ordine pubblico e la sensazione di insicurezza;
  • Il degrado urbano;
  • La poca considerazione che abbiamo in campi internazionale.

Ecco, in caso di votazioni (che sembrano sempre più lontane cercherei qualcuno di risolvere questi problemi e lascerei ai francesi l’onere di risolvere i loro.


Venezuela

Abbiamo già abbastanza guai nostri, ma ci sono paesi dove si sta molto peggio.

Penso alla Turchia, e mi domando dove metteranno tutte le persone che stanno arrestando da qualche mese.

Poi, fatalmente, penso al Venezuela.

La gente in quel paese sta letteralmente morendo di fame, senza cure e medicinali, con i neonati messi in scatole di cartone, dove anche la speranza è ormai morta.

Il Venezuela che conta moltissimi immigrati italiani recatisi là decenni fa per avere fortuna, ed i cui figli e nipoti al giorno d’oggi stanno morendo dalla disperazione, la stessa disperazione che li spinge ad affrontare a mani nude Maduro ed i suoi sgherri spesso mercenari, perché tanto non hanno nulla da perdere. Giorno dopo giorno queste persone avvilite, sconfortate, scoraggiate, vengono letteralmente massacrate da un dittatore che nulla ha di umano.

Il Venezuela, ricordo, era un paese ricco, che galleggiava letteralmente su un mare di petrolio, poi i governi comunisti di Chavez prima e di Maduro dopo lo hanno ridotto in miseria che più nera non si può… ed allora si vedono ospedali sporchi e malandati, supermercati con gli scaffali desolatamente vuoti., folla di gente che protesta, ragazzi insanguinati, polizia in assetto di guerra contro gente disarmata.

Nessuno dei nostri politici (governanti o parlamentari che siano) ha speso una parola per la nazione che diede lavoro a tanti nostri connazionali; nessuna rete televisiva denuncia esaustivamente cosa sta succedendo: pochi secondi per annunciare che c’è stata l’ennesima marcia e magari informarci sul numero dei morti. È più importante parlare delle primarie del PD o delle elezioni in Francia. Pure il Papa che si indigna per il nome della bomba sganciata dagli USA contro l’ISIS, ma non spreca una parola per questi morti.

Del resto, che ci vogliamo fare…il Venezuela è così lontano.


Impressione

Junker elogia l’Italia e dice che nel campo dell’accoglienza dei “profughi ” ha salvato l’onore dell’Europa

Noi per questa affermazione andiamo in sollucchero e ci sentiamo “grandi”.

È una mia impressione o l’Europa ci sta prendendo per i fondelli?


Inviato dal Veloce promemoria


Inviato dal Veloce promemoria


Solita legge all’italiana

Dopo la legge pasticciata sul termine vita che non risolve assolutamente nulla, ora il parlamento ne ha partorita un’altra ancora più ambigua, anzi, assolutamente demenziale.

In pratica ci sarà una “legittima difesa ad orario”, in cui quello che è reato durante le ore notturne, non lo è più al sorgere del sole, e se ci si difende alla luce del giorno si finirà dietro le sbarre.

Resta la proporzionalità tra armi di difesa ed offesa (“Scusi signor rapinatore, lei ha un coltello, una pistola, un mitra o una mazza da baseball? Aspetti un attimo che prendo un’arma proporzionata alla sua…”) , sarà consentito reagire se l’attacco avverrà in casa, in ufficio, in negozio solo durante le ore notturne. Già, perché il piccolo negoziante tiene l’esercizio aperto 24 ore su 24.

Quindi licenza di rapinare anche con la violenza durante le ore diurne: stiano attenti gioiellieri, benzinai, tabaccai… A loro sarà semplicemente proibito difendersi. Pure chi resterà vittima di uno scippo violento o di uno stupro durante il giorno dovrà tenersi il danno e pure le beffe senza poter  reagire.

Rimane inoltre vigente la discrezionalità del giudice per quanto concerne il “turbamento psichico” provato dalla vittima che, nottetempo, reagisce alla brutalità del rapinatore, e dovrà portare le prove dello “stress emotivo” subìto.

Allora bisognerà stabilire quali sono le ore considerate notturne, che varieranno secondo i luoghi, le stagioni e se l’ora è legale o solare? Magari, come stabilisce il Codice della Strada, mezz’ora dopo il tramonto e mezz’ora prima dell’alba? Aspettiamo ora, per coerenza, di conoscere gli orari in cui si può impunemente ammazzare, stuprare, estorcere e così via. Per ora, non essendo chiara la norma, propongo di pubblicare giornalmente un avviso tipo il seguente che notifichi da che ora i rapinatori possono considerarsi in pericolo,

oppure sarà opportuno dotarsi di un sensore crepuscolare.

Ed in caso di eclissi? Sarà scuro, pur essendo giorno…come regolarsi?

Allora perché non invertire i termini in questo modo?:

“Caro rapinatore, visto che secondo certe tesi sinistroidi che hanno partorito questo abominio di legge la proprietà è un furto, sei libero di rapinare di giorno, inclusi i festivi, ed il rapinato non potrà reagire, pena la galera! Nel tuo stesso interesse, ti sconsigliamo di farlo di notte, così potrai dormire anche tu, ed essere ben riposato quando andrai a rapinare alla luce del sole!”

Magari saranno contenti i sindacati perché il povero rapinatore non sarà più costretto al lavoro notturno, ma potrà “esercitare” in un comodo orario d’ufficio. Eppure fare una legge migliore sulla legittima difesa sarebbe stato semplicissimo: bastava togliere la dicitura “eccesso di legittima difesa”, valorizzando il concetto dell’inviolabilità della proprietà privata, in poche parole, tu rapinatore entri nella MIA proprietà e sai a cosa potresti andare incontro.

Il problema, per mio conto, non sono tanto i rapinatori notturni, quanto i legislatori diurni che fanno questo cavolo di leggi…