La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Tradizioni e polemiche

Halloween è passato, e con esso le varie polemiche che spesso accompagnano questa ricorrenza.

Già, perché inevitabilmente saltano fuori le persone che criticano “l’americanata” che distrugge le nostre tradizioni, dimenticando che le origini prima che americane sono anche celtiche , ma provengono anche dall’area alpina, dove la notte del 1° novembre era usanza accendere delle lanterne ricavate dalle zucche intagliate (le Lümere), lasciando un po’ di cibo in un piattino, solitamente fave, castagne e qualche dolcetto. Da qui la tradizione ancora viva a Milano del “Pan dei morti”, biscottoni tipici di questo periodo, impastati con cacao e pinoli. Usanze, quelle di lasciare dolcetti e fare regali ai bambini, che esistono anche in altre parti d’Italia.

E stupisce tanto più l’atteggiamento di queste persone in quanto sono spesso le medesime che accettano senza battere ciglio che nelle scuole la festa di Natale venga rinominata “festa d’inverno”, abolendo anche presepi, recite e canti natalizi, o quella di Pasqua diventi “festa delle uova di cioccolato”, tutto in nome di un asservimento totale ad un nuovo ordine che invita a non “infastidire” quanti professano altre religioni (in particolare una…).


San Martino

Lanternenumzug…Ossia portare in processione le lanterne.

Nelle nazioni di lingua tedesca, quindi anche in Alto Adige, in occasione di san Martino c’è l’usanza di preparate delle lanterne di carta colorata nelle quali inserire delle candele accese, e di girare poi per le strade con questi lumini accesi intonando canzoni dedicate al santo. Tutti conoscono la storia di Martino , che divise il suo mantello con un povero, e di questo parlano appunto le strofe cantate.

In città ormai questa ricorrenza non viene più ricordata, ma nei paesini ancora sussiste, ed allora nelle scuole elementari e dell’infanzia i bambini preparano ancora queste lanterne. Alla fine del giro per le strade del paese, le lanterne vengono poste poi dietro i vetri delle finestre, quasi a significare una nuova luce da portare al mondo, mentre sulla tavola si mangiano grossi biscotti ricoperti di glassa di zucchero, raffiguranti  un ometto che stringe al petto una pipa, da dividere con i commensali come san Martino fece con il suo mantello, ed altri dolci tipici, accompagnati da vino novello per gli adulti e dolce mosto per i più piccoli. Non chiedetemi però che attinenza ci sia tra il santo e l’ometto con la pipa: proprio non lo so!

Tante tradizioni si stanno perdendo, sopraffatte dalla modernità e dalla mancanza di tempo, o vengono sostituite da feste estranee, molto più “redditizie” dal punto di vista economico, come Hallowen (la cui matrice però è celtica, quindi europea), e sarebbe il caso di recuperarle per farle conoscere alle nuove generazioni.

Estate di san Martino

tre giorni e un pochettino