La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Neve

Mi ama tanto la città quando è deserta e bianca
e i luoghi amati dormono sotto la neve come se non ci fossero
mi baciano e basta, morbidamente, col silenzio e col silenzio
come lei ed io quando eravamo i più soli
la città mi ama quando è deserta.

 


Milivoj Slaviček,

dipinto di Charles Burkfield


Neve

Neve che turbini in alto e avvolgi
le cose di un tacito manto.
neve che cadi dall’alto e noi copri
coprici ancora,all’infinito: imbianca
la città con le case,con le chiese,
il porto con le navi,
le distese dei prati…..
(U. Saba)  


Senza titolo

Ti scrivo per dirti
qualcosa che non so,
un tocco,
qui nevica
la neve è evidente
nevica e te lo dico
neve sottile.
Ti regalo città bianca
di mollica
la neve vede tutti
ogni filo d’erba
contro i muri
ha un piccolo berretto
ghiaccioli al collo dei semafori
la neve vede tutti
ed è evidente
non so dirti nulla
quello che conta è il filo
questo filo di voce,
di scrittura
per dirti quello che non so,
ti voglio un bene
evidente.

Chandra Livia Candiani


Intervista 

Questa mattina mi limito a proporre un’intervista trovata sul web che illustra bene il peso della burocrazia anche nei casi di emergenza.
Sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi 

Qua ci vuole un cambio di rotta serio. C’è un momento in cui bisogna dire “basta!”, e quel momento signori miei è arrivato. Dal 24 agosto ad oggi una sciagura dietro l’altra ha segnato la mia gente e la mia terra, e se contro Madre Natura possiamo ben poco, contro la burocrazia possiamo eccome, e dunque basta, ma basta davvero. Ho la responsabilità di guidare una comunità verso la resurrezione e la guiderò, come faccio da quando ho indossato per la prima volta quella fascia tricolore. L’ho fatto sempre nel rispetto delle Istituzioni, ho sempre messo il “noi” davanti all’ “io”, la mia comunità l’ho guidata così, invocando sempre il rispetto di tutti, il coraggio nonostante tutto, la speranza, e anche nei momenti più bui la mia gente ha dato prova immensa di fierezza, ha combattuto contro tutto e contro tutti, lo ha fatto dal primo momento, quando ancora piangevamo i nostri morti, le nostre case distrutte, le nostre Chiese crollate, il nostro mondo che cadeva a pezzi. Non ci siamo arresi nemmeno per un istante, e non ci arrenderemo mai. Però basta! Basta burocrazia, basta parole, basta carte bollate, basta riunioni fiume, basta basta basta. Adesso quassù si pretende la massima operatività, adesso quassù si pretende di fare le cose con urgenza, con somma urgenza, il che significa interventi immediati, in tutto, per tutto, su tutto.
E comincio dalla neve: è un segreto che a 1000 metri di altitudine nevica, e di brutto? È un segreto, forse, che in una terra massacrata dalle calamità naturali, dove si sa che l’inverno è duro, dove ci sono strade che sono state abbandonate dalle Istituzioni per tre decenni, la situazione diventi ingestibile? No, non è un segreto, si sa. E lo dico da mesi. Che ci vogliono le turbine mi sembra chiaro come il sole, ho fatto mille appelli, che deve fare la mia gente?
Il problema delle stalle risale a soli pochi giorni fa, anche in quel caso ho dovuto alzare la voce, invocare rapidità, perché qua ci sono gli allevatori, gli animali, questa terra ha delle peculiarità che vanno conosciute, tutelate, e che non aspettano i tempi maledetti delle scartoffie all’italiana, dei mille passaggi di scrivanie, di mille firme e mille timbri.
La neve. Il Pass della Protezione Civile è crollato la scorsa notte, sotto il peso della neve: tra la gente si è diffuso il panico, complici la paura, lo sconcerto, i disagi quotidiani, il dolore. La neve pesa sulle case e sui monumenti già duramente provati, il danno che era già immenso ora è diventato incalcolabile.
Le macerie ancora invadono il territorio, da mesi si attende che i nostri monumenti vengano messi in sicurezza: adesso è crollata anche la Torre di Sant’Agostino, un simbolo per la mia terra e per il mio popolo, e chissà quanti altri tesori sono andati perduti. Altri, perché tantissimi li avevamo persi dopo il 24 agosto, tanti altri dopo la tragedia del 30 ottobre. Si doveva attendere anche questa del 18 gennaio? Bisogna attendere ancora? Lo diciamo da mesi, mesi!
Questa burocrazia sta uccidendo l’Italia, non solo Amatrice, non solo questo cratere. Da mesi chiediamo la messa in sicurezza di una serie di edifici, settimana dopo settimana si rimanda, si attende l’ennesimo timbro, l’ennesima firma, l’ennesimo dannatissimo parere, mille giri di carte e di autorizzazioni, e intanto la nostra terra continua a subire una devastazione senza precedenti.
Qualcuno dovrà assumersi la responsabilità per le nostre Chiese crollate, per i nostri campanili caduti, per le nostre persone che soffrono ancora, e da oggi si deve cambiare musica.
Ecco perché ora basta. Basta con le carte, basta con la burocrazia, questo evento catastrofico deve segnare un cambio di passo per tutto il Paese, ora, subito, non domani o dopodomani, o la settimana prossima, o fra un mese. Ora. Adesso.
Ho invitato ad Amatrice i Parlamentari, sono venuti, si sono resi conto della situazione. Vanno approntati gli strumenti normativi idonei a fronteggiare tutto con celerità, ogni giorno che passa è uno scivolare sempre più giù. Questa tragedia deve essere il punto di non ritorno, i libri di storia dovranno raccontare ai posteri come l’Italia sarà cambiata completamente dopo tutto questo, l’Italia deve essere in grado di mostrare al mondo come si fanno le cose, una volta per tutte. Da adesso. Se vogliamo siamo una grande Nazione e un grande popolo.
(Il Tempo 19 gennaio 2017)


Inviato dal Veloce promemoria


Terremoto

Se sento ancora qualcuno criticare Berlusconi e Bertolaso per come hanno gestito il terremoto a L’Aquila mi incazzo.

Vedere  quei poveretti dopo mesi ancora sotto le tende e per di più sommersi dalla neve e senza corrente, massacrati inoltre  da una burocrazia stupida ed inumano grida vendetta. In tanti mesi sino stati solo capaci di consegnare, ad estrazione come in una riffa,  solo venti casette ed un centinaio di container.Errani dovrebbe avere solo il coraggio di dimettersi. 👿


Neve di marzo

neve-al-nordTutta la neve che doveva fare questo inverno,sta cadendo adesso… Questa mattina è iniziata con un nevischio leggero, ma poco dopo hanno iniziato a volteggiare falde larghe e leggere che non prendono però sul terreno bagnato, però si accumulano sui tetti delle case e delle automobili…

Quasi quasi scendo in cantina a recuperare gli addobbi natalizi. 🙂


Neve

 

neve_giapponese_giappone-020

Verrà quest’anno la neve

che insieme a te

contemplai?

(Matsuo Basho)


Neve

image

Sono rimasta alla finestra fino a tardi per veder nevicare.
Fiocchi piccoli e leggeri che danzano alla luce giallastra dei lampioni.
Mi piace, la neve: ammanta tutto di un velo di candore, dona un aspetto di purezza. Ma è solo una vernice. Sotto, il solito lerciume di sempre.


Inviato dal Veloce promemoria


18 marzo

 

 

Ieri stavo per scrivere che,  nonostante il freddo,  forse la primavera era finalmente arrivata.  Le forsizie erano sbocciate e nel
prato era tutto un fiorire di mammole e pratoline..

E stamattina la neve!


Inverno

neve1

Foto dal quotidiano Alto Adige 

Silenzi

mattutini di neve

soffocano voci e rumori

e i miei pensieri.

(loredana)

 


neve

Oggi Candelora, e se il proverbio è vero, l’inverno durerà ancora a lungo.
Qui niente neve…solo freddo, tanto, accompagnato da un vento gelido che sferza il viso e costringe a ripararsi dietro una sciarpa. Niente neve nemmeno sulle montagne che circondano la città, solo una imbiancatina sul Catinaccio, e si preannuncia anche un abbassamento delle temperature.
Il recente post di Antimisia sulla neve mi ha riportato all’infanzia. Per anni la neve è costantemente caduta da novembre a febbraio, per la gioia di noi bambini che combattevamo aspre battaglie in cortile con le palle di neve o costruivamo il classico pupazzo da rivestire alla bell’e meglio.

Poi la slitta…allora non c’erano quelle leggere e coloratissime in plastica che si usano adesso, ma quelle classiche, con le guide di ferro sotto i pattini di legno e, per guidarle, la tipica corda delle tapparelle, in canapa a righe. Un godimento, appena trovavamo una piccola discesa da dove lanciarci incuranti di eventuali pericoli.

E che la slitta sia sempre stata un divertimento per tutti i bambini, è evidenziato nel film “Quarto potere”, dove l’ultima parola di Citizen Kane, incomprensibile per chi gli stava accanto, fu…”Rosebud…”, il nome della slitta che possedeva da bambino quando ancora era povero e non il magnate che diventò in seguito.


18 dicembre

Ultimo giorno a Milano. Ieri è nevicato. Una neve fitta, leggera, finissima, asciutta, quasi cristalli di ghiaccio che scendevano gelidi dal cielo. Al ritorno è stato impossibile prendere un qualsiasi mezzo pubblico, tutti i tram e le metropolitane erano stracolme di gente. Noi due, imperterriti e incuranti del gelo, abbiamo camminato tantissimo, fino a che è diventato buio, ed abbiamo potuto ammirare le illuminazioni di piazza Castello, Brera ed altri posti. Le luci colorate facevano uno strano contrasto con la spolverata di neve. Anche se imbottita (simile all’omino della Michelin, tra calzamaglia, jeans felpati, maglioncino a collo altro, sciarpa guanti e berretto), tornata a casa per scaldarmi mi sono dovuta tuffare in una vasca di acqua bollente. Oggi però la neve era totalmente scomparsa, ed il bianco sulle scale che conducono alla metropolitana era dovuto solamente ai residui di sale gettati per evitare gli scivoloni….


Lettera a Babbo Natale

 

Un cuore ancora bambino, che sogna ancora un babbo Natale, sorridente, gioviale, dal sorriso dolce e contagioso, al quale indirizzare la consueta letterina adornata di polverina luccicante, con la cornicetta di agrifoglio e rami di abete con pallina di vetro e candelina. Allora…

Caro babbo Natale,

non ti chiedo doni. Questo mondo ormai è soffocato dal consumismo, oppresso dalla tecnologia, sempre in corsa per avere di tutto e di più. Non ti domando nemmeno le solite, ovvie cose, tipo la pace nel mondo, la sconfitta della fame e delle malattie, perché so che non è tuo potere farlo. Semplicemente ti chiedo di ridarci la nostra dimensione “umana”, di farci guardare con altri occhi la gente che incontriamo giornalmente per la strada, cui donare un sorriso e riceverne uno in cambio. Ti chiedo un po’ di buon senso per quelle persone che ormai sembrano averlo smarrito, arroccate su posizioni obsolete, che non capiscono che le cose si cambiano costruendo con la buona volontà e non distruggendo con la violenza. Vorrei che tutti sapessero apprezzare il tempo, tempo da dedicare agli altri ma anche a noi stessi, con calma, senza fretta: a volte bastano anche pochi minuti, ma cerchiamo di trovarlo. E tutto questo porterebbe ad una maggiore serenità…

Vorrei un po’ più di cultura, rispetto e riservatezza in televisione, dove tutto è ormai volgarità e gossip, e dove tutti mettono in piazza i propri “sentimenti” (?), veri o falsi che siano.

Desidererei un mondo non fatto di plastica, ma con oggetti ancora costruiti dalle mani dell’uomo, che tanti capolavori, piccoli e grandi, hanno saputo creare.

Porta ai bambini un peluche in più ed un Nintendo di meno, qualche libro al posto dell’IPad, facci apprezzare la neve di questa stagione, lasciando le Maldive all’estate, e riascoltare “Stille Nacht” invece di “Mele Kalimimaka”. Grazie, babbo Natale, con affetto.

Loredana.

Ma forse ho chiesto troppo, sulla tua slitta c’è posto solo per i regali materiali, ipertecnologici e costosi. Povero babbo Natale, pure tu, con rammarico, ti sei dovuto adeguare ai ritmi frenetici di oggigiorno, non vesti più la zimarra lunga fino ai piedi, ma la giacca ed i pantaloni sponsorizzati dalla Coca Cola e sempre più gente ti chiama Santa Claus all’americana….

 

 

 


Purtroppo…

Stamattina nevicava ancora…fiocchi larghi e leggeri, che però non hanno avuto presa sul terreno bagnato, ma solo nei giardini e sui tetti delle auto. Adesso poi si è tramutata in una pioggia fastidiosa. Sono giorni che non vediamo più il sole. Comincio a capire il pessimismo dei miei amici tedeschi! Che attribuiscono l’allegria dei popoli latini proprio al sole.


ancora neve…

Ieri sera, all’uscita dalla pizzeria, nevicava. Non le falde larghe e leggere dell’altro giorno, che la pioggia aveva disciolto in breve tempo, ma una neve sottilissima, asciutta e farinosa che ben presto ha ricoperto tutto anche se con uno strato modesto, 4 o 5 centimetri, Così, salutati i ragazzi, siamo andati a fare una passeggiata con la neve che ci turbinava intorno e che ci bagnava la faccia, l’unica zona scoperta tra sciarpa, berrettone e guanti, divertendoci a guardare le impronte lasciate dalle scarpe. La neve fa tornare un po’ bambini…


Questa mattina poi, silenzio assoluto. Niente traffico, soprattutto niente dannatissimo camion della nettezza urbana che ci sveglia prestissimo, i pochi rumori assorbiti da questo strato, alto adesso una dozzina di centimetri, per ora ancora immacolato… e sta continuando a fioccare. Le strade sono impreziosite dai merletti che la neve ha ricamato sui rami spogli,

i marciapiedi pure sono candidi, ma non so fino a quando. Già qualche volonteroso sta spalando nel tratto di sua competenza e spargendo sale sui sentierini pedonali e le rampe dei garages, dove la neve si è parzialmente disciolta in rivoli grigiastri.



Nevica…

… E inizio la giornata spalando la neve dal terrazzino…