La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Leonardo

Per il TG1, la rete televisiva ammiraglia di stato (cosa mai aspetteranno a privatizzare seriamente la RAI), Leonardo sarebbe un genio “italo-francese”.

Vabbè…Mattarella è a Parigi per ribadire l’amicizia con la Francia (però Macron la ricambia?), il “sovranismo” sta sulle scatole a parecchi, ma arrivare a tanto sminuendo le nostre passate eccellenze è davvero miseramente comico.

Quindi, signori miei che leccate le terga all’Europa, Leonardo se proprio volete era italiano, ma ancor più, non esistendo l’Italia, era toscano.
In Francia visse solo, ed esclusivamente per lavoro, gli ultimi suoi tre anni di vita.
Punto.


Crin d’oro crespo

Crin d’oro crespo e d’ambra tersa e pura,
ch’a l’aura su la neve ondeggi e vole,
occhi soavi e più chiari che ‘l sole,
da far giorno seren la notte oscura,

riso, ch’acqueta ogni aspra pena e dura,
rubini e perle, ond’escono parole
sì dolci, ch’altro ben l’alma non vòle,
man d’avorio, che i cor distringe e fura,

cantar, che sembra d’armonia divina,
senno maturo a la più verde etade,
leggiadria non veduta unqua fra noi,

giunta a somma beltà somma onestade,
fur l’esca del mio foco, e sono in voi
grazie, ch’a poche il ciel largo destina.

 

Pietro Bembo

(Particolare dalla Vergine delle rocce, Leonardo da Vinci)


11 maggio – Palazzo Reale

http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Arcimboldo

 http://www.comune.milano.it/palazzoreale/VisitaVirtuale/Tourviewer_Reale.html

Visita a Palazzo reale, dove, tra le varie mostre, c’è anche quella di Arcimboldo. Abbiamo scelto questa perché ne abbiamo visitate già parecchie sugli impressionisti e quella di Savinio era fin troppo frequentata (avremmo voluto riservarla ad un’altra giornata, ma il tempo era così bello che abbiamo preferito girare per la città).

Nelle prime sale erano esposti molti disegni a carboncino o sanguigna, di Leonardo da Vinci e di artisti suoi contemporanei, quali il Lomazzo, il Figino, Cesare da Sesto. Opere provenienti in gran parte dalla Pinacoteca Ambrosiana, che ritraggono per lo più teste cosiddette “grottesche”, con espressioni strane e visi a volte perfino paurosi, con nasi e labbra pendule, crani deformi e pelati, occhi infossati e via dicendo.

Di seguito una sala con vari manufatti in cristallo, metalli e pietre preziose che attestano la grande importanza che ebbe Milano in quel periodo (si parla del 1500), nella lavorazione di detti materiali: si possono ammirare inoltre scudi, spade ed armature semplicemente stupende, con elmi variamente istoriati con draghi ed altre figure mitologiche, provenienti per lo più dal Kunsthinstorisches Museum di Vienna, (che avevo già visitato tempo addietro). Nelle vetrinette ci sono inoltre esposti dei rari codici miniati, cammei e broccati intessuti con fili preziosi.

Poi , nelle sale seguenti, ci sono dei ritratti eseguiti in maniera tradizionale da ll’artista ed i disegni preparatori per le vetrate che Giuseppe Arcimboldo realizzò, unitamente al padre Biagio, per il Duomo di Milano, nonché quelli per dei Gonfaloni e un arazzo del Duomo di Como.

Un’intera sala è dedicata al “Nuovo Mondo”, l’America, con illustrazioni di piante ed animali sino a quel momento ancora sconosciuti, nonché una vetrina con corna e altri trofei animali. Inoltre era esposto i, quadro “La lepre” di Hoffmann, dove, cercando bene, si notano anche un sacco di insetti ed altri animaletti dei campi.

Si arriva finalmente alla sala principale, dove sono esposte le sue famose opere relative alle “Stagioni” ed agli “Elementi”, e qui c’è la vera sorpresa.

Infatti di ogni “Stagione” sono esposte ben tre differenti versioni, conservate in vari musei: quello già citato di Vienna, da Madrid, dal Louvre di Parigi e da Monaco di Baviera. Le versioni, di uguale grandezza, sono però differenti per piccoli particolari, e sembra quasi di dover fare il gioco della Settimana Enigmistica “Trova le differenze”. Qui si può veramente ammirare la perizia del pittore nell’assemblare fiori, frutta, animali formando le teste che sono ormai universalmente note. Lo stesso succede per gli “elementi” (Terra, fuoco aria ed acqua), dove pure di queste sono presentate varie versioni.

Segue un ritratto grottesco di Rodolfo II, sempre a base di frutta e fiori, messo a confronto con un ritratto tradizionale, e due ritratti ,di Bibliotecario e Giurista, formati assemblando libri ed altri strumenti tipici di quelle professioni.

 

Le ultime sale contengono i progetti di Arcimboldo per le feste di corte, bellissimi disegni di costuni e scenari ed una armatura, montata su un manichino a cavallo a grandezza naturale, già appartenuta all’arciduca Ferdinando II del Tirolo.

Nell’ultima sala, le teste reversibili, dove, con un gioco di specchi, si possono vedere le due prospettive. Tra queste, la “Canestra di Frutta”, dalla quale si dice che Caravaggio abbia tratto ispirazione per il suo “Canestro”, conservato alla Pinacoteca Ambrosiana.

Il tutto, accompagnato da un sottofondo di musiche d’epoca….