La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Halloween

Quella festività abbastanza macabra che si celebra nella notte tra il 31 ottobre ed il 1° novembre. Il nome deriva dalla contrazione del lemma scozzese del 1700 circa All Hallow’s-eve, ossia Vigilia di Ognissanti. Una festa celtica di antica memoria, tramutata in festività cristiana ed ora, per motivi prettamente consumistici, diventata pressoché universale.

Anticamente indicava il capodanno in cui si celebrava la fine del raccolto e l’inizio della stagione invernale, quando famiglie e comunità si ritiravano in casa e riallacciavano i legami, però indicava anche quel momento in cui il mondo dei vivi sfiorava il regno dei morti. Si manifesta una certa somiglianza con i riti pagani dei Lemuria o dei Parentalia, in cui gli spiriti dell’Oltretomba venivano ricordati ed esorcizzati.

Papa Bonifacio IV istituì la festa di Ognissanti nell’anno 609, dedicandole il giorno 13 maggio, data coincidente con i sunnnominati Lemuria romani, ma Gregorio III la spostò al 1° novembre, facendola coincidere con la data del Samhain celtico. La riforma luterana però proibì le celebrazioni nelle terre protestanti e la festa si spogliò della sua connotazione cristiana, ritornando alle origini laiche e pagane. E l’usanza di “Dolcetto o scherzetto” da cosa deriva allora? I bambini, rappresentanti la nuova vita, simboleggiano i morti che riprendono vita e che, per assicurarci la loro benignità, devono essere placati con un’offerta per non diventare vittime della loro ripicca.

Una celebrazione quindi assai meno frivola di quanto si possa supporre.

 

Ed ora, festeggiamo la notte di Samhain con la splendida voce di Loreena McKennitt


Lady of Shalott ed il web

La leggenda di Lady of Shalott ha origini medioevali, essendo menzionata già nel ciclo dei racconti di re Artù, ma fu poi ripreso da Tennyson che ne propose ben due versioni.

La signora di Shalott, a causa di un malvagio sortilegio, era costretta a guardare il mondo esterno solo attraverso uno specchio, pena la morte se solo avesse rivolto lo sguardo verso Camelot, dove a volte si recava sir Lancelot, del quale la dama si era perdutamente innamorata, e trascorreva le sue giornate raffigurando ciò che scorgeva del mondo esterno ricamandolo sulla sua tela. Ma il giorno in cui ella intese la voce del cavaliere che intonava una canzone, non seppe resistere e si affacciò al verone per guardare l’amato. Poi, sentendo la morte che si avvicinava, salì su una barca, lasciandosi trasportare dalla corrente fino alla residenza di Camelot, dove Lancelot, pur non conoscendola, si intenerì alla sua vista.

Mi sembra ci sia una certa corrispondenza tra la leggenda su riportata e la vita odierna, in quanto guardare il mondo da dietro il video di un PC è come essere la Signora di Shalott, che lo osservava esclusivamente attraverso lo specchio. Un mondo che, pur esistendo, è irreale, deformato dalla nostra fantasia, plasmato dai nostri desideri e quindi destinato ad infrangersi al primo urto. L’illusione vissuta dalla dama è simile a quella che a volte si crea immaginando situazioni e persone diversamente da quelle che sono in realtà, vissute e viste solo attraverso la deformazione della visione che ci rimanda internet, senza dubbio una miniera di informazioni, ma anche fonte di

abbagli, mistificazioni, manipolazioni…. Basti pensare a quante persone si fanno abbindolare da falsi profili di facebook o altri social network,