La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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luci ed ombre


(Premetto che devo ancora esaminare la parte che parla della riforma del lavoro.)

Innanzitutto l’escamotage del contributo di solidarietà. Le aliquote del 5 e del 10% si riducono, per via della deducibilità (con una mano prendo e con l’altra in parte ti restituisco), al 3 ed al 6% netto. Poi l’iniquità di questo prelievo, dato che non si applica il quoziente familiare. Se ho due redditi sotto i 90mila euro non pago nulla, se ne ho uno solo, ma superiore a questo importo, pago. Se sono single, a parità di reddito pago come chi ha famiglia a carico…bella ingiustizia.

Speriamo che correggano l’anomalia, come gli autonomi equiparandoli ai lavoratori dipendenti.

Poi la stortura del blocco fino a 24 mesi del TFR dei pubblici dipendenti. E’ palesemente una manovra di pura cassa, volta anche a mantenere in servizio gli impiegati fino al raggiungimento dell’età. Va bene le finestre etc etc, ma il TFR è una retribuzione accantonata e differita, quindi soldi del dipendente che ne deve disporre quando e come vuole. Dovesse restare la norma, mi auguro almeno che vengano corrisposti gli interessi.

Infine la minaccia di blocco delle 13^ ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni che presentano bilanci deficitari. Invece di punire gli amministratori, che continueranno a percepire le loro munifiche prebende, si colpiscono i dipendenti che, in questioni amministrative, non hanno voce in capitolo.

Abolizione delle province…bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Non avendo il coraggio di abolirle tutte, ne hanno abolite solo alcune. Ma il risparmio (futuro) sarà solo per presidenti, giunte, consigli…ed il personale? Credo che verrà trasferito ad altri uffici, quindi il costo rimane.

(per inciso…mi sembra che debbano assumere 60mila persone nel comparto scuola…non si era detto che invece che gli insegnanti erano già troppi e che bisognava farli lavorare di più, ma pagandolo meglio? Boh!)

Fin qui le cavolate del Governo. Ora vediamo quelle, a livello di proposte, del PD.

Molte sono scopiazzature di quanto già presentato dall’esecutivo, come la tracciabilità dei pagamenti, solo abbassata a 1000 euro invece dei 2500 (300 se con mezzi elettronici), dimezzamento del numero dei parlamentari (la bozza Calderoli è ancora più drastica…250 + 250), riduzione delle Province ed accorpamento dei comuni…come a dire la scoperta dell’acqua calda.

Poi le cavolate vere e proprie.

La tassazione una tantum dei capitali rientrati sotto lo scudo fiscale, se da un punto di vista etico potrebbe essere condivisibile, è iniqua. Mi spiego: che figura ci fa lo Stato che prima promette una sorta di immunità sotto forma di penale molto bassa a chi fa rientrare i capitali, se poi si rimangia la parola e li tassa pesantemente? Verificandosi nuovamente il caso, nessuno farebbe più il condono e terrebbe i soldini in Svizzera o, meglio ancora, in Austria!

L’elenco clienti-fornitori…solo chi non ha lavorato in questo campo non sa della quasi inutilità di questo strumento che costituisce soltanto un inutile aggravio degli uffici amministrativi.

Politiche industriali per la crescita: “implementazione dei recenti accordi tra le parti sociali senza intromissioni che ledano la loro autonomia”…bah, facciamocelo spiegare dalla Camusso, che dice sempre di no a prescindere.

Liberalizzazioni… E qui mi viene da ridere… e tanto. Perché accanto all’abolizione di ordini professionali, “filiera” petrolifera, etc, trovo la liberalizzazione dei servizi pubblici locali. Forse molti non se ne sono accorti, ma quando abbiamo votato per il cosiddetto “referendum dell’acqua”, non solo di acqua si trattava, ma anche di altri servizi delle municipalizzate.. E dopo aver sostenuto il SI’ ora fate marcia indietro?

Conclusione (mia personale).

La Casta pagherà comunque il doppio di contributo di solidarietà, senza godere delle deduzioni fiscali…bene, anzi benino, perché restano molti privilegi. I viaggi in classe economica? Fumo negli occhi. Essendo la maggior parte voli nazionali, sono forzatamente “economici”.

Bene per le indennità dimezzate a chi mantiene la professione, ed altrettanto per la fine della compatibilità del doppio incarico.

Benino la riduzione del 20% dei consiglieri regionali, potevano essere tranquillamente dimezzati.

Però i privilegi restano, come i vitalizi dei parlamentari e dei consiglieri regionali, o le pensioni d’oro a dipendenti di Camera e Senato, eliminazione o riduzione di portavoce e portaborse, commessi…

Un vino annacquato, anche perché per i tagli delle poltrone, abolizione delle Province, accorpamento dei Comuni bisognerà attendere prima il censimento di quest’anno e poi la scadenza del mandato elettorale. Per la riduzione dei parlamentari e delle indennità si tratta poi di materia costituzionale, con un iter lunghissimo…campa cavallo.

Ma le mani in tasca a noi, gente comune, quelle ce le mettono da subito, e con effetto retroattivo, perché per noi sono solo doveri, mentre per gli altri “sono diritti acquisiti”!