La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Chissà…

Non volevo scriverne, perché troppi casi di violenza accadono ormai ogni giorno.

Però quello che più mi ha sconvolto è il fatto che il ventenne massacrato a sprangate ad Alatri sia stato tra l’altro picchiato selvaggiamente da un altro ragazzo che era stato scarcerato solamente la mattina stessa dell’omicidio perché in possesso, lui con altri compagni, di notevoli dosi di droga, tra cocaina (300 dosi), hashish (600 dosi) e crack (150 dosi). L’arresto era stato convalidato, ma il magistrato aveva rimesso Castagnacci e i compari in libertà senza richiedere alcun provvedimento di tipo cautelativo.

Ora bisognerebbe provare a mettersi nei panni di Emanuele, la vittima: avesse avuto una pistola, avrebbe ferito o anche ucciso uno dei suoi assalitori, però sarebbe ancora vivo e naturalmente sarebbe andato sotto processo. Invece, purtroppo, è andata come è andata: il branco lo ha assalito, alla faccia dello stato che dice di proteggerci, perché certi figuri se ne sbattono delle leggi: tanto sanno che vengono applicate quasi sempre a favore di chi delinque. In pratica, lo stato preclude al semplice cittadino la possibilità di difendersi: da qui la necessità di modificare al più presto la legge.

Qui però c’è da rivedere la discrezionalità dei magistrati nell’interpretazione delle leggi, troppo permissivi e lassisti in molti casi, spesso a favore di delinquenti, come in questo caso.

Chissà come si sentirà adesso quel magistrato?

Riuscirà a dormire di notte?

Avrà la coscienza tranquilla?

Intanto sembra che la magistratura abbia aperto un’indagine su di lui, ma i precedenti non fanno sperare bene: quasi mai un magistrato viene condannato dai suoi colleghi.


Cattivi maestri

 

Il silenzio a volte può essere assordante. Nessuno della cosiddetta sinistra “riformista” ha speso una parola di condanna per certi atti di violenza recentemente verificatosi.

Non per altro nel “corteo” – o meglio, nel mezzo dei tafferugli – sventolavano molte bandiere rosse…qualcosa vorrà ben dire.

Inutile che Bersani cerchi di rigirare la frittata addossando addirittura le colpe di “infiltrati” a Maroni. Certi profeti come Di Pietro che parlano del premier come fosse Satana, Hitler o, recentemente, Noriega, esacerbano gli animi. Tanto più che l’ex poliziotto non ha speso una parola di solidarietà in favore degli agenti feriti.

Vendola qualche tempo addietro, quando la polizia impedì un secondo blitz alla Camera paragonò addirittura Roma alla Santiago del Cile dei Tempi di Pinochet, dicendo che la capitale era assediata da una tenaglia militare… Mentre il segretario di Rifondazione al riguardo degli scontri dell’altro giorno parlava di “macelleria messicana ..che conferma il tratto fascistoide del governo”.

Adesso i seminatori di odio girano indisturbati ed immacolati. I black block (poveri ed utili idioti), ne pagano le conseguenze, gli agenti feriti passano loro per macellai, la colpa dei vandalismi naturalmente è del ministro Maroni.

Santoro dalla sua tribuna mediatica si fa portavoce di chi i difende i vandali…ed i poveri negozianti che hanno avuto migliaia di euro di danni? Inoltre i magistrati scarcerano i facinorosi, dando loro una patente di impunità’, invitandoli praticamente a perseverare nella loro opera di distruzione.

Non c’è davvero limite all’impudenza.