La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Dilemma

 

Domenica si parte per qualche giorno a Lubiana. L’incognita è il tempo: sarà soleggiato? Ci sarà pioggia? Le temperature come saranno?

Così, per pochi giorni, mi toccherà portare una valigia sia con abiti leggeri che qualcosa di pesante.

Certo è che un maggio simile proprio non me lo aspettavo.

Il bello è che proprio in questo periodo i confini saranno maggiormente sorvegliati per la temporanea sospensione del trattato di Schengen.

Frontiere aperte per quanto riguarda l’accoglienza dei “profughi” senza documenti, chiuse invece per la salvaguardia dei politici partecipanti al G7 a Taormina e del summit che si terrà successivamente a Bari, già normalmente superprotetti da scorte armate,.

La gente comune invece, in quanto a protezione, si arrangi.


Povera Europa

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Erigi un muro di qua,  chiudi una frontiera di là… L’Italia è rimasta l’unica con i confini aperti e si trasformerà in un gigantesco campo di cland… opps… “profughi” (?) .
E dire che molto tempo fa avevamo iniziato bene, dicendo che sarebbe stato opportuno identificare i “migranti” (?) mediante le impronte digitali,  ma l’UE allora ci bollò di razzismo.  Ed ora che le impronte non le prendiamo più,  la stessa  UE  ci obbliga a farlo! Coerenza,  dove stai di casa?
E quando avvertivamo che i “migranti”(?) avevano idee sulle donne piuttosto distanti dalle nostre, sempre l’UE ci bollava come razzisti dicendoci che invece i “migranti” (?) sono risorse.
Ora la Germania,  ossia la nazione che ha più voce in capitolo nella UE, si ritrova con un alto numero di donne molestate sessualmente e derubate di soldi e cellulari nella notte di Capodanno a Colonia da un migliaio di extracomunitari assatanati;  la scemenza più grande l’ha detta il sindaco (o la sindaca o sindachessa, facciamo contenta la Boldrini ) di Colonia, tale Henrietta Reker, che ha invitato le donne a non vestirsi in modo da provocare gli “uomini” (io li definisco  bestie), tenere da loro una distanza di sicurezza DI UN BRACCIO (Armlänge), non girare da sole e di munirsi di un bastone, non per picchiarlo in testa ai violentatori come sembrerebbe logico, ma per attirare l’attenzione di altre persone! In breve, le donne tedesche devono adattare i propri comportamenti a quelli degli “invasori ” tenendo presente la LORO cultura. CULTURA? La chiama cultura questa? Li considera risorse?  Di questo passo a forza di cedere su tutto siamo davvero destinati all’estinzione. (NB: le femministe sinistroidi non si sentono né si vedono, combattute tra l’ideologia dell’accoglienza a tutti i costi e quella della dignità femminile ferita).
Ritornando a noi che, come ho scritto, avevamo cominciato bene,  ora siamo il cosiddetto “ventre molle”. Gli altri, che ci definivano razzisti, si premuniscono e si difendono, noi facciamo entrare di tutto e di più,  con controlli irrisori. E sentire Alfano che dice “Non abbiamo interesse a sospendere Schengen “, mi viene spontaneo pensare alle numerose cooperative che campano sull’accoglienza dei “profughi “.
Le anime belle, le anime buone che sputtanavano tanto Orban per il muro, ora che anche Svezia e Danimarca sospendono Schengen,     tacciono.
Taccio pure io, ma per altri motivi: direi esclusivamente parolacce.