La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Ferragosto 2014

Ferragosto in città… da quanto tempo non succedeva.

Anche se preferiamo andare in ferie in altre stagioni, in periodi più tranquilli e meno frequentati, negli ultimi anni almeno qualche giorno a cavallo di ferragosto lo passavamo in montagna, a Tavon, in val di Non, presso un agriturismo in compagnia di amici: grigliate (verdure per noi, carne per gli altri), passeggiate nei boschi, maneggio con i cavalli, raccolta di funghi da mangiare poi con la polenta cotta all’aperto.

Oggi però era troppo freddo per salire in montagna perché il tempo era anche peggio del solito: a mezzogiorno in città c’erano solo 16 gradi, vento e pioggia, una tipica giornata di novembre più che ferragosto. Questa pazza estate ha stravolto tutto: bagni ai laghi o in piscina ne abbiamo fatti ben pochi, così pure le escursioni sulle Dolomiti quindi anche oggi non ci è restato che rimanere in città, ed a causa del maltempo anche i villeggianti, impediti dal fare le solite escursioni, si sono riversati in centro, sotto i Portici o si sono sobbarcati lunghe file aspettando di visitare a piccoli gruppi la mummia conservata nel museo a lei dedicato.

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Tanta gente l’avevo vista solo nel periodo natalizio, quando c’è il mercatino.

Pantaloni, felpa leggera e giacchina impermeabile: questa la “divisa” . Passeggiata lungo il torrente, limaccioso ed impetuoso come poche altre volte, le acque di un color fango invece che limpide e trasparenti come al solito.

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Poi abbiamo cercato un posto dove pranzare: i nostri due ristorantini dove solitamente ci rechiamo erano chiusi: uno per ferie, l’altro, purtroppo, per cessazione dell’attività, dovuta alle congiunture economiche di questo sciagurato governo. I ristoranti tipici erano pieni, letteralmente presi d’assalto dai turisti, quindi non ci è restato che tornare verso casa dove, fortunatamente, un locale era aperto. Una coppia di coraggiosi e pure di una certa età ha preferito restare nel giardinetto, riparati dal tendone: li vedevamo tremare, con le maniche corte, mentre mangiavano. Ma chi glie lo ha fatto fare? Pure la cameriera era scocciata quando doveva uscire per servirli: non era certo piacevole passare dal relativo tepore del locale al freddo umido dell’esterno. Altra passeggiata nel pomeriggio. Volevamo concederci un gelato 🙂 da mangiare questa sera a casa davanti alla televisione, ma anche il gelataio ha preferito fare il ponte…beh, pazienza, ce ne sono altri confezionati nel freezer.

Insomma, una giornata “balenga”, nulla di speciale, completamente diversa dagli altri ferragosto degli anni passati. Questo semmai sembrava un ferrottobre!


Mentalità…

Mattinata fresca, grazie all’acquazzone di ieri, e come al solito la città si è riempita di turisti che calano dalla montagna per visitare i portici con le loro vetrine (anche se, purtroppo, I negozi tipici sono sempre di meno), il Duomo ma soprattutto il museo dove è conservato Oetzi, ossia la nostra celebre mummia ritrovata in montagna.

Noi dovevamo, per forza di cose, recarci in centro per ritirare un acquisto piuttosto ingombrante e pesante, quindi è stato giocoforza usare l’auto e recarci al parcheggio. E qui la sorpresa: una coda infinita di auto incolonnate per entrare nel garage. Già, perché, pur ammirando i turisti di una determinata nazione (non dico quale, anche se tra loro ho varie amicizie) devo anche dire che in certi casi mancano di elasticità mentale. Ci sono due entrate affiancate, con relative sbarre dove ritirare il ticket, con tanto di cartello indicatore…

e loro che fanno? Si incolonnano disciplinatamente su un’unica fila…Oltretutto cercano tutti posto nei primi due piani, girando come anime in pena alla ricerca di un posto libero, mentre noi del posto saliamo direttamente all’ultimo, quasi sempre vuoto…tanto poi c’è l’ascensore!


qual è l’originale? :-)

Oetzi

mummia Andreotzi

Andreotzi, (secondo il Male)