La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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L’Unità

 

Ho problemi con il router e condivido la chiavetta con mio marito quindi, con un po’ di ritardo, commento la notizia della chiusura de “l’Unità”.

Il giornale innanzitutto paga in parte la crisi della carta stampata, che coinvolge quasi tutto il mondo dell’editoria; le notizie al giorno d’oggi viaggiano più velocemente su internet, preferito dalla maggior parte delle persone per quel che concerne l’informazione. La carta stampata resta quindi solo una fonte di opinioni e, in questo caso specifico, di “indottrinamento” politico, in quanto l’informazione di partito è ligia solo all’ortodossia marxista.

Poi, al giorno d’oggi, per campare devi rendere, ossia riuscire a vendere il maggior numero di copie per raggiungere anche una maggior raccolta pubblicitaria.

A Bolzano vedevo solo qualche pagina esposta in bacheca presso il circolo Nikoletti; a Milano lo stesso presso il circolo di Unità proletaria di viale Monza. In metropolitana, da anni, nessuno che avesse una copia del quotidiano sottobraccio: era più facile vedere qualcuno, dal look inconfondibile, che leggesse il Manifesto, adesso girano tutti forniti di Repubblica o Il Fatto quotidiano.

Quello che mi stupisce però è il fatto che dei  tanti che deplorano la chiusura di questo giornale, sulla scena dal 1924, nessuno abbia messo mano al portafoglio per formare una cordata per salvarlo: tanti “compagni” di nome, assolutamente non di fatto…

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Ricorrenze

Ed eccoci nel 2011, l’anno in cui si festeggia il 150^ dell’Unità d’Italia. Per me altoatesina non ha alcun significato, perché la mia regione fu annessa all’Italia solo alla fine della Grande guerra. Anche Trieste è in una situazione analoga, anzi,la sua annessione definitiva si verificò addirittura solo dopo la seconda Guerra mondiale… Ed oggi tutti a festeggiare il Tricolore, anche quelli che anni addietro lo bruciavano in piazza, ritenendolo un simbolo fascista e sostituivano l’Inno di Mameli (bruttarello assai a dire il vero), con “Bella ciao” e non profferirono parola alla soppressione di alcune feste nazionali quali il 4 novembre ed il 2 giugno, gli stessi che su “l’Unità” titolarono che Trieste era libera all’entrata delle truppe titine, dimenticando eccidi, foibe e l’assassinio dei cosiddetti “partigiani bianchi”, cattolici ed azionisti, quindi non comunisti, additati come traditori!

Ed ora queste stesse persone che prima osannavano l’Unità (giornale) come strumento di divulgazione politica, inneggiano ora all’Unità d’Italia… Belle facce di tolla.