La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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A…come Alto Adige, Autonomia, Anniversari ed Altro Ancora

Rispondo qui e Giancarlo (Giaros) e ad un’altra persona cui ho dovuto applicare la moderazione, essendosi espressa in modo volgare non verso di me (in tal modo l’avrei pubblicato), ma verso tutti i sudtirolesi.

In effetti in pochi sono a conoscenza della storia dell’Alto Adige. Mentre il Trentino, da sempre italofono, era stato teatro di battaglie durante la prima Guerra mondiale , la mia provincia fu semplicemente inglobata (ti traduco una frase tedesca in uso qui “senza tirare un colpo di schioppo”) grazie ad un trattato di pace e solo perché le Alpi erano considerate il confine geografico “naturale” dell’Italia. Poi arrivò la triste parentesi del fascismo. A differenza dell’Austria, che in Trentino ed altre province italiche come pure in Ungheria aveva lasciato lingue, istituzioni e scuole nelle lingue locali, Mussolini oltre ad italianizzare forzatamente la zona,  costrinse i sudtirolesi a parlare solo l’altro idioma ed a frequentare obbligatoriamente le scuole italiane. Nacquero così le Katakombenschulen, ossia, come denuncia il nome stesso, scuole-catacomba, per tramandare ai bambini, di nascosto, lingua e tradizioni. Ora, togliere la lingua materna ad una popolazione significa di fatto estinguerla (a questo proposito, ho postato tempo fa, il 24 agosto 2010, tra le mie poesie preferite, una bellissima poesia di Ignazio Buttitta, in siciliano). La scelta della nazionalità infine, all’inizio della seconda Guerra mondiale (1939), è stata una vile forma di ricatto: o resti qui e ti dichiari italiano a tutti gli effetti, o se ti ritieni di lingua tedesca, parti armi e bagagli per la Germania, senza portarti nulla appresso, lasciando la “Heimat”, che tanti traducono con Patria, ma ha un significato più ampio, comprendendo anche usanze, tradizioni, sentimento di nostalgia  etc. Molte famiglie così si smembrarono, coloro che si trasferirono addirittura furono, spesso ingiustamente, di essere filonazisti, e solo alla fine della guerra ai cosiddetti “optanti” fu consentito di rientrare, riprendendo possesso dei loro beni e riacquistando anche la cittadinanza italiana.

Adesso, l’unica cosa che rimprovero ai tirolesi è l’amara parentesi del terrorismo, perché in nessun caso giustifico la perdita di vite umane. L’autonomia, promessa dal trattato DeGasperi-Gruber, era stata da tempo disattesa, i lavori per l’attuazione dello statuto di autonomia andavano molto a rilento ed il ricorso alla violenza è sembrato allora l’unico modo per risolvere la questione, ottenendo solo di attizzare odio tra le due diverse nazionalità.

Tanti poi dicono che, come gli extracomunitari, i tirolesi dovrebbero adeguarsi al paese che li ospita. Un momento…questa è casa loro, è sempre stata loro (eccetto durante il lontanissimo tempo dei ladini), nominalmente Italia, ma di fatto una fetta di Tirolo. Gli “ospiti”, pur in casa nostra, siamo noi.

Tanti ci rimproverano per i soldi che prendiamo. E per quelli che spendiamo? Da anni sanità, scuola, viabilità sono gestite (bene) dalla Provincia, con proprio personale, a totale carico quindi del bilancio locale e non dello Stato . Da quando non c’è più l’ANAS le strade sono migliorate, le scuole rimodernate (anche se la precedenza è stata data a quelle tedesche), la sanità ha un ottimo rapporto qualità-prezzo…buoni risultati (non ottimi) con spesa contenuta. Insomma, siamo gestiti bene e ne siamo fieri. Quanti, anche autonomi, possono dire altrettanto? Ovviamente ogni legge non nasce perfetta. Per accedere a un qualsiasi posto pubblico bisogna essere in possesso del patentino di bilinguismo, dalle differenti tipologie di difficoltà, dal livello A per le categorie digenziali al livello D per la “manovalanza” (per quanto io mi chieda a che serva conoscere, anche a livello elementare, la seconda lingua per spazzare una strada…). Ciò ha comportato anche varie storture: l’ospedale civile ha dovuto privarsi di ottimi elementi (che parlavano correttamente e correntemente il tedesco) solo perché non erano in possesso del pezzo di carta che attestava tale conoscenza.

Le lamentele dei turisti per la presunta freddezza degli albergatori? E’ gente diffidente, vero, dopo tante ingiustizie da parte degli “Italiani”, ma se li saluti con un Gruess Gott…ti sorridono e cambiano atteggiamento e ti parlano volentieri, anche in italiano. (questo è un saluto tipico del Tirolo, ma anche della Baviera, che letteralmente significa “saluta Dio”, come per augurarti la benevolenza divina).

Infine il rozzo Durnwalder…

Premesso che è laureato, ma proviene da Falzes, appena sopra Bressanone, ed ha quindi radici contadine, legatissimo alla sua terra, ma ha espresso in toni decisi ciò che pensa e pensano i suoi elettori.

A proposito di contadini… Sai quanti giovani “contadini” hanno perlomeno un diploma conseguito presso l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, e nonostante questo li vedi lavorare manualmente nei campi, senza orari o giorni festivi?

La coccinella che vedi sulle nostre mele è il simbolo dell’agricoltura biologica che utilizza questi insetti per sterminare le larve dannose (in particolar modo dei maggiolini) senza ricorrere ai pesticidi.

Concludendo, per i sudtirolesi questa ricorrenza è come “festeggiare” per un funerale…puoi dar loro torto?