La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Avvisi


Giorno di avvisi sui mezzi milanesi.
Oggi uno sciopero ATM dalle 18 alle 22 (non ci riguarda, perché solitamente rientriamo tra le 17 e le 18, a meno che non ci siano cene con amici o parenti, ma oggi è escluso).
Domani invece grande mobilitazione per l’arrivo del papa, quindi linee soppresse, deviazione di percorsi, nel migliore dei casi “solo” rallentamenti.
E fin qui ci siamo.
Solo che gli avvisi in banchina della metropolitana te li fanno quando sta arrivando un treno e quindi a causa del rumore si perde buono un 80% delle parole.
Non parliamo dei tram: hanno degli altoparlantini tipo radioline a transistor giapponesi dei primi anni ’60 che distorcono in maniera incredibile e pure qui l’audio è pessimo.
Meglio informarsi direttamente sul sito ATM, ammesso che funzioni.


Inviato dal Veloce promemoria


Signori, in carrozza!

Come ho scritto spesso, a Milano non usiamo mai l’automobile, che resta in garage dal giorno in cui arriviamo a quello in cui si parte, eccezion fatta per quando ci rechiamo al lago a trovare la nostra amica.

Da qualche tempo, oltre ai tram ed alla metro, usiamo pure i treni delle Ferrovie Nord per recarci nell’hinterland. Spesso ne ho sentito parlare assai male: carrozze sporche, ritardi, climatizzazione che non funziona, con caldo eccessivo in estate e gelo d’inverno. Non so le altre tratte, ma sulla S2, l linea che da Rogoredo arriva a Mariano Comense , mi sono sempre trovata bene. Forse per via dell’orario (solitamente prendiamo il treno delle 18.04), le carrozze le ho sempre trovate in ordine, con un buon servizio audio-video delle fermate non sono mai dovuta restare in piedi, la partenza avviene sempre in orario ed inoltre c’è la comodità della fermata in Porta Venezia, raggiungibile da casa nostra in pochi minuti con la Metro 1.

Solo la prima volta abbiamo fatto l’errore di prendere il treno a piazzale Cadorna, la S4 per la precisione, ed abbiamo trovato il treno, che pure si formava là, già pieno, tanto da dovermi sedere sugli scalini che portano al piano superiore, e partito pure con oltre 10 minuti di ritardo da un binario differente da quello segnato.

Tutto sommato spostarsi con i mezzi è sempre la cosa migliore: meno stress e molta tranquillità in più.

Stazione di partenza

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Stazione di arrivo

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Mezzi pubblici.

Siamo sulla banchina della metropolitana (anche sul marciapiede alla fermata del tram la situazione sarebbe identica).
Il tabellone indica cinque minuti all’arrivo del mezzo. Ci siamo solo noi ed una coppia di turisti giapponesi, nessun altro.
Pian piano il tabellone scala il tempo: quattro minuti, tre minuti, due minuti… sempre e solo noi quattro ad aspettare, ma si aggiunge una mamma con il passeggino.
Un minuto e mezzo, un minuto…
Quando all’incirca mancano 30 secondi eccoli che arrivano. Una torma di anziani soli o a gruppetti che si preparano all’assalto delle carrozze.
Visto il tempismo, mi sorge il dubbio che siano radiocontrollati dall’orologio di Francoforte.



Inviato dal Veloce promemoria


9 dicembre 2010

Oggi sciopero dei mezzi pubblici. Non è un problema per noi, abituati da sempre a camminare. Quindi, partiti da viale Monza, dopo aver fatto un giro per il mercato, siamo arrivati in corso B.Aires, dove abbiamo fatto sosta alla Feltrinelli per acquistare alcuni libri. Poi, senza fretta, arrivati a Porta Venezia, abbiamo girato per viale Piave e sempre avanti fini a Monte Nero per pranzare al Mare Mosso. Nel frattempo lo sciopero è cessato, ma bisognava ben fare quattro passi per digerire… E siamo tornati a casa a piedi.