La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Acqua

Adoro l’acqua, fin da quando, ancora piccina, sguazzavo nella tinozza di zinco dove mi facevano il bagno.

Non parliamo poi di quando ho imparato a nuotare e dovevano tirarmi fuori a forza dalla piscina (non mi è mai piaciuto invece nuotare al mare).

Inoltre amo indistintamente laghi, fiumi, torrenti.

A Milano quindi è sempre d’obbligo una passeggiata lungo i Navigli. Il Grande è il più conosciuto ed è il più caratteristico, perciò è anche quello maggiormente visitato dai turisti, anche per le sue botteghe ed ateliers artistici che lo fiancheggiano. Però proprio poco distante dalla nostra abitazione c’è la Martesana, un naviglio molto particolare e dall’aspetto piuttosto romantico anche perché non è diritto e largo come il Grande ed il Pavese: sembra piuttosto un fiumiciattolo tranquillo.

Oggi, vista la bella giornata, abbiamo fatto una lunga passeggiata nella parte inferiore, quella che da Viale Monza (all’altezza dello Zelig) arriva fino a via Melchiorre Gioia.

All’inizio la Martesana è fiancheggiata da casette basse che si affacciano sul naviglio, specchiandosi nelle acque lisce, appena increspate dal nuoto delle anatre e da un’altra specie di uccelli che non sono riuscita a riconoscere: piumaggio nero con coda e crestina bianca (i maschi) o grigio piombo (le femmine) col becco color arancio, zampe piuttosto lunghe di un colore tra il verde ed il giallo fluo, una specie che sta tra la folaga ed il pollo sultano, almeno credo, purtroppo  lontane per essere fotografate: magari qualcuno avrebbe potuto darmi qualche informazione al riguardo.

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Nell’acqua si specchiano cespugli ed alberi, dai quali filtra la luce del sole con strani giochi.

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Si passa sotto i ponti della ferrovia, adornati (?) da graffiti strani, ogni tanto, piccoli giardinetti ed orticelli trascurati, con scalette che scendono fino a pelo dell’acqua.

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Nei pressi della Melchiorre Gioia, le casette lasciano il posto a condomini, mentre in lontananza si scorge il grattacielo della Regione Lombardia. L’ultima a riflettersi nella Martesana, è una fabbrichetta gialla un po’ scrostata

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…ed è subito città, con il traffico, la gente, i rumori.


In giro per Milano

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Quando c’è il sole, come ieri, Milano è bella. Ma la sua vera essenza la si coglie quando è nuvoloso, tendente alla pioggia, con quell’umidità che ti si appiccica addosso, specie sui capelli, arricciandoli e vanificando la paziente opera di lisciatura fatta alla mattina con spazzola e phon (odio la piastra ).
Oggi poi ci sono nuvole basse già nel primo pomeriggio; dappertutto quel grigiore nel quale brillano tenui le ultime luminarie natalizie in via di smantellamento. Al Duomo, lunghe file di persone si sottomettono al metal detector prima di entrare. Finite le code dovute ad Expo, sono iniziate quelle per l’Anno Santo ed il giubileo della misericordia: più che di misericordia, bisogna armarsi di santa pazienza perché l’attesa dovuta ai controlli è lunga.
Un fianco del Duomo è conteso dalle enormi pubblicità della Samsung e dell’Iphone 6, mentre l’altro lato, proprio a ridosso della parete marmorea, è affiancato da una lunga fila di servizi igienici. Ovvio che i pellegrini debbano soddisfare le proprie esigenze biologiche, ma credo che sarebbe stato opportuno trovare un’altra collocazione.
C’è grande movimento di gente: molti approfittano delle svendite, altri cambiano i regali ricevuti in occasione del Natale. La calca non ci piace, così abbiamo deciso di tornare verso verso la nostra zona e passeggiare lungo la Martesana…Passeggiata breve, l’umidità che sale dal naviglio si fa sentire, e pure il cielo si fa sempre più scuro…


Inviato dal Veloce promemoria


Milano,4 dicembre 2011

Si parte.

Ultimi controlli, acqua e gas chiusi, un silenzioso saluto alla casa…

E’ bello alzarsi presto e scendere subito in strada. Il cielo è ancora buio, nessuna stella perché è nuvoloso. Le vetrine sono spente, tranne quella dell’edicolante. I giornali sono appena arrivati e me li deve estrarre dai pacchi ancora legati. Le vie hanno quella lieve luminescenza giallognola dovuta dalle luci dei lampioni, un aspetto un poco spettrale, nessun traffico . Carichiamo le valigie e le altre cose nel piccolo portabagagli della mia smart (non essendoci più la micia, la piccola car per noi due basta ed avanza), e si parte. Era previsto un tempo pessimo, freddo, pioggia, addirittura neve dalle nostre parti, e l’immancabile nebbia in val Padana, invece il tempo era più mite delle altre mattine, e la nebbia l’abbiamo vista solo un poco verso Affi prima e Grumello più avanti. Mi piace la nebbia, così rara quassù. Addolcisce ogni paesaggio, dai suoi veli spuntano alberi e casolari di campagna e fanno solo immaginare cosa possa nascondersi oltre, quasi un sogno ad occhi aperti.

Il viaggio trascorre monotono in autostrada, caratterizzato solo dai punti di riferimento ormai noti: l’inceneritore di Brescia, la torre di Bergamo, lo stabilimento della Star, dove usciamo per immetterci sulla tangenziale est. Finalmente Milano, via Padova con la parte superiore della Martesana fiancheggiata dalle sue villotte quadrate…e il sole.