La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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La ghigliottina


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È da decenni che c’è il “giustizialismo forcaiolo”, e tra gli ultimi a cavalcare questo teorema per cui i giudici hanno sempre e comunque ragione c’è stato il Movimento 5 Stelle.

Questo teorema portato all’eccesso comportava il fatto che anche un semplice avviso di garanzia determinasse automaticamente il decadimento da qualsiasi carica e l’espulsione automatica dal movimento, equiparandolo in pratica ad una condanna, avvalendosi di una magistratura altamente politicizzata, auto-controllata ed autoreferenziale, alla faccia di quanti ritenevano che andavano garantiti anche i diritti della difesa. Ora la “punizione” scatterebbe solamente dopo una condanna anche in primo grado.

Per lungo tempo i pentastellati hanno aggredito a colpi di insulti quanti non concordavano con il loro giacobinismo, ed ora che una loro creatura rischia di finire sotto la scure della magistratura, ecco che improvvisamente diventano “garantisti”.

Tutte le pecore che prima avevano aderito al programma stabilito dal manovratore, adesso che questo ha cambiato rotta, si affrettano ad andargli dietro votando per dei non meglio definiti “comitati di salute pubblica”… e qui mi viene in mente la Rivoluzione Francese, la ghigliottina, le tricoteuse che sferruzzavano sotto il patibolo. Già, perché i primi a stabilire chi dovesse posare la testa sul ceppo, furono anche i primi a dovercela perdere.

Non li sento più gridare “Onestà, onestà”: i canoni dogmatici vengono riscritti, adeguandoli alla nuova situazione e, come fanno “gli altri”, ribaltano la verità: i cattivi, gli immorali, siamo noi che non ci siamo mai piegati alle loro regole illiberali.

Anche le invettive lanciate contro la stampa lasciano il tempo che trovano: è noto che i conduttori di telegiornali e trasmissioni varie dovevano accettare le condizioni poste dal comico: temi concordati antecedentemente, nessun altro ospite in studio, nessuna domanda oltre a quelle pattuite.

Come Giano, Grillo è bifronte: un giorno dice una cosa, salvo affermare esattamente l’opposto quando gli convenga.

Il fatto stesso che a decidere comunque sulle sanzioni da comminare in casi di avviso di garanzia sia affidata al garante del movimento (lo stesso Grillo) ed al collegio dei probiviri “in totale autonomia in virtù e nell’ambito delle funzioni attribuite dal regolamento del M5S, nel pieno rispetto del lavoro della magistratura” è comunque l’indice della pochissima autonomia degli eletti e degli elettori, affidando tutto alla discrezionalità di poche persone in totale assenza di democrazia, checché ne dica Beppe, che per autonomia intende solamente: “O la pensate come me, altrimenti fuori”. Il caso più eclatante, dopo quello di Pizzarotti a Parma, è quello del sindaco di Quarto Flegreo, Rosa Capuozzo, espulsa dal movimento in quanto aveva rifiutato di dimettersi pur non essendo stata raggiunta da un avviso di garanzia.

Quindi è meglio che Grillo stia ben attento con i tribunali popolari (spesso influenzati da simpatie ed antipatie personali o da interessi economici): ci può sempre essere qualcuno “più realista del re” che potrebbe mandarlo, anche se solo mediaticamente, alla ghigliottina.

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Solo due anni fa…