La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Ed amai nuovamente

Giovanni-Boldini-boldini Scialle-rosso-1880-ca.-Collezione-privata.-Courtesy-Galleria-Bottegantica-MilanoEd amai nuovamente; e fu di Lina

dal rosso scialle il più della mia vita.

Quella che cresce accanto a noi, bambina

dagli occhi azzurri, è dal suo grembo uscita.

Trieste è la città, la donna è Lina,

per cui scrissi il mio libro di più ardita

sincerità; né della sua fu fin’

ad oggi mai l’anima mia partita.

Ogni altro conobbi umano amore;

ma per Lina torrei di nuovo un’altra

vita, di nuovo vorrei cominciare.

Per l’altezza l’amai del suo dolore;

perché tutto fu al mondo, e non mai scaltra,

e tutto seppe, e non se stessa, amare.

Umberto Saba

dipinto di Giovanni Boldini


La foglia

Io sono come quella foglia, guarda,
sul nudo ramo, che un prodigio ancora
tiene attaccata.

Negami dunque. Non ne sia rattristata
la bella età che a un’ansia ti colora,
e per me a slanci infantili s’attarda.

Dimmi tu addio, se a me dirlo non riesce.
Morire è nulla; perderti è difficile.

 

Umberto Saba


Silenzio

casa nw-0006-1_1_origSilenzio! Hanno chiuso le verdi

persiane delle case.

Non vogliono essere invase.

Troppe le fiamme

della tua gloria, o sole!

Bisbigliano appena

gli uccelli, poi tacciono, vinti

dal sonno. Sembrano estinti

gli uomini, tanto è ora pace

e silenzio… Quand’ecco da tutti

gli alberi un suono s’accorda,

un sibilo lungo che assorda,

che solo è così: le cicale.

Umberto Saba

dipinto di Neale Worley


Primavera

Primavera che a me non piaci, io voglio
dire a te che di una strada l’angolo
svoltando, il tuo presagio mi feriva
come una lama. L’ombra ancor sottile
di nudi rami sulla terra ancora
nuda mi turba, quasi anch’io potessi,
dovessi
rinascere. La tomba
sembra insicura al tuo appressarsi, antica
primavera, che più d’ogni stagione
crudelmente risusciti ed uccidi.

Umberto Saba


Il disoccupato

Dove sen va così di buon mattino
quell’uomo al quale m’assomiglio un poco?
Ha gli occhi volti all’interno, la faccia
si dura e stanca.
forse cantò coi soldati di un’altra
guerra, che fu la nostra guerra. Zitto
egli sen va, poggiato al suo bastone
e al suo destino,
tra gente che si pigia
in lunghe file alle botteghe vuote.
E suona la cornetta dell’aria grigia
dello spazzino

Umberto Saba

(Adatto al 1° maggio)


Senza titolo

Sera di febbraio

Spunta la luna. Nel viale è ancora

giorno, una sera che rapida cala.

Indifferente gioventù s’allaccia;

sbanda a povere mete.

Ed è il pensiero

della morte che, infine, aiuta a vivere.

Umberto Saba


Quando il pensiero

Quando il pensiero di te mi accompagna
nel buio, dove a volte dagli orrori
mi rifugio del giorno, per dolcezza
immobile mi tiene come statua.
Poi mi levo, riprendo la mia vita.
Tutto è lontano da me, giovanezza,
gloria; altra cura dagli altri mi strana.
Ma quel pensiero di te che vivi,
mi consola di tutto. Oh tenerezza
immensa, quasi disumana!

Umberto Saba

 


Neve

Neve che turbini in alto e avvolgi
le cose di un tacito manto.
neve che cadi dall’alto e noi copri
coprici ancora,all’infinito: imbianca
la città con le case,con le chiese,
il porto con le navi,
le distese dei prati…..
(U. Saba)