La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Dei delitti e delle pene

 

Ore 20, ieri.

Telegiornale della sera.

Solito travaso di bile.

Parla Umberto Veronesi a proposito dell’ergastolo, del quale propone l’abolizione. Certo, la dicitura “fine pena mai” fa spavento, una vera morte civile. Sapere di dover trascorrere l’intera esistenza dietro le sbarre fa paura e genera sconforto.

Ma il servizio seguente riguarda Giovanni Vantaggiato, quell’efferato assassino che tramite una bomba di tipo artigianale per poco non ha provocato una strage tra le studentesse di un istituto superiore di Brindisi, ed a rimetterci la vita è stata la sedicenne Melissa Bassi, mentre altre compagne sono state ferite, alcune in maniera molto grave… Allora la rabbia monta, e mi dico che non c’è pena sufficiente per certa gente, alla quale la dicitura “essere umano” mal si adatta. E mi domando se Veronesi manterrebbe la stessa opinione se al posto di Melissa ci fosse stata una sua nipotina.

Stiamo diventando succubi di un buonismo esagerato e pernicioso, che dimentica la sofferenza delle vittime e dei loro congiunti. Allora proporrei, ogni volta che si parla di disagio carcerario, di proiettare le fotografie delle vittime, non da vive, sorridenti e serene, ma come sono state ritrovate, uccise, straziate, insanguinate, e manderei a quel paese le associazioni tipo nessuno tocchi Caino.

Le carceri sono sovraffollate? Aboliamo in via di massima la carcerazione preventiva. Rimandiamo gli stranieri nei loro paesi a scontare le pene. Depenalizziamo molti reati di natura finanziaria sostituendo il carcere con multe ed ammende salatissime. Si può fare… E si renderebbe un bel po’ di posto. Ma facciamo in modo che i delinquenti scontino la pena!

Beh, mi prendo qualche giorno di riposo, via dalla pazza folla, da internet, da giornali, dalla televisione… via anche il cellulare… Monaco mi attende (e speriamo che non piova, ma ci spero poco, viste le previsioni).

monaco_panorama (1) 


Morire a sedici anni

Morire a sedici anni

senza una ragione, senza un perché;

morire a sedici anni

quando la vita ti si schiude davanti

e senti i primi palpiti d’amore;

morire a sedici anni

quando hai un futuro davanti

con aspettative nella mente e sogni nel cuore;

morire a sedici anni

con l’esistenza stroncata da una mano vigliacca.

No, non si può morire in questo modo,

non ci sarà abbastanza giustizia per punire un atto così abietto,

non basterà una pena “esemplare” per punire i codardi che hanno compiuto questo efferato gesto.

Siate maledetti, in eterno.