La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Astensione

In pratica i vincitori delle elezioni sono stati gli astensionisti, che raccolgono oltre il 40%.

Ho molti contatti tra quanti si sono astenuti dal voto: non capisco le loro motivazioni, specie in questo periodo di grande incertezza politica, ma soprattutto non comprendo il loro lamentarsi per come vadano le cose.

I motivi sono i più disparati: c’è chi si disinteressa totalmente, chi, essendo anarchico, rifiuta qualsiasi imposizione, chi invece è “rivoluzionario” e ammette solo i cambiamenti attuati con la rivolta popolare, chi non si riconosce in nessun candidato che i partiti propongono…

Quelli che io conosco sono tutti “libertari” talmente contrari all’idea di “Stato” da sconfinare nell’anarchia, tutto il contrario dell’idea liberale pura, nella quale mi riconosco,  che ritiene necessaria una seppur minima ingerenza dello stato anche nei rapporti tra le persone, determinandone i confini con le leggi.

Ed il loro rifiuto, che in parte comprendo, è motivato appunto dall’enorme massa di leggi, norme, regolamenti che costellano la nostra vita ed i nostri rapporti e ci affossano con la burocrazia, ma da qui a volerle abolire tutte, chiamando perfino parassiti TUTTI i dipendenti pubblici, ce ne corre.

Quindi…

Non andate alle urne?

Non cercate minimamente di cambiare quanto sta succedendo?

Non vi soddisfano gli attuali schieramenti politici?

Visto che siete un gruppo abbastanza nutrito, con idee simili, datevi da fare e fondatene uno.

Se i vostri concetti sono chiari e condivisibili, adoperatevi per convincere la gente della loro validità e della loro efficacia, invece di stare a piangervi addosso e lamentarvi dell’esosità del fisco, dell’invasione in essere, per le mancate liberalizzazioni, per il cattivo funzionamento di scuola e sanità e quant’altro. Certo è che per differenziarsi bisogna proporre cose nuove, se davvero si vuole cambiare qualcosa.

Grazie alla vostra ignavia, chi ora è stato eletto potrà manovrare una consistente massa di denaro pubblico e, disponendo del potere se è onesto avvantaggerà la comunità, se non lo è favorirà i soliti “amici” e “amici degli amici” che lo hanno collocato in quella sede.

L’astensionista, qualunque sia la motivazione per la quale non si reca al voto, è un rinunciatario in partenza che preferisce attendere piuttosto di rischiare di schierarsi con la fazione perdente.

Certo, al giorno d’oggi si è spesso costretti a scegliere il meno peggio, e ricordo Indro

Montanelli ed il suo “Turatevi il naso”.

Bisogna stabilire quali siano le nostre priorità e scegliere chi maggiormente ci si avvicini.

Personalmente le prime cose che metterei in lista delle urgenze sarebbero l’immigrazione, il lavoro e la sicurezza… Per il resto si può procedere con maggior calma.

Sembra invece che tutto ruoti attorno alla legge elettorale, importante certamente, ma sarà difficile trovare un accordo in quanto ciascuno schieramento cerca di promuovere degli emendamenti a lui più favorevoli.

Magari a suo tempo aveva ragione Mark Twain, per il quale il voto non conta nulla, ma le sue erano frasi satiriche, degli aforismi taglienti atti a sbeffeggiare, non certamente delle regole da seguire.

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