La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Notizie e politica

Svolta a destra


C’era da aspettarselo.
Appena uscita la notizia della vittoria delle destre in Austria, non è parso vero ai mass media nostrani di evocare le solite parole: xenofobia, razzismo, populismo e chi più ne ha, più ne metta.
Nessuno che ragioni con un briciolo di buon senso, considerando gli altri movimenti europei che virano in senso opposto alla dissennata politica pro immigrazione.
Il Gruppo di Visegrad (Repubblica ceca, Slovacchia, Polonia e l’Ungheria di Orban), in Germania il forte balzo di AfD, il Front Nationale di Marine Le Pen in Francia, il PVV di Wilders in Olanda, la coalizione di destra in Norvegia, non rappresentano altro che il sentimento della gente comune che è stanca di immigrazione selvaggia, multiculturalismo, asservimento ai diktat islamici, attentati terroristici. 

E paradossalmente la maggioranza di chi invece continua a sostenerla, con costi e disagi notevoli, è proprio l’Italia.
Tant’è, ci accontentiamo di un buffetto sulla testa ed i complimenti fasulli degli euroburocrati che ci dicono che noi abbiamo salvato l’onore dell’Europa.

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Ipocrisia

La notizia del giorno è il caso Weinstein, il potente produttore della Miramax.

D’accordo, l’uomo è un ricattatore tendenzialmente porco, e qui non ci piove, però anche le tanto acclamate star di Hollywood non ci fanno certo una bella figura, tutt’altro.

Quello che stupisce (stupisce davvero?) è l’ipocrisia del mondo del cinematografo. Quando succedono questi casi di ricatto sessuale, solitamente si tratta di donne dal basso livello retributivo che devono accettare certe situazioni solo per poter campare.

In alcuni casi si parla di molestie, per quanto pesanti, in altri invece di veri e propri stupri.

Questa volta però ci sono nomi davvero eclatanti, come Gwyneth Paltrow, Angelina Jolie, Ashley Judd, Rosanna Arquette e Asia Argento.

Queste donne non sono “solo” di attrici, ma anche manager e donne d’affari con proprie aziende, alcune testimonial dell’ONU, perfino contro la violenza sessuale.

Sono affari loro se si sono prestate a questo mercimonio, però che non vengano a fare pistolotti moralistici, tanto più che in molti casi ne è passato del tempo, in alcuni casi una ventina d’anni. Asia Argento addirittura avrebbe dovuto “subire” le attenzioni del produttore per cinque anni.

Però, se una accetta di mercificare il proprio corpo in cambio di carriera e quindi soldi, a mio parere non è propriamente stupro ma “libero scambio” 😀 .

Tra l’altro Weinstein era anche in amicizia con la coppia Obama ed è stato uno dei principali finanziatori della campagna elettorale di Hillary Clinton, improntata, guarda caso, sul sessismo di Trump: evidentemente la senatrice non conosceva abbastanza bene i suoi polli, iniziando proprio da suo marito. E non dimentichiamo la bella frase ad effetto di Meryl Streep “Per avere rispetto, bisogna dare rispetto”.

Ecco, tutte le ipocrisie di queste “dive” sempre in prima fila per difendere i diritti delle donne e che nei talk show non fanno che denigrare uomini di potere accusandoli di sfruttamento del corpo femminile, mi fanno pensare solo che le prime avversarie delle donne siano proprio loro in quanto, mediante questa prostituzione mascherata, sottraggono ad altre donne, magari più meritevoli ma che non si sono piegate ai ricatti sessuali, la possibilità di fare carriera e di emergere.


ILVA

Scioperano i dipendenti dell’Ilva, però gli operai dovrebbero ricordarsi bene di chi l’ha affossata.
Innanzitutto certi ambientalisti che hanno agitato il presunto spettro della correlazione tra tumori ed inquinamento, correlazione MAI provata. Poi la magistratura, che ha iniziato indagini durate anni ed anni, chiudendo lo stabilimento e costringendo la proprietà a costose opere di risanamento.
La nostra siderurgia era la quarta al mondo, ma è stata letteralmente estromessa dal mercato a favore della concorrenza straniera dalla demagogia e dalle false motivazioni ambientali, come è successo ad Italcementi ed Alcoa.
Con l’energia elettrica che ormai costa cifre iperboliche, grazie anche alla scelta di privilegiare le fonti rinnovabili anziché ricorrere all’energia nucleare, la produzione non è più conveniente e questo spinge gli industriali o a delocalizzare o a vendere ad investitori stranieri, che però chiedono precise garanzie.
Questo è il caso di Ilva, che è stata privatizzata e venduta al colosso Arcelor-Mittal che è uno dei maggiori al mondo e rifornisce gran parte delle industrie automobilistiche, quando la FIOM avrebbe invece voluto statalizzarla, ossia trasformarla in uno dei tanti carrozzoni pieni di prepensionati, esodati, cassintegrati a vita.
La proprietà ha il DIRITTO di discutere degli esuberi e delle paghe e solo una seria contrattazione può garantire la rinascita dell’Ilva ed il rilancio dell’attività siderurgica.
Le proposte non devono essere dichiarate a priori come irricevibili, quindi il governo, nella figura del ministro Calenda, non deve parteggiare a priori con i lavoratori (magari in funzione di prossime elezioni), ma lasciare questo compito esclusivamente alle organizzazioni sindacali.


Ridicoli

Alcuni cartelli esposti all’esterno della scuola elementare Carlo Pisacane per la protesta delle maestre contro lo stop allo Ius Soli, Roma, 04 ottobre 2017.
ANSA/ANGELO CARCONI

Gli eredi di Marco Pannella dovrebbero imparare come si fa seriamente uno sciopero della fame.

Ci si priva del cibo per un periodo più o meno lungo, possibilmente fino ad esaudimento delle richieste che hanno portato a tale forma di protesta, e non rinunciando “a staffetta” solamente ad un pasto ciascuno. Del Rio, Della Vedova, Rughetti ed altri hanno molto da apprendere.


morti

Non me la sento di commentare gli ultimi attentati.

Due ragazze morte a Marsiglia e 58 morti a Las Vegas, oltre ad innumerevoli feriti.

Feriti pure in Canada.

Tre attentati, differenti modalità: coltello, armi da fuoco, furgone lanciato sulla folla. Medesimo fine: causare vittime.

Sono stanca di stragi, sarebbe ora di reagire, perché questa gente ( anche se continuano ad evitare i termini “terrorismo islamico”) va fermata subito, prima che possa causare altri decessi.

Inutile nascondersi dietro le parole “malati psichici”. L’assassino di Marsiglia poi era stato fermato varie volte con differenti identità, e scarcerato appena il giorno precedente.

A che servono indagini e carceri?


Considerazione personale

Posso accettare tutto, tranne la violenza.

Adesso l’ONU chiede alla Spagna di svolgere un’indagine su quanto è accaduto in Catalogna durante le “votazioni” di ieri, in quanto l’azione di risposta della polizia è stata sproporzionata e non necessaria.

Come ho detto, si può essere a favore o contrari (inoltre sono affari interni della Spagna), ma la reazione offensiva è stata eccessiva. I mass media aumentavano ora per ora il numero dei feriti, giunti alla fine ad 844; qualcuno mi ha contestato il dato, dicendo che al pronto soccorso erano arrivate 99 persone, inclusi alcuni poliziotti, ed evidentemente per colui TUTTI i mass media, giornali, televisioni, notizie web sbagliano. La Spagna ha fatto una ben magra figura con questa azione di forza: avesse fatto svolgere regolarmente il referendum, pur se non legale, il numero di secessionisti sarebbe risultato insufficiente rispetto alla totalità della popolazione residente nella comunità autonoma. In estrema ratio si sarebbe potuto dichiarare nulla la consultazione, salvando la faccia ed evitando l’azione di forza.

Non venitemi a dire che una nazione è come una casa dove la costituzione rappresenta il regolamento condominiale votato da tutti. Io piuttosto penso ad una famiglia, dove se i coniugi litigano continuamente è meglio che si separino prima che succeda qualcosa di irreparabile.

Poi mi chiedo, anche se solo in via teorica: è sensato pensare, al di là della liceità o meno della consultazione catalana, che le nazioni restino per così dire “cristallizzate”, senza poter prevedere nelle loro Costituzioni (che non sono intoccabili, e possono quindi essere soggette a cambiamenti) che i confini possano essere modificati e che frazioni dei loro territori possano staccarsi dallo “stato-madre” senza che ci siano azioni violente, solo per volontà delle popolazioni che le abitano? Siamo sicuri che tra 500 o 1000 anni le configurazioni “politiche” degli stati saranno ancora uguali a quelle odierne? Personalmente lo ritengo irrealistico.


Referendum Catalano

Quello che sta succedendo in Spagna è semplicemente vergognoso.

Il referendum sarà anche incostituzionale, dando così formalmente ragione alla Spagna, però reagendo in maniera violenta caricando semplici cittadini che manifestavano la loro volontà di votare in maniera pacifica, lo stato sovrano si è messo dalla parte del torto.

Che le motivazioni per opporsi all’indipendenza siano esclusivamente economiche, non è del tutto vero. Il PIL della Catalogna è sì molto alto, circa il 20% dell’intera nazione, ma è anche vero che è pure la regione maggiormente indebitata e che aveva già ottenuto nel 2012 sostanziose “iniezioni” di denaro per evitare il default. Quindi spende più di quanto produca, specialmente in sussidi ed assistenzialismo.

Per molti versi, la questione catalana mi ricorda quella del Sudtirolo.

Francisco Franco aveva proibito l’uso del catalano, come Mussolini aveva proibito l’uso del tedesco.

Così come allora il Sudtirolo non si sentiva italiano, così la Catalogna non si sente adesso spagnola. Concedendo l’autonomia, negata sotto Franco, poi concessa alla sua morte, infine ridimensionata fortemente nel 2010, molti guai si sarebbero evitati.

Il sentimento indipendentista non è quindi una rivendicazione nei confronti del popolo spagnolo, ma il sintomo della sfiducia verso il potere centrale. Concedendo di votare per l’indipendenza, si potevano porre le basi per una trattativa seria per varie concessioni autonomiste.

Non vorrei che con questa dimostrazione di forza si alimentasse invece la volontà di separazione dalla Spagna da ottenere in qualsiasi maniera, magari con la forza, promuovendo azioni terroristiche come quelle dell’ETA dei Paesi Baschi o quelli sudtirolesi degli anno ’60-’70.


Legge in salsa italiana

Via libera definitivo dell’Aula della Camera al Codice antimafia, 27 settembre 2017. Il testo Ë stato definitivamente approvato a Montecitorio con 259 voti a favore, 107 contrari e 28 astenuti.
ANSA/CLAUDIO PERI

L’estensione della legge antimafia ai reati comuni, (corruzione, stalking, reati contro la pubblica amministrazione etc) con i relativi provvedimenti restrittivi, quali il sequestro cautelativo dei beni quando si è ancora in fase di indagine processuale, è una vera stortura “all’italiana” .

Innanzitutto perché va contro il principio per cui l’imputato è da ritenersi innocente fino a che non venga provata la sua colpevolezza, poi perché, data la lungaggine dei processi italiani (vedi le recenti assoluzioni di Ottaviano Del Turco e Clemente Mastella dopo oltre otto anni di processi), si rischia – anzi, è quasi certo – che una persona, specie se è nel campo dell’imprenditoria, venga letteralmente rovinata sul piano economico e nessuno potrà ripagarle il danno subìto. Diciamo pure che è una legge in vero stile PD e che sarà gradita ai magistrati tipo quello che diceva che non esistono innocenti, ma solo colpevoli non ancora scoperti. Se non fosse che i firmatari sono appunto i piddini, sarebbe anche in stile con l’ideologia pentastellata, che però, per questione puramente ideologica,  non l’ha votata, unitamente a Forza Italia e Fratelli d’Italia, mentre la Lega Nord si è astenuta.

Una legge nata talmente male che già alcuni hanno ammesso che così non può essere valida e che dovrà essere cambiata, in quanto moltiplicherebbe i ricorsi ed amplierebbe il potere discrezionale dei magistrati. Il PD, ed in particolar modo la sinistra-sinistra, si fa in questo modo paladino dei Giusti, forse per ricrearsi una verginità dopo scandaletti vari (dalle banche agli ultimi consiglieri della Regione Lazio) che hanno interessato alcuni suoi esponenti.


Disgusto

Siamo il paese dove non ha titolo chi merita, ma chi è parente, o perlomeno amico, di qualcuno di importante, possibilmente politico e per scoperchiare il marciume ci è voluto uno che è italiano a metà e per l’altra metà è inglese.

Siamo il paese dove si sfratta un’anziana novantacinquenne che, in condizioni di emergenza – terremoto dello scorso anno – abita in una casetta prefabbricata costruita sul suo terreno dopo aver richiesto varie autorizzazioni e tra l’altro ritenuta anche antisismica – in quanto la costruzione è ritenuta abusiva, quando nella nostra nazione le costruzioni abusive sono davvero molte e in tanti casi non possono nemmeno essere censite.

Siamo in un paese dove la mafia e la ndrangheta imperversano e corrodono tutto il buono che c’è e si infiltrano in ogni organismo pubblico, grazie anche alla burocrazia che viene aggirata con sostanziose bustarelle.

Siamo in un paese dove stimatissimi luminari medici impiantano nei pazienti protesi di poco valore, ottenendone un tornaconto economico.

Che dire…sono disgustata.


Elezioni

Domani giorno di elezioni qui in Germania. In questi giorni per la città alcuni cartelloni pubblicitari che indicavano più che altro gli incontri di alcuni candidati con gli elettori. Il più frequente era quello col faccione sorridente di Martin Schulz, nemmeno uno invece con Frau Angela.

Oggi invece, sia in Hugonottenplatz o nello spiazzo nei pressi del centro commerciale Arcaden, ci sono alcuni gazebo, uno attaccato all’altro, cosa inimmaginabile da noi, dove militanti volontari distribuiscono volantini e regalano palloncini.
Vedere banchetti di CDU e CSU a pochi decimetri di distanza da quelli di Linke, SPD, Grüne, AfD, FDP e Piraten senza che si ostacolino tra di loro mi sembra strano, anche perché a Milano sono stata testimone di “intemperanze” (chiamiamole pure così) da parte di sostenitori di estrema sinistra e non solo nei confronti dei banchetti della Lega Nord o di Forza Italia.
C’è una presenza discreta della polizia, che si limita a camminare tra la gente che passeggia, godendosi questa giornata finalmente calda, dopo l’ondata di freddo durata tutta la settimana.
Beati i tedeschi, che possono votare… Noi è da tempo che aspettiamo.