La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Una visita al Museo

Ogni tanto anche a Bolzano si va a visitare qualche mostra. Tra una cosa e l’altra ci eravamo dimenticati che nel bellissimo Palazzo Mercantile (ora Museo Mercantile) c’era la mostra delle tele di Ulrich Glantschigg. Pur essendo nato nel 1661 ad Hall,  nel Tirolo Austriaco , è da considerarsi bolzanino a tutti gli effetti,in quanto si trasferì qui all’età di dieci anni. Notata la sua predisposizione per la pittura fu mandato a studiare prima a Merano poi in Svizzera, a Monaco di Baviera e per ben sei anni a Venezia, presso lo studio di Carl Loth. Tornato a Bolzano, dove si stabilì definitivamente, si sposò una prima volta co n Anna Tasser, dalla quale ebbe 5 figli, quattro dei quali morti in tenera età: l’unica sopravvissuta entrò poi in convento. Deceduta la prima moglie, si risposò con Maria Magdalena Reichthalter, che lo rese padre anche lei di cinque figli: tre femmine, delle quali sopravvisse solamente una, e due maschi che seguirono le orme del padre. Morì quindi a Bolzano nel 1772.   Affinata la sua tecnica nei suoi vari studi ed acquisita una certa notorietà gli furono affidati vari lavori, tra i quali l’affresco del soffitto della Cancelleria del Palazzo Mercantile: un lavoro abbastanza complesso che consta di sette allegorie che rappresentano il Commercio ed il Diritto di cambio, dove le varie figure rappresentano le varie virtù che dovrebbero caratterizzare il mondo del commercio, quali l’onestà, la sincerità, la diligenza,mentre il commercio stesso è allegoricamente rappresentato dal dio Mercurio.Importante è la rappresentazione del borsello vuoto mostrato da u  putto, che nell’altra mano tiene invece una cambiale, a rappresentare l’inutilità del denaro contante, sostituito ormai dai titoli di credito.

 

 

Forse con un poco di pretenziosità la mostra è intitolata “Sulle orme di Caravaggio”. Certamente c’è una certa attenzione ai chiaroscuri derivanti dall’illuminazione laterale, come il grande artista lombardo. I dipinti però hanno un loro fascino, anche perché quelli esposti rappresentano scene di vita familiare e campestre. Qui possiamo vedere allora la pausa dei cacciatori, ritratti nei tipici costumi, mentre bevono seduti attorno ad un tavolo: quello a destra ancora con lo schioppo in spalla, un altro che mangia portandosi alla bocca il coltello (che è poi un ritratto dello stesso autore), il ragazzo di schiena ha in mano un cavatappi, mentre l’uomo in piedi ha un boccale (forse birra o vino bianco). Altre tele rappresentano momenti di vita familiare: una ragazza in cantina legge, alla tenue luce di una candela, una lettera d’amore recapitatale da una donna anziana, ricompensata con un boccale di vino ed un fagotto di cibo;

un’altra donna anziana sorbisce la minestra dal recipiente che tiene in grembo; un pesciaiolo versa da una botticella di legno i pesci appena pescati in una mastella di rame sotto lo sguardo di una serva.

Nella sala dove le tele sono esposte c’è anche una piccola collezione di antichi manufatti dell’epoca: mastelli, pentole, padelle, boccali, una piccola giara, un mestolo forato, tutti in rame martellato ed in ottime condizioni.

 

http://www.studiofilmtv.it/film.asp?id=37&l=it

 

Più avanti parlerò del Palazzo Mercantile.