La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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6 e 7 dicembre 2010

 

Piove… Non piove… Non si capisce bene, perché se guardo le pozzanghere non c’è traccia di gocce, ma dopo qualche minuto che si passeggia, la faccia è tutta bagnata da questa acquerugiola uggiosa che si insinua, trasportata dal vento, anche sotto l’ombrello e si intravede, fine e sottile, solo attraverso la luce dei fari. È come vivere immersi in una nuvola, che ti avvolge completamente, mentre l’umidità ti penetra fin dentro le ossa. Questa è Milano in inverno. A parte che tra qui e Bolzano sono settimane che mi sono scordata di cosa sia il sole. Sembra di interpretare un vecchissimo film con Paul Newman, “Quintet”, dove la Terra era perennemente avvolta da una nebbia grigiastra, incombente ed allucinante, tanto da spingere molti ad inventare un gioco simile alla roluette russa per trovare una giustificazione al suicidio indotto da quella cupa atmosfera. Per fortuna qui ci sono le luci natalizie… Però..c’è un però… Le luci, si sa, costano, ma vedere le porte ( Venezia, Romana e Ticinese) ed, ancora peggio, corso Venezia, il Broletto e piazza Cordusio illuminate dalle luci rosate sponsorizzate dalla “Gazzetta dello Sport” o l’altissimo abete di Piazza Duomo (oltre 40 metri) completamente avvolto dagli stands verde-acqua di Tiffany, simili a pacchi regalo infiocchettati, fa un po’ tristezza…

Oggi poi è sant’Ambrogio, ed i milanesi che non sono partiti per il lungo ponte dell’Immacolata si riverseranno tutti in centro. Pure noi, che volevamo sottrarci a questa abitudine, siamo stati coinvolti, ed ahimé, ci aggregheremo a quella massa vociante e scomposta…

Come immaginavamo, abbiamo dovuto desistere dall’entrare nei negozi, in quanto tutti i meneghini che non si erano allontanati per il ponte si sono ritrovati in centro per lo shopping, formando code incredibili. Ci siamo quindi limitati a passeggiare sotto la pioggia, con una sosta al sant’Ambroeus per un caffè e per ammirare i capolavori di pasticceria esposti in vetrina (panettoni decorati in varie forme artistiche con cioccolato, zucchero e marzapane). Sotto il porticato di Corso Matteotti ad un certo momento sono transitati alcuni ragazzi (7 o 8 al massimo), con tamburo e vessilli della CGIL che si preparavano alle immancabili contestazioni per l’apertura della Scala. Il tempo per fare casino lo trovano sempre, ma quello per studiare?

Via Montenapoleone e via Dante invece sono uno spettacolo per le decorazioni: la prima con grosse palle dorate e rami verdi, l’altra con lampioni di stoffa simile a seta che cambiano continuamente colore ogni pochi secondi.

Cena a Monza e ritorno quasi immediato per vedere il secondo tempo dell’Inter che perdeva contro il Werder Brema…unica nota positiva di una giornata stressante.

E domani si ripete al Christmas Village… Brrrr