La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per 25 aprile 2017

Fascismo e antifascismo

“Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso. Spingere le masse a combattere un nemico inesistente mentre il consumismo moderno striscia, si insinua e logora la società già moribonda”.
(Pierpaolo Pasolini ad Alberto Moravia, 1973).

Pasolini sempre lacerante nelle sue riflessioni…

(Dal web )


Chitarra

Un poco di Spagna… due poesie, la prima di Antonio Machado, il più noto, e l’altra di suo fratello Manuel, meno conosciuto. Naturalmente con accompagnamento di musica,musicista e compositore spagnoli. ❤

Il suono della chitarra

Chitarra di locanda che oggi suoni
jota e domani suoni petenera,
a seconda polverate corde,
chitarra di locanda delle strade,
giammai tu fosti Ii è sarai poeta.
Anima sei che all’anime viandanti
dice la solitaria sua armonia…
E ascoltandoti sogna il pellegrino
d’udire un’aria del natio paese.

Antonio Machado

Dice la chitarra

Parlo, singhiozzo, deliro,
e so del riso e del pianto.
Con le bocche rosse, canto.
Con gli occhi neri, miro.
Con gli innamorati, sospiro,
e rido coi buontemponi.
Le note son goccioloni
di cui il roseto si bagna…
E tutto il sale di Spagna
è vivo nei miei lacrimoni.

Manuel Machado


O partigiano

 

Nota:

Questa doveva essere la risposta a LauraLuna al mio precedente scritto sul 25 aprile, ma essendo piuttosto lunga ho ritenuto meglio tramutarla in un post.

 

Se esiste una persona che avrebbe dovuto aborrire il fascio, quella avrebbe dovuto essere il mio nonno materno.
Trentino di nascita, classe 1874, era un alto funzionario delle Ferrovie austroungariche (una delle sorelle di mia madre infatti era nata Vienna). Socialista “storico “, all’avvento del fascismo si rifiutò di prestare giuramento e perse così il posto. Solo in virtù di essere vedovo (per 2 volte aveva perso la moglie) con 3 bambine ancora piccole a carico (mia madre era nata da poco e sua madre morì di parto) ottenne un impiego quale bidello in una scuola.
Però peggiore fu il suo astio verso i partigiani quando il suo più caro amico (residente in Veneto) fu pestato selvaggiamente da costoro – tanto da procurargli un’invalidità permanente – solo perché fascista (la vera amicizia trascende dalle ideologie politiche o religiose o altro ). Non collaborazionista o altro: fascista e basta, un qualsiasi impiegato pubblico, niente di più.
Non voglio ricordare qui tutti gli eccidi commessi anche dai partigiani; i nomi di Armida Speranzon, Giuseppina Ghersi (tredicenne stuprata ed uccisa per un tema in classe!), la famiglia Ugazio, il quattordicenne seminarista Rolando Rivi (“domani un prete di meno” il commento degli aguzzini), i 200 marò della San Marco, i sette fratelli Govoni e i morti di Argelato, i 12 carabinieri del presidio alla centrale elettrica di Bretto, l’ assassinio di Giovanni Gentile ed innumerevoli altri casi purtroppo non isolati, dato l’alto numero delle vittime. Il brutto è che molte uccisioni continuarono anche dopo la fine della guerra, specie nel “triangolo della morte” e che molti assassini, come il “Giacca”, responsabile di Malga Porzûs, furono perfino decorati. Ecco, questo mi fa schifo. Tralascio volutamente le connivenze tra i nostri partigiani e gli infoibatori iugoslavi.
E per terminare, ritengo i partigiani responsabili anche dell’eccidio di via Rasella, dove furono così vigliacchi da non presentarsi, causando la strage per rappresaglia (ammessa dalle leggi di guerra) delle Fosse Ardeatine.
Qualcuno fu eroico, certo, forse tra i più idealisti, ma molti furono efferati assassini purtroppo glorificati in nome di una resistenza molto di nome e poco di fatto perché,  se non fosse stato per le forze alleate, i partigiani certo non sarebbero riusciti a liberarci.  Ed a quegli idealisti va il mio ringraziamento, non certo a quanti volevano sostituire una dittatura con un’altra ancora più brutale e violenta. Questi ultimi non li ritengo eroi e tanto meno meritevoli di ricordo e glorificazione.

A seguire, alcuni link.


http://stragipartigiane.blogspot.it/

http://www.qelsi.it/2012/non-chiamateli-eroi-lelenco-delle-ausiliarie-uccise-dai-partigiani-dopo-che-si-erano-arrese-2/
https://dietrolequintee.wordpress.com/2013/08/21/storie-di-ordinaria-follia-partigiana/amp/
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Eccidio_di_Argelato

https://ricordare.wordpress.com/perche-ricordare/041-ancora-violenze-partigiane/