La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Privacy

Cavolo! (Eufemismo)
Ogni volta che firmo qualcosa, che sia un acquisto on-line o l’iscrizione ad un sito, appare la fatidica formula per il rispetto della privacy. Già mi rompo le scatole se scarico un’app sullo smartphone e Google o chi per esso avvisa che potrà accedere ai miei diari, fotografie, liste di amicizie ed archivi vari…
Ma vedere che il concetto di privacy venga violato impunemente SENZA ALCUN CONTROLLO da Facebook mi fa letteralmente infuriare.
Una persona viene privata della propria identità, dei propri dati sensibili senza che nessuno verifichi.
Lo stesso per quello che viene postato in rete, scientemente o meno.
I controlli infatti vengono affidati a degli algoritmi.
Algoritmo, questo sconosciuto, che stabilisce che un filmato hard possa comunque finire in rete anche senza il preventivo assenso di chi ne sia il protagonista mentre la foto di kim phúc sia considerata pedopornografica (foto celebre stampata su tutti i giornali dal 1972!) della quale ho parlato l’altro giorno.
E per questo la ripropongo


Inviato dal Veloce promemoria


Lo spione

Mi sento suddita e non cittadina.

Ho letto, in parte, il “redditometro” tramite il quale saremo spiati in ogni nostra mossa.

redditometro-parametri

Io sono di quelle persone che usano pochissimo contante, in pratica solo per acquistare i quotidiani, un caffè al bar e qualche spesuccia di basso costo – sempre più rare -; per ogni acquisto utilizzo bancomat e carte di credito, per altri pagamenti il RID o i bonifici, quindi ogni mia transazione, da anni, è costantemente monitorata. Ma il pensiero che Befera e la sua squadra possano invadere la mia privacy, vedendo quanto spendo per vestiario, mobili, spese mediche, meccanico, consumi elettrici e telefonici, eccetera eccetera, mi fa letteralmente imbestialire. Non mi vengano a dire che non avendo nulla da nascondere non ho neppure nulla da temere: è l’invadenza di questo stato che si arroga il diritto di stabilire quali spese siano congrue o meno con il mio reddito, stabilendo perfino quale esistenza sono autorizzata a vivere, che mi fa incavolare di brutto.

Da liberale quale sono, l’invasione nella mia sfera privata mi disturba assai e mi chiedo a che diavolo serva il garante della privacy se poi questa viene costantemente violata. E mi imbufalisco sempre più al pensiero che queste misure miserabili non servono assolutamente a nulla, perché chi delinque e chi evade continuerà tranquillamente a farlo.