La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

cronache da Milano

Così piccola e fragile

Non vedo l’ora di rivederla. 

Parlo di una cara amica, conosciuta qualche tempo fa a Milano presso uno dei due bancolibri che frequentiamo entrambe e con la quale si è creato un forte feeling. È piccola, magra, una zazzeretta corta, brizzolata, la classica parlata meneghina con le “è” molto aperte e con le tipiche espressioni (mi saluta sempre dicendo “ciao gioia” ❤ , cosa che mi fa davvero piacere ). Vedendola appunto così minuta, la si potrebbe anche credere fragile come lo stelo di un fiore, mentre è più forte di una quercia, avendo sopportato moltissime traversie ed ancora ne sta passando, sia in termini personali che di salute, sorretta da una volontà di ferro, un sottile senso dell’umorismo e da un ottimismo strabiliante. Tra poco la rivedrò, e posso dire sinceramente che è una delle poche persone che davvero ho piacere di frequentare.

Una settimana ancora e finalmente potrò riabbracciarla.

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Luci.

Giornata al lago dalla nostra amica, bella come sempre, con il giardino fiorito ed i soliti gatti che o sonnecchiano al sole o, i nuovi che non ci conoscono, schizzano via come saette.
Ripartiamo verso le 19.20, il sole si sta abbassando, e riflette il suo splendore sull’acqua del lago, tanto intensamente da accecarci .
Traffico stranamente poco intenso, fino alla barriera di Lainate.
Ore 20.30 circa, inizia ad imbrunire .
La bellezza di Milano quando il cielo scurisce… Presso Rho ci accoglie l’Albero della Vita, tutto illuminato di rosso. Non so se sia sempre così o solo in questo periodo per il Salone del Mobile, comunque fa davvero un bell’effetto. Poco dopo i lampioni di Viale Certosa iniziano ad accendersi, anche se il crepuscolo è appena iniziato e così tutte le insegne al neon. È tutto uno sfolgorare di colori vivaci e, naturalmente, mi ricorda la canzone di Giorgio Gaber “Com’è bella la città” 😊.
La parte migliore arriva però nella zona di Porta Nuova, con tutti i grattacieli illuminati uno spettacolo entusiasmante, specie la guglia Unicredit.
Infine corso Buones Aires e Viale Monza, un lungo serpentone di fari rossi a destra, chiari a sinistra.
Luci, luci, luci.


Shopping

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eh, shopping sì,ma come lo intendo io…libri e dvd.

I gialli di Dario Crapanzano che descrivono una Milano che non esiste più, e naturalmente vari dvd, acquistati presso un’edicola. Ci aggiungo la botta di “fortuna”, ossia una serie TV trovata da Feltrinelli a prezzo stracciato. 🙂


Grigio

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Da domenica siamo ancora a Milano e, tranne il giorno dell’arrivo in cui c’era un caldo quasi estivo, il tempo si è nuovamente messo al brutto.
A volte c’è un’umidità appiccicosa che rende viscido il pavé, a volte pioggia, con vaste pozze dove si riflettono le automobili, i palazzi, le gambe delle persone. Per di più fa anche freddo, il che mi fa rimpiangere i leggeri piumotti che ho lasciato a casa, caldi e soprattutto colorati – rosso magenta e verde oltremare -, non come la giacca semi impermeabile blu scuro che sto indossando in questi giorni .

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Grigio, grigio, grigio dappertutto.

Grigio il cielo, l’asfalto, la retinatura dei vetri del tram,  i vestiti delle persone, persino i loro visi, che fanno desiderare tanta voglia di colore.


Allora lo cerchi nei capelli rosa shocking di una cinesina avviluppata in una larga felpa, nella rossa lattina di coca cola gettata tra le rotaie del tram, nella tenda di un bar dall’interno illuminato…

Purtroppo le previsioni non sono per nulla buone: il maltempo dovrebbe imperversare ancora per vari giorni, e questo mi intristisce ancora di più.

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Finalmente a casa…

…dopo oltre un mese passato a Milano.

L’ultima settimana poi è stata davvero grigia, neppure un piccolo sprazzo di azzurro, come si vede dalle fotografie allegate.

E tra poco disfo le valigie ed inizio a caricare la lavatrice…

 

 


Brutto tempo?

Quelle giornate in cui sembra voglia diluviare, ed invece c’è solo quell’umidità appiccicosa che si attacca al viso ed ai vestiti senza che cada una goccia di pioggia…

Quelle giornate da 50 sfumature di grigio, dove i cristalli dei palazzi si confondono con il cielo plumbeo ed in lontananza sembrano svanire nella foschia…

Sarebbe bello girare, ma il tempo davvero non invoglia, i mezzi pubblici sono stracolmi di gente, ed allora l’unica cosa è rifugiarsi alla Feltrinelli alla ricerca di un libro.

E qui accade quello che non ci si aspetta.

Già, perché da giorni la cervicale mi tormentava, ed invece il movimento del collo (destra, sinistra, ancora destra e via dicendo) per leggere i vari titoli mi ha letteralmente guarito 😀

Non sono mai riuscita a capire perché le case editrici e quelle che producono i DVD non si mettano d’accordo per stampare i titoli in un’unica direzione, senza costringere gli acquirenti a vari contorcimenti, però questo esercizio mi ha fatto parecchio bene e l’importante, come si dice, è il risultato.


Isacco

Scrivevo dei cambiamenti di Milano e, tra i tanti, le chiusure di vari negozi dove comperavamo CD e DVD. Uno dei pochi rimasti “quasi” al suo posto sono le Librerie Paoline di piazza Duomo. Nemmeno loro sono più nella sede storica, che adesso ospita uno store ODS (quegli enormi negozi di dolciumi dove vendono di tutto e di più…l’ultima frontiera dei megagalattici punti vendita, dopo quelli di vestiti, scarpe, occhiali, cosmetica, cellulari), ma si sono trasferiti a poche decine di metri in una sede più piccola ma meglio attrezzata.

Ci rechiamo spesso in quel negozio per acquistare vecchi film reperibili solo su Amazon ma spesso neppure là, anche perché è un piacere scambiare un paio di parole con la signora Nicoletta, molto cortese e competente. Qualche giorno fa siamo andati appunto per cercare un DVD che però al momento non era disponibile, ma poteva tranquillamente essere ordinato con l’assicurazione che sarebbe arrivato in un paio di giorni. All’uscita siamo stati salutati da un uomo di colore, uno dei tanti che vendono libri sull’Africa, sui neri, sul razzismo. Abbiamo gentilmente rifiutato l’offerta di comperare qualcosa poi, non so nemmeno dire come, ci siamo trovati a parlare con lui…non molte parole a dire il vero, ma ci è sembrato davvero una brava persona, di una certa istruzione per come esponeva i suoi pensieri. Non abbiamo acquistato nulla, però mio marito gli ha comunque donato qualcosa “per un caffè” (anche qualcosa di più 🙂 ) che lui inizialmente non voleva accettare. Pensavamo l’incontro fortuito di una volta, invece oggi, ritornando a ritirare il DVD ordinato,lo abbiamo trovato ancora.

È venuto istintivo salutarlo (lui non ci aveva riconosciuto, spiegherò tra poco perché), ed è seguita quindi un’altra chiacchierata. Questa volta abbiamo acquistato anche un libro: lui veramente ce lo voleva regalare, ma questo per noi era inaccettabile. Non voleva dirci quanto, ad offerta libera, come si dice, quindi l’importo è stato piuttosto generoso. Abbiamo così saputo che si chiama Isacco, con una moglie, due bambini di 5 e 8 anni, e che purtroppo ha una malattia genetica agli occhi: uno lo ha già perso, ed anche con l’altro ha una visione limitata, il che gli ha fatto perdere il lavoro che aveva da quando è arrivato dal Senegal (nel 2002), perciò campa vendendo libri; anche la moglie che faceva la badante attualmente è senza occupazione. Un bravo ragazzo (non so dire l’età, credo tra i 35 ed i 40 anni), pelle scurissima che sembra di velluto, un italiano forbito e corretto. Ogni tanto, parlando, si interrompeva per cercare il termine più adatto…ma la cosa che più ci ha fatto piacere è quando ci ha detto che parlare con qualcuno è stato più gratificante che ricevere dei soldi. Una persona positiva, nonostante tutte le difficoltà che ha attraversato e che sta ancora attraversando.

Spero che abbia più fortuna.

(Immagine da internet)


Una disgrazia

La tragedia del deragliamento del treno a Pioltello mi ha colpita particolarmente.

Varie volte infatti, quando siamo qui a Milano usiamo i convogli della TreNord per recarci a trovare dei parenti. Sinceramente mi sono sempre trovata bene: dipenderà forse dalla tratta, oppure dall’orario (infatti saliamo o verso le 18 o verso le 18.30): abbiamo sempre trovato posto a sedere ed il nostro treno non ha mai accusato gravi ritardi, forse uno o due minuti alla partenza e cinque all’arrivo.

Solo una volta ci siamo trovati male, in mezzo ad una bolgia di gente e con un ritardo pazzesco.

L’unica rimostranza è che a volte i display e gli audio che annunciano le fermate non funzionano, ed è un problema vedere a quale fermata scendere, in quanto anche i cartelli che indicano le stazioni non sono leggibili.

È il primo grave incidente che accade in Lombardia, e tutto sembra dovuto più che alla fatalità, all’incuria per mancata manutenzione. Dico SEMBRA perché gli accertamenti sono ancora in corso e RFI ha pure annunciato che i controlli erano stati fatti pochi giorni prima, l’11 gennaio scorso, e che i binario in questione avrebbe dovuto essere sostituito da lì a poco. In questo caso però, a mio parere, sarebbe stato opportuno sospendere il passaggio dei treni in quel tratto, o perlomeno chiedere ai macchinisti di limitare fortemente la velocità. Ora c’è il rimpallo delle responsabilità tra la lombarda TreNord proprietaria dei convogli, e RFI che invece possiede i binari e cura la manutenzione degli stessi.

Resta il fatto che tre povere signore hanno perso la vita in questo disastro, ma le vittime avrebbero anche potuto essere più numerose.


Capodanno

 

No, non parlo del nostro, che è già trascorso, ma di quello cinese che si sta avvicinando.

Ed allora anche a Milano, nel quartiere orientale, in via Paolo Sarpi, ci si sta già preparando per l’anno del Cane, che inizierà nella notte tra il 15 ed il 16 febbraio.

Quindi, tolte le luminarie natalizie, ecco comparire le tradizionali lanterne rosse che rallegrano tutta la via.


Cambiamenti

Le persone cambiano.

Le città pure.

Così negli anni ho perso molti punti di riferimento.

Penso a Milano…quante cose sparite, anche se nell’arco di soli 25 anni, cioè da quanto ho iniziato a frequentarla regolarmente.

In piazza Duomo non c’è più Galtrucco con le sue stoffe da sogno e le sue vetrine eleganti, sostituita da Benetton; in via Meravigli ha chiuso anche il negozio di dolciumi dove comperavamo dei favolosi Cuneesi; lo storico ferramenta Collini, per il quale avevo anche partecipato alla raccolta firme per evitarne la chiusura, si è trasferito: è sempre in Corso Buones Aires, ma non più nella sede storica che occupava da più di un secolo. Le cose che più ci mancano sono però i negozi che frequentavamo abitualmente.

Le Messaggerie Musicali, in corso Vittorio Emanuele, ad esempio, poi cedute alla Mondadori ed infine da questa vendute alla catena di vestiario Mango. Oppure la FNAC di via Torino – che già aveva sostituito una storica Standa – acquisita poi da Trony e che ora ha le serrande mestamente abbassate, in quanto a breve arriverà l’ennesimo negozio di H&M. Per non parlare poi delle UPIM, molte delle quali sostituite dalla catena Oviesse.

Anche sotto casa i negozi hanno avuto una vera e propria rivoluzione.

Dove prima c’era la Vodafone, ora c’è un servizio di decorazione unghie gestite da cinesi. Le vecchie botteghe quali la merceria, la pasticceria artigianale, il calzolaio, la panetteria, la pizzeria al taglio…scomparse: al loro posto una gelateria “etnica”, un negozio di accessori per telefonia e pc (sempre gestito da cinesi), un barbiere, un ristorante, naturalmente cinese….

E come cambiano le botteghe, cambiano pure gli avventori, anche se la natura del negozio è sempre la stessa: il bar dove spesso facevamo colazione, assieme a parecchie anziane sciure milanesi, ora è gestito da cinesi e le vecchie sciure non ci vanno più, perché il loro posto è stato preso da vari extracomunitari. Il fruttivendolo già da tempo ritiratosi in pensione, ha ceduto il negozio ad un pachistano. Resiste ancora l’alimentarista all’angolo, che vende di tutto: carne, formaggi, salumi, pane, acqua minerale, biscotti vari, ed è sempre un piacere ritrovarlo ogni volta che torniamo…ma fino a quando?