La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Parere personale

draghi-dante1Non che Draghi mi fosse particolarmente simpatico, però credevo che nessuno avrebbe potuto essere peggio di Conte, quindi avevo accolto la sua nomina con scetticismo ma speranzosa che qualcosa sarebbe cambiato.

Poi ho visto alcune riconferme dal passato governo, due nomi a caso, Speranza e Lamorgese, e lo scetticismo è aumentato.

Con la conferenza di ieri, posso dire ormai che provo solo disgusto.

Anni ed anni fa, lo ammetto, ero iscritta all’allora PCI e, come si dice, il peggior nemico è quello che si è pentito dell’errore fatto. Io mi sono pentita del peccato di gioventù, in quanto col tempo mi sono resa conto che quanti dichiaravano di voler difendere i lavoratori e salvarli dallo sfruttamento pensavano più che altro al loro interesse e, con l’andare del tempo, sono diventati i sostenitori dei poteri forti e delle banche.
Oggi vedo gente che si definisce liberale, quale io sono diventata negli anni, abrogare ogni nostra libertà e compiacersi di questo.
Nel frattempo giornalisti e filosofi DI SINISTRA sono coloro che oggi prendono la penna in mano per condannare le storture del sistema e denunciare le restrizioni cui sono sottoposti i non possessori del passaporto verde.
Tra questi, Piero Sansonetti, Ermanno Bencivenga, Massimo Cacciari, Giorgio Agamben, Gianni Vattimo si sono dimostrati estremamente critici verso le misure “dragoniane” (permettetemi il gioco di parole), chiedendo risposte chiare ai dubbi legittimi dei cittadini, denunciando la perdita delle libertà tarpate tramite l’istituzione del lasciapassare verde.


Giustizia è fatta (?)

berlusconiMezza Italia esulta e l’altra mezza si indigna per la condanna di Berlusconi. Le giudici hanno addirittura comminato un anno più di quanto avesse richiesto da     (G)Ilda la Rossa, nemica giurata dell’ex Presidente del Consiglio.

E’ naturale che l’opinione pubblica sia compatta in caso di condanna di un omicida o di chi ha commesso altri gravi reati: semmai ha delle divergenze solamente nel caso la condanna sia ritenuta troppo lieve. Nel caso dell’ex Presidente del Consiglio, l’opinione era già preventivamente schierata tra colpevolisti ed innocentisti, ma molto contava anche l’orientamento politico di chi seguiva le fasi del processo.

Ho sempre detto che, nonostante tanti pensino diversamente, a me Berlusconi non è mai stato particolarmente simpatico, tutt’altro, ma questa condanna la trovo incongrua.

Una voce inaspettata giudica la sentenza assolutamente inadeguata, Piero Sansonetti, che non può assolutamente essere tacciato di simpatie filoberlusconiane, essendo davvero il classico veterocomunista, e risponde ad una intervista su ilsussidiario.net  esprimendoi suoi dubbi su un certo tipo di magistratura e paragona il giudizio a quello che esprimevano le Brigate Rosse nei loro processi.

http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2013/6/25/BERLUSCONI-CONDANNATO-Sansonetti-con-questa-sentenza-i-giudici-vanno-al-potere/406249/

sansonetti

E quello che ancor più sconcerta è  che tutte, dico TUTTE, le testimonianze a favore, trentadue, non solo quelle delle cosiddette olgettine ma anche quelle dei funzionari della questura che si sono espressi per quel che concerne la famosa telefonata, verranno passate nuovamente al vaglio della magistratura per verificare se ci siano state false testimonianze, il che significa nuovi processi ed altri soldi che lo stato dovrà sborsare dopo le ingenti somme spese per le intercettazioni.

Guarda caso, quando ci fu la famosa legge Severino sulla corruzione si disse che a beneficiarne sarebbe stato Berlusconi, però fino ad oggi l’unico che ne è  uscito fuori è stato Penati che, contrariamente a quanto aveva promesso, non ha affatto rinunciato alla prescrizione.

Lo stesso Pierluigi Battista, sul Corriere, fa notare come la condanna di Berlusconi non sia congrua e scrive che le condanne devono essere giuste e non “esemplari”, sottintendendo un certo desiderio di rivendicazione femminile, se non addirittura di vendetta. Altri mass media confrontano  con altre condanne e citano ad esempio Misseri e Scattone che hanno avuto condanne simili se non addirittura più lievi per reati molto più gravi.

Peraltro la condanna trasformerà Berlusconi in un martire… quindi piano con le esultanze di chi ora crede di essersene liberato.  


Libertà di espressione

 

Da “il Giornale” di oggi, cronaca di Milano….

Scusatemi, i compagni non vogliono che parli con voi. È con un certo imbarazzo che Piero Sansonetti (ex direttore di Liberazione, ex condirettore dell’Unità) scrive ai militanti di Forza Nuova per declinare l’invito a partecipare al loro dibattito. Il giornalista avrebbe dovuto prendere parte a un confronto su fascismo e antifascismo, programmato per stasera, assieme al leader del movimento di estrema destra, Roberto Fiore. Ma ieri, alla vigila della conferenza, ha inviato una lettera, per chiedere scusa e comunicare la sua assenza. «Scusate per la decisione tardiva – scrive – ma è inevitabile. Per me è una sconfitta». In sostanza, i suoi gli hanno dato contro. Addirittura il «Fatto quotidiano», nella sezione blog, se ne è uscito con un appello dal titolo: «Forza Nuova no! Sansonetti ripensaci». Insomma, proprio i «compagni» che chiedono confronto, tolleranza, libertà di pensiero e di parola a ogni manifestazione spronano il giornalista a non mischiarsi «con i fasci». Come a dire: va bene il dibattito, ma solo tra noi che la pensiamo alla stessa maniera. Non certo nella tana del nemico.
Il sottotitolo della conferenza organizzata da Forza Nuova nella sede di piazza Aspromonte è «solo per chi non ha pregiudizi, per chi non teme il confronto e per chi non ha paura delle idee». Un invito declinato all’ultimo momento suona come un pregiudizio. E invece l’incontro, senza dubbio controcorrente, sarebbe stato l’occasione per un dibattito politico, magari costruttivo. «La libertà di pensiero è un valore assoluto – si legge nel blog del Fatto Quotidiano -. A Piero Sansonetti però forse è sfuggita la situazione di mano perché parteciperà a un incontro con il neo fascista Roberto Fiore».

Carissimi,
mi dispiace molto, ma non sarò alla vostra iniziativa di venerdì. Anche se so benissimo che l’avevamo concordata insieme.
Non ci sarò per una ragione molto semplice: tutti i miei amici, i miei compagni, i miei fratelli – tutti, proprio tutti – mi hanno detto in queste ultime ore che non devo andare. Sapete, a me piace fare le battaglie minoritarie. Non sono mai stato in maggioranza in vita mia. Però, una cosa è essere minoranza, anche piccola minoranza, una cosa diversa è sentirsi assolutamente solo. Penso che talvolta bisogna avere l’umiltà di pensare: «Forse sono io che sbaglio». E di considerare l’ipotesi che l’anticonformismo, quando è assolutamente isolato, diventa goliardia.

Carissimi, mi dispiace per i danni che vi creo con questa mia decisione così tardiva. Ma è inevitabile. Per me è una sconfitta: in politica esistono le sconfitte, anche se in genere le si nega. Resto convinto che il dialogo sia l’unica forma civile di rapporto tra esseri umani. Il dialogo con tutti. Tutti. Penso che prima o poi riusciremo a riprendere il dialogo anche con Voi.
Vi faccio gli auguri di buon lavoro. In bocca al lupo.
Piero Sansonetti