La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Signori, in carrozza!

Come ho scritto spesso, a Milano non usiamo mai l’automobile, che resta in garage dal giorno in cui arriviamo a quello in cui si parte, eccezion fatta per quando ci rechiamo al lago a trovare la nostra amica.

Da qualche tempo, oltre ai tram ed alla metro, usiamo pure i treni delle Ferrovie Nord per recarci nell’hinterland. Spesso ne ho sentito parlare assai male: carrozze sporche, ritardi, climatizzazione che non funziona, con caldo eccessivo in estate e gelo d’inverno. Non so le altre tratte, ma sulla S2, l linea che da Rogoredo arriva a Mariano Comense , mi sono sempre trovata bene. Forse per via dell’orario (solitamente prendiamo il treno delle 18.04), le carrozze le ho sempre trovate in ordine, con un buon servizio audio-video delle fermate non sono mai dovuta restare in piedi, la partenza avviene sempre in orario ed inoltre c’è la comodità della fermata in Porta Venezia, raggiungibile da casa nostra in pochi minuti con la Metro 1.

Solo la prima volta abbiamo fatto l’errore di prendere il treno a piazzale Cadorna, la S4 per la precisione, ed abbiamo trovato il treno, che pure si formava là, già pieno, tanto da dovermi sedere sugli scalini che portano al piano superiore, e partito pure con oltre 10 minuti di ritardo da un binario differente da quello segnato.

Tutto sommato spostarsi con i mezzi è sempre la cosa migliore: meno stress e molta tranquillità in più.

Stazione di partenza

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Stazione di arrivo

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Largo ai giovani (?)

 

 

Ho fatto a tempo a vedere illuminati l’Ago e Filo antistanti la stazione Cadorna, da dove partono i treni delle Ferrovie Nord. Era un’elaborazione carina, studiata da una giovane studentessa del Politecnico di Genova, Ginevra Formagli.

Solo ci si è messa di mezzo Gae Aulenti, che non è nemmeno l’artefice dell’opera (che è di Claes Oldenburg), in quanto ha solo progettato la sistemazione della piazza, e con un diktat ha subito intimato di levare le luci. E il sindaco le ha dato ragione. Ma personalmente trovavo più carine le luminarie discrete lungo il “filo” che le pacchiane rose rosa sponsorizzate dalla Gazzetta dello Sport che imperversano in tutta la città o la biancheria luminosa stesa da parte a parte in via della Spiga, che fa tanto basso partenopeo e non certo Milano.