La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Articoli con tag “sicurezza

Un piccolo confronto

A Piacenza c’erano solo 10 carabinieri per fronteggiare 400 bastardi antifascisti
inferociti.
Leggo che a Milano – a detta del SIULP – in 20 anni i poliziotti sono calati considerevolmente, tanto che le volanti in servizio sono solo 13 con 2 agenti contro le 25 con 3 operatori di anni addietro.

Però le scorte a politici e loro amici sono invariate.

Laura Boldrini può contare su tre auto e 27 agenti.
Napolitano, mi dicono, ha 45 poliziotti a disposizione, più di quando era PdR ed aveva una scorta di “solo” 30 persone.
Saviano (?) dal 13 ottobre 2006 può contare su 7 agenti di scorta. Ora, per fortuna più nostra che sua, risiede a New York.
Renzi, la cui scorta era la gente, recandosi a Modena in qualità di PdC, si presentò con 24 auto e due moto…evidentemente la gente non bastava a garantire la sua sicurezza.
I potenti sono sempre protetti, per questo non hanno sentore delle difficoltà vissute dalla gente comune.


Contraddizioni

militari-strade-sicure1Alfano era a Milano per annunciare con fare tronfio che i reati in questa città sono in diminuzione, snocciolando cifre su cifre. Probabilmente gli accoltellamenti avvenuti gli altri giorni in piazzale Loreto e nel piazzale all’interno del Palazzo Lombardia sono pure casualità, come i 250 furti e le 10 rapine che avvengono ormai quotidianamente, il degrado di Rogoredo, le intimidazioni delle bande dei latinos. Pure il prefetto si accoda a questa tesi, dicendo che non c’è alcuna emergenza.

Se quanto afferma il ministro dell’Interno si dimostrasse vero, ossia che il numero dei reati è diminuito, non vedo la necessità di incrementare il numero dei militari che pattugliano la metropoli per l’operazione “Strade sicure” invece di portare questo numero a 800 addetti, contro i 400 del 2013 o i 650 fino ad oggi, e non vedo nemmeno perché il sindaco Sala abbia richiesto di aumentare il numero dei soldati. Il quale Sala ha dichiarato che la sicurezza “è una priorità della sinistra e alla destra non va lasciato un tema così delicato, una destra che sta festeggiando l’elezione di Trump (eh, non poteva mancare pure questo accenno!) e che gioca sulle paure della gente”.

Peccato che non la pensassero allo stesso modo quando divenne sindaco Pisapia: i militari a Milano, con la giunta Moratti, erano già presenti, e fu proprio Pisapia a volerli allontanare, il Pisapia che voleva che tutta Milano divenisse una grande Via Padova multietnica, quella via Padova che ormai è uno dei posti più pericolosi e meno sicuri.

Però c’è un però: non è che il numero dei reati è diminuito per alcuni semplici motivi? Primo, perché la gente non denuncia più molti reati ritenuti “minori”, anche perché moltissimi sono stati depenalizzati., ad esempio uno scippo è ritenuto, a torto, “microcriminalità”, ma è sempre una violenza contro la persona e contro la proprietà. Secondo: per le strade avvengono meno violenze, ma quanta gente ormai vive praticamente barricata in casa, con sbarre alle finestre, porte blindate e sistemi di allarme? In pratica le persone per bene vivono da recluse, mentre i delinquenti scorrazzano per la città.

A coronamento di questo discorsetto, una considerazione: se la città è così sicura, come si spiega il dispiegamento ingente di forze a protezione del ministro?

 

 

 


Analisi votazioni

 

Avevamo una città che era un gioiellino, una città che molti ci invidiavano, una città che quando la classifica per la qualità della vita stilata dal Sole 24 Ore la poneva al terzo posto, iniziavano i mugugni degli abitanti…

Adesso, con la scellerata politica del Governo per l’accoglienza indiscriminata, la città sembra diventata un immondezzaio.

Qui per tradizione siamo accoglienti, ma la prepotenza che dimostrano i clandestini ci innervosisce non poco. Sono ospitati in hotel a quattro stelle in pieno centro, non fanno una cippa dalla mattina alla sera, nemmeno le pulizie che vengono eseguite dai dipendenti dell’albergo, li trovi in giro ad elemosinare davanti ad ogni negozio anche molto lontano dalla destinazione loro assegnata, ed ora hanno anche il coraggio di lamentarsi perché il luogo dove dovrebbero andare a mangiare dista un paio di chilometri dall’hotel e pretendono un autobus per gli spostamenti. Sono ragazzoni grandi, grossi, robusti, giovani dai 20 ai 25 anni, non anziani cadenti o menomati.

Senza contare la sporcizia che si trova in giro, da molte parti si inizia a sentire un forte odore di urina, cosa mai successa prima, gli scippi ed i furti che sono aumentati, le ragazze che hanno paura di uscire alla sera da sole… Aggiungiamoci anche l’emergenza sanitaria in quanto alcuni hanno pure la scabbia.

Ed ora il PD, e pure la SVP che lo sostiene, fanno autocritica, ma solo perché le ultime elezioni hanno premiato altri partiti, come la Lega Nord ed il Movimento 5 Stelle. Credevano di fare il sindaco ancora al primo turno come era successo alle precedenti votazioni, invece si dovrà andare al ballottaggio. Certo, vincerà ancora lui, ed avrà una maggioranza risicata,  ma se per caso quel 42% di persone che non ha espresso il proprio voto (cosa mai successa in percentuali così alte) decidesse di votare scegliendo l’altro candidato, ci sarà da ridere…o piangere. Perché in ogni caso un sindaco di centrodestra non avrà la maggioranza e giocoforza si dovrà ritornare a votare come già era successo anni fa.

Nel frattempo, il sindaco uscente che andrà al ballottaggio, inizia a fare una parziale retromarcia,  riconoscendo che sulla sicurezza si poteva fare di più in senso davvero concreto (in campagna elettorale uno dei candidati della lista che lo sosteneva si era limitato a distribuire dei fischietti di colore rosso da usare in caso di pericolo!): più volte era stato chiesto dalla cittadinanza di dotare i quartieri più a rischio di telecamere, ma si era sempre opposto.

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Adesso addossa molte delle colpe alla Provincia che ha deliberato di accogliere un cospicuo numero di “migranti”, e di aver perso per questa decisione almeno duemila voti. Ma altre decisioni non sono state digerite bene, come quella di installare in città un sacco di autovelox, delibera assurda perché il limite di velocità è di 40 km/h, una cosa demenziale.

E così, tra proclami da una e dall’altra parte iniziano le diatribe tra le due fazioni. Chissà come finirà.

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Di tutto un po’

Oggi salto un po’ di palo in frasca…

Qualche giorno fa, per una pratica, mi sono dovuta recare in tribunale per il ritiro del certificato di appartenenza al gruppo linguistico, un documento richiesto per taluni adempimenti solamente ai residenti della mia provincia; all’entrata, il passaggio sotto la barriera fissa del metal detector, con il contestuale deposito di ogni oggetto metallico nell’apposito vassoio, poi è iniziata la scansione con il metal detector portatile: un suono continuo, per la fibbia della cintura e per altri oggettini impensabili nella borsetta, iniziando dalle cerniere per finire ai blister di una scatoletta di medicinali che porto sempre con me. Non riesco a spiegarmi come abbia fatto ad entrare una persona dentro il tribunale di Milano (uno dei più controllati d’Italia), con appresso una pistola.

Ora leggo che questo soggetto aveva una personalità paranoide, con la convinzione che tutti volessero “fregarlo”. Fatto sta che nel suo delirio mentale ha ucciso tre persone, ritenendole responsabili della bancarotta della sua agenzia immobiliare.

Ma sempre oggi, sul giornale, c’è un articoletto che riporta la triste notizia di ben 439 persone che si sono tolte la vita negli ultimi tre anni: di queste circa il 45% sono imprenditori che hanno dovuto chiudere la loro attività, mentre il tasso di suicidio tra i disoccupati, che non sanno più come sbarcare il lunario, è del 42%. Tutto questo, mentre qualcuno molto in alto, con arroganza e supponenza, continua a dichiarare che il carico delle tasse è diminuito.

È un giochetto che va avanti da tempo, con tutti i governi, compresi quelli precedenti. Già Berlusconi aveva sì diminuito le aliquote fiscali, però per fare quadrare i conti aveva dovuto tagliare i trasferimenti agli enti locali, e le prime a rimetterci sono state le amministrazioni comunali: in parte hanno potuto compensare la diminuzione dei fondi con l’aumento delle tasse locali, ma il più delle volte sono stati costretti a ridurre le prestazioni ai propri cittadini, in materia di sanità, sicurezza, servizi sociali.

Lo scorso anno avevo accolto la nomina di Renzi con favore: pur non aderendo alle sue idee politiche, speravo davvero che riuscisse nella sua opera di rottamatore e che portasse una ventata nuova, rilanciando lavoro ed economia. È passato più di un anno, e delle promesse da lui fatte, poco o nulla: la nostra credibilità internazionale è scesa ancora al di sotto dei governi precedenti, anche se abbiamo avuto la chance della presidenza del semestre europeo, conclusasi con un nulla di fatto. Il Corriere e Repubblica ultimamente lo hanno criticato, anche se in maniera velata; D’Alema lo ha definito arrogante -senti da che pulpito viene la predica -; Bisignani (beh, per quanto possa fare testo, per via della condanna su finanziamento illecito dei partiti e conseguente radiazione dall’ordine dei giornalisti), lo ha definito “gran paraculo”; i suoi stessi compagni di partito lo sopportano a malapena, anche se poi per opportunismo politico si piegheranno a 90 gradi ed accetteranno i suoi diktat, fatta eccezione, forse, per Civati. A qualcuno Renzi ha fatto comodo, con la faccenda degli 80 euro (anche se alcune categorie, come pensionati e lavoratori autonomi ne sono stati esclusi) e  quel che ha elargito l’aumento delle tasse se l’è mangiato in gran parte, anche se lui sfacciatamente lo nega.

Come ha scritto una mia simpatica corrispondente toscana di facebook

“ Mi domando come sia possibile che la terra che ha dato i natali a Dante, Machiavelli, Lorenzo de’ Medici, Leonardo, Galileo (ed ha dimenticato Michelangelo, Petrarca, Boccaccio, Giotto, Botticelli, Brunelleschi, Cellini) abbia prodotto Renzi…Mi sa che a sto giro ci hanno rifilato la solita patacca cinese…”


Ritorno a Milano

 

Bene, da domenica sono qui a Milano….caldo quasi estivo… soliti giretti per la città per vedere se c’è qualche cambiamento.

 

Certo che c’è.

 

In piazza Duomo sono ritornate le auto di Carabinieri e Polizia, da altre parti ci sono le jeep dell’Esercito con la scritta sulle fiancate “per una città più sicura” (o qualcosa del genere).

 

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Ma come, egregio signor sindaco…eri quello che non voleva vedere le divise per strada altrimenti Milano sarebbe sembrata una Beirut militarizzata, ed ora che, come tu volevi, la metropoli è diventata quasi interamente una via Padova, con relativi atti di delinquenza, ti rimangi tutto? Non solo, ma sempre in vista dell’esposizione sono state posizionate altre 20 nuove telecamere per la sicurezza, il che significa che “qualcuno” si è finalmente accorto che poi tanto sicuri non si era, nemmeno in pieno centro.

Le periferie per ora aspettano.

Certamente c’è da preparare il terreno per Expo 2015, ma ci sono anche le innumerevoli lamentele dei cittadini stanchi di rapine, borseggi, violenze … e le elezioni si avvicinano, specie quelle per una eventuale prossima “città metropolitana”! Hai una grossissima faccia tosta, sempre più persone si “dimenticano” di averti votato e tanti di quelli che ammettono di averlo fatto si definiscono “pirla” da soli.: adesso cerchi solo di riguadagnare il terreno perduto, ma sarà dura!

Però l’amato sindaco non si smentisce: vulcanico e immaginifico quanto mai, coadiuvato dalla sua giunta ne ha studiate delle altre: in occasione dell’Expo 2015, trasformare tutto un quartiere di Milano, comprendente anche corso Buenos Aires (definita, non so perché, “zona degradata”) in un quartiere gay, con cinema, bar, saune, ristoranti, edicole tutte dedicate al mondo omosessuale. Certamente la zona si animerà molto, ma in quanto a definirla più sicura ho i miei dubbi. Sotto sotto però il motivo è esclusivamente economico: il trend gay tira, ed allora perché non sfruttarlo?

http://www.ilgiornale.it/news/milano/nasce-gay-street-expo-diventer-meta-turistica-1008842.html

Poi l’altra trovata del geniale primo cittadino: requisire, con la scusa del degrado urbano, le case dismesse qualora siano inutilizzate da almeno cinque anni. Il tutto senza corrispondere nessun indennizzo al proprietario! Ci possono essere casi in cui il possessore del fabbricato non ha i soldi per rimetterlo in sesto, ci sono casi di eredità contese e mille altre situazioni. E tu, sindaco, ti permetteresti di sottrarre un bene al suo legittimo proprietario? Meditate, gente,meditate….

 

 

Piazza Duomo, come al solito, è sempre il primo punto di partenza. Prima per vedere le eventuali mostre al Palazzo Reale. Una, interessante, su Klimt, ed a quella non mancheremo sicuramente.

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L’altra è su Piero Manzoni,e questa di sicuro non andrò a vederla. La sua”Merda d’artista” di certo non mi attrae, e chi ha comperato le scatolette contenenti una simile “opera” di certo è uno st…upido. (il termine non era ovviamente quello scritto, anzi, era in linea con il contenuto delle lattine).

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In compenso in piazza è stato esposto un facsimile delle nuove carrozze della metropolitana, 14 delle quali inizieranno a circolare sempre in occasione di Expo 2015. Altre 16 verranno messe in funzione successivamente. Nel “vagone” è ospitata una piccola sala cinematografica dove viene proiettato un breve filmato in 3D dei nuovi treni,

 

 

metropolitana_15857248_MGTHUMB-INTERNAciascuno colorato a seconda delle linee di competenza. Fabbricate dalla Ansaldo Breda, consteranno di sei vagoni ciascuno capaci di trasportare 1200 passeggeri. Vedremo quanto tempo ci impiegheranno i writers a “decorarle”.

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Una normale mattinata a Milano

 

Ci rechiamo alla solita fermata della Metrò 1, la rossa,

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e subito c’è spettacolo. Due giovanottoni robusti corrono verso un ragazzo extracomunitario che staziona con fare indifferente dove si fermano le ultime carrozze. Pensiamo ad una rissa, invece è solo un arresto operato da agenti in borghese. Durante il viaggio, piuttosto lungo, veniamo “rallegrati” da un uomo che suona la fisarmonica, poi da un altro, accompagnato da un bimbo di forse tre anni, che chiede da mangiare per i suoi figlioletti, quindi ancora da una ragazza che canta accompagnata da un registratore che si porta a tracolla, infine da un poveraccio senza braccia che chiede l’elemosina. Alla fermata in cui scendiamo, l’immancabile zingara, anche questa accompagnata da bimbo in tenera età.

Durante l’ultimo periodo della giunta Moratti, questi episodi erano diventati sporadici. Spariti i bazar improvvisati sui marciapiedi, chiusi molti campi Rom irregolari, recintati i sottopassi dei cavalcavia per evitare insediamenti abusivi dei nomadi, aumentata la vigilanza urbana a mezzo di vari presidi mobili delle forze dell’ordine. Ora tutto è stato vanificato dalla nuova giunta Pisapia. L’attuale sindaco infatti ha voluto esportare il “modello via Padova” in tutta la città, con risultati visibili. Chi conosce via Padova, ed io ce l’ho praticamente dietro casa, risiedendo in viale Monza, sa che è un miscuglio di etnie. L’iniziale popolazione egiziana, che si occupava principalmente della vendita di tappeti, è stata scalzata dalle nuove ondate migratorie: tunisini, marocchini, cinesi, filippini e sudamericani convivono non troppo pacificamente tra loro, e i pochi milanesi in quella zona praticamente sono invisibili e quasi non osano uscire di casa, specialmente di sera.

In centro (piazza Duomo, Galleria, corso Vittorio Emanuele, il Castello, perfino nelle vie della moda), è tutto un viavai di cinesi che cercano di rifilarti sciarpe finto Burberry o giocattoli telecomandati, nordafricani che offrono rose, africani che vendono braccialettini portafortuna o libri…

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Ogni due passi ne trovi uno. Non posso dar torto ai tedeschi ascoltati in Galleria che, continuamente importunati, commentavano sfavorevolmente, pensando di non essere capiti, che certe cose da loro non accadono. Ed in effetti, nei miei recenti viaggi tra Amburgo, Dresda, Francoforte, Stoccarda ed altre città non ho mai assistito a spettacoli del genere.

Capisco il console americano che qualche settimana orsono invitava i suoi connazionali a non venire a Milano: c’era un po’ di esagerazione, certo, ma il succo è che la città sta pian piano peggiorando…

Certo, la città, per Expo 2015, si sta facendo sempre più bella. Dopo il grattacielo con relativi annessi di corso Como, tra i quali una piazzetta sopraelevata con laghetto e giochi d’acqua,

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è stato completato anche il Diamantone,

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gli altri edifici sono pure loro a buon punto (anche se devo ancora vedere quelli in zona ex Fiera, verso piazza Giulio Cesare), la M5 lilla, interamente automatizzata è entrata finalmente in funzione, però tutto questo non è sufficiente se ai cittadini ed agli ospiti che verranno per quella importante occasione non verrà garantita la necessaria sicurezza.

(Le immagini di corso Como le ho scattate col cellulare, le altre sono prese da internet)