La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Panettone

Per me il panettone, senza nulla togliere a quello delle Tre Marie o del Cova o dello scomparso Alemagna, da qualche anno è solo il Vergani.

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Sarà che viene prodotto a Milano, a poca distanza da dove abitiamo quando soggiorniamo là, in una via traversa di viale Monza. Sarà anche perché è il tipico panettone “basso” come veniva prodotto dai tempi antichi (e non alto, come quello inventato dalla Motta, forma in seguito copiata da molti), e con il tradizionale taglio a croce sulla sommità, senza coperture strane a base di pasta di mandorla o, peggio, granella di zucchero che lo fa tanto assomigliare ad una colomba pasquale; sarà che è così buono per via della lievitazione naturale a base di lievito madre, certo è che, per mio conto, è il miglior panettone in commercio.

Peccato però che qui da me non si trovi, a meno di non ordinarlo su internet, ma anche così 6 panettoni da un chilogrammo, per due persone, sono davvero tantini. Però si possono sempre regalare le “eccedenze”, e tutti sono sempre rimasti stupiti dalla sua qualità.

Quest’anno, date le vicissitudini milanesi a base di influenza, tornati a casa abbiamo “ripiegato”- per modo di dire – sul Cova, anche quello prodotto a pochi passi da noi, in viale Monza, e debbo dire che ci ha soddisfatto. L’importante, per noi, è che fosse “tradizionale”…


Brindisi di mezzanotte

Brindisi di mezzanotte… con champagne francese.

Allora, a me il vino piace, specialmente un buon rosso corposo a pasto, mentre non ho particolare simpatia per i bianchi, specie quelli dry e tra tutti i bianchi ODIO lo champagne, perché mi dà acidità.

Ma si sa, a mezzanotte, brindare con lo champagne “fa fino”, nei bei flutes alti e snelli…solo che tanti non capiscono che abbinare champagne con il dolce, panettone o pandoro, è una bestialità. Lo champagne va bene con stuzzichini salati, con le tartine al caviale, con quella roba là, insomma, non certo con il dolce, ci fa a pugni. Ma cavolo, tra le “bollicine” ci sono tanti nostri spumanti, l’Asti o il Brachetto d’Aqui ad esempio sono favolosi oppure un buon Moscato, al limite un Cartizze da servire nelle belle coppe…no, invece ci offrono champagne..grrrrrrrrrrrrrr… 

e, altra delusione, uno dei soliti panettoni farciti…. eh no, il panettone è un classico, con le sue uvette, i suoi canditi (se non ti piacciono, li togli uno ad uno). Non so perché devono trasformarlo in un dolce qualsiasi che ha perso tutto della sua tradizione. Il panettone non è di Verona o piemontese, nasce a Milano e va fatto come è sempre stato fatto da anni ed anni!

Per fortuna a casa abbiamo tutto quello che ci serve… 


Cronache milanesi – 2

Lunedì 12

Oggi abbiamo voluto fare un giro particolare. Dato che per i lavori in corso da anni non è più possibile fare la circolvallazione del 29/30, siamo saliti sul tram 1 dal capolinea di Greco a Piazza Castelli…oltre un’ora di viaggio.


Naturalmente sul classico carrelli 1928, che mi affascina sempre, nonostante sia scricchiolante e vecchiotto, con gli interni demodé e le lampade così particolari…

Martedì 13

Alla ricerca di osterie e trattorie tipiche, abbiamo scovato la Sabbioneda di via Tadino. Mangi bene e spendi poco, l’arredamento è kitch, e nella saletta interna, adiacente alla cucina, molte caricature dello “chef”, sempre con la bandana in testa, e vari trofei e foto di Harley, compreso una bandiera americana ed una pelle di chissà quale animale, con impresso il souvenir di un lontano raduno HD a Cuba…

Poi un giro a piazza Beccaria, dove c’è la sede dei vigili urbani e dove è stato spostato il mercatino di Natale. Che delusione galattica. Mentre gli altri anni, nella vecchia sistemazione in piazza Mercanti c’erano le bancarelle con tende azzurre trapunte di stelle dorate, la via era decorata da luci e la musica creava una bella atmosfera,

quest’anno il mercatino è stato suddiviso in varie tranches, ma senza atmosfera di sorta: gazebo bianchi, nessuna decorazione particolare, commercianti imbufaliti per essere stati spostati e smembrati…sembra un qualsiasi mercato rionale. Una negoziante ci ha chiesto di mandare email al sindaco…credo che lo faremo… ah…niente musiche di Natale, ma in Cordusio c’erano Indiani e Peruviani che suonavano, niente di natalizio comunque.


Mercoledì 14

Oggi tempo uggioso. Niente di meglio allora che prendere il tram numero 2 che percorre il Naviglio Grande fino a piazza Negrelli, passando a fianco alla Canottieri Milano ed alla fabbrica della Richard Ginori.

Al ritorno, siamo scesi proprio alla fine “cittadina” del Naviglio, con un pensiero per il Carlo che non c’è più.

Te saludi, Carletto… Vedi che non ti dimentico?

Giovedì 15

A spasso per il centro, rapida visita alla Rinascente dove le solite commesse fanno gli agguati per spruzzarti di profumo. Chiasso e confusione. Le vetrine addobbate con pupazzi di un certo Anthony Ausgang (uscita?)..

Passaggio al sant’Ambroeus. Le vetrinette sono piene dei soliti panettoni decorati artisticamente. Alcuni ricoperti di stelle di natale bianche con bordi dorati. Altri tramutati nei soliti babbi natale circondati da giocattoli. Ma il più bello è un panettone trasformato in pianoforte con Mozart di marzapane che esegue il don Giovanni, ed un fine foglio di zucchero che riproduce il manifesto del Teatro alla scala con il programma dell’opera.

Venerdì 16

Oggi sciopero dei mezzi pubblici, ma qualche tram, strapieno, è comuque passato, mentre la metro è rimasta completamente chiusa.

Ne abbiamo approfittati per andare a vedere la Gus Gus, l’auto che ha appena battuto tutti i records di velocità

e la Vespa 946, davvero avveniristica.

Dopo alcuni giorni di black-out, la posta ed il messenger hanno ripreso a funzionare dall cellulare. Quando si dice che siamo schiavi della tecnologia…è vero!

Sabato 17

Ultimo giorno in compagnia dei parenti e poi, con infinita tristezza per me juventina, partita del Milan contro il Siena.Anche se gufavo, ha vinto ugualmente…

Domenica 18

Si torna a casa…il cielo è sereno, lungo la tangenziale, sullo sfondo, montagne innevate, tranne il Resegone


e risalendo l’autostrada abbiamo incontrato temperature sempre più rigide…