La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per Maggio, 2017

Dubbio

Prestito ponte di 600 milioni di Euro a favore di Alitalia. (Per queste cose i soldi di trovano sempre).
Prestito… presuppone una restituzione.
Chi li restituirà?
Credo che finiranno per uscire dalle tasche dei soliti noti 😡😢


Inviato dal Veloce promemoria


Haiku – La roccia dell’aquila

Dietro il vetro dell’urna
i rettili
stranamente fermi.

Una donna stende il bucato
nel silenzio.
La morte è immobile.

Nelle profondità della terra
scivola la mia anima
silenziosa come una cometa.

Tomas Tranströmer


poesia 247 – marzo 2010


Questa pagina è una nuvola tra i cui margini sfrangiati appare
a tratti un promontorio di monti che si nasconde fin quando
a venir fuori dall’azzurro sgombro di nubi sono i solchi
del mare e poi, tutt’intera, l’isola che dà il nome a se stessa,
i suoi bordi color ocra, le vallate che affondano nell’ombra
e lo zigzag della strada che cuce insieme i villaggi dei pescatori,
il bianco dei marosi che si gonfiano in silenzio lungo la costa,
là dove una fila di gabbiani in formazione è sfrecciata dentro il porto
che si spalanca davanti a una città senza suono, le cui strade,
come succede con il foglio stampato che non riuscivi a leggere,
avvicinandosi diventano più grandi, un rimorchiatore, due navi
da crociera, golette e ataviche canoe, mentre lentamente una nuvola
passa sopra la pagina che ridiventa bianca e il libro si conclude
.

Derek Walcott


Evoluzione?

 

 

 

Leggere di adolescenti che si cimentano in azioni estreme quali distendersi sulla strada per poi schizzar via un attimo prima di essere investiti, o fare altrettanto con i treni, “surfare” sul tetto di auto in corsa, lanciarsi in piscina dal balcone ed altre amenità simili al solo scopo di scattare un selfie da postare in rete mi fa semplicemente rabbrividire.

Ormai, se non fai parte di un gruppo, se non sei omologato agli altri, se non documenti in internet le tue follie, praticamente non esisti.

Forse sono cinica, ma in questo modo a volte si attua una selezione naturale


ciao, bandiera

 

Che dire…ieri mi sono commossa pure io vedendo Francesco Totti che salutava tutti dopo l’ultima partita con la “sua” squadra.

Eh certo, sono juventina DOC da sempre, però le bandiere le rispetto e Francesco una bandiera lo era di sicuro.

Vedere tante persone, tanti compagni di squadra con le lacrime agli occhi, incluso il duro De Rossi, mi ha commosso, e fatalmente il pensiero è andato ad un altro addio, all’addio del “mio” capitano, Alex De Piero…

E a suo tempo mi aveva fatto male ascoltare le contestazioni dei tifosi a Paolo Maldini all’uscita dal campo dopo la sua ultima partita, quando il calciatore per la sua squadra aveva fatto tanto.

 


Profumi


Il bello di questa stagione sono le mattine e le sere impregnate dal profumo di tigli e gelsomini diffuso dal vento.


Vittoria!


Era moltissimo tempo che non seguivo un Gran Premio di F1, ed oggi ho fatto un’eccezione.

Emozione grandissima vedere le due Ferrari dominare letteralmente la gara dal primo all’ultimo giro. Grossa delusione per Kimi Raikkonen che, dopo aver padroneggiato le qualifiche e la prima fase della corsa, ha dovuto cedere il passo a Sebastian Vettel subito dopo il pit-stop.

E risentendo prima l’inno tedesco e subito dopo quello italiano, il pensiero è corso a Michael Schumacher .

Formula One – F1 – Monaco Grand Prix – Monaco – 27/05/2017 – Ferrari’s Kimi Raikkonen and Sebastian Vettel react after taking the pole position in qualifying session. REUTERS/Max Rossi

(Immagini dal web)

 


Portami il girasole


Portami il girasole ch’io lo trapianti
nel mio terreno bruciato dal salino,
e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
del cielo l’ansietà del suo volto giallino.

Tendono alla chiarità le cose oscure,
si esauriscono i corpi in un fluire
di tinte: queste in musiche. Svanire
è dunque la ventura delle venture.

Portami tu la pianta che conduce
dove sorgono bionde trasparenze
e vapora la vita quale essenza;
portami il girasole impazzito di luce.

Eugenio Montale


Vaccini sì, vaccini no…

Beh, io sono favorevole: molte malattie esantematiche lasciano a volte strascichi pesanti; altre, come poliomielite e difterite, sono pericolosissime., per non parlare della meningite.

Molti criticano la coattività di questo provvedimento che rende obbligatorie le vaccinazioni e citano paesi in cui queste non vengono imposte per legge: questo perché i genitori di quei paesi sono consapevoli dei rischi che i loro figli corrono e non hanno bisogno di norme per provvedere ad immunizzarli.

Francis Turner


Io non potevo correre né giocare
quand’ero ragazzo.
Quando fui uomo, potei solo sorseggiare alla coppa, non bere –
perché la scarlattina mi aveva lasciato il cuore malato.
Eppure giaccio qui
blandito da un segreto che solo Mary conosce:
c’è un giardino di acacie,
di catalpe e di pergole addolcite da viti –
là in quel pomeriggio di giugno
al fianco di Mary –
mentre la baciavo con l’anima sulle labbra,
l’anima d’improvviso mi sfuggì.

EDGAR LEE MASTER
Antologia di Spoon River

 


…silenzio…

Un vento nero fa frusciare le foglie
che respirano confuse
e una rondine, tremando,
nel cielo oscuro traccia un cerchio.

Il crepuscolo che avanza
discutendo in silenzio
nel mio cuore tenero e morente
con il raggio che per ultimo sparisce.

E sopra il bosco quando fa sera
s’alza una luna di rame;
perché mai così poca musica,
perché mai un tale silenzio?

OSIP MANDEL’ŠTAM


Manchester


Ho il massimo rispetto per chi crede in Dio, ed a volte perfino in un certo senso li “invidio” perché nella fede trovano sempre una risposta per tutto; io non ci riesco.
Non posso credere che, se esiste un Dio, possa essere tanto crudele da permettere certe atrocità.

Guardo il sorriso di quella bimba e mi rattristo, perché non ritengo giusto che quella felicità sia svanita per sempre.
Non posso farmi una ragione per quelle giovani vite spezzate in una maniera tanto atroce mentre tanti delinquenti ed assassini finiscono tranquillamente la propria esistenza.
No, non ce la faccio proprio.

 


Ancora una volta.

Alzarsi una mattina ed ascoltare la notizia dell’ennesimo attentato in cui sono morti prevalentemente giovani, alcuni addirittura bambini, che si erano recati ad un concerto: una serata allegra tramutatasi in tragedia.
Fino a quando saremo disposti ad accettare una simile situazione?
Il mio timore è che si scateni quanto prima una caccia all’uomo, senza che venga fatta una distinzione tra “buoni” e “cattivi”: sono immigrati, regolari o clandestini, e tanto basta.
La cecità di chi ci governa mi preoccupa, il terzomondialismo d’accatto che li impregna (mix tra religione e marxismo) è pericoloso, chiesa e stato che predicano accoglienza indiscriminata sono entrambi colpevoli; difficile dire in quali proporzioni li spinga l’ottusità da una parte e l’avidità dall’altra.
Urge fermare quanto prima l’invasione, effettuare quanto prima i respingimenti, bloccare quanto prima gli elementi pericolosi.
A QUANDO UNA CONTROMARCIA CONTRO L’IMMIGRAZIONE I REGOLARE? ALLORA I FANTOMATICI 100.000 DI MILANO VEDRANNO QUAL È LA VERA REALTÀ DEL PAESE.

*****

Adesso i soliti ci diranno le solite cose: l’Islam è religione di pace e con gli attentati non c’entra; non c’entrano neppure i “migranti” perché spesso sono cittadini europei a tutti gli effetti (di seconda o terza generazione, quindi ancora peggio); magari sono depressi o persone con problemi familiari o esistenziali, poverini, bisogna comprenderli, magari sono incazzati perché vivono nei ghetti.
E per queste incazzatura i poverini si radicalizzano, specie se vanno in galera (chissà perché erano stati incarcerati) anche perché non li vogliamo integrare (o, meglio, non vogliamo integrarci NOI a loro).
Le colpe, secondo i terzomondisti, vanno suddivise equamente tra le Crociate, il colonialismo, l’islamofobia, tra chi costruisce armi ma anche TIR.
Aggiungiamo tra i capi espiatori Israele, il Mossad, l’America, Trump, la CIA.
Poi ci saranno le solite fiaccolate, canzoni, palloncini colorati, gessetti…le solite frasi con l’invito al dialogo, che non dobbiamo cedere al ricatto terroristico e bisogna continuare a condurre la solita vita e che non dobbiamo manifestare l’odio per non fare il gioco dei populisti islamofobi.
Intanto ho ascoltato le parole della regina Elisabetta e del premier Teresa May. Non ho sentito fino ad ora parole da parte del sindaco islamico di Londra.

IO VORREI SOLO VEDERE LE FACCE DI QUELLI CHE DOMENICA HANNO MARCIATO A MILANO, SINDACO IN PRIMIS.


Inviato dal Veloce promemoria


Milano “marcia” 2


Anche oggi su vari diari leggo che i milanesi hanno votato Sala, quindi che stiano zitti e buoni.

Eh no.

I milanesi che hanno votato l’attuale sindaco (ed ancora mi domando come diavolo abbiano fatto), sono poco più del 50% di quanti si sono recati al ballottaggio.
Il restante 49% (cui aggiungere la rimanenza che si è astenuta), è quella che ha subíto l’imposizione di questa marcia, quella parte sana della popolazione che lavora e produce (e tra questi anche molti immigrati storici e regolari).
La marcia, trasmessa anche su varie televisioni estere, non rappresenta altro che un bel biglietto d’invito per quanti verranno ancora “accolti ” nel nostro paese, alla faccia dei nostri disoccupati e bisognosi, in pratica è stato uno spot a favore dell’invasione.

Quegli slogan che venivano scanditi, significano di fatto che l’identità italiana (vale anche per gli altri stati europei) praticamente non esiste.

NO AI MURI, ossia ai confini, ossia quel filtro che disciplina gli ingressi in un determinato paese;

NON CI SONO ILLEGALI, in pratica un’accoglienza indiscriminata di quanti si presentino;

NON CI SONO STRANIERI, ossia la patria dovrebbe quindi essere il mondo intero, però chissà perché la maggior parte sceglie il nostro paese.

Se esiste una nazione di nome Italia è perché ci sono dei confini che la delimitano, e la Costituzione stessa enuncia che questi devono essere difesi. L’articolo 52 inizia infatti con le parole

“La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”.

Invece sembra che quanti hanno marciato a Milano (extracomunitari esclusi), disattendano questa norma, che è quanto di più logico possa esistere, in quanto non è naturale sacrificare il proprio benessere (talvolta persino l’esistenza) e quello dei nostri discendenti a favore degli ultimi arrivati.

Quel terzomondismo sostenuto sia dalla Chiesa che da una certa sinistra ci porteranno ad un suicidio collettivo, depauperando tutte le nostre sostanze.

Aspetto solo che anche altre parti politiche organizzino una marcia CONTRO questa invasione: vedremo allora i veri numeri della protesta.

(NB: Conoscendo bene la Piazza del Cannone, dubito che ci siano potute entrare centomila persone).


…’me piöv

Giuseppe Faraone Pittore Macchiaiolo Impressionista

…’me piöv! ‘me fresca la citâ nel piöv!
quèl verd del camion, l’umbrèla che camina,
la lüs sghemba di tram ch’j slisa al vent,
e mì che sogni el nient – va e vègn la mina
süj strâd chì, de Milan, tra ‘l curr di gent
e j urelogg ch’în ferma stamatina –
e la mia vûs la cerca el firmament…
‘me piöv süj mè penser, e sü quj ciar
che mett paüra dai macchin ‘me indurment…
…ah bèl guttà che stagna e desfa i sò mister,
nüm chì càntum amô sensa savèl
de quèl che al quiss del vìv slengua i penser.

Franco Loi


OGGI…

Se permettete, oggi mi riposo 🙂

Sei scudetti CONSECUTIVI è cosa che non era mai capitata.


Notte di maggio

Era una notte del mese
di maggio, azzurra e serena.
Sull’azzurro cipresso
il plenilunio brillava,
illuminando la fonte
dove l’acqua zampillava
or si’ or no singhiozzando.
Solo la fonte udiva.
Poi d’occulto usignolo
si senti’ il motivo.
Ruppe raffica di vento
la curva dello zampillo.
E una dolce melodia
vagò’ per tutto il giardino:
un musicante tra i mirti
il suo violino suonava.

Antonio Machado


Milano marcia

Foto LaPresse – Claudio Furlan
20/05/2017 Milano ( IT )
Cronaca
Marcia per i diritti dei migranti Nessuna persona è illegale

Benvenuti alla marcia di Milano, quella per “accoglienza a tutti indiscriminatamente”, quella in cui marciano le persone che devono vivere nelle case con porte blindate e finestre protette da inferriate. La marcia di quelli “no muri, ma ponti”.

Le abitazioni non sono protetta forse da muri? I cancelli non delimitano forse un territorio? Apriamo quindi porte e cancelli e lasciamo entrare tutti. E i ponti, almeno qui in Italia, prima o poi crollano.

Quanti di quelli che hanno partecipato alla marcia sono “cittadini normali”, ossia quelli che vivono senza scorta, senza auto blu, e non in case iperprotette da sistemi di sicurezza?

Molti di quelli che oggi hanno marciato fanno parte di quella élite che non ha voluto i “migranti” a Capalbio (ed infatti quella località è libera da clandestini!).

Ci sono i soliti noti: davanti a tutti Sala, che probabilmente non sa nemmeno come sia fatta una periferia milanese ed a seguire tutti gli altri: in primis le cooperative rosse che difendono con unghie e denti i loro profitti, la CGIL che mette il becco ormai dappertutto (partito mimetizzato da sindacato) e di lavoro non si occupa quasi più, politicanti vari, radical-chic dimoranti in attico con vista Duomo, personaggi dello spettacolo che vivono grazie ai fondi statali, preti operai, ed infine loro, i migranti con annesso gommone, e non è dato di sapere quanti di loro sotto sotto simpatizzino per ISIS e compagnia bella. Migranti che sfuggono dalle guerre, bei ragazzoni aitanti che probabilmente hanno lasciato a combattere al fronte mogli e mamme!

È recente la notizia che tra chi finanzia certe ONG, oltre all’immancabile Soros che ha le mani in pasta in ogni operazione che profuma di denaro, c’è pure la Svizzera! Chi promuove queste manifestazioni ha in mente solamente la dissoluzione del sentimento identitario europeo e si serve degli extracomunitari come cavallo di Troia al solo scopo di raggiungere lo scopo prefisso.

Continuano a ripeterci che gli extracomunitari sono una risorsa e che ci pagheranno le pensioni: con cosa, visto che non lavorano? E quanto ci costano invece? Se il PIL rientra nei parametri stabiliti dall’Europa, è solo perché questo risultato viene raggiunto con i tagli alla sanità, all’istruzione, alle varie infrastrutture, quindi su di me, cittadino normale, gravano questi maggiori costi oltre a quelli del mantenimento di queste persone.

Il mio timore è che si giunga ad una guerra civile: gli italiani si sentono traditi vedendo che ai loro legittimi interessi vengono anteposti quelli dei migranti che non producono nulla, solo costi. Lo Stato si comporta come quei genitori che destinano le proprie risorse non ai propri figli, ma a dei perfetti estranei, solo che in questo caso i genitori finirebbero in carcere.

E mi cascano le braccia quando sento il presidente del Senato Grasso dire che l’integrazione e l’accoglienza rendono più sicura la città…

(NB: non ho voluto appositamente commentare l’aggressione in Stazione Centrale da parte di un italiano (?) avvenuta l’altro giorno, sempre che si possa definire italiano uno nato sì in Puglia e di madre italiana, ma di padre tunisino tanto che il nome è Ismail Tommaso Ben Yousef Hosni, che scrive in arabo inneggiando all’ISIS e che è ritornato in Italia da soli due anni dopo aver vissuto sempre in Tunisia).


Romanticismo :-)

Ernesto Ragazzoni
I dolori del giovane Werther
 

Il giovane Werther amava Carlotta 
e già della cosa fu grande sussurro.
 
Sapete in che modo si prese la cotta?
 
La vide una volta spartir pane e burro.

Ma aveva marito Carlotta, ed in fondo
un uomo era Werther dabbene e corretto;
e mai non avrebbe (per quanto c’è al mondo),
voluto a Carlotta mancar di rispetto.

Così, maledisse la porca sua stella;
strillò che bersaglio di guai era, e centro;
e un giorno si fece saltar le cervella,
con tutte le storie che c’erano dentro.

Lo vide Carlotta che caldo era ancora,
si terse una stilla dal bell’occhio azzurro;
e poi, vòlta a casa (da brava signora),
riprese a spalmare sul pane il suo burro.


Ritorno a casa.


Mi sembra di essere Pasquale Ametrano, il personaggio interpretato da Carlo Verdone: al confine italo-sloveno avrei voluto scendere dall’auto e baciare il sacro suolo: non il nostro, ma il loro.
Davvero credo che noi italiani dovremmo abbassare un po’ la cresta e prendere ad esempio chi è meglio di noi. Ci riempiamo la bocca delle glorie passate – immense, non c’è che dire – e minimizziamo le magagne attuali, immense pure loro, e non facciamo nulla per eliminarle.
Lubiana ha fatto del turismo un business mentre noi non valorizziamo abbastanza le nostre bellezze naturali ed artistiche, e solo da poco puniamo chi le deturpa.
A Lubiana mi è sembrato di tornare indietro di una quindicina d’anni: una città pulita, ordinata, dove, girando, si avverte il senso della sicurezza. Come avevo già scritto, in giro non si vede nessun mendicante, nessun extracomunitario che rompe le scatole mentre si passeggia, piagnucolando di avere fame (?).
E paradossalmente il senso di sicurezza lo si avverte proprio per la mancanza di forze dell’ordine. Da noi è pieno sia di pattuglie che di elementi indesiderati: ovvio che senza questi ultimi non siano necessari nemmeno i primi.
Quello che mi ha colpito poi è il gran numero di bambini e di mamme che passeggiavano con loro, spettacolo sempre meno usuale da noi.
Una città salottiera, molti locali all’aperto, tantissimo verde, una vastissima zona pedonale, si avverte dappertutto un senso di gioia di vivere, sia tra i turisti che tra i residenti.
Grande educazione, grande civiltà.
E noi, che SECOLI addietro della civiltà siamo stati il faro, ora arranchiamo penosamente e fatichiamo a tenere il passo.


Due donne

Lui ha due donne:
una che dorme nel suo letto
e una che dorme nel letto dei suoi sogni.

Lui ha due donne che lo amano:
una che invecchia al suo fianco
e una che gli offrì la giovinezza
per poi occultarsi.

Lui ha due donne:
una nel cuore della sua casa
e una nella casa del suo cuore.

Maram al-Masri

 


Lubiana, ultimo giorno

Avremmo dovuto salire al castello, ma c’era troppa coda da fare… una marea di giapponesi sembra essersi trasferita tutta in questa città. 😂
La festa di ieri si è trasferita dai Tre ponti alla piazza Congressi, dove affluiscono tantissime scolaresche. Ci sono pure gli stand di Polizia ed Esercito con alcuni loro mezzi, che i piccoli visitano con piacere e, per ricordo, ricevono in dono dei palloncini colorati.

Non ci rimaneva altro che passeggiare per la città.
Anche sul Ponte dei Macellai, con parte del fondo in vetro, è arrivata l’orrenda moda dei lucchetti, e qualcuno ci attacca pure i ciucci dei bambini. Sia sulle spalliere che sul ponte stesso o nelle sue vicinanze si trovano sculture un po’ inquietanti.

Poi un’altra piccola carrellata di edifici tra i quali l’ingresso del teatro dell’opera, e dei dettagli che mi sono piaciuti.

 

Infine le persone: ho fotografato i giapponesi che fotografavano 😅, poi il classico personaggio delle bolle di sapone che fa tanto felici i bambini, un suonatore sui Tre ponti col costume e lo strumento caratteristici ed infine (preso al volo perché mi è sbucato davanti all’improvviso) un tale che sembrava Leonardo da Vinci in bicicletta… il mio tipo 😂.


Ciao Lubiana, tornerò a visitati ancora. Mi è piaciuto il tuo aspetto “salottiero”, la cortesia della tua gente, mi ha colpito l’alto numero di bambini, il verde (non per altro è stata la capitale Green nel 2016), il tuo centro pedonale molto vasto, dove ho visto circolare tantissimi adulti con i monopattini, oltre alle biciclette e minuscoli bus elettrici da 6 posti… (quest’ultima foto è  presa dal web)


Inviato dal Veloce promemoria


Politica


Fare politica cosa significa?

Dovrebbe voler dire “governare”,  “provvedere ai bisogni della gente”, ossia risolvere i problemi, agire in nome e per conto del popolo e per il suo bene.

Premesso che l’ingerenza dello stato nella vita privata delle persone è arrivato ormai a livelli parossistici ma non ne risolve comunque i problemi, sembra che “fare politica” sia diventato invece solo un poltronificio, a volte perfino ereditario, per farsi una posizione, incassare bei soldi pubblici, inclusa una sostanziosa “liquidazione” per il reinserimento nella vita civile qualora non si venisse rieletti ed avere anche un buon vitalizio sempre a spese del popolo italiano.

Ecco allora il rigetto da parte di molti elettori per la politica tradizionale: delusi ed incazzati non si recano affatto alle urne oppure si gettano sui movimenti che proclamano a gran voce “Onestà onestà”, quindi votano come si suol dire “con la pancia”, ossia più per istinto che per ragionamento.

Però essere solo onesti (ammesso che lo siano tutti quelli che lo gridano, ma ne dubito) non è sufficiente: ci vuole anche capacità tecnica ed organizzativa.

Come possiamo pretendere che gente senza arte né parte, appena affacciatasi al mondo della politica sappia come muoversi, anche considerando la marea di norme, leggi, regolamenti?

E quando finalmente avranno acquisito un minimo di esperienza, ecco che arriva il “Limite di due mandati e poi a casa”, cosicché il cerchio non si chiuderà mai, perché subentrerà un altro gruppo di persone altamente incompetenti che causeranno più danni che altro.

 

 

 


Lubiana, terzo giorno

Dubbio: castello o battello?
Vista la bella giornata optiamo per il battello. Un piccolo tour di 45 minuti, per la maggior parte fuori dal centro città.
Il fiume ad un certo momento non è più canalizzato e le sponde sono ricche di vegetazione. Anche qui ogni tanto, tra il verde, si scorgono localini deliziosi. Ci sono anche varie scuole di canottaggio ed alcuni ragazzini che ne frequentano una si divertono a seguirci.
I ponti, visti dal basso, hanno tutto un altro aspetto.

In centro città c’è una festa, non so per quale motivo. Lungo le vie principali sono stati allestiti vari banchetti che vendono le mercanzie più disparate, per lo più gastronomia e bigiotteria. Inoltre ci sono vari artisti di strada, come i suonatori di xilofono ed un gruppo di donne, tutte di una certa età, che si esibiscono con tamburi, bacchette e bandierine, muovendosi ritmicamente: spettacolo molto apprezzato da una compagnia di giapponesi che ridevano ed applaudivano con molta energia, divertendosi come bambini.

Questa città mi affascina sempre di più.



Inviato dal Veloce promemoria


Lubiana, secondo giorno.

Lo scorso anno, sempre di maggio, eravamo a Zagabria, ed ho scritto che mi era piaciuta tantissimo. Lubiana però ha un fascino particolare. Sarà perché lungo il fiume si susseguono moltissimi locali – ristoranti, brasseries, bar, pasticcerie, birrerie, lounge bar – uno dietro l’altro, frequentatissimi ad ogni ora;
sarà perché anche qui non si vede l’ombra di un mendicante o un venditore di merce taroccata; sarà per l’estrema pulizia che regna ovunque; sarà per la cortesia della gente che, pur con la difficoltà della lingua, cerca di aiutare il turista in ogni modo.
La riprova di grande civiltà sta nel fatto che in giro non si vede nessun poliziotto, contrariamente a quel che succede qui da noi, dove gli extracomunitari girano impunemente pur con grande presenza di pattuglie delle forze dell’ordine.
Poi, statue e fontane in abbondanza…incluso il drago, in quanto san Giorgio è anche il patrono della città. E il castello, con la sua torre bianca, domina tutta la città.
Naturalmente, ecco altre foto.


Inviato dal Veloce promemoria