La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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questioni di vile denaro

Una volta la banca faceva la banca.

Una persona aveva dei soldini, li depositava e a fronte dell’operazione riceveva un interesse, magari esiguo, ma qualcosa ci guadagnava, e c’era poi la sicurezza per la custodia del denaro.

Inoltre, almeno nei piccoli e medi centri o nei quartieri dei più grandi, si installava un rapporto quasi amichevole tra il risparmiatore e l’impiegato allo sportello, se non addirittura con il direttore.

Se poi si aveva necessità di un prestito o di un mutuo, chiedevano certamente delle garanzie, ma a volte succedeva perfino che concedessero un prestito fiduciario se la persona era conosciuta come affidabile.

Adesso è tutto cambiato.

Uno porta il suo gruzzoletto in banca, oppure dà ordine che stipendio o pensione gli vengano direttamente accreditati sul conto, e per questo motivo deve pagare!

Ci sono quei taglieggiamenti chiamati commissioni, non solo per operazioni effettuate per conto del cliente, come le domiciliazioni delle bollette, ma anche per operazioni di normale utilizzo del conto.

Ad esempio uno paga per l’emissione della carta bancomat, e qui ci sta anche bene. La carta ha un costo, l’informatizzazione del sistema pure, anche se largamente compensata dalla diminuzione del costo del personale. Alcune banche sono così magnanime da non applicarti commissioni sui prelievi effettuati dal bancomat. Ma perché allora se uno preleva allo sportello deve pagare una commissione? Per avere la disponibilità dei propri soldi?

Bankitalia ha poco da dire che non è vero che i nostri siano i conti più cari d’Europa, perché vengono conteggiati anche i prelievi fiscali sugli interessi (altra bella fregatura) e l’imposta di bollo, ma sembra strano che non consideri anche le commissioni ed i tassi passivi che rasentano addirittura l’usura.

Quando si trattò di eliminare la commissione di massimo scoperto, subito se ne istituì un’altra, detta commissione per messa a disposizione dei fondi, naturalmente più alta della precedente.

Adesso poi accedere al credito è pressocché impossibile. La trafila non viene più svolta in sede locale, ma la certificazione delle garanzie viene sempre inviata presso la sede centrale dell’istituto bancario, che non conosce personalmente il richiedente. Le banche, nonostante abbiano avuto un consistente aumento di liquidità dalla BCE continuano a tenere stretti i cordoni della borsa…e così altri imprenditori, in credito, con bilanci sani, ma carenti di liquidità, continueranno a suicidarsi.


“piccolissima” precisazione

Oggi mi sento ricca.

Ho fatto due conti ed ho visto che, se mio marito ed io dovessimo rinunciare ai 2 caffè al giorno che prendiamo al bar, potrei risparmiare la bella somma di € 66 mensili (qui da me il caffè al banco costa da € 1,10 a € 1,20, a seconda dei locali…poi dicono che la mia città non è cara!!!).

Ricca perché?

Perché € 66 mensili è “quasi” la somma cui ha rinunciato il nostro Presidente Napolitano, rifiutando l’adeguamento ISTAT ( € 68) del suo cospicuo appannaggio ( circa € 12.000 mensili).

Solo che io 12.000 euro mensili NON li percepisco, nemmeno sommando i miei introiti a quelli di mio marito!|

Come dicevo ieri a Nazz, in risposta ad un suo post, piuttosto che niente meglio piuttosto.

Il risparmio delle altre spese del Quirinale (non la “restituzione” come tanti hanno inteso), come già prevista a bilancio, ammonta a 56 milioni di euro nel quinquennio 2006/2011, ma si spendono comunque 228 milioni di euro, contro i 112 milioni di euro dell’Eliseo e i soli 43 milioni di euro di Buckingham Palace.

Risparmi che sono dovuti in gran parte al pensionamento di personale, quale l’addetto alla carica dei numerosi orologi presenti a Palazzo e cosucce del genere.

Quindi un po’ di fumo negli occhi di noi italiani, che beviamo le parole di certa stampa…

Come scrive Cristiano Gatti, l’Italia non ha bisogno di un simpatico lifting, ma di una brutale amputazione. Per adesso non ci si è limitati nemmeno al lifting, ma solamente al taglio delle unghie!