La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

così la penso io

Personaggi squallidi


Non seguo la TV, e mi rendo conto sempre più di far bene visto che personaggi beceri e viscidi come Floris e Gnocchi si permettono delle battute infami e volgari su Claretta Petacci. Personaggi dal cranio palesemente vuoto, che si credono spiritosi nel dire battute di merda e nel riderci su, mentre sono solo dei poveri cretini. Fossi in Cairo invece di pagarli li caccerei a pedate nel sedere oggi stesso.
Naturalmente le nostre care femministe insorgeranno compatte…o taceranno come sono solite fare?

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Punti di vista

Attilio Fontana parla di difendere la razza bianca a rischio di estinzione a causa dell’immigrazione e viene ovviamente considerato razzista in quanto appartiene alla Lega.

Però se Stefania Prestipino parla di sostegno economico alle mamme per difendere la nostra razza, va tutto bene.

Già, ma LEI, è del PD.


Memoria a breve termine

A Bologna chi c’è in lista?
Non ditemelo!
CASINI 😀 😀 😀 


Domandina

La nuova legge elettorale non prevede, al pari delle precedenti, il vincolo di mandato.
Il M5S cerca di ovviare a questa stortura facendo firmare agli eletti un contratto per cui al cambio di casacca dovrebbero pagare 100 mila euro di penale (il condizionale è d’obbligo in quanto non si sa quanto valida possa essere una simile clausola).


Però perché non prevedono anche di pagare una simile somma a quelli che vengono espulsi dal movimento?


I dimenticati

Sono quelli che nessuno vede.

Milano ne è piena.

Non parlo dei soliti extracomunitari che ti assillano con la vendita di libretti, braccialetti, accendini, bastoni per selfie, fazzoletti di carta.

Parlo di quelli che nessuno vede.

Gli invisibili.

Quelli che comunemente chiamiamo barboni.

Quelli che stazionano sotto i porticati, con giacigli poggiati su cartoni, coperte logore dalle quali spuntano scarpe consumate e ciuffi di capelli scarmigliati, mentre il viso è nascosto per proteggerlo sia dal freddo che dalla curiosità della gente.

Uno di questi sosta in piazza Ventiquattro Maggio, e mi ha colpito per vari motivi.

Primo, perché non dorme di giorno, come invece fanno quasi tutti gli altri. Poi perché ci tiene ad un certo decoro: il giaciglio è sempre ben rifatto anche perché è uno dei “fortunati” che possiede un sacco a pelo, e si è creato anche un piccolo ambiente: delle scatole nelle quali ripone qualche frutto, una bottiglietta d’acqua, perfino un portacenere, e poi dei libri, tanti, di ogni genere, e uno è sempre appoggiato, con il suo bel segnalibro, sul letto. Inoltre non espone nessun cartello con scritte varie (Ho fame – Un piccolo aiuto – e così via), nemmeno un copricapo o un barattolo nel quale riporre eventuali elemosine e non possiede nemmeno un piccolo cagnolino per impietosire i passanti. L’ho intravisto solo una volta dal tram che passa lì accanto: mezz’ètà, ma forse le vicissitudini lo fanno sembrare più vecchio di quanto sia realmente, la barba scura, anche i vestiti sembrano piuttosto in ordine. Forse è uno dei tanti che, dopo aver condotto un’esistenza normale, si è ritrovato da un giorno all’altro a vivere per strada per aver perso il lavoro o altra disgrazia.

Mi sono trovata a pensare di come vivano alla giornata queste persone: sostano per le strade, spesso davanti ai negozi sfavillanti di luci o alle banche, mondi lontanissimi dalla loro esistenza, e quante di loro passino all’addiaccio la notte, di come sopravvivano, cosa pensino del mondo che le circonda, un mondo spesso chiuso nell’indifferenza e nell’egoismo. L’unica cosa che posso fare è donare loro qualcosa, unitamente ad un lieve sorriso…


Politicamente corretto

Siamo arrivati anche a questo, ossia la stronzata di girare nuovamente tutte le scene interpretate da Kevin Spacey nel film “Tutti i soldi del mondo”. 
D’accordo, sarà stato un porco molestatore, però come attore è super e come tale dovremmo valutarlo. 
Per coerenza allora dovrebbero ritirare i film  prodotti da Weinstein, quelli diretti da Brian Singer e Paul Haggis o interpretati da Dustin Hoffman, proibire i dischi di Michael Jackson, levare dalle pareti dei musei i quadri del Caravaggio e via dicendo.
Ci si era pure messa anche la NBC News, che ha proibito anche semplici abbracci tra colleghi e perfino la condivisione del taxi per tornare a casa, promuovendo perfino lo spionaggio tra colleghi che vengano a conoscenza di tresche amorose nell’ambito lavorativo.
E pure la nuova commissione che sta per essere varata ad Hollywood per contrastare le molestie sessuali sa tanto di una rinata Santa Inquisizione. Allora che dire di attori registi, scrittori palesemente pedofili, che però vengono ancora oggi osannati? Pensiamo a Pasolini, alle levate di scudi di vari intellettuali per togliere l’ostracismo a  Roman Polansky, a Woody Allen che si mise con la figlia adottiva quando la ragazza era ancora minorenne… Questi poi sono casi suffragati da prove certe, non probabili illazioni fatte a distanza di decenni sulle quali non è più possibile indagare e ci si deve basare solo sulla parola delle presunte vittime, molte delle quali poi non parlano di violenze, ma solo genericamente di molestie. E qui il mio applauso va a Catherine Deneuve che, pur condannando ovviamente le violenze, consiglia le donne di non demonizzare troppo le molestie.

“Lo stupro e’ un crimine, ma tentare di sedurre qualcuno, anche ostinatamente o in maniera maldestra, non lo e’, come la galanteria non e’ un’aggressione machista”, si legge.

Per le firmatarie, pur lodando “una legittima presa di coscienza delle violenze sessuali esercitate sulle donne, in particolare in ambito professionale”, “questa liberazione della parola è diventata oggi il suo contrario: intimidiamo le persone affinché parlino ‘correttamente’, mettiamo a tacere chi non si allinea e quelle donne che rifiutano di conformarsi sono considerate traditrici e complici”.

“Gli uomini – aggiungono – sono stati puniti sommariamente, costretti alle dimissioni quando tutto quello che hanno fatto e’ stato toccare il ginocchio di qualcuna o cercare di rubare un bacio, parlato di argomenti intimi durante cene di lavoro o aver inviato messaggi a connotazione sessuale a donne per la quale l’attrazione non era reciproca” .

Per finire, mettiamoci anche la sceneggiata avvenuta durante la consegna dei Golden Globe, con le attrici vestite di nero contro le molestie, mentre Oprah Winfrey, pure lei in elegantissimo e castigatissimo vestito nero, teneva un accorato discorso, dimenticando che tre anni prima l’avevano immortalata mentre sbaciucchiava sull’orecchio il “mostro” Harvey Weinstein.


Vogliamo parlare anche della cavolata di Dario Nardella, sindaco di Firenze, nella sua qualità di presidente del Maggio Fiorentino, che fa terminare la Carmen non con l’accoltellamento della donna, ma con l’uccisione a pistolettate di don José? Solo che la pistola si è inceppata tra le gfrandi risare del pubblico. Senza dubbio Bizet si sarà rivoltato nella tomba.

Con questo “politicamente corretto” si sta raggiungendo davvero il limite del ridicolo.


Una ne fanno…

… cento ne pensano.

Renzi, dopo aver messo il canone RAI in bolletta, adesso lo vuole abolire (chiara mossa elettorale, tale e quale Berlusconi).
Giuditta Pini (classe 1984) invece dice che è meglio lasciare a pagamento i sacchetti bio ma dare gratis i preservativi. Se i preservativi fossero stati gratis 34 anni fa, forse oggi non avremmo dovuto leggere simili cavolate.


Pèso el tacon del buso

(Peggio la toppa del buco)

Questa è l’ultimo post relativo ai sacchetti, prometto!

Marcia indietro sui sacchetti. Si potranno portare da casa purché monouso, per questioni igieniche.
Mi domando: la povera cassiera del supermercato come distinguerà i sacchetti privati da quelli dell’esercizio commerciale dove lavora? Le daranno un verificatore elettronico come quello usato per le banconote? 😂
Poi dovrà verificare anche la “verginità” del suddetto sacchetto. E pure questo porterà via tempo alle casse.
Per quel che riguarda l’igiene, non è che frutta e verdura sfusa siano indenni da contaminazioni: vedo gente con i guanti regolamentari che però starnutisce allegramente, o che maneggia i prodotti dopo aver toccato i manici dei carrelli, uno dei posti più sporchi che esistano.
Volete eliminare il problema plastica? Proibitela semplicemente, iniziando dalle bottiglie e dagli shopper. Usiamo carta e vetro, completamente riciclabili, usiamo per gli acquisti, come fanno in Svizzera, delle retine elastiche lavabili e riutilizzabili all’infinito, sulle quali appiccicare le etichette che poi si staccano agevolmente. E soprattutto smettetela di prenderci per i fondelli.


Siamo alla frutta

Il prezzo del sacchetto… è una tassa, ossia il corrispettivo per un servizio reso? Oppure un’imposta, ossia un prelievo forzoso per rimpinguare le casse statali? Resta il fatto che non è nessuna di queste due.
L’imposta dovrebbe essere commisurata alla capacità contributiva del soggetto, la tassa no, quindi il “corrispettivo per il servizio reso” (?) dovrebbe gravare su tutti, a parità di servizio, in eguale misura. Perché allora in alcuni supermercati il sacchetto costa solo 1 centesimo (Esselunga ad esempio), mentre in altri ne costa addirittura 5? Poi ci sono catene che vanno oltre, REGALANDO ai consumatori i sacchetti di CARTA: questo sì che è un aiuto all’ecologia.
Oltretutto non è ben chiaro se il prezzo del sacchetto andrà nelle casse dello stato o in quelle del supermercato (in ogni caso lo stato incasserà l’IVA sull’incasso della vendita dei sacchetti).
Inoltre non si potranno più mettere due o più generi di ortofrutta in un solo sacchetto, appiccicandovi i relativi scontrini, anzi, peggio, lo si potrà fare, ma ciascuno scontrino varrà comunque un sacchetto, indipendentemente dal numero dei sacchetti. Quindi se un consumatore volesse preparare un minestrone e in un solo sacchetto imbustasse 2 carote, 2 patate, 1 cipolla, un gambo di sedano ed una zucchina si vedrà conteggiare ben 5 sacchetti pur utilizzandone solo uno.
Questi legislatori stupidi non si rendono conto che la gente o si rivolgerà agli ortolani oppure acquisterà prodotti già confezionati.
In questo ultimo modo ovvio che la plastica, quella vera, non biodegradabile, aumenterà a dismisura. Pensiamo alle retine per le arance, ai vassoi in polistirolo ancora molto diffusi, ai fogli di plastica trasparente (domopak) che avvolgono detti vassoi, le buste che contengono insalata, prezzemolo ed altro.
Stupidi senza cervello.
E meno male che LORO, gli idioti, pensano all’ecologia.
Poi c’è tanta gente che si diverte prendendo per i fondelli chi ha stigmatizzato la nuova tassa sui sacchetti biodegradabili: per costoro siamo tutti dei cialtroni che spendono per tutto e poi si lamentano di un centesimo “che è pure giusto perché mette la parola fine alla plastica”.
Che uno stato non certo galantuomo, per non dire ladro (incassa tasse anche dai terremotati e non paga i suoi debiti a molti che hanno lavorato per appalti regolari) mi imponga l’ennesima gabella proprio non lo sopporto, anche se è solo un centesimo, per una questione di principio. Tutte queste tasse fanno schifo, siete contenti di pagarne di nuove?
Non auguro a chi prende per i fondelli per via del centesimo di avere un parente pensionato o una madre vedova da aiutare economicamente perché hanno una pensione da 500€: loro sì che guardano al centesimo, loro sì che si portano i sacchetti da casa per risparmiare e magari butterebbero pure un occhio nella spazzatura del supermercato per recuperare qualcosa di commestibile, come fanno tanti anziani poveri.
Zitti e muci.


messi nel sacco

Solita presa in giro, far pagare ai consumatori i sacchetti al supermercato in cui vengono imbustate frutta e verdura con la scusa della salvaguardia dell’ambiente.
Una questione che personalmente non mi tocca : questi prodotti li acquisto al mercato oppure direttamente nel negozio dell’ortolano, dove posso metterli direttamente nel sacchetto di stoffa che porto sempre con me.
Se veramente questo Stato padre-padrone avesse tanto a cuore la salute sia nostra che dell’ambiente avrebbe semplicemente vietato l’uso dei sacchetti di plastica obbligandoci invece ad adoperare semplici sacchetti di carta, anche a pagamento. Così invece è manifesta l’usuale manovra per incassare altri soldi.