La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Nostalgia canaglia

Non so se succeda anche ad altri, però la mia cartella immagini trabocca di fotografie, molte doppie o triple per via dei vari backup dai miei molti cellulari o dagli altri computer.
Mi sono messa quindi a ripulire la cartella, già ordinata per argomenti (famiglia, amici, Bolzano, Milano, altri luoghi in cui siamo stati etc), conservando solo le immagini migliori ed eliminando quelle con minor risoluzione.


“Blong”.


L’avviso sonoro del messenger di Facebook mi distrae dal compito appena intrapreso: una signorina mi scrive chiedendomi se in gioventù ho conosciuto M. C. quando ancora viveva nella mia Bolzano.

Rispondo di sì, e così ritrovo un amico della prima adolescenza, anzi più un fratello che un amico, in quanto essendo orfano di madre l’avevamo spesso a casa nostra. Poi essendosi trasferito con il padre in quel di Brescia, ci eravamo persi di vista ed erano quindi anni che non ci vedevamo. Lui non ha Facebook, ed è quindi la figlia (la signorina che mi ha contattato) che fa da intermediaria tra noi due. Un breve discorso, con la promessa di risentirci e rivederci presto, ed un attimo di magone, rivivendo i tempi passati.
Già che ci sono, tralascio per un poco l’operazione riordino e dò una veloce scorsa a Facebook, su una pagina che seguo con interesse. Tra i molti commenti ce n’è uno di un certo R. P., lo stesso nome di un amico d’infanzia, quando passavo le ferie estive dalla nonna. Mi incuriosisco e guardo il suo profilo, ma non è lui.Provo allora con “cerca”: una sfilza di persone si chiama in questo modo, troppe, però non desisto. Mi improvviso detective (?) e spulcio i vari profili. Scarto subito alcuni nominativi, troppo giovani o troppo vecchi, ma alla fine ce n’è uno che, in base ad alcuni parametri in mio possesso, potrebbe corrispondere alla persona da me cercata. Lascio un messaggio, corredato da una fotografia di due “scugnizzi ” di una decina d’anni nei pressi di Casertavecchia. E dopo poco tempo arriva la risposta…è proprio lui, e vedendo la fotografia si è anche emozionato. Ora non abita più in meridione, ma si è trasferito in Lombardia…Prometto di cercare altre fotografie e di mandargliele, cosa che, mi assicura, gli fa molto piacere.

cof

Così lascio il PC, prendo dallo stipo gli album ed inizio a sfogliare le vecchie foto in bianconero…ne ho trovate alcune dove siamo noi due assieme, un’altra dove ci sono anche i rispettivi genitori, sua sorella, mia nonna e la zia…qui ne posto solo un paio, ma solo di me, fatte sul terrazzino della casa dove abitavamo.

Sarà che quando l’età aumenta, ci si aggrappa maggiormente ai ricordi.

E la nostalgia mi assale…


sciopero!

Domani, come ogni altro successivo martedì, inizio la mia piccola guerra personale contro Facebook, astenendomi da questo network per un’intera giornata alla settimana, in quanto non condivido certi atteggiamenti censori.
Mi si obietterà che sono “in casa d’altri” e che quindi ci sono determinate regole da rispettare.
Giusto, sono la prima a dire che le regole devono esserci e che vanno rispettate, però queste debbono essere chiare ed uguali per tutti e non soggette alla discrezionalità di alcuni ottusi censori.
Capita che le stesse opinioni espresse da qualcuno vengano cancellate se non addirittura punite col ban per un periodo più o meno lungo, espresse invece da altri passino letteralmente inosservate. Lo stesso dicasi per certe immagini.

Ecco, questa cosa mi ha veramente stufato, questo atteggiamento “due pesi e due misure” non mi sta bene.
La mia è una piccola lotta… Ma forse una goccia può ingrandirsi piano piano.
Io, per mio conto, inizierò ad astenermi ogni martedì. Poi si vedrà.

Intanto mi sembra che almeno cinque o sei persone condivideranno questa mia protesta 🙂

#ungiornosenzafacebook #controlacensura

 

 

 


Censura

D’accordo, Facebook è un sito privato e chi lo frequenta è ospite ed è tenuto a rispettare certe regole di comportamento. Nulla da eccepire su questo.
Le regole di comportamento quali sono?
Sono andata a rileggermele.
Quelle che riguardano questo post, attengono alla sicurezza, ed ecco quanto recita la normativa in questione, alla voce “sicurezza”:


Bene, ditemi quali delle predette condizioni non sono rispettate dal video di Giorgia Meloni che i solerti moderatori (meglio chiamarli censori) di Facebook mi segnalano come spam e hanno perciò rimosso dal mio diario.
Notare che altre volte ho segnalato siti dove “gentili signorine” che richiedevano l’amicizia offrivano prestazioni sessuali di vario tipo ed in maniera molto esplicita e che quindi contravvengono alle suddette norme di comportamento ma, tranne un caso, le mie segnalazioni non hanno avuto seguito, anche se contravvenivano palesemente al punto 7 della normativa.
Debbo perciò pensare che parole come clandestino, zingaro, negro e, udite udite, “patriota”‘ siano invise non tanto a mr. Zuckerberg, quanto ai suoi corrispondenti censori italiani asserviti ad una certa corrente di pensiero.
Ecco perché molte cose adesso le pubblico su VK.
Non credevo che sarei arrivata a pensare che su un sito russo ci fosse molta più democrazia che su uno proveniente dalla democraticissima America.

.

 

 


Stufa

Comincio ad essere stufa di facebook.

Stufa della sua censura. Mi si obietterà che, essendo un sito gestito da un privato, può controllare ciò che si può o no  pubblicare. 

Giusto, però a volte la censura è a senso unico. Mi è capitato di segnalare delle richieste di amicizia chiaramente a sfondo pornografico (bastava cliccare sui link che allegavano) o dei siti antisemiti, e mi è stato risposto che non violavano le regole di comportamento del network.

Pure il sito antisemita! E dire che Zuckerberg è ebreo!

Stufa di non poter usare la parola “clandestino” per indicare  chi arriva  in casa nostra senza documenti  e senza averne titolo, e dover  invece usare l’orrendo termine “migrante”.

Stufa di dover utilizzare le parole “rom,  Sinti,  camminante”  al posto di  zingaro, che fino a poco tempo fa faceva parte del nostro  lessico usuale. 

Perfino stufa di non poter usare l’italianissimo termine negro, che si reperisce in ogni vocabolario e deriva dal latino. 

Gli americani lo considerano offensivo?  Lo sostituiscano pure con Black, che poi molti Black ormai non sono più  nemmeno tanto neri ma di un color cioccolata o caffelatte appena macchiato, tipo l’Obama. Usare il termine “di colore” è stupido…pure il bianco è un colore…o no?

Stufa di leggere e ascoltare mass media asserviti che offendono la nostra lingua utilizzando improbabili termini vòlti al femminile pur di compiacere “qualcuna” che occupa un alto scranno.

Non ci arrivano che non è la parola ad essere offensiva, ma il contesto nel quale la si usa.

Posso dire con ammirazione :”Mio figlio ha un ottimo professore negro di matematica”, come posso anche dire “levati dai coglioni nero di merda”.  Qual è il contesto maggiormente offensivo?  Quello “politicamente corretto” con la parola nero, oppure l’altro? 

Duro farlo capire a certe zucche vuote.

(Zucca si può dire o devo scrivere cucurbitacea?)


Network

Ieri mi sono imposta una pausa sul mio diario facebook. Ho letto, commentato, messo like su altri siti, ma niente altro. Ero semplicemente stufa, ogni mattina, di leggere la solita frase “Loredana, hai condiviso per tot giorni di seguito”. I tuoi amici hanno commentato tot volte, hanno apposto tot like, etc etc …

E allora? Arrivata a mille giornate di condivisione avrei vinto qualcosa?
Sono stufa dell’ingerenza di alcuni network: ecco gli amici che potresti conoscere, fai questo, fai quello, fai sapere ai tuoi amici cosa stai facendo.

Grazie, posso farlo da sola, senza i vostri

suggerimenti.

Google non è da meno: mi avvisa della temperatura o del traffico nella zona in cui mi trovo, mi segnala bar, ristoranti e fermate dei mezzi pubblici: indicazioni senza dubbio utili, ma preferirei che mi venissero date solamente dietro mia richiesta…

 

PER FAVORE, FINITELA DI ROMPERE!


Ban(g) ban(g)

forze-ordine

PREMESSA


Su facebook non utilizzo quasi mai il ban: l’ho usato poche volte e solo nei confronti di persone che mi facevano proposte non propriamente lecite. Altre volte ho semplicemente cancellato alcuni contatti che commentavano in maniera piuttosto sciocca i post, senza averne capito il senso.Detto questo, mi ritengo una persona libera che dice quello che pensa (pensa prima, parla poi) ed ammiro altri che agiscono altrettanto liberamente, anche se in modo difforme dal mio, non esercitando il ban se qualcosa non è loro gradito. Ritengo che ciascuno sia libero di esporre le proprie opinioni senza censura alcuna. Lo stesso metro utilizzo anche qui sul blog: solo un paio di volte ho cancellato alcuni commenti dichiaratamente antisemiti.


Premesso ciò , leggo tanti che giudicano “parassiti ” quanti lavorano alle dipendenze di un organismo pubblico.
Il guaio è che queste cazzate sono pure scritte da persone che ritengo (anzi, ritenevo) intelligenti.
D’accordo, molti impiegati pubblici rubano letteralmente lo stipendio, e le recenti retate delle forze dell’ordine che hanno individuato e documentato comportamenti scorretti lo stanno a dimostrare.
Ritenere inutile il lavoro svolto dai restanti impiegati onesti è una loro personale opinione, condivisibile o meno, ed in effetti molte attività potrebbero essere svolte da privati, magari con più efficienza e minor costo, ma questo deriva dall’esasperata burocratizzazione.
Però ritenere “parassiti” quanti indossano una divisa e per questo rischiano la pelle per uno stipendio che, per quanto fisso, non consente che la pura sopravvivenza, lo ritengo non solo stupido, ma anche offensivo.
Quando leggo che il poliziotto morto in servizio
“avrebbe potuto aprirsi una partita IVA e fare l’idraulico o il maiolicatore “, mi cascano le braccia.
A queste persone auguro ogni bene e che non debba capitare loro nulla di grave. Però in caso contrario (furto, rapina, scippi, violenza e quant’altro ) SI RIVOLGANO ALL’IDRAULICO O AL MAIOLICATORE e si scordino il numero d’emergenza 112.
Paragonare poi il rischio del suddetto idraulico o maiolicatore o negoziante che sia a quello che affronta un appartenente alle forze dell’ordine è francamente assurdo.
Che pensino al culo che questa gente (polizia, carabinieri, finanza, vigili del fuoco, esercito) si è fatta solo ultimamente nei casi di terremoto e slavine, per non parlare poi dei servizi per il pericolo di attentati e terrorismo.
Del resto, chi glielo faceva fare rischiare la ghirba magari per gente che non apprezza la sua professione?
È che queste persone posseggono qualcosa che si chiama “senso del dovere”, cosa sconosciuta ai più.
Si sottopongono a turni a volte massacranti (sono sotto organico), spesso senza percepire straordinari “perché i fondi sono finiti”.
Chi parla senza conoscenza di causa ( “si lamentano su tutto: benzina, vestiario, mezzi etc…Quanti di loro sarebbero capaci di staccarsi dalla mammella statale e i sindacati prenderebbero mai una simile iniziativa?) farebbe meglio ad informarsi prima, perché al momento è la sola Polizia ad avere un sindacato in quanto smilitarizzata. Finanza e Carabinieri in quanto militari semplicemente non possono.
Certo che si lamentano. Questo grazie a chi, in alto, ruba veramente mantenendo tutti i suoi privilegi a scapito non solo dei “parassiti” che non possono dotarsi di attrezzature idonee allo scopo , ma anche delle altre persone, partite IVA comprese.
Poi, per dirla tutta, magari di un maiolicatore potrei anche farne a meno, ma certamente non della sicurezza che questi ragazzi mi danno.
Ritenete, a causa del mio intervento, di cancellarmi o bannarmi?


NON ME NE PUÒ FREGAR DI MENO!

(ed infatti una l’ha fatto 😀 ed è quella che, ritenendosi “libertaria” non ammette altre opinioni che non le sue).


Social

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Sono iscritta a qualche social: twitter, instagram, google+ e naturalmente facebook, ma nessuno di questi mi entusiasma.

Instagram lo tengo perché ogni tanto vi posto le foto della mia città, di Milano, dei luoghi e dei locali che ho frequentato.

Twitter più che altro per seguire qualche sito che mi interessa (non molti, per la verità), non mi garba più di tanto e sto pensando di disiscrivermi.

Google + è un’imitazione malriuscita di Facebook, almeno secondo la mia opinione.

Frequento maggiormente facebook…e là scatta il divertimento.

Già, perché è un vero covo di vipere, specialmente tra le donne.

Amiche che fino a poco tempo fa si frequentavano anche di persona e che ora si detestano cordialmente tanto da chiamarsi reciprocamente “befana” e “ciabatta” e che si sono bannate vicendevolmente, salvo poi essere perfettamente a conoscenza di quanto una scrive dell’altra, il che significa pure che hanno dei doppi (o tripli) profili.

Tutto perché in quel grande pollaio che è diventato quel social non c’è posto per due galline faraone che vogliono prevalere l’una sull’altra, a colpi di “like” e del numero di follower.

Essendo “amica” di ambedue, mi diverto a leggere le vicende che le vedono protagoniste su fronti contrapposti. Fa specie, perché sono ambedue donne intelligenti e pure belle, che postano anche cose interessanti ma che, pur definendosi liberali (una addirittura libertaria), non accettano eventuali idee discordanti e tanto meno il contraddittorio.

Tra gli uomini, non è che sia diverso, e quando si discute di politica o di calcio le offese sono all’ordine del giorno…

Quanto è meglio il blog…

Più rilassante 🙂

Scrivo quello che voglio, ciascuno è libero di commentare quanto vuole, non si è costretti ad essere reciprocamente “amici”, non c’è neppure quella censura bigotta di Facebook, che tempo addietro aveva addirittura cancellato l’immagine di Kim Phuc (la bimba che correva nuda in quanto aveva la pelle bruciata dal napalm) ritenendola pedopornografica.

Poi da quando anche sullo smartphone ho scaricato wordpress e posso postare direttamente da là, senza essere vincolata al PC, tutto è più agevole (connessione permettendo).

Qui è veramente “casa mia”.

Scrivo quello che mi passa per la mente, metto poesie, immagini, musiche e frasi che mi hanno particolarmente colpito, a volte anche fatti di cronaca che mi hanno fatto incazzare, senza che per questo voglia convincere qualcuno a condividere le mie convinzioni.

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Su facebook c’è gente che si scanna per un like in più e si adonta se non glielo metti…qui ciascuno è libero di agire come crede.

Ti piace e me lo segnali? Sono contenta, grazie.

Non ti piace? Beh, non si può essere d’accordo con tutti :-).

Ti è piaciuto il post e ti sei dimenticato di mettere il “mi piace”? Lo metterai la prossima volta.

Non è certo il caso di farsi venire il mal d fegato per questo. Ci sono cose assai più importanti.

Tutto sta nel prendere i social con la dovuta leggerezza, cautela e moderazione, ignorare le voci cattive e, se un sito proprio non piace, basta passare oltre.

voci


MILANISTAN

Facebook a volte fa strani scherzi.
Stai leggendo un diario ed i relativi commenti ed improvvisamente la pagina si aggiorna e scompare tutto, così non si può nemmeno replicare.

Ero su un sito, non ricordo quale, dove stavano elogiando Sala e la sua gestione dell’immigrazione e mi sono chiesta se queste persone girano Milano a piedi o con i mezzi pubblici ed in quali zone, oppure si spostano a bordo delle loro belle auto di rappresentanza esclusivamente nelle zone centrali.
Spesso dal cellulare, tramite la geolocalizzazione di Google, vedo la presenza di molti miei contatti quasi esclusivamente nelle zone più prestigiose della città e mi chiedo se siano tra quelli che tanto lodano l’attuale amministrazione (appena un pochino meglio della precedente).

Beh, io Milano la giro appunto a piedi, in metropolitana, in tram, più raramente in autobus e quello che vedo a livello di immigrazione, non mi piace affatto.
Iniziando da viale Monza, dove è tutto uno stazionare di nullafacenti appoggiati ai muri delle case per sfruttare il wi-fi della farmacia sottocasa o dell’adiacente negozio di parrucchiere.
Non parliamo dei sotterranei della metropolitana, perché anche là trovi banchetti che vendono di tutto, di questa stagione specialmente sciarpe e berretti, ma anche cover per i cellulari.
Uno dice: vabbè, è zona periferica, ci può stare, vista anche la vicinanza con viale Padova.
Via Vittorio Veneto però non è periferia, siamo già in semicentro. Causa il freddo, non ci sono più gli “insediamenti” di profughi (?) che quest’estate nella striscia di verde facevano di tutto, cucina, barberia ed altro, incluso i bisogni corporali. Però alle fermate del 9 salgono spesso gruppi di neri tutti sprovvisti di biglietto.
Brera? Eh, qui siamo già in pieno centro, ma per terra c’è un bazar, con una sfilza di lenzuoli bianchi dove si vende di tutto!
Lo stesso in corso Como: borsette, cinture, batterie per la ricarica dei cellulari, un vero mercato all’aperto.
Pochi metri più avanti c’è la piazzetta sopraelevata intitolata a Gae Aulenti, e si viene letteralmente assediati da venditori di libri su negritudine e razzismo. Idem in via Dante: cavolo, ormai siamo a pochi passi dal Duomo, però l’assedio continua.
Perlomeno sono spariti, in Galleria Vittorio Emanuele, i venditori cinesi di simil-pashmina e giocattoli elettronici.

Questo è quello che si vede.
Poi c’è quanto si legge sui giornali: aggressioni, scippi, stupri, spaccio di droga, prostituzione, bande che si affrontano.
Non oso pensare a quello che non si vede e del quale non si viene a conoscenza…
E questa sarebbe la buona gestione dell’immigrazione?


Inviato dal Veloce promemoria


Discussione col “comunista”

 

miliardari

Non si fraintenda, il”comunista” in questione è un mio contatto di Facebook, che per altro stimo molto, nonostante la divergenza di idee.

Ma quando sul suo diario vedo condivisa una simile cosa, mi si rizzano i capelli in resta.

I 62 megamultimiliardari che hanno una ricchezza pari a 3 miliardi e mezzo di persone non fanno girare l economia , anzi la bloccano, perché in 62 non hanno bisogno di beni e servizi quanto ne avrebbero bisogno i tre miliardi e mezzo.
Il problema sta qua nella ridistribuzione del reddito. “

 

Mi sa che sia il “comunista” che l’amico dal quale ha condiviso il post non abbiano ben chiaro il concetto. Avere tutti quei soldi non significa lasciarli inutilizzati nel forziere come faceva Paperon de’ Paperoni. Significa invece investirli in attività produttive che ovviamente producono posti di lavoro. Mi si è obiettato che questi capitali vengono dirottati nei paradisi fiscali, ed ho controbattuto che nei paradisi fiscali hanno residenza FISCALE grandi gruppi economici e finanziari che risparmiano sulle tasse per poi reinvestire in altre attività. Le uniche attività improduttive in realtà sono quelle gestite dallo stato. Alcune, come la difesa, la sanità e la scuola sono necessarie, anche se le ultime due potrebbero benissimo essere svolte anche da privati, ma senza giungere ad un liberismo portato all’estremo, diciamo che è bene che sia lo stato ad occuparsene. Sempre il mio “amico” mi scrive che è a conoscenza di diversi imprenditori che hanno smesso di investire nella propria azienda per dedicarsi ad operazioni speculative per  guadagnare facilmente ed in poco tempo…beh, auguro loro di non aver investito in Banca Etruria o MPS. Io invece conosco diversi negozianti costretti ad abbassare la saracinesca per l’eccessiva tassazione,e dai giornali si legge anche di parecchi suicidi. Mi sembra ovvio che chi detiene un capitale cerchi di farlo fruttare al meglio e questo non lo si ottiene tenendolo immobilizzato presso una banca (specie in questo periodo), ma si cerca di farlo rendere al meglio creando attività. E creare attività cosa comporta? Istituzione di imprese, fabbriche ed altro che in tal modo a loro volta creano posti di lavoro quindi maggiore ricchezza. Ma far capire questo ad un “comunista” è parecchio difficile… 🙂

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La fauna del web

Certo è che sul web si incontrano persone di tutti i tipi, altro che lo zoo .

C’è chi si presenta sotto varie identità, chi si fa passare per morto pur di non farsi più vedere, chi appare e scompare in continuazione, chi si fa passare per quello che non è…

Poco prima di Natale, mi ricontatta una persona che non sentivo da almeno un paio di anni. Lo avevo già cancellato, ma visto che la chat si era comunque aperta, ho risposto egualmente. Soliti convenevoli, mi dà un suo contatto di Facebook, gioca una partita a Scrabble, poi due rapide apparizioni per gli auguri delle festività , infine svanisce come se ne era arrivato.

Cancellato, come altri, pure da Facebook, anche perché non ha perduto il solito vizietto per farsi passare per quello che non è…

Ormai di questa fauna variegata non mi stupisco nemmeno più…anzi…certe situazioni mi fanno perfino ridere.

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Censura

 

Avevo postato un video su Facebook dove si vedevano dei bambini e dei preadolescenti islamici addestrarsi all’uso di armi, pistole e mitra, per poi recarsi in madrassa a recitare il corano. 

Il video mi è stato cancellato, come pure una successiva versione ridotta fornitami da un contatto che ho postato anche qui su WordPress. L’ho riproposto su Facebook per la terza volta, classificandolo per i soli amici e per ora resiste. Non so chi abbia richiesto la cancellazione, se è qualcuno contrario a che questi fatti vengano a conoscenza dell’opinione pubblica oppure se sia opera della stessa Facebook. In quest’ultimo caso, la cosa mi dà ancora più fastidio perché su questo sito su vedono a volte esimie porcherie o cose stucchevoli o palesemente false.

La verità è fastidiosa, sempre…

 

 


Puttana

 

Da qualche giorno sto questionando con una tipa su Facebook in merito alla cattura del presunto assassino di Yara ed al ruolo della madre di costui.

 

La frase incriminata dal quale è scaturito il dibattito era “Puttana era e puttana è rimasta!”, con tanto di punto esclamativo finale. Questo perché anche davanti alla prova del DNA la madre del Bossetti si è sempre rifiutata di ammettere che il figlio e la sua gemella non erano del legittimo marito (altra vittima di questa triste storia).

Bisogna apostrofare così una persona solo perché ha avuto una relazione con un altro uomo? Non si può considerare il fatto che magari era innamorata di lui? Oppure che i gemelli fossero forse frutto di un atto di violenza non denunciato? (magari, come si dice, tale padre, tale figlio…). Ho ribattuto inoltre che, a mio parere sono più mignotte certe ragazzine che si vendono nelle toilettes delle discoteche per una maglietta firmata, un drink o una ricarica telefonica. Mi è stato risposto che non le reputa mignotte, ma solo stupide ed incoscienti e che quindi nei loro confronti bisogna manifestare indulgenza… Eh no, per quanto giovani, alcune sanno benissimo cosa fanno, e lo fanno SOLO ED ESCLUSIVAMENTE per i soldi, non sono quelle povere disgraziate che vengono buttate a suon di botte sulla strada e che si devono vendere per forza, pena altre violenze se non addirittura la morte. Non sono nemmeno quelle belle, strafighe, eleganti e colte per le quali è stato coniato il termine di “escort”, accompagnatrici di personaggi altolocati e danarosi, che esercitano quel tanto che basta per farsi una posizione ed un bel gruzzoletto…Quindi, prima di esprimere giudizi, cerchiamo sempre di considerare il perché, le circostanze, cercare delle attenuanti o quantomeno delle motivazioni.

 

 

 

 


Sull’onda dei ricordi…

 

Non tutto Facebook vien per nuocere.

Archiviata la precedente esperienza non molto gratificante, ho rinnovato l’iscrizione questa volta con un nuovo account di fantasia. Selezionate le “amicizie” (?), scelte in base a sintonia di pensiero e di interesse, eliminati alcuni elementi “molesti”, questa volta sembra funzionare.

Ultimamente sono entrata in un nuovo gruppo dove si parla della mia città e questa esperienza si è rivelata davvero positiva e piena di sorprese. Già, perché molti interventi sono dovuti a persone di una certa età, anche più avanzata della mia, che hanno dei bei ricordi di Bolzano e tantissimi anche del quartiere dove sono nata e dove sono tornata ad abitare. La zona è popolare, costruita in epoca fascista quando, per italianizzare il territorio quasi esclusivamente di idioma tedesco, vennero impiantate varie fabbriche ( Acciaierie, con la Lama Bolzano, Montecatini, Alumix – popolarmente denominata Alluminio -, Magnesio, Lancia – http://www.carloromeo.it/index.php?option=com_content&task=view&id=214&Itemid=54 – ) e per dare alloggio agli operai provenienti da ogni parte d’Italia, (Veneto, in gran parte della zona rodigina, Meridione e Sardegna), vennero edificati due grossi rioni: uno di caseggiati piuttosto alti collegati tra di loro da ampi cortili, (rione Littorio)

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Littorio_1506011_10152205856847937_237033743_ne l’altro costituito da casette a due piani con annesso un orto (rione Dux) in modo da consentire la coltivazione di qualche ortaggio e consentire anche un piccolo risparmio sulla spesa. Queste ultime quindi vennero chiamate anche “Semirurali”.

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Annesse alle Semirurali c’erano, sempre nello stesso stile, anche la caserma dei Carabinieri, la chiesetta e le scuole elementari che avevo frequentato (san Filippo Neri, già don Sordo), scuole talmente piccine (10 classi in tutto, 2 per ogni anno) da essere rinominate “le Scolette”, praticamente una “succursale” delle scuole principali che erano ad un isolato di distanza, le “don Bosco”, nell’omonima piazza ed adiacenti all’omonima chiesa.

La sorpresa maggiore è venuta da un signore bolzanino (John Maniezzo) che però risiede ormai a Toronto da quando era ancora bambino, che ha postato tantissime fotografie relative a questo quartiere. Con commozione e piacere ho visto allora le mie scuole, (anche se la fotografia è più recente relativamente alle altre), la chiesetta dove sono stata battezzata e che ho visto solo in fotografia in quanto è stata demolita quando ero ancora piccola, il cinema nel quale ho trascorso molti pomeriggi domenicali, alcuni negozi dove andavo a fare la spesa… John non sa nemmeno quale grande regalo mi abbia fatto (non solo a me, ma anche ad altri partecipanti al gruppo), mettendo quelle vecchie fotografie.

Ora il quartiere delle Semirurali è stato completamente demolito e le casette sostituite da condomini ed altri edifici. Un  pezzo di storia della mia vita che se ne è andato e sopravvive solo nei ricordi.

Ed è  “percorrendo” quelle strade con la memoria, che in questi giorni ho trascurato un poco il blog…

https://www.facebook.com/pages/Bolzano-Ricordarsi/1461249970754203

In una foto appare il Maso di via Palermo (maso Geier), del quale ho parlato n un post precedente (https://ombradiunsorriso.wordpress.com/2011/08/17/seppl/) circondato dalle campagne, ancora prima che costruissero il caseggiato dove sono nata. Al  posto del maso adesso c’è invece il condominio dove abito tutt’ora.

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Democrazia

Democrazia

Discussione su Facebook con un tale che asseriva che la Boldrini fosse figlia del famoso Comandante Bulow.

Confesso: a suo tempo pure io avevo dato credito a questa notizia e a tal proposito avevo anche scritto un post a marzo di questo anno, rettificandolo successivamente appena mi sono accorta che la notizia era fasulla.

Il tizio in questione, quando gli ho mostrato gli estremi dell’inesattezza di quello che aveva scritto, prima si è detto orgoglioso di essere sempre stato fascista e poi mi ha apostrofato con l’epiteto di sporca zecca comunista.

Ebbene: l’accusa non mi tocca, anzi mi scivola addirittura via in quanto comunista non lo sono.
Ho ribadito solo che comunismo e fascismo molto hanno in comune (non per altro Mussolini proveniva dal socialismo).
Ambedue sono regimi totalitari, ambedue si reggono su una struttura rigidamente gerarchica dove si fa carriera non tanto per le proprie capacità ma per l’acquiescenza e l’accondiscendenza nei confronti dei superiori, ambedue hanno una burocrazia elefantiaca, ambedue sono la negazione della libera iniziativa e della libera impresa, ambedue hanno una polizia politica che spia il movimento di ciascun cittadino.

Caspita… ma allora in che epoca viviamo adesso? Possiamo ancora parlare di democrazia?


Inviato dal Veloce promemoria


Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate

Ancora quando c’era Window Live ed usavo l’account di posta di MSN avevo ricevuto vari inviti per iscrivermi su FaceBook. Pure uno dei miei figli è sempre collegato e “Dai, mamma, iscriviti”… Allora, presa anche dalla curiosità, avevo deciso tempo fa di fare il grande passo, ma utilizzando un nome fasullo, per la precisione quello di una vecchia amica ormai defunta di mia madre, che io chiamavo “zia”.

Ricevuto recentemente, tramite Yahoo, l’ennesimo invito ad iscrivermi, ho riaperto l’account e ho trovato un sacco di improbabili richieste di “amicizia” (?), tra sudamericani/e e filippini/e (sembra che queste due comunità vadano alla grande!), un paio di italiani a me sconosciuti, un messaggio in francese di una che domandava se per caso fossi la sua antica compagna di scuola…inoltre tra le foto una che non è certamente la mia e mi chiedo come cavolo abbia fatto a finire là e che non riesco a togliere..

L’ho utilizzato solo per curiosità’: tra le persone che potrei aggiungere alla lista amici, grazie agli account di posta di MSN, Yahoo, Vodafone, Libero ed altri sono saltati fuori nominativi improbabili e/o dimenticati da tempo, altri che mai avrei sospettato, pochi con una bacheca intelligente o quantomeno interessante, alcuni senza amici, altri con una lista che sfiora il migliaio (eccheccavolo! Se posso comunque chiamare “amici” persone con le quali familiarizzo solo grazie a internet e delle quali non conosco nemmeno l’aspetto, è perché ho con loro una identità di vedute o un rapporto “dialettico”, ma posso davvero contarle sulle dita di una mano… ).

Ora vorrei cancellarmi….ma come diavolo fare? Peggio che uscire da un girone dantesco. 


Lady of Shalott ed il web

La leggenda di Lady of Shalott ha origini medioevali, essendo menzionata già nel ciclo dei racconti di re Artù, ma fu poi ripreso da Tennyson che ne propose ben due versioni.

La signora di Shalott, a causa di un malvagio sortilegio, era costretta a guardare il mondo esterno solo attraverso uno specchio, pena la morte se solo avesse rivolto lo sguardo verso Camelot, dove a volte si recava sir Lancelot, del quale la dama si era perdutamente innamorata, e trascorreva le sue giornate raffigurando ciò che scorgeva del mondo esterno ricamandolo sulla sua tela. Ma il giorno in cui ella intese la voce del cavaliere che intonava una canzone, non seppe resistere e si affacciò al verone per guardare l’amato. Poi, sentendo la morte che si avvicinava, salì su una barca, lasciandosi trasportare dalla corrente fino alla residenza di Camelot, dove Lancelot, pur non conoscendola, si intenerì alla sua vista.

Mi sembra ci sia una certa corrispondenza tra la leggenda su riportata e la vita odierna, in quanto guardare il mondo da dietro il video di un PC è come essere la Signora di Shalott, che lo osservava esclusivamente attraverso lo specchio. Un mondo che, pur esistendo, è irreale, deformato dalla nostra fantasia, plasmato dai nostri desideri e quindi destinato ad infrangersi al primo urto. L’illusione vissuta dalla dama è simile a quella che a volte si crea immaginando situazioni e persone diversamente da quelle che sono in realtà, vissute e viste solo attraverso la deformazione della visione che ci rimanda internet, senza dubbio una miniera di informazioni, ma anche fonte di

abbagli, mistificazioni, manipolazioni…. Basti pensare a quante persone si fanno abbindolare da falsi profili di facebook o altri social network,



La mamma degli imbecilli….l’alluvione in Veneto

Leggo sulla stampa che su Facebook ( cui fortunatamente non mi sono mai voluta iscrivere) c’è un gruppo di 1200 persone che gioiscono per l’alluvione che ha colpito il Veneto. Solo degli ignoranti ottusi ed imbecilli possono fare una cosa simile. Riporto, solo per far conoscere quanto grande può essere l’imbecillità umana, il post di facebook.

E’ il caso di un neonato gruppo che parla dell’alluvione in Veneto. Non un gruppo di solidarietà verso le vittime, bensì una pagina ricca di insulti contro i Veneti.

Il nome del gruppo è inequivocabile: Contribuiamo ad allargare il Veneto, pisciamoci sopra.

Sulla bacheca si leggono post del tipo:

Fino a ieri i Veneti mangiavano pane e sapone! Oggi fango e urina!

Il terremoto in Friuli, alluvione in Veneto.. forse forse il Signore è arrabbiato e nessun lo fermerà?

Io non vedo tanto male il dover andare in gondola per tutto il Veneto. Ma pensateci, veneti; la vostra regione diventerebbe la più vasta risaia al mondo; nella speranza che non vi vengano anche gli occhi a mandorla, tanto male a me non sembra.

Miserabili mendicanti!

Il Veneto ha dato i natali a tantissimi emigranti,tant’è che i veneti sono considerati i terroni del nord. Ai veri polentoni importa poco di loro? Neanche ai terroni, quelli pensano solo a “magnà” e a farsi mantenere dai lavoratori del nord. Il Veneto può inabissarsi; frega nulla a chiunque.

Quante storie per un po’ di acqua, cosa sarà mai. Li facevo più tosti i Veneti

Vi servono un paio di stivali in gomma per caso? :) )

Con due metri d’acqua, potreste organizzare una bella gara di nuoto, così per non rimaner senza fare niente.

Io tifo per l’Adige, il Brenta, il Mincio, il Piave, il Po e il Tagliamento. Mi dispiacerebbe però, se ne pagassero le conseguenze gli amici romagnoli. Senza piadina e squacquerone mi cambierebbe la vita… no, non mi cambierebbe affatto. Ripensandoci… FORZA PO!

Dio ha castigato i veneti per i loro peccati, come fece ai tempi della frana del Vajont. Allah akbarh!

Mi piace! Auguro la più grande delle alluvioni in Veneto!

Intervallati con auguri di disgrazie.

Quando si dice la solidarietà…

Tags: alluvione in Veneto, facebook