La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Daniza

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Certo, dispiace. Un animale ucciso “per errore”, non si sa quanto voluto. Però adesso si sta rasentando la follia. C’è chi augura la morte all’incauto fungaiolo, chi invoca le dimissioni del presidente della Provincia, chi addirittura del Ministro dell’ambiente se non addirittura del governo. Altri invece invitano a boicottare il Trentino, come se tutti gli abitanti della provincia fossero a favore della soppressione della bestia.

L’errore sta all’inizio, quando nel 2000 viene varato il progetto “Life ursus”, con la reintroduzione di 10 orsi importati dalla Slovenia (3 maschi e 7 femmine) nel Trentino.

http://www.orso.provincia.tn.it/storia_arco_alpino/progetto_reintroduzione/pagina18.html

Ovvio che le femmine (per giunta in numero maggiore) si sarebbero riprodotte, e lo scopo era appunto quello di raggiungere nell’arco di qualche decennio una popolazione di una quarantina di plantigradi. Un orso tempo addietro era sconfinato in Svizzera, dove l’avevano ucciso senza tanti complimenti. Gli altri hanno continuato a girare per la provincia di Trento e zone limitrofe senza troppi inconvenienti. La loro dieta infatti è molto diversificata e spesso si avventurano nei frutteti per fare razzia di mele, cibandosi prevalentemente di quelle già cadute dai rami. Ma anche in caso di incursioni negli ovili, (cosa che accade prevalentemente in autunno, prima del letargo invernale quando le bestie devono fare scorta di grasso per sopravvivere al freddo), il bestiame viene comunque risarcito agli allevatori. Questo succede non solo in Trentino con gli orsi, ma anche in altre regioni dove i predatori sono, ad esempio, i lupi o le linci.

Daniza è morta, ma anche l’avessero catturata i cuccioli sarebbero rimasti soli comunque, e difficilmente riusciranno a sopravvivere, specialmente quello che non è monitorato tramite un chip. Dovessero sopravvivere, diventeranno grandi e grossi e quindi predatori: che faremo allora? Uccideremo pure loro? Quindi a che serve un progetto di reintroduzione di una specie se poi dobbiamo abbatterla?

Se qualcuno me lo spiega…

http://www.orso.provincia.tn.it/biologia_habitat_distribuzione/alimentazione/

 


Ancora sui 150 anni dell’Italia….

Per comodità, chiamerò Altoatesini gli abitanti dell’Alto Adige di lingua italiana, e Sudtirolesi quelli di lingua tedesca.


Ne ho già accennato e ne discutevo con una persona… Il 150^ per quanto concerne l’Unità d’Italia per mio conto è un falso storico, una ricorrenza voluta da Prodi e dai quei compagnetti che alla bandiera italiana (quando addirittura non la bruciavano in piazza), sovrapponevano quella rossa dato che il comunismo era “internazionale”. Il 1861 segna solamente la proclamazione del Regno d’Italia, composto allora dal Regno di Serdegna e dall’ex Regno delle due Sicilie, conquistato da Garibaldi e dai Mille con il supporto degli Inglesi.

Che mi risulti, l’annessione del Veneto fu attuata solo nel 1866 e quella di Roma, con quel che restava dello Stato Pontificio, praticamente il solo Lazio,nel 1870, dopo la presa di Porta Pia, tanto che la capitale venne spostata là solo nel 1871.

 

 

Qui in Alto Adige sta succedendo il finimondo perché la Giunta provinciale ha deciso di non aderire ai festeggiamenti, pur non proibendo, ovviamente, agli altoatesini di parteciparvi, e la questione sta assumendo anche rilevanza nazionale. Se per quanto concerne i monumenti la mia posizione era diametralmente opposta a quella dell’Obmann, Luis Durnwaldner, (sia da un punto di vista artistico che di natura storica, non certamente “nazionalista”), qui devo dargli pienamente ragione. Il Suedtirol, contrariamente al Trentino, con il quale molti lo confondono, è sempre stato austriaco, dal valico del Brennero fino al confine di Salorno. Grazie al trattato di Versailles fu inglobato di prepotenza nello stato Italiano che vedeva nelle Alpi il confine naturale della nazione. I sudtirolesi pertanto nulla hanno da celebrare, costringerli a ciò è una imposizione, come qualcuno che pretende che il suo amore venga forzatamente corrisposto. Gli altoatesini nemmeno non hanno nulla da festeggiare, visto che diventarono italiani solamente nel 1919, in seguito al succitato trattato. Inoltre il territorio fu italianizzato da Mussolini solo con massicci trasferimenti da altre parti d’Italia, prevalentemente dal Veneto e dal Meridione, allora tristemente sottosviluppati.

Il Meridione recrimina ancora oggi per lo spoglio attuato dai Savoia, (piccolo inciso…Vittorio Emanuele II era un gran pu***re, altro che Berlusconi!), tanto da ritenere questa invasione la causa del brigantaggio che infestò queste terre.

Consideriamo gli eventi da un’altra angolazione: perché riteniamo legittime le aspirazioni dei lombardo-veneti, dei toscani, dei marchigiani ecc. ad aderire al regno d’Italia, e vituperiamo tanto se lo stesso fanno i sudtirolesi?

E’ poi da verificare la legittimità dei plebisciti, visto l’esiguo numero di persone che in quel periodo avevano il diritto di voto e non esprimevano certamente il sentimento popolare e nazionale. Il popolo in quei tempi aveva un solo motto “Franza o Spagna, purché se magna”, dato che l’Italia era sempre stata territorio di conquista da parte di altre Nazioni, e le aspirazioni insurrezionali la plebe le lasciava ai “signori”.

Su un quotidiano locale ho letto tantissimi commenti di gente “forestiera” che nulla conosce della storia di questa Provincia se non per averci passato qualche periodo in ferie, (confondendola appunto con il Trentino ed altre amenità del genere) e che farebbe quindi bene a tenere il becco chiuso…

Infine, non del tutto irrilevante, le spese per questa ricorrenza…enormi, considerando la crisi … E qui sto con la Marcegaglia. Le imprese, già oberate di costi dovrebbero sobbarcarsi anche quelli aggiuntivi della giornata festiva retribuita…