La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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La terza sezione è dedicata alle superfici riflettenti, alla struttura spaziale, ai cristalli.

Superficie riflettente naturale è l’acqua: ed ecco allora Escher ritrarre alberi che si specchiano in stagni o pozzanghere, con l’acqua immobile oppure increspata, dalla quale traspaiono anche i pesci che nuotano sotto la superficie.

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Poi c’è la concezione dello spazio, con la sua profondità, ed ecco allora una serie di “pesci” che si librano e dove l’effetto profondità è dato non solo dalle proporzioni che appaiono sempre più piccole, ma anche dall’intensità del colore che mano a mano sbiadisce.

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Però ci sono anche altre superfici, come le sfere riflettenti, tra le quali la celebre “Mano con sfera riflettente”, un suo autoritratto alquanto caratteristico ed originale, dove la figura dell’artista è centrale.

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Lo spazio è rappresentato anche da nastri che compongono figure, ispirati al racconto “L’uomo invisibile” dello scrittore di fantascienza H.G.Wells (tra parentesi, uno dei miei preferiti 🙂 ). Uno raffigura l’immagine di una donna, nell’altro invece il nastro rappresenta l’artista e la moglie Jetta uniti da un unico legame. Nella prima opera, l’effetto profondità è dato dalle nuvole, mentre nel secondo le sfere rappresentano l’infinito, sia del tempo che dello spazio.

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Sempre della serie “Nastri”, ecco il nastro di Moebius, una figura che ha un’unica superficie. Le formiche che si arrampicano su questa superficie finiscono fatalmente a ritrovarsi ogni volta al punto di partenza.

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Il nastro è utilizzato, impiegando anche per i Cavalieri che, ad un certo momento, si intersecano con la tecnica della tassellatura.

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Le immagini sono tratte da internet

(*) il nastro di Moebius si ottiene incollando le due estremità di un nastro, dando prima una mezza torsione.

 

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