La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Articoli con tag “primarie

Habemus leader😊

Com’era prevedibile, il piccolo Matteo ha vinto e si è ripreso la segreteria del partito.
Stavolta ai seggi delle primarie non si sono visti cinesi, ma solo neri, il che mi da pensare ad un certo interesse nei recuperi di migranti effettuati dalle ONG 😉.
In compenso molti – solo i non iscritti al partito – hanno versato l’obolo richiesto di 2 euro, naturalmente senza ricevuta in quanto è classificato come donazione ed i partiti, come i sindacati, non hanno l’obbligo di presentare i bilanci. Però se un povero barista offre un caffè ad un amico e viene scoperto, rischia una multa salatissima e pure la chiusura del locale.
Misteri italiani.
Tornando al piccolo Matteo, non era lui che diceva”Se perdo il referendum mi ritiro dalla politica”? (Pure Veltroni non andò in Africa… I piddini si vede che hanno la memoria corta, molto corta).
Poi mi domando se sia logico che il leader di un partito venga scelto tra l’altro da persone che nemmeno hanno la cittadinanza italiana o da minorenni che non hanno ancora l’età per votare.
Un’amica spiritosa di sinistra mi ha detto “Tra i tre era difficile scegliere, quindi mi sono astenuta e con i 2 euro mi son bevuta un ottimo cappuccino”.
Ottima scelta, e soldi ben spesi.


Inviato dal Veloce promemoria


C’era un cinese…

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…in coma? no, in coDa, per votare per le primarie del PD.

Anzi, i cinesi erano davvero tanti!

Siamo all’ennesima farsa!

Ma loro…

“Votano Lenzi, pelché è un glande!”

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diffidare delle imitazioni :-)

Giuro, quando ho visto la locandina su internet, ho creduto che fosse davvero un fotomontaggio di quelli che girano su Facebook. Poi, su Fuga da Polis, leggo che è davvero la pagina di presentazione del sito del Partito Democratico.

Un rapido controllo…Allora, mi è scappata una risata irrefrenabile.

Già, proprio loro che criticavano tanto i metodi di comunicazione di Berlusconi sono caduti così in basso, con una vignetta che più becera non si può…ed infatti sono fiorite le imitazioni (ma la più carina non sono riuscita a trovarla, peccato). (trovata ed aggiunta…i Power Rangers..hahaha)

Foto: E' iniziata l'epoca della satira digitale. Addio matita...


da “Il Foglio” di oggi

Da “Il Foglio” 3 settembre 2011

Meglio il metodo Renzi (anche nel Pdl)

Sfide aperte e primarie, l’antidoto a chi “aderisce per sabotare”

Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, prosegue nella sua campagna per la rottamazione (che ora è disposto a chiamare più elegantemente rotazione) del gruppo dirigente del Partito democratico e preannuncia la sua candidatura alle primarie, che “devono esserci”. La sua interpretazione della “questione morale”, che rifiuta la superiorità della sinistra, si traduce in proposte di riforme istituzionali radicali ma ragionevoli. L’opposizione interna di Renzi, che è uno che ci mette la faccia esplicitamente, ha il pregio di non essere inficiata dai tatticismi dei tanti che aderiscono formalmente alla linea del segretario, per poi sabotarla nella pratica.

Le manovre in corso con la raccolta delle firme per un referendum elettorale che ha scarsissime possibilità di essere convalidato dalla Consulta, ma che mandano al macero la proposta di riforma che il parlamentino democratico aveva votato all’unanimità, sono un esempio di questa azione trasversale di logoramento. La logica delle battaglie interne trasversali non è peraltro un’esclusiva del Partito democratico, che l’ha ereditata per via diretta dalle vicende del Pci-Pds-Ds. Anche nel Popolo della libertà, che pure ha più il carattere di un partito contenitore, si intavvedono, magari dietro alle proteste per i tagli alle amministrazioni locali, le ambizioni di Roberto Formigoni o di Gianni Alemanno, peraltro legittime.

In realtà nessuno dei due maggiori partiti dispone di un meccanismo consolidato e accettato da tutti per il ricambio dei gruppi dirigenti, quello democratico ha fin troppe regole e procedure che si accavallano e si annullano, quello berlusconiano non ne ha, ma l’esito è pressoché lo stesso. E’ un limite grave, anche perché in assenza di una solida democrazia interna – che è la base per l’autonomia politica di un partito – le influenze esterne, non solo politiche ma mediatiche e giudiziarie, hanno uno spazio improprio per interferire e condizionare le scelte. L’idea che il gruppo dirigente dei partiti non debba influenzare il ricambio è ingenua e in fondo antidemocratica, però sarebbe bene che questa influenza si misurasse con il consenso dei militanti e degli elettori, attraverso meccanismi obbligatori di consultazione. In questo modo, peraltro, avrebbero giustamente più peso le proposte alternative esplicite, come quelle di Renzi, piuttosto che le più oblique manovre di palazzo.