La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Il miglior offerente

Siamo un paese in vendita.

Non dico moralmente, quello lo vediamo ogni giorno su tutti i mass media, ma proprio nel significato reale della parola.

La francese Lactalis si è pappata la Parmalat.

Ducati e Lamborghini ormai fanno parte di Audi-Volkswagen e tedesca è diventata pure la Diavia. Forse anche Ansaldo Energia passerà sotto la Siemens, mentre la francese EDF potrebbe accaparrarsi Edison.

Non che il settore moda e fashion sia esente: i francesi Arnault e Pinault hanno messo le zampe rispettivamente sopra i marchi Pucci e Fendi il primo e Gucci, Brioni, Sergio Rossi e Bottega Veneta il secondo. Il quale Pinault potrebbe anche rilevare Richard Ginori e, forse, Pomellato.

La coreana Park Songsoo si è presa Belle, Mandarina Duck, Coccinelle e Lario.

Ma la maggior parte degli acquirenti sono cinesi.

Il gruppo cinese Redstore ha acquisito la Giada di Rosanna Daolio, Shangdon Heavy Industry ha la maggioranza del capitale Ferretti, che costruisce yacht, Zoomlion lo stesso con Cia (betoniere e macchine edili), mentre la HWL sembra sia in procinto di acquisire nientemeno che Telecom.

Ed ora è la volta del vino…chi avrebbe mai detto che il Chianti classico sarebbe diventato “giallo”? Uno dei tanti investitori cinesi (nome per ora ignoto, si sa solo che vive in Canada e che si occupa di farmaceutica) ha acquistato Casa Nova, piccola azienda in quel di Greve, otto ettari di vigneto, un ettaro di oliveto, due complessi adatti per agriturismo.

Hanno un’immensa disponibilità di capitali investono, certo, ma gli utili non vengono certamente reinvestiti in Italia. Se l’investimento dovesse rivelarsi improduttivo, basta licenziare un po’ di gente o addirittura chiudere e buonanotte ai suonatori.


governo ladro…

Adesso spiegatemi una cosa.

Non passa giorno che Alfano e Bersani critichino l’operato del governo (Casini no, troppo lecchino), ma allora perché continuano ad appoggiarlo? Lo spread è alle stelle, ma nessuno si sogna di chiederne le dimissioni… Con Berlusconi, tutti a dire che la gente arrivava a malapena alla terza settimana del mese, ed ora invece tutti zitti, mentre il premier attuale resta in sella…

Giorno per giorno, dubito sempre più della competenza del bocconiano. Mancano oltre 3,4 miliardi di euro dalle entrate, la maggior parte dovute all’IVA… Ma lui e la sua banda i conti li sanno fare? Se continuano ad aumentare le tasse, le bollette, la benzina, le imposte indirette come l’IVA etc etc, tenendo fermi i redditi che, in termini reali, diminuiscono di parecchio, ovvio che la gente spenda sempre meno e che i consumi, quindi la produzione, abbiano una contrazione. Meno soldi, meno introiti, meno tasse da incassare: una equazione semplicissima, perché il contrarsi dei consumi e delle imposte ad essi relative, superano l’aggravio dell’imposizione fiscale .

L’unica voce che registra un aumento è quella delle imposte di bollo, che ora vessano ogni movimento che operiamo.

Poi, chi prima evadeva, ora lo farà maggiormente, quindi altri soldi detratti allo stato.

La disoccupazione giovanile aumenta? Prevedibile… Se quelli ancora non licenziati o in cassa integrazione si tengono di colpo a lavorare fino a 66 anni, chi farà posto ai giovani? (poi una cosa…che senso ha parlare di disoccupazione giovanile nella fascia 15-25 anni, se la scuola dell’obbligo arriva a 18 anni?).

Nonostante molti (tra i quali il FMI e la Corte dei Conti) abbiano detto e ripetuto che questa tassazione eccessiva porti solo alla depressione, Monti continua incessantemente a parlare di crescita, ma forse più per convincere se stesso che noi altri. Tutti gli ripetono che bisogna diminuire le spese e privatizzare, lui si è limitato ai taxi ed alle farmacie, ma guai a parlare di privatizzare le grandi aziende di stato.

Mi chiedo poi dove siano andati a finire tutti i soldi che fino ad ora ci sono stati estorti… E si prepara, con la scusa del terremoto, a rubarci altri soldi con l’ennesimo aumento dell’IVA nel prossimo ottobre.

Per me, abbiamo iniziato una china che porta al punto di non ritorno…Spero solo di sbagliarmi.

Estratto dal blog di Nicola Porto, riportato su “il Giornale” di oggi

Ieri la ragioneria dello Stato ha comunicato i dati sul gettito fiscale dei primi quattro mesi del 2012. Rispetto a quanto previsto mancano circa 3,5 miliardi. Per inciso si tratta in termini assoluti di quanto lo Stato si attende dal gettito dell’Imu sulla prima casa. Flop, volatilizzati. Nonostante gli aumenti delle imposte sui redditi (le addizionali dei comuni e regioni sono aumentate), nonostante l’incremento di un punto dell’Iva, nonostante in un anno il prelievo sulla benzina sia salito di 20 centesimi al litro, nonostante bolli e nuove tasse su risparmio e rendite finanziarie, nonostante tutto ciò il Tesoro ha incassato meno di quanto previsto in un documento ufficiale di un solo mese fa.
In termini percentuali si tratta di un calo del 3 per cento delle entrate. Tre volte più di quanto sia, per colpa della crisi, diminuito il nostro reddito (misurato dal Pil). Per farla breve l’andamento del gettito fiscale è tre volte peggiore di quanto la crisi ci racconta.
La verità è più semplice e tremenda (dal punto di vista della tenuta dei conti pubblici): il gettito cala perché le tasse stanno ammazzando redditi, consumi e imprese. Il Pil frena anche a causa dell’imposizione.
Facciamo due esempi facili.
1. Il governo si è inventato un superbollo per le auto cosiddette di lusso (sopra i 185 cavalli fiscali). Si attende un gettito di 168 milioni. L’Unrae (associazione costruttori) ha già stabilito che il Tesoro nella migliore delle ipotesi sta perdendo più di 110 milioni in mancata Iva, imposta provinciale e bollo, grazie al fatto che si sono polverizzate le vendite di auto nuove sopra quei cavalli fiscali. Siccome parliamo dell’1 per cento del parco auto in Italia, parliamo di una fascia di popolazione abbiente, meno colpita dalla crisi. Ma che non ha alcuna voglia di farsi fermare ogni tre secondi dalla Finanza e di essere vessata con il superbollo. Su 210mila auto cosiddette di lusso già immatricolate, 40mila hanno già preso il largo verso Paesi stranieri. E anche in questo caso si tratta di manutenzione, ricambi, bolli che non frutteranno più un centesimo al nostro erario. Una somma difficile da quantificare e che rende il bilancio del superbollo negativo per le casse del Tesoro. Bel colpo.
2. Nell’ultimo anno i governi che si sono succeduti hanno aumentato il prelievo fiscale sulla benzina di 20 centesimi: oggi su 1,850 euro di costo medio, più di un euro se ne va in tasse. Sapete qual è la morale? Che i consumi nei primi quattro mesi dell’anno sono crollati del 10 per cento. Come dice il centro studi Promotor, nonostante l’incremento delle imposte, alla fine dell’anno il Tesoro rischia di incassare meno di quanto portato a casa nel 2011 (e pari a 32,5 miliardi).
In Italia le tasse galoppano per stare alle calcagna delle spese. Negli ultimi 8 anni (dati Cgia di Mestre) il costo dei dipendenti pubblici è aumentato del 30 per cento. Alzi la mano quale privato può vantare una simile performance. Il comune di Milano (che pure fa bene a vendersi i gioielli di famiglia) nel 2012 aumenterà le tasse di 250 milioni e le spese degli assessorati di 215. Se fosse stato semplicemente fermo avrebbe fatto un favore a tutti.