La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Scenari orwelliani

Se non fermiamo quanto prima questa deriva, ci si prospettano scenari simili a quelli immaginati da Orwell in 1984 oppure da Bradbury in Fahrenheit 451.
La storia e la cultura vengono  cancellate e riscritte secondo i canoni del politicamente corretto.
Già c’è stato chi ha proposto di proibire Dante per aver messo Maometto nel girone più basso dell’inferno,
Poi è stata la volta della Disney vietando ai minori di 7 anni film come Dumbo, Peter Pan e gli ARISTOGATTI (!).
Tra poco magari i network tipo Netflix toglieranno i vecchi Western con i pellerossa dai loro cataloghi, infarcendoli però di personaggi LGBT. Pur rispettando le loro scelte, riconosciamo però che loro, oggettivamente, sono
solo una piccola minoranza nel mondo rispetto agli eterosessuali.

L’ultima follia l’ha studiata l’Unione Europea, cassando pericolosissimi termini come “di colore, madre, padre, normodotato, omosessuale, sordo, transessuale, migrante illegale – ovverosia clandestino – e nano”. Il sesso biologico diventerà “sesso” assegnato alla nascita! Vedo già l’impiegato dell’anagrafe che assegnerà un sesso al nascitur*

Credete davvero che abolendo le parole “padre e madre” qualcosa cambi? Al mio paese, per riprodursi sono necessari due sessi: omosessuali e lesbiche, senza “aiutini” dall’esterno non possono certo farlo.

Già tempo addietro la parola “normale” era stata sostituita con “normodotato”, ora che questo termine viene vietato si dovrà dire “persona senza disabilità”. Tra poco vieteranno anche la parola morto sostituendolo con “diversamente vivo”?

Qui in Italia abbiamo avuto le nostre aberrazioni linguistiche dovute alla parlamentare Laura Boldrini che declinava al femminile un sacco di termini, come sindaca, presidenta e via dicendo, dimenticandosi però di volgerne altri al maschile (dentisto, autisto, psichiatro).

Tutto è iniziato molto tempo prima, abolendo parole come cieco, sordo, zoppo. Il mondo si è popolato di non vedenti, non udenti, disabili o diversamente abili, come se cambiando il nome magicamente scomparisse la menomazione. Lo stesso dicasi per la collaboratrice familiare (chiamarla domestica o ancor peggio serva è disonorevole) come pure il bidello, improvvisamente assurto al rango di operatore ecologico anche se continua ad espletare le medesime mansioni.

Tutti questi burocrati ottusi che occupano gli scranni sia italiani che europei cercano di imporci la neolingua in puro stile orwelliano: chissà che non giungano pure a modificare i testi preesistenti, trasformando in realtà quello che il libro “Millenovecentottantaquattro” aveva solo ipotizzato. Magari nelle loro piccole menti pensano così di eliminare le differenze tra sessi, razze, culture…

Intanto in Francia aboliscono i numeri romani, così Luigi XIV diventa Luigi 14… e probabilmente non è ancora finita!