La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Lubiana – Il castello

Avremmo dovuto salire al Castello di mattina, ma appena alzati c’era nebbia fitta, tramutatasi poi in foschia, quindi dall’alto non si sarebbe potuto gustare appieno il panorama. Siamo saliti quindi nel pomeriggio. La funicolare che porta lassù in circa un minuto percorre una distanza di poco più di cento metri, superando un dislivello di circa 70 metri ed arrivando ad un’altezza di 294 mslm.

 

Secondo la leggenda, le origini di Lubiana risalirebbero addirittura a Giasone che dal Mar Nero risalì il Danubio, la Sava ed infine la Ljubljanica, dove gli Argonauti smontarono la nave per poi riassemblarla nei pressi dell’Adriatico per far ritorno in patria. Nei pressi della Ljubljanica c’era una grande palude dove dimorava un drago, che venne ucciso dall’eroe greco, il medesimo drago che appare nello stemma e su vari ponti e monumenti della città. Questa la leggenda, ma la storia invece di dice che nel terreno paludoso furono impiantate le prime palafitte ancora nel 2000 a.C., dove poi arrivarono in successione Illiri, Veneti, Celti. Nel 50 a.C. si insediarono i Romani, con un accampamento, che divenne poi l’insediamento di Iulia Aemona, smantellato poi dagli Slavi nell’800 d.C.

Ed ecco che si arriva finalmente al castello.

C’era la possibilità di fare il “giro virtuale” del complesso, ma le guide erano tutte in sloveno o inglese, quindi abbiamo rinunciato, preferendo girare a piedi (e salire non so quanti gradini) fino ad arrivare in cima alla torre da dove, nelle belle giornate, si vede un terzo del territorio sloveno. Beh, essendoci ancora un pochino di foschia, ci siamo accontentati di quello che potevamo vedere.

 

Poi abbiamo girato il castello: una buona parte è stata ricostruita nel 1960 sulle rovine di fortificazioni preesistenti. Nel corso dei secoli, oltre che a fortezza, fu adibito anche a carcere, ed in esso fu imprigionato per poco tempo pure Silvio Pellico, prima di essere trasferito allo Spielberg.

Abbiamo potuto visitare le celle delle prigioni, quelle dei nobili, chiuse, mentre quelle dei detenuti comuni erano “aperte”. Dappertutto campeggia l’immagine del drago. Nel cortile c’è anche un ristorantino elegante con annesso bar, e qui è successa una scenetta comica. Al castello, come in tutta la città, c’erano tantissimi turisti giapponesi (lo scorso anno li ho fotografati mentre fotografavano), ed una coppia di anziani si è tranquillamente seduta ad un tavolino del bar, ha aperto uno zainetto, ha tirato fuori panini e thermos e si è messa tranquillamente a mangiare sotto lo sguardo sbigottito dei camerieri e degli altri avventori, tra i quali anche noi. Notare che poco distante c’erano panche dove avrebbero potuto pranzare tranquillamente 🙂 .

 

 

 


Lubiana – edifici, piazze e vie

Un’altra piccola carrellata di immagini di Lubiana, palazzi, viuzze e piazze varie. Questa volta sono riuscita anche ad inserire la musica

L’edificio con le gigantografie appese alla parete è la Sinagoga, le piazze principali sono la piazza dei Congressi, dove si affacciano vari importanti edifici – la Chiesa delle Orsoline, la Filarmonica e l’Università – e piazza Preseren, con il monumento all’omonimo personaggio, un famoso poeta sloveno, dietro al quale c’è la Chiesa di san Francesco, mentre sul davanti ci sono i famosi “Tre ponti” pedonali. L’originalissima casa rosa con decorazioni stile mosaico all’inizio delle foto è la Vurnik Hîsa, ora sede della Cooperative Businnes Bank.

 


Lubiana – 2

Beh, la “vecchietta” ha colpito ancora 😀

Piuttosto di pubblicare un sacco di foto (che poi, siamo sinceri, uno prima o poi si annoia anche) ho preferito fare uno slide, postarlo su you tube (e mi ci sono dovuta pure iscrivere !) per poi metterlo qui su WordPress.

Beh, sono agli inizi, ed infatti ho dimenticato di metterci la musica…ma la prossima volta, prometto, rimedierò.

 


Lubiana

Ci sono posti cui nessuna fotografia, nessun filmato possono rendere l’atmosfera.

Lubiana è uno di questi: una città che bisogna “vivere” per apprezzarla al meglio, passeggiando sulle stradine del centro o per i viali lungo il fiume, tra il brusio delle persone sedute ai tavolini degli innumerevoli localini dai quali escono musiche varie – country, jazz, classica, popolare – e profumi diversi: pesce, carne, dolci, pizza, spezie, mandorle caramellate… Il massimo di questi profumi lo si avverte nella stradina che dal Ponte dei Draghi porta ai Tre ponti, dove ogni venerdì ci sono innumerevoli bancarelle che preparano cibi etnici, che la gente gusta accomodandosi su lunghe panche o sedendosi direttamente sui gradini del passaggio che porta alla Cattedrale di San Nicola.

Ed il fascino di questa città si avverte specialmente all’imbrunire, quando si accendono innumerevoli lucette, la rossa chiesa dei Francescani e i “Tre ponti” si specchiano nelle acque della Ljublianica, i battelli che la solcano accendono i loro fari e pure il Castello, che sovrasta tutta la città, si illumina.

 

 

 

 

 

 

ù

 


Un po’ di vacanza

Una settimana in questa bellissima città.

Si torna sempre dove ci si trova bene.


Ritorno a casa.


Mi sembra di essere Pasquale Ametrano, il personaggio interpretato da Carlo Verdone: al confine italo-sloveno avrei voluto scendere dall’auto e baciare il sacro suolo: non il nostro, ma il loro.
Davvero credo che noi italiani dovremmo abbassare un po’ la cresta e prendere ad esempio chi è meglio di noi. Ci riempiamo la bocca delle glorie passate – immense, non c’è che dire – e minimizziamo le magagne attuali, immense pure loro, e non facciamo nulla per eliminarle.
Lubiana ha fatto del turismo un business mentre noi non valorizziamo abbastanza le nostre bellezze naturali ed artistiche, e solo da poco puniamo chi le deturpa.
A Lubiana mi è sembrato di tornare indietro di una quindicina d’anni: una città pulita, ordinata, dove, girando, si avverte il senso della sicurezza. Come avevo già scritto, in giro non si vede nessun mendicante, nessun extracomunitario che rompe le scatole mentre si passeggia, piagnucolando di avere fame (?).
E paradossalmente il senso di sicurezza lo si avverte proprio per la mancanza di forze dell’ordine. Da noi è pieno sia di pattuglie che di elementi indesiderati: ovvio che senza questi ultimi non siano necessari nemmeno i primi.
Quello che mi ha colpito poi è il gran numero di bambini e di mamme che passeggiavano con loro, spettacolo sempre meno usuale da noi.
Una città salottiera, molti locali all’aperto, tantissimo verde, una vastissima zona pedonale, si avverte dappertutto un senso di gioia di vivere, sia tra i turisti che tra i residenti.
Grande educazione, grande civiltà.
E noi, che SECOLI addietro della civiltà siamo stati il faro, ora arranchiamo penosamente e fatichiamo a tenere il passo.


Lubiana, ultimo giorno

Avremmo dovuto salire al castello, ma c’era troppa coda da fare… una marea di giapponesi sembra essersi trasferita tutta in questa città. 😂
La festa di ieri si è trasferita dai Tre ponti alla piazza Congressi, dove affluiscono tantissime scolaresche. Ci sono pure gli stand di Polizia ed Esercito con alcuni loro mezzi, che i piccoli visitano con piacere e, per ricordo, ricevono in dono dei palloncini colorati.

Non ci rimaneva altro che passeggiare per la città.
Anche sul Ponte dei Macellai, con parte del fondo in vetro, è arrivata l’orrenda moda dei lucchetti, e qualcuno ci attacca pure i ciucci dei bambini. Sia sulle spalliere che sul ponte stesso o nelle sue vicinanze si trovano sculture un po’ inquietanti.

Poi un’altra piccola carrellata di edifici tra i quali l’ingresso del teatro dell’opera, e dei dettagli che mi sono piaciuti.

 

Infine le persone: ho fotografato i giapponesi che fotografavano 😅, poi il classico personaggio delle bolle di sapone che fa tanto felici i bambini, un suonatore sui Tre ponti col costume e lo strumento caratteristici ed infine (preso al volo perché mi è sbucato davanti all’improvviso) un tale che sembrava Leonardo da Vinci in bicicletta… il mio tipo 😂.


Ciao Lubiana, tornerò a visitati ancora. Mi è piaciuto il tuo aspetto “salottiero”, la cortesia della tua gente, mi ha colpito l’alto numero di bambini, il verde (non per altro è stata la capitale Green nel 2016), il tuo centro pedonale molto vasto, dove ho visto circolare tantissimi adulti con i monopattini, oltre alle biciclette e minuscoli bus elettrici da 6 posti… (quest’ultima foto è  presa dal web)


Inviato dal Veloce promemoria


Lubiana, terzo giorno

Dubbio: castello o battello?
Vista la bella giornata optiamo per il battello. Un piccolo tour di 45 minuti, per la maggior parte fuori dal centro città.
Il fiume ad un certo momento non è più canalizzato e le sponde sono ricche di vegetazione. Anche qui ogni tanto, tra il verde, si scorgono localini deliziosi. Ci sono anche varie scuole di canottaggio ed alcuni ragazzini che ne frequentano una si divertono a seguirci.
I ponti, visti dal basso, hanno tutto un altro aspetto.

In centro città c’è una festa, non so per quale motivo. Lungo le vie principali sono stati allestiti vari banchetti che vendono le mercanzie più disparate, per lo più gastronomia e bigiotteria. Inoltre ci sono vari artisti di strada, come i suonatori di xilofono ed un gruppo di donne, tutte di una certa età, che si esibiscono con tamburi, bacchette e bandierine, muovendosi ritmicamente: spettacolo molto apprezzato da una compagnia di giapponesi che ridevano ed applaudivano con molta energia, divertendosi come bambini.

Questa città mi affascina sempre di più.



Inviato dal Veloce promemoria


Lubiana, secondo giorno.

Lo scorso anno, sempre di maggio, eravamo a Zagabria, ed ho scritto che mi era piaciuta tantissimo. Lubiana però ha un fascino particolare. Sarà perché lungo il fiume si susseguono moltissimi locali – ristoranti, brasseries, bar, pasticcerie, birrerie, lounge bar – uno dietro l’altro, frequentatissimi ad ogni ora;
sarà perché anche qui non si vede l’ombra di un mendicante o un venditore di merce taroccata; sarà per l’estrema pulizia che regna ovunque; sarà per la cortesia della gente che, pur con la difficoltà della lingua, cerca di aiutare il turista in ogni modo.
La riprova di grande civiltà sta nel fatto che in giro non si vede nessun poliziotto, contrariamente a quel che succede qui da noi, dove gli extracomunitari girano impunemente pur con grande presenza di pattuglie delle forze dell’ordine.
Poi, statue e fontane in abbondanza…incluso il drago, in quanto san Giorgio è anche il patrono della città. E il castello, con la sua torre bianca, domina tutta la città.
Naturalmente, ecco altre foto.


Inviato dal Veloce promemoria


Lubiana , primo giorno

All’hotel la camera era disponibile dalle ore15, perciò ce la siamo presa comoda: siamo partiti verso le10 viaggiando a velocità moderata, tutta autostrada da Bolzano a Lubiana, senza percorrere il tragitto alternativo che, passando dall’Austria, è ben più corto, ma è anche meno veloce perché si snoda su strade statali che spesso non consentono sorpassi.
L’hotel è in periferia, ma in pochi minuti con il taxi, davvero a buon mercato, si raggiunge il centro. Dopo esserci sistemati in camera,  abbiamo avuto un paio d’ore per visitare la città: la prima impressione è stata ottima.
In centro, lungo il fiume, ci sono moltissimi locali dove cenare o anche soltanto bere una birra, c’è una grande quantità di persone, forse anche perché è domenica. Si ha perciò l’impressione di una città piena di vita, oltre che bella anche dal punto di vista architettonico. Abbiamo trovato un bel localino dove cenare, poi abbiamo richiamato il “nostro” tassista e siamo rientrati.

A Lubiana… un pensierino per Libera, chenon vedo più da tempo 😢😢.

Ecco qualche foto


Dilemma

 

Domenica si parte per qualche giorno a Lubiana. L’incognita è il tempo: sarà soleggiato? Ci sarà pioggia? Le temperature come saranno?

Così, per pochi giorni, mi toccherà portare una valigia sia con abiti leggeri che qualcosa di pesante.

Certo è che un maggio simile proprio non me lo aspettavo.

Il bello è che proprio in questo periodo i confini saranno maggiormente sorvegliati per la temporanea sospensione del trattato di Schengen.

Frontiere aperte per quanto riguarda l’accoglienza dei “profughi” senza documenti, chiuse invece per la salvaguardia dei politici partecipanti al G7 a Taormina e del summit che si terrà successivamente a Bari, già normalmente superprotetti da scorte armate,.

La gente comune invece, in quanto a protezione, si arrangi.