La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Tuberi


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Oggi parlo di tuberi.

Tuberi, ossia patate, quelle patate bollenti che hanno riscaldato gli animi ed infiammato le discussioni.

Già, perché Virginia Raggi, sindacO di Roma, ha incassato la solidarietà di tante donne (prescindendo dal rispettivo orientamento politico) per il titolo di “Libero”, titolo magari dalla comicità un pochino greve per il doppio senso, però perfettamente lecito. La stessa solidarietà che non è stata dimostrata nei confronti di Giorgia Meloni per gli apprezzamenti negativi fatti da Asia Argento (che farebbe meglio a stare zitta viste certe immagini da lei stessa messe in rete) o, sempre restando nel campo di “Libero”, per il medesimo titolo (Patata bollente) usato nei confronti di Ruby.

patata-bollente-2011Quest’ultima poteva benissimo essere presa in giro in quanto legata a Berlusconi, la Raggi invece poverina… Ma Virginia appartiene a quel movimento che del turpiloquio ha fatto la sua religione. Restando nel campo femminile, sul blog di Grillo o nei comizi, ci sono state ingiurie ben più pesanti: Rita Levi Montalcini ad esempio, chiamata “Vecchia puttana”, oppure si invitava la gente a far stuprare (trombare) la Boldrini dai Rom o la Boschi a battere per strada, la governatrice del FVG appellata “Serracchiani mille mani”, per non parlare di un osceno fotomontaggio con Gad Lerner ritratto tra la Carfagna e la Minetti.

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Neppure glu uomini sono stati esentati, quali ad esempio Umberto Veronesi che veniva sempre chiamato Cancronesi, Brunetta e Berlusconi messi alla gogna per la statura.

A suo tempo, pur non approvandolo, abbiamo difeso Charlie per cose ben peggiori.

Il titolo di Libero, ripeto, è semplicemente un gioco di parole, e ricordiamo che con le patate si confezionano gli gnocchi, inteso come maschile di gnocche 🙂 .

 

Honni soit qui mal y pense.


77° posto

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Parlo della libertà di stampa in Italia.

E quello che è successo ieri notte ne è la riprova.

Rimosso Maurizio Belpietro dalla direzione di Libero. Come mai?

A causa del suo appoggio al NO per la campagna per il prossimo referendum.

Il fatto è che la proprietà del quotidiano è del gruppo Angeletti; gli Angeletti sono vicini a Dennis Verdini e quest’ultimo sostiene chi? LUI, certo, il piccolo parolaio fiorentino.

A pensare male si fa peccato ma ci si azzecca, diceva quella grande mente della buonanima di Andreotti.

Quindi NON deve passare la linea contraria a quella del premier in merito al referendum sulla costituzione, tanto più che pure Vittorio Feltri si è dichiarato per il SÌ (strano, ma vero).

Libero di nome, ma non di fatto.

Ora dal 77° posto saremo scesi ancora di qualche posizione.

Poi parlavano del MinCulPop!

Ma mi faccia il piacere!

http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/11909965/editoriale-maurizio-belpietro-libero-.html


l’avvocato d’ufficio

Adesso dite pure che non è vero… L’ennesima procura che accusa per l’ennesima volta Berlusconi. Poi dicono che non devo fare l’avvocato d’ufficio.

Le televisioni ed i giornali possono impunemente sbeffeggiarlo ed offenderlo, anche sul piano fisico, quasi che chiamarlo nano o psiconano come fa Grillo sia lecito; semplicemente trovo di cattivo gusto sfottere qualcuno per i sui difetti fisici, lo stesso Grillo dovrebbe per primo guardarsi seriamente allo specchio:non è certo fatto meglio del Berlusca!

Ma guai se qualcuno si permette di fare dell’ironia dall’altra parte… Iniziano le querele, e, ad esempio, Forattini ne sa qualcosa, pur essendo la sua solo satira e non insulti più o meno gratuiti.

Se però mr. B. prende il telefono, legittimamente, per lamentarsi, l’indagato diventa lui, in quanto viene inquisito il “cittadino” Berlusconi e non Berlusconi Capo del Governo…distinzione molto sottile…mah!

Mai nessuno invece che faccia partire una querela per le offese arrecategli, come invece è successo ieri per la vignetta su Libero in cui veniva raffigurato anche Napolitano, visto che il Quirinale ci costa un bel po’ di soldini..eh no, quello è il Presidente della Repubblica, quindi intoccabile.  

Il Presidente del Consiglio invece è uno zerbino su cui tutti possono pulirsi i piedi, mandando in onda testimonianze, telefonate, foto e quant’altro alla faccia non solo della privacy, del segreto istruttorio (in quanto molte di queste cose sono parte delle inchieste a suo carico), ma anche della legge che vieta espressamente di mettere sotto intercettazione il telefono di un parlamentare.

Perfino Giampaolo Pansa se ne è accorto, lui unica persona seria ed onesta di una “certa” sinistra, l’unico che abbia avuto il coraggio di denunciare i misfatti attuati dai comunisti nell’immediato dopoguerra nel “triangolo” rosso, l’unico che abbia documentato l’orrore delle foibe, l’unico che abbia saputo comprendere anche le ragioni dei vinti, i loro ideali traditi e mistificati. Dicevo, perfino Pansa si è accorto del linciaggio mediatico contro Berlusconi, tanto da dedicargli l’intero ultimo capitolo del suo libro ” Carta straccia”, dove chiaramente dice di non aver mai votato per mr. B., di non aver mai condiviso le sue idee e quelle del centrodestra ma che, in caso di elezioni anticipate, questa volta lo sosterrebbe, proprio per rivalsa alla faziosità dei suoi avversari.

Certi PM davvero dovrebbero vergognarsi, invece li premiamo con cariche pubbliche (vedi De Magistris), li osanniamo anche se sono quelli delle cause fatte solo per acquisire notorietà e che finiscono per scoppiare come bolle di sapone, come Woodcock…

Negli altri paesi le intercettazioni illegali vengono punite, ed il caso Murdoch ne è l’esempio lampante. Qui diventano di dominio pubblico senza che nessuno muova un dito, anzi, si condanna già prima, ancora senza processo.

Lo strano è che Murdoch è proprietario di stampa e televisioni ed è lui che ha fatto uso di intercettazioni illegali, mentre Berlusconi, pure lui proprietario, anche se a nome di familiari, di mass media è l’intercettato!


cellulari

Santoro divulga il numero di cellulare di Berlusconi durante il suo programma… E “Libero” fa altrettanto col cellulare di Santoro.
Chi la fa, l’aspetti…