La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Ah, l’amore…

Gironzolando su facebook sono capitata sulla pagina di un certo S. T., uno di quelli che ha fatto del buonismo ad oltranza la sua religione.

Ebbene, questo tizio, che seguo in maniera saltuaria, ha spesso delle idee parecchio confuse, però questa volta in occasione della vicenda del sindaco di Riace si è proprio superato.

Ipotizza un matrimonio tra un tedesco (pardon, ariano) cristiano con una donna ebrea per salvarla dalla deportazione, e paragona questa azione ad un matrimonio di comodo tra un italiano ed una ragazza nigeriana per farle ottenere la cittadinanza.

Premesso che il matrimonio tra un ariano ed una ebrea sarebbe stato immediatamente invalidato, premesso che pure l’ariano in questione avrebbe passato i suoi bei guai per aver contravvenuto alle leggi razziali, non vedo il nesso tra nil matrimonio di una ebrea DI NAZIONALITÀ TEDESCA privata dei suoi documenti e dei suoi diritti dalle leggi razziali, e quello di una clandestina approdata sulle nostre coste a bordo di un barcone senza alcun documento che comprovi la sua identità, senza contare che il sindaco – come si evince da una intercettazione telefonica – per fare sposare la ragazza ha detto che era sufficiente una sua dichiarazione di non aver alcun vincolo matrimoniale preesistente e che, essendo lei proveniente da un paese in guerra (la Nigeria in guerra?), OVVIAMENTE è priva di documenti…

Beh, ormai siamo alla farsa, ed a chi scrive che è colpa di Salvini, ribatto che l’inchiesta è partita nel settembre 2017…e chi c’era allora a capo del ministero dell’Interno? Ah già, un certo Minniti. Ah, sempre un mio parere personale: piuttosto di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, avrei parlato di favoreggiamento della prostituzione. Una ragazza nemmeno trentenne con un ultrasettantenne, pure manesco, a quanto ho letto.

😀


Matrimonio

 

Riporto qui un commento che avevo scritto in tempi non ancora sospetti, (giugno 2011) e che rispecchia ancora oggi il mio pensiero.

A mio parere ci deve essere una regolamentazione delle coppie omosessuali, matrimonio compreso.
(Parlo ovviamente solo dal punto civile, quello religioso è naturalmente escluso, non possiamo pretendere che la Chiesa cattolica deroghi ai propri princìpi, quella Valdese invece l’ha già fatto.) Questo anche per distinguerle dalle coppie “di fatto”, che accampano diritti che a volte mi lasciano perplessa.

Sia ben chiaro, non ho nulla contro la convivenza (io stessa ho convissuto per circa un anno prima di approdare al matrimonio), però questa situazione non può dare i medesimi diritti che vengono stabiliti con il matrimonio, che è innanzitutto un “contratto”. Che alla base di esso ci sia il più delle volte l’amore, a volte l’interesse o la convenienza, altre volte ancora un mix di queste cose, il matrimonio è la codifica, anche economica, di diritti e doveri che regolano la vita di due persone le quali si impegnano per un comune percorso di vita. Sembra arido definirlo così, ma è una realtà. Se io convivo, posso separarmi senza traumi o ricorsi legali: non ho alcun “obbligo” nei confronti del partner, a differenza di due persone regolarmente coniugate. Non posso quindi accampare diritti su casa, redditi o altri beni del convivente, assegni di mantenimento e simili, perché non ho nessun vincolo “contrattuale” con lui. Se voglio essere tutelata/o, il sistema legislativo esiste ed è unicamente l’istituzione matrimoniale. Possono esserci ovviamente delle eccezioni “temporanee”, qualora uno dei due conviventi sia ancora impegnato con un precedente vincolo ed in attesa di scioglimento (divorzio, per il quale sarebbe bene abbreviare i tempi), ma la situazione deve essere comunque regolarizzata nel minor tempo possibile. L’unica tutela che in ogni caso va applicata è quella del mantenimento dei figli, siano essi nati da una situazione regolare o meno.
Quindi ritengo che sia giusto che anche gli omosessuali raggiungano questo traguardo. Per le adozioni ci andrei più cauta… Sono convinta infatti che per uno sviluppo psichico di un bambino siano necessarie sia la figura femminile che maschile, e non un “surrogato” di esse.


Qualche piccolo conto

 

Il celebre conto della serva oppure dell’altrettanto famosa casalinga di Voghera (ma anche Canicattì va bene ugualmente).

Una coppia di conviventi in cui ciascuno dei due guadagna meno di 1500 euro, percepirà in più 160 euro mensili.

Un povero cristo regolarmente sposato che percepisce 1600 euro, non solo non avrà nessun aumento, ma perderà anche le detrazioni per il coniuge a carico.

Queste le belle pensate del nostro premier. Ovvio che la coperta è corta e che se la si tira da una parte l’altra resta scoperta, ma questa è una vera e propria iniquità fiscale.

Questo uno dei motivi per cui il matrimonio è sempre meno di moda.

Meditate, gente, meditate…