La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Altro parere personale

Il discorso dovrebbe essere più articolato, però ho poco tempo perché, tanto per cambiare, sono nuovamente sul piede di partenza (del resto, dopo un’estate come quella di quest’anno, un intervallo ci vuole). Quindi poche righe, e pure sconclusionate.

Quanto mi disturbano quelli che, dopo anni ed anni, continuano a parlare di fascismo. Per definizione le persone di destra, anche se oggi  tra queste la maggior parte sono di idee liberali, sono fasciste e quindi razziste, ignoranti, maschiliste quindi, scusatemi il termine, cazzute.

Io ricordo tanti comunisti: razzisti, certo. I pogrom effettuati in Russia non se li ricorda più nessuno? Hitler ne ha ammazzati tanti di ebrei, ma Stalin non fu da meno. Mussolini al confronto era nulla. Stalin inoltre ne ammazzò pure tanti dei suoi…

Quegli ignorantoni di sinistra (ebbene sì, ce ne sono anche da quella parte), dimenticano tante belle menti di allora e pure di oggi che hanno una visione liberale sia del mondo che dell’economia: niente vincoli burocratici asfissianti, le tasse “giuste”, impresa libera.. ma loro, i “rossi”, ancora oggi parlano di PADRONI, come D’Alema pochi giorni fa…. Forse quarant’anni fa c’era davvero il padrone, oggi si chiama IMPRENDITORE, ed è quello che tira avanti la baracca, investe del suo, crea lavoro e con questo sostenta altre famiglie: insomma, la locomotiva che traina i vagoni.

Il lavoro è sia un diritto che un dovere, ma in nome di una protezione assoluta del lavoratore si stanno tarpando le ali a chi decide di mettersi in proprio creando occupazione, ed il diritto spesso non è compensato dal dovere di prestare onestamente la propria opera…ci si mettono di mezzo pure i sindacati rimasti fermi allo statuto del 1970 che non si spostano di un centimetro anche di fronte alle esigenze odierne dovute alla crisi. Aggiungiamoci una tassazione a dir poco usuraia ed il quadro è completo.

Concludendo, in breve…

In Italia fare impresa è un’impresa…


C’è mondiale e mondiale

 

Il Mondiale?

Per me, il Mondiale di calcio per eccellenza è quello del 1982.

Ho ancora in mente il ricordo vivissimo di quell’anno, le partite viste da sola in quanto i bambini erano in ferie con i miei genitori e mio marito era di servizio. Rammento le incavolature durante la prima fase con quei pareggi striminziti con il Perù, la Polonia ed il Camerun, passando il turno solo per la differenza reti; in seguito, la paura per essere finiti in un girone a dir poco infernale con l’Argentina di Maradona ed il Brasile di Falcao…

Il silenzio stampa, per replicare alle critiche dei giornali, talvolta sfociati addirittura negli insulti, con il solo Dino Zoff delegato a parlare per tutti (ben poco, perché era il classico friulano taciturno).

L’Argentina, campione in carica, battuta da Marco Tardelli ed Antonio Cabrini (due juventini!) ma prendemmo un gol da Passarella…2 a 1 per noi. E qui il morale si risollevò un pochino.

Il Brasile ci aspettava: dopo pochi minuti Pablito Rossi segnò la prima rete, il pareggio pochi minuti dopo a cura di Socrates, ma Pablito non ha mollato  ed ha segnato ancora. Nel secondo tempo Falcao ci ha riagguantato…e Pablito ha compiuto un ennesimo miracolo: tripletta! La tensione era al massimo, perché Antognoni aveva segnato ancora ma un “errore” del guardialinee segnalò un fuorigioco inesistente, mentre pure Zoff, a pochi minuti dalla fine parò un tiro di Oscar… e così anche il Brasile se ne tornò a casa.

Ci aspettavano le semifinali: a noi toccò nuovamente la Polonia battuta per 2 a 0, con il solito zampino di Rossi…tutta un’altra partita da quella della prima fase… Nel frattempo, la Germania vinceva con l’altra semifinalista, la Francia.

Siamo arrivati  allora a quel fatidico 11 luglio, giorno della finalissima tra Italia e Germania. I tedeschi erano (e sono tuttora) i nostri avversari per antonomasia. Già all’inizio, brividi: Graziani si infortunò e venne sostituito e Cabrini sbagliò un rigore. A questo punto pensai davvero che per noi era finita con il morale sotto i tacchi. Ma nel secondo tempo il prodigio: il “solito” Pablito mise in rete, aggiudicandosi così anche il titolo di capocannoniere del torneo. Poi Tardelli…. il suo urlo e la sua “cavalcata” ormai sono entrati a far parte della storia del calcio; ed infine Altobelli. Alla Germania restò il gol della bandiera a cura di Breitner, seguito da una melina di passaggi di alcuni minuti scandita dagli “olè” degli spagnoli.

E finalmente Nando Martellini :

 

 >È finita…Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo<

Quella notte non ho dormito. Ho seguito tutti gli speciali, tutte le interviste, mi sono riguardata la partita trasmessa in differita, fino a quando mio marito non è ritornato a casa poco dopo le 6 con una copia della Gazzetta fresca di stampa…da qualche parte devo ancora averla.

gazzetta

Queste sì che sono emozioni, senza nulla togliere al mondiale del 2006, vinto da Marcello Lippi, ma quello di Bearzot è stata tutta un’altra cosa…


Ciao Enzo, e grazie



 

 

 

 

 

11 luglio 1982

 

Chi si scorderà mai quella data…ricordo solo che ero sola a casa, con i bambini ancora piccoli che dormivano, ed io che saltavo per casa come una matta…Ho visto e rivisto quella partita e non mi stancavo mai…ed ho aspettato mio marito, che era di servizio e rientrava all’alba, con la Gazzetta appena stampata e che profumava d’inchiostro, con quella scritta “CAMPIONI DEL MONDO”.

Senza nulla togliere alla vittoria del 2006, ma quella è stata una grande Nazionale, con le vittorie sul Brasile e l’Argentina, ma soprattutto sulla Germania, con il pubblico che scandiva gli Olè ad ogni nostro passaggio e ad ogni nostro gol, il patema del rigore sbagliato da Cabrini, le grida di esultanza di Tardelli, la gioia di Altobelli e Rossi…la voce di Martellini…..e chi può dimenticarsi una notte magica come quella?…Grazie, Enzo, per avercela regalata.