La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Fascismo e antifascismo

“Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso. Spingere le masse a combattere un nemico inesistente mentre il consumismo moderno striscia, si insinua e logora la società già moribonda”.
(Pierpaolo Pasolini ad Alberto Moravia, 1973).

Pasolini sempre lacerante nelle sue riflessioni…

(Dal web )

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2 Risposte

  1. E già Pier Paolo Pasolini, lacerante non solo nelle riflessioni ma soprattutto nel dolore.
    Epigrafe
    Coi tuoi occhi infossati
    i capelli leggeri,
    il volto deciso
    il riso impetuoso
    e il silenzio insistente…
    Tu non chiedevi altro che meritare
    le più alte delle nostre parole:
    e adesso è chiaro
    quel tuo pudico tacere e gridare,
    quel tuo umiliarti
    e adirarti.
    Tu cercavi in noi, inutilmente,
    il tuo cuore…
    È chiaro il tuo volto sofferente,
    è chiaro il tuo riso
    è chiaro il tuo pudore,
    è chiara la tua innocenza,
    e il tuo darti agli altri
    smanioso di’ offrirti,
    di testimoniare
    con forza giovanile
    il tormento,
    con la violenza la pietà.
    Nei tuoi ritratti,
    le tue vesti, i tuoi libri,
    non sentiremo più la tua vita.
    La tua giovinezza
    non splende per noi chinata
    sulla terra dell’ orto
    e non splendono i tuoi capelli.
    Fu un vento ignoto a spirare
    sul tuo mondo, su te,
    e vi ha tutto sconvolto.
    Libertà, la tua bocca ridente,
    Libertà, la tua fronte pallida,
    Libertà, le tue spalle leggere.
    Poi il vento è caduto.
    Dispersa la tua vita,
    stringi nel pugno la tua fede.
    Dai silenzi della tua vita
    torna solo la voce
    della tua fede silenziosa.
    Possiamo noi pronunciare le parole
    per cui hai dato il tuo corpo
    temendo di non dare troppo?
    Italia, Libertà…
    e parole più umane, amore,
    E a chi non vi creda
    mostra le mutate
    nel terribile sangue
    che era di tua madre.
    Fu questo il tuo gioco
    per cui tua madre attende
    d’essere morta,
    nient’ altro,
    in questa estranea terra.
    Ma che cosa ci hai dato?
    Qualcosa di immenso,
    e tu lo sapevi,
    ragazzo,
    lo sapevi morendo solo
    sotto gli alberi testimoni
    e la neve calpestata dai piedi
    che andavano alla morte.
    Qui in Italia
    le nubi possono ora solcare il cielo
    e il vento scuotere gli alberi,
    l’Isonzo e gli altri fiumi
    correre al mare…
    Nella nostra Italia
    gli uccelli possono cantare,
    esser verdi le foglie
    e giocare i ragazzi.
    Il sole può illuminare le acque
    e la pioggia cadere
    e sui monti brillare la neve.
    Tu non puoi essere,
    tu che ci hai dato la neve
    la pioggia, la luce,
    i venti, le nubi…
    -Gridiamo: Amore,
    gridiamo forte Amore,
    che ne risuonino i monti,
    e le valli,
    e tuoni nelle orecchie: Amore!
    C’è un ragazzo,
    un candido morto,
    che vive in quel grido.
    .
    (Questa poesia P.P.Pasolini la dedicò al fratello Guido (Ermes) partigiano delle Brigate Osoppo fucilato a Porzus (Friuli) dai gappisti. )

    Liked by 1 persona

    25 aprile 2017 alle 23:40

    • Gappisti, ossia proprio il tipo di partigiani dei quali parlavo prima.

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      25 aprile 2017 alle 23:43

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