La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Letture

 

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Vengo dalla lettura, o dalla rilettura, di alcuni testi un po’ impegnativi. Fatta eccezione per Ghiaccio-nove di Kurt Vonnnegut, che ho trovato pesante per quanto i libri di fantascienza mi piacciano, gli altri li ho letti/riletti molto volentieri. 

Le Memorie di Adriano inoltre le ho lette questa estate prima in lingua originale per testare, dopo tanto tempo, il mio francese, quindi l’ho riletto in italiano per una lettura più fluida. Però in seguito mi è venuta voglia di qualcosa di più leggero…

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Quindi ho rovistato nella mia libreria, ed ho ritrovato una serie che mi ha sempre affascinato, fin da quando ero bambina e leggevo le edizioni ridotte. (però, gli Oscar Mondadori…quanti refusi! 🙂  ).

 

Così mi accingo a rivivere le avventure di Athos, Porthos, Aramis e di D’Artagnan, con i rispettivi servitori… aggiungendo il cardinale Richelieu,  la regina Anna, la perfida Milady, la dolce Costanza, lord Buckingham (questi solo nel primo libro della trilogia),  ritornando indietro negli anni.


Libri

…Non esistono due libri uguali perché non sono mai esistiti due lettori uguali. E che ogni libro letto è, come ogni essere umano, un libro singolare, una storia unica ed un mondo a parte. “

Il vantaggio dei libri…era che potevi appropriarti delle vite, delle storie e delle riflessioni che racchiudevano, e quando finivi di leggerli, non eri mai la stessa persona di quando li avevi cominciati. Alcune di quelle pagine erano state scritte da persone molto intelligenti; e se le sapevi leggere con umiltà,pazienza ne desiderio di imparare, non ti deludevano mai. Persino quello che non capivi ti restava lì, in un angolino della testa; pronto ad assumere un senso nel futuro, trasformandosi in una scoperta bella o utile.”

Arturo Pérez-Reverte

La regina del Sud

Sarà per questo che preferisco leggere un libro ed immaginarmi i personaggi secondo la mia fantasia. Quando trasportano un libro in un film, sono più le volte che resto delusa da quelle in cui il film mi soddisfa pienamente, anche perché spesso, per esigenze di sceneggiature, la trama viene tagliata se non addirittura stravolta. Quindi,tranne poche eccezioni, preferisco sempre il libro.

La gente comunque si divide in varie categorie: quelle che prima leggono il libro e si rifiutano categoricamente di vedere il film, quelle che guardano solo il film disinteressandoci completamente del libro, quelli che invece abbinano la lettura alla visione del film (prima o dopo, non ha importanza), per sentenziare, solitamente, che il libro è meglio del film, mentre raramente dicono il contrario.

Però, se come diceva Alfred Hitchock il film non è un pezzo di vita ma una fetta di torta che va gustata sul grande schermo, il libro cosa rappresenta? Per me, un pranzo completo, dall’antipasto (rappresentato dalla copertina) al dolce, ossia il risvolto in terza pagina.


Noterella

Per scalare la classifica dei libri più venduti occorre essere morti.
Vedi Umberto Eco con il suo libro postumo “Papé Satàn” o Harper Lee con la riedizione de “Il buio oltre la siepe “.


Libri

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I libri che ho imprestato e che non mi sono stati restituiti sono per me come figli che si sono allontanati, e li ricordo ancora dopo decenni.
A Lucia prestai  “Lettera ad un bambino mai nato ” ed anche  “Insciallah “.
A Maria Grazia invece “Anatomia di un omicidio” “Memorie di un cane giallo” “La montagna incantata” e “Memorie di Adriano”.
Alcuni libri li ho riacquistati,  essendo le “amiche” ormai irreperibili,  ma il libro cui tenevo di più era appunto “Memorie di Adriano” non lo trovavo più, almeno nell’edizione che cercavo . L’ho scaricato su Kobo, ma è in francese e, per quanto lo mastichi benino, è stata una fatica improba leggerlo tutto.
Finalmente l’ho trovato sul banco libri di Stefano, del quale avevo parlato qualche tempo fa, e nella traduzione che cercavo, quella di Lidia Storoni Mazzolani.
All’interno una dedica…”A ricordo di giorni felici. Con tenerezza” un luogo, una data… Come si fa a vendere un libro con una dedica simile?
No, non sarei capace di vendere
un libro che mi è stato regalato: è il ricordo di una persona che, nel bene o nel male, ad un certo momento ha attraversato la mia vita.  Alcuni libri, certamente, li ho venduti, ma erano doppioni che io stessa avevo comperato. Però mai e poi mai mi priverei di un libro con una dedica…

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Libri…che passione

Girare per bancarelle…anzi, per banchi-libri

Il mio mitico Giuseppe, ormai avanti con gli anni ed afflitto da vari problemi di salute, ormai si reca poche volte al suo banco libri in piazzale Oberdan, specie ora che lo hanno trasferito sull’altro lato della piazza, dato che hanno riqualificato tutta l’area dove c’è il Diurno. Così nei nostri giri già da qualche tempo abbiamo conosciuto Stefano. Gentile, cordiale, competentissimo in tutto…un vero piacere discutere con lui su qualsiasi argomento.

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Esercita questa attività da oltre vent’anni, un lavoro che lo appassiona e gli piace (e lo si nota). Ha pure un giro di amicizie che si recano da lui per passare un po’ di tempo discorrendo gradevolmente. Inoltre è sempre disponibile a dare indicazioni ai turisti che gli domandano delle informazioni.

L’altro giovedì poi, dopo aver ritirato l’ennesima infornata di Tex – mio marito ne è appassionato e li colleziona ma piacciono pure a me -, ci ha invitati a visitare il suo magazzino in corso Vercelli, sito in un cortile interno circondato da case in una delle quali aveva abitato da bambino. Un magazzino, che sarebbe poi un garage, stipato fino al soffitto da moltissimi volumi, molti anche di pregio, e là, per puro caso, ho trovato forse l’unico libro di Guareschi che mi mancava, ”Lo zibaldino”.

Zibaldino

Naturalmente edito da Rizzoli, con quei bei caratteri che si usavano in quegli anni, chiari e leggibili, un’edizione del 1952, settima ristampa, con in copertina la foto dello scrittore in compagnia dei due figli, Albertino e Carlotta (la mitica Pasionaria, scomparsa di recente).

Quando acquisto un libro usato, – raramente, ma succede – penso anche alle persone che l’hanno posseduto e letto prima di me. Quale sarà il motivo per il quale si sono separate da quelle pagine? Io non ne sarei capace: qualche volta mi sono liberata di alcuni volumi, solamente perché erano doppi, e della medesima edizione, ma li ho donati ad amici o a qualche biblioteca rionale. Penso a quando mancherò, che fine faranno i miei libri…tanti, tantissimi, troppi… con lo spazio conteso tra me e mio marito per i suoi dvd e i miei volumi… Ma per adesso ho arricchito la mia biblioteca di un altro volume di uno dei miei scrittori preferiti.


Libri

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Dicono che in Italia si legga poco.

Ho una biblioteca che ormai sta occupando buona parte di casa mia, dove si trovano libri dappertutto, in soggiorno, nell’entrata, in studio, in cucina, in camera da letto in pile sul comodino, libri di tutte le specie, dai tascabili alle edizioni più pregiate e costose, eppure anch’io ultimamente sto leggendo poco, pressappoco un libro al mese, quando la media era dieci volte tanto.

La ragione è presto detta: basta dare una scorsa alla classifica dei primi dieci libri più venduti.

Ben saldi nelle prime due posizioni, “50 sfumature di grigio” e “50 sfumature di nero”, mentre le “50 sfumature di rosso” sono appena al quarto posto: libri che mi rifiuto categoricamente di comperare. Al terzo posto “Sette brevi lezioni di fisica”…ed io dovrei arrovellarmi su una materia che non mi interessa assolutamente? A che mi serve sapere qualcosa sulla meccanica quantistica (che è?), sulle particelle elementari o sulle leggi che governano il cosmo? Dovrei rimettermi a studiare, per giunta un campo particolarmente ostico. Forse potrebbe interessarmi il libro al quinto posto “Storia di una ladra di libri”: in fondo, pure io li “rubavo”, ovunque li trovassi, e potrebbe quindi esistere una certa affinità. Ma si svolge durante il nazismo, e di libri su quel periodo ne ho già a bizzeffe. Al sesto posto “Il magico potere del riordino. Il metodo giapponese che trasforma i vostri spazi e la vostra vita”. Già il titolo è di per sé un libro, tanto è lungo. Poi sono una disordinata per natura e cambiare alla mia età potrebbe anche farmi male 🙂 .

Seguono altri tre titoli “L’amica geniale”, “Nessuno si salva da solo”, “Le mille luci del mattino”, titoli che fanno tanto Liala…un genere che non mi si addice di certo, storie probabilmente melense che lascio alle adolescenti.

Infine l’ultimo, “La ruga del cretino”. Ecco, Andrea Vitali mi piace, e molto. Le sue storie ambientate a Bellano, sul lago di Como sono sempre originali. I personaggi ben caratterizzati, lo stile molto personale. Questo forse è, tra i dieci, l’unico libro che acquisterò. Nel frattempo, mi rileggo quelli che già possiedo (attualmente, “Sulla strada”di Jack Kerouak, semplicemente affascinante).

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Libri

Tutto nasce dal fatto che questa notte ho dormito male… Mio marito dice che è per colpa della luna piena (io non ci credo, ma ho notato che, effettivamente, le crisi del sonno sono in concomitanza del plenilunio)’ e così, rigirandomi più volte nel letto, ho fatto cadere la pila di libri che stazionava sul comodino in precario equilibrio, sperando di non aver svegliato mezzo condominio. Ho guardato allora i libri cascati per terra… Libri “poveri”, edizioni economiche ereditate dai miei, acquistate da ragazza, a prezzo di varie rinunce, con la piccola paghetta settimanale, o, in età più matura girando per bancarelle e “seconda mano”. Già, perché i best sellers di oggi non mi attirano più di tanto. Biografie delle quali non interessa nessuno, saggistica che pretende di “educare” il tuo pensiero, manuali di cucina, giardinaggio, cucito ed arti varie e inoltre gialli, tanti gialli (questi, in effetti, li compero pure io…). I grandi romanzi…spariti. La poesia contemporanea, con l’eccezione di Alda Merini, pure. Non resta che rispolverare i vecchi capolavori o rivolgersi al mercato dell’usato. A Milano, benedetto sia il Libraccio… Nelle mie trasferte, io frequento quello di via Vittorio Veneto, presso i bastioni di porta Venezia, e là ho trovato tantissimi titoli che nessuno ristampa più, come ad esempio il “Canto generale” di Neruda, che ho comprato per poco, davvero poco. Inoltre è vicino alla Bancarella del sig.Tagliaferri, dove ho scovato tanti piccoli tesori.

Mi sono messa allora a riordinare la pila composta da vari titoli, differentissimi gli unoi dagli altri, anche se molti testi sono di poesia:

– Canti orfici, di Dino Campana;

– Scritti corsari, di Pierpaolo Pasolini;

– Canto generale, di Pablo Neruda ,2 volumi, in cui è narrata l’epopea dell’America Andina;

– Mala storie, di Pietro Colaprico, raccolta di articoli su fatti di cronaca nera avvenuti a Milano negli ultimi anni;

– Non esiste saggezza, di Gianrico Carofiglio;

– Poesie d’amore e della memoria, di Kostandinos Kafafis,

– La sorellina, di Raymond Chandler;

– A rischio, di Patricia Cornwell;

– Addio mia amata, sempre di Raymond Chandler;

– Giallo a tempo di swing, di Cornell Woolrich;

– Ritratti di artista di Susan Vreeland;

– Gitanjali e il Giardiniere, di Tagore;

– Quelli che Milano, di Ascari e Guarnaccia

oltre ad un paio di gialli Mondadori e a qualche rivista di sudoku….



9 dicembre 2010

Oggi sciopero dei mezzi pubblici. Non è un problema per noi, abituati da sempre a camminare. Quindi, partiti da viale Monza, dopo aver fatto un giro per il mercato, siamo arrivati in corso B.Aires, dove abbiamo fatto sosta alla Feltrinelli per acquistare alcuni libri. Poi, senza fretta, arrivati a Porta Venezia, abbiamo girato per viale Piave e sempre avanti fini a Monte Nero per pranzare al Mare Mosso. Nel frattempo lo sciopero è cessato, ma bisognava ben fare quattro passi per digerire… E siamo tornati a casa a piedi.


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Mi sono adeguata…pure io sono cascata nella trappola mediatica ed ho comprato i tre libri della saga “Millennium”, tutti e tre assai ponderosi. Il primo l’ho finito e, se devo essere sincera, mi è piaciuto, anche se..già, anche se. Quando si continua con “anche se..”qualcosa non ha pienamente convinto, però non saprei descrivere esattamente cosa. Forse perché la trama era parecchio complicata, forse perché la Svezia è molto distante dal nostro modo di vita (però il vecchio poliziesco “Il poliziotto che ride” (*), ambientato anch’esso in Svezia, mi era piaciuto assai), forse perché ho trovato il personaggio di Lisbeth “fasullo ed esagerato”…non lo so. Però sono contenta di averlo letto, ed ho iniziato il secondo. Vedremo come andrà a finire.
(*)  da questo libro gli americani hanno tratto il bellissimo film con Walther Matthau “L’ispettore Martin ha teso la trappola”…