La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Articoli con tag “quorum

Referendum


Giusto sessant’anni fa gli Ungheresi affrontarono una dura battaglia per liberarsi dal giogo comunista, battaglia purtroppo persa, costata tante vite umane ed altri decenni di dittatura.
Ieri erano chiamati alle urne per “mitigare” la dittatura europea in materia di accoglienza dei “profughi” e delle relative quote imposte.
Speravo che in molti raccogliessero l’invito di Orban e andassero a votare. Il quorum non è stato raggiunto per poco, ed i NO alle quote imposte dall’UE è stato del 98% dei votanti, che corrisponde comunque ad un buon
42% dell’intero corpo elettorale.
La questione comunque è che la maggioranza non si è espressa, e questo mi dispiace molto.
Chi se la ride sotto i baffi, adesso come 60 anni fa, è solo un figuro che ancora oggi muove i fili della nostra politica.


Inviato dal Veloce promemoria


Qualche giorno dopo…

Passato il referendum, la questione si sposta ora sul fattore quorum.
C’è chi ha criticato gli astensionisti (io sono tra questi), dicendo che votare è un dovere civico.
Ebbene, per me votare è una facoltà, non un obbligo.
Fino ad oggi non ho perso nessuna delle votazioni politiche ed amministrative – anche quando la scelta si era fatta difficile – ma si trattava di decidere a chi affidare il governo della nazione o delle nostre città, e qualche volta sono stata costretta a scegliere il meno peggio.
Per il referendum la questione è differente.
Il 50% +1 necessario per raggiungere il quorum ha una sua valenza, ed è ben spiegato nel ritaglio di giornale che allego.

image

Spiego più dettagliatamente del perché c’è un quorum nei
referendum.
Ipotizzo una parte politica di “furbi” (nessun riferimento alla presente) che elabora un referendum incomprensibile alla maggioranza della gente, ma che si ripercuoteri pesantemente sulla vita e sulla libertà di tutti. La parte politica di furbi non fa campagna elettorale, nessuna pubblicità, anzi fa passare tutto sotto silenzio.
Arriva il giorno del referendum senza quorum, in cui vanno a votare solo le cosiddette truppe cammellate – ben edotte – che magari non arrivano neanche al 10 % dell’ elettorato, ma votano compatte ed ovviamente vincono.
In questo modo , prendono una decisione importantissima , alla facciaccia di tutti e gioiscono per il successo. Ed è quello che temo per il prossimo referendum sulle riforme istituzionali, dove pochi ci hanno capito qualcosa e dove i soliti obbediranno agli ordini di scuderia.
Ritornando invece al referendum di domenica scorsa: a mio parere non ha senso che chi è contrario si sia recato a votare NO.
Mi spiego.
Se per ipotesi gli elettori fossero un milione in totale e il 50% di loro votasse SÍ, ed io unica contraria per un presunto senso civico mi recarsi a votare NO, mi darei da sola la zappa sui piedi perché il mio unico voto di dissenso convaliderebbe un risultato da me non voluto.
Ritornando ai referendum ed alla questione del quorum, tanto casino solo per quest’ultimo.
Nel 1997 furono indetti 7 referendum, e per nessuno di essi fu raggiunto il quorum. Lo stesso per il referendum del 1999, dei 7 del 2000, dei 2 del 2003, dei 4 del 2005, dei 3 del 2009, mentre il quorum fu superato di pochissimo nei 4 referendum del 2011.
Quindi quorum superato solo in 4 delle 29 consultazioni complessive.
Quindi ogni mugugno sull’astensionismo odierno è pretestuoso. Gli italiani vogliono essere consultati per questioni importanti ma soprattutto spiegate in modo chiaro e comprensibile, cosa che non avviene mai, con citazioni di leggi, articoli e commi che pochi sono in grado di interpretare.


Inviato dal Veloce promemoria


Il popolo sovrano

 

Indipendentemente dalle mie idee sui quesiti referendari o dalla mia partecipazione o meno agli stessi, esprimo la mia opinione sul referendum come istituzione.

Dicono che questo sia la massima espressione della democrazia. In realtà non è vero, in quanto, affinchè il referendum possa essere ritenuto valido, è necessario che sia raggiunto il quorum del 50% +1 dei votanti.

Il ragionamento per il quale ritengo antidemocratico questo sistema è semplice.

Supponendo una popolazione di 100 persone, il quorum è di 51 votanti. Se dovessimo ammettere che si rechino a votare solo 49 persone e che tutte votino SI, la legge non verrebbe abrogata in quanto il quorum non è stato raggiunto. Mi si potrebbe obiettare che chi non ha votato sarebbe potuto equivalere ad un voto contrario, quindi 49 SI e 51 NO, e fino a qui ci siamo.

Ma, sempre per ipotesi, se si dovessero recare a votare 51 persone, quindi con un quorum valido, ne basterebbero solo 26 che votino sempre SI perché la legge venga abrogata, però aggiungendo ai 24 voti contrari i 50 astenuti, considerati negativi come nell’obiezione precedente, basta circa un quarto degli aventi diritto per abrogare una legge.

Allora, se la matematica non è un’opinione, 49 è maggiore di 26, ma anche 74 è maggiore di 51. Il porre un quorum ad un referendum abrogativo, cosa che non avviene nella vicina Confederazione Elvetica o negli Stati Uniti, non può fare altro che incentivare l’astensionismo come forma di boicottaggio dello stesso, vanificandone così la natura di vera espressione popolare. Quindi un referendum con il cosiddetto “quorum strutturale”, tutto è meno che espressione di una democrazia.

  

Alla faccia del popolo sovrano!