La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Mercatino

Aria di Natale, primi turisti in attesa del pienone in occasione del ponte dell’Immacolata


Natale……………………………

Ridatemi i Natali della mia infanzia…
Non sono affatto religiosa, quindi  considero Natale solo come una festa della famiglia, però rivorrei tanto  i Natali di una volta con poche cose, ma molto più sentiti. Con l’albero vero, magari  un poco storto e spelacchiato e  le fragili palline di vetro multicolori, che ogni anno aumentavano di una o due unità, tra i quali l’uccellino con la coda di piume vere ed il puntale sgargiante con l’angelo,  e non quelli finti con le decorazioni infrangibili e monocromatiche che tanto vanno di moda  adesso. Quando si preparava il presepe con il muschio vero e  le statuine di gesso, anche quelle incrementate di anno in anno, e non le “Made in China” di plastica piena di sbavature e facce imbambolate. Il Natale di quando il bottegaio sotto casa ti faceva un regalino per ringraziarti della fedeltà al suo negozio nel corso dell’anno, mentre ora ci sono solo le povere cassiere stressate dei supermercati e dei grandi magazzini. Ora qui da me c’è il Mercatino, puro prodotto del consumismo odierno, tutta luce, ma niente anima, portatore di fiumane di folla e nuvole di smog. Un tempo  c’era ancora la cultura dell’attesa del Natale, mentre oggi i negozi propongono  le strenne già mesi prima. Si intrecciava la corona dell’avvento, con le quattro candele rosse da accendere una alla volta nelle 4 settimane antecedenti il Natale, ed il calendario i n cartoncino con le finestrelle da aprire giorno per giorno, contenenti solo immagini in tema e non cioccolatini o gadget vari. Rivoglio le letterine da inviare a Babbo Natale, -(quello con la zimarra, e non con i pantaloni tipo CocaCola)- piene di brillantini e con le righine uso  quaderno di scuola, dove elencare le piccole cose che si desideravano allora, e non i videogiochi che oggi i bambini pretendono. E per favore, compriamo il panettone, non quello elaborato e farcito di creme, ma quello classico, con l’uvetta ed i canditi, che, se non graditi, venivano tolti pazientemente.
Forse sarà una questione di età…ma comincio a dire “Ai miei tempi”…quando le cose erano migliori…..